L'intervento del WWF sui nuovi vigneti all'interno del SIC Borago-Galina mette in evidenza tutta l'approssimazione e la debolezza strategica di cui soffre attualmente questa ex grande associazione ambientalista.

Nell'articolo pubblicato questa mattina dal giornale L'Arena ci sono una serie di imprecisioni e di false informazioni :

1) L'intervento di cui si parla nell'articolo riguarda solo i comuni di Verona e Negrar e non interessa il comune di Grezzana.

2) La vicenda giudiziaria, a cui si fa riferimento nell'articolo, riguarda un intervento diverso avvenuto in un periodo antecedente. Lo sbancamento della collina del Maso e la sua trasformazione da prateria in vigneto era iniziato nel 2003 e fu bloccato per un anno e mezzo da un esposto presentato nel 2006 alla Procura di Verona. Nel 2009 la vicenda si concluse con una sentenza di assoluzione della "Società Agricola Nicolis". Tutti i terreni toccati da questo intervento confinavano col SIC Borago-Galina, ma erano fuori dal confine del SIC.

3) La nuova richiesta di trasformazione è stata presentata nel 2014 dalla "Società Agricola Toscana" ai comuni di Verona e Negrar e riguarda dei terreni posizionati all'interno del SIC, a sud-est della proprietà del Masetto Alto, a cavallo del confine fra i comuni di Verona e Negrar.

4) Per essere più precisi, la "Società Agricola Toscana" aveva presentato già nel 2010 al Comune di Negrar una richiesta di trasformazione ed aveva anche iniziato i lavori di sbancamento, che furono stoppati da un esposto presentato nel luglio 2012 alla Procura della Repubblica dall'associazione Il Carpino, patrocinato dall'avv. Osvaldo Pettene.

5)  Il Comune di Negrar ha già autorizzato l'intervento in questione (pratica edilizia 176 A/14), mentre il Comune di Verona deve ancora dare il proprio parere. Vedi: /it/notizie/2015-negrar-nuovi-vigneti-nel-sic.html

6) La Società Agricola Toscana non ha mai presentato una VINCA, ma una semplice "Relazione di Screening per la Valutazione di Incidenza Ambientale", che è tutt'altra cosa.

7) Le considerazioni sulla "zona marginale" sono aberranti. Sui terreni interessati dall'intervento fioriscono ogni anno due specie di orchidee inserite negli allegato 2 e 4 della Direttiva Habitat Natura 2000.

8) Le considerazioni relative alle zone cuscinetto, o buffer zone, si sarebbero dovute fare a riguardo degli sbancamenti fatti fra il 2003 e il 2009 sulla collina del Maso, ma il WWF allora dov'era?

Fin qui l'articolo pubblicato da L'Arena, ma la lettera spedita dal WWF ai 3 comuni contiene anche una coda finale che ci lascia stupiti ed esterrefatti:

"Un po' di fiducia ci viene invece dal Nulla-Osta della Struttura forestale Regionale (N°21355 del 19.01.2015) laddove le PRESCRIZIONI prevedono:

1. Gli interventi di sistemazione agraria devono quindi prevedere il completo recupero dell'assetto morfologico preesistente, compresi tutti i muri a secco presenti originariamente. I tratti di muro da sistemare dovranno essere ripristinati tenendo conto della tipologia originale in pietrame.

2. Le aree boscate adiacenti all'area sono da ritenersi escluse dai lavori ed è fatto assoluto divieto scaricarvi materiale di qualsiasi natura e consistenza.

3. I filari vitati dovranno distare almeno 5 metri dal bosco adiacente, seguendo l'andamento delle curve di livello, con disposizione a gira poggio sulle terrazze esistenti.

Sarà nostra cura vigilare affinché queste prescrizioni vengano rispettate".


Durante questi mesi in cui il WWF è stato latitante, ci siamo battuti come leoni per bloccare la realizzazione di questo nuovo vigneto all'interno del SIC. Adesso arriva il WWF, che si preoccupa di concedere benignamente ai sindaci dei 3 comuni la propria approvazione all'intervento, a patto che vengano rispettate le prescrizioni del Servizio Forestale Regionale.

Bisogna riconoscere che questa posizione è molto coerente con la storia del WWF Verona, una storia piena di risultati brillanti. Tutti ricordiamo bene la vicenda della cacciata del WWF dell'Oasi del Vaio Galina (marzo 2013) e soprattutto l'incapacità del WWF (fondato per proteggere la flora e la fauna selvatiche) di ottenere che i SIC venissero dotati a suo tempo dei Piani ambientali e dei Piani di gestione come previsto dalla legislazione europea, italiana e regionale.

Dato che il WWF dà per scontato che un vigneto in più o in meno non cambia gli equilibri del SIC, ci si chiede se il WWF sia al corrente di quanti ettari di prati aridi sono già stati trasformati in vigneti nel SIC Borago-Galina negli ultimi 15 anni e se il WWF abbia letto almeno le norme di procedura delle VINCA redatte dalla Regione Veneto.

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