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Val più la caccia che la preda

 

Quando otteniamo ciò che vogliamo non possiamo volerlo più; perché il desiderio continui ad esistere deve avere i suoi oggetti eternamente assenti o irragiungibili.

Su questa semplice frase Lacan ha costruito la sua teoria del desiderio, mentre Salvini ha costruito la sua fortuna politica. Non è importante la soluzione di un problema, è importante creare una aspettativa, meglio se impossibile da realizzare o da verificare.
Questo vale per la caccia, per i lupi, per la sicurezza personale, per la paura dello straniero, per la paura di perdere la propria identità sessuale o nazionale. Vale al positivo come al negativo. Non conta che i reati in Italia siano diminuiti del 78% negli ultimi 10 anni, conta far convinti gli italiani che dietro ogni angolo di strada si nasconde un assassino.

Che l'economia italiana stia andando a puttane sembra non interessare più di tanto agli italiani, che votano compatti per Salvini e per la Lega anche se ad aprile l'Istat registra un calo della produzione dello 0,7% rispetto al mese precedente, dell'1,5% su base annua, in entrambi i casi si tratta del secondo arretramento consecutivo.
https://www.ilsole24ore.com/art/impresa-e-territori/2019-06-10/produzione-ad-aprile-crolla-l-auto-arretra-tutta-l-industria-092855.shtml?uuid=ACb71aP

Sorvoliamo su: migranti, integrazione, allontanamenti; politiche neocolonialiste, commercio di petrolio con la Libia; sfruttamento del lavoro nero in agricoltura o nell'edilizia; comportamenti violenti e razzisti a scuola, per strada, negli stadi; violenza fra le mura domestiche. Sappiamo tutti benissimo che quel che conta è avere qualcuno a cui addebitare la responsabilità di tutte le cose che non vanno. Se le cose vanno sempre peggio è anche meglio, perché così Salvini può fare la voce grossa.

Sorvoliamo appunto . . . per atterrare in Lessinia, dove, guarda caso, troviamo le stesse logiche e le stesse reazioni.

I lupi fanno danni, su questo non ci sono dubbi, o meglio, si comportano secondo il ruolo che hanno nella catena alimentare o catena trofica o piramide alimentare, esattamente come fanno danni tutte le altre specie, dagli insetti ai leoni, alle aquile, compresi, e qui viene il bello, noi umani, che consideriamo la cosa più naturale del mondo cibarci di qualsiasi specie vegetale o animale presente nell'orbe terracqueo. Consideriamo ovvio e naturale anche sprecare metà del cibo che produciamo, oppure riempire di rifiuti tossici e nocivi qualsiasi anfratto di terra, mare e cielo.

Che dall'arrivo dei lupi in Lessinia sia stato fatto pochissimo per indurre i feroci predatori a cibarsi di ungolati selvatici e a girare alla larga dalle malghe e dalle manze pare che nessuno abbia voglia di parlarne. Leggiamo sul Bugiardello articoli strappalacrime e commenti insulsi sulle predazioni dei lupi, ma mai una riga sulla funzione dei parchi, sull'importanza della conservazione degli ambienti naturali, sui finanziamenti milionari erogati agli allevatori e ai proprietari di malghe, oppure sull'inquinamento da nitrati rilevato nelle falde acquifere.

Eppure non è difficile documentarsi:
http://www.isprambiente.gov.it/it/pubblicazioni/quaderni/conservazione-della-natura/piano-dazione-nazionale-per-la-conservazione-del
http://www.isprambiente.gov.it/files/pubblicazioni/quaderni/conservazione-natura/files/6722_13_qcn_lupo.pdf
"La conservazione degli ecosistemi naturali attraverso una gestione integrata rappresenta l'approccio teoricamente più corretto per preservare la biodiversità di un determinato territorio; è infatti proteggendo gli ambienti naturali che si garantisce la conservazione delle comunità viventi, prevenendo l'estinzione delle diverse specie a rischio. Il lupo rappresenta un elemento fondamentale degli ecosistemi naturali e la conservazione di questa specie comporta un beneficio per tutte le altre componenti ambientali ad essa interrelate. Questo carnivoro necessita infatti di vasti spazi, di habitat idonei con abbondanza di prede naturali ed ha inoltre esigenze ecologiche che comprendono anche le esigenze di molte altre specie. La conservazione di popolazioni vitali di lupo costituisce pertanto un contributo importante al mantenimento della biodiversità, anche per l'effetto "ombrello" su altre specie e sull'habitat.
Gli strumenti utilizzabili nel contesto Italiano per la mitigazione dei conflitti sono di due tipi: la prevenzione degli attacchi e l'indennizzo dei danni.

Prevenzione:
I sistemi di prevenzione più efficaci sono quelli basati sulla integrazione di diversi dispositivi a seconda delle situazioni: cani pastore, recinti elettrici, recinzioni in rete, guardiania, ricoveri notturni, greggi di piccole/medie dimensioni, sistemi di raggruppamento mobile elettrificati delle mandrie e dei greggi, interventi di costruzione/ristrutturazione delle stalle, sistemi fotografici di allarme e la costruzione di recinti per la permanenza notturna degli animali. Gli incentivi economici, culturali (per facilitare l'adozione di tecniche non tradizionali) e logistici (assistenza tecnica per la messa in opera di mezzi di prevenzione, per la fornitura di cani da guardia selezionati e addestrati, ecc.) dovranno tendere alla realizzazione di una prevenzione quanto più efficace possibile e adeguata alle locali condizioni di pastorizia, oltre che ad una gestione sempre più attiva dell'alpeggio da parte degli allevatori (es: presenza costante dell'allevatore). Gli attacchi e le perdite tendono infatti a concentrarsi in una limitata proporzione delle aziende; risulta pertanto utile identificare le aziende più vulnerabili alla predazione e concentrare in queste aziende le misure di prevenzione. Le Regioni e Province Autonome dovranno saper offrire un supporto tecnico anche nella scelta dei metodi più adeguati.


Indennizzo
:
L'indennizzo dei danni può essere socialmente inevitabile, anche se apre la via ad un atteggiamento spesso troppo passivo nei confronti degli eventi ambientali. Può restare comunque un momento centrale della gestione del lupo in determinate situazioni soprattutto se gli indennizzi vengono erogati a condizione della realizzazione di opere di prevenzione correttamente utilizzate. Accanto alle forme tradizionali di indennizzo (denuncia del danno, verifica, istruttoria della pratica, erogazione del contributo), potrà essere utile esplorare la fattibilità pratica e legale (e l'accettazione da parte delle categorie interessate) di sistemi alternativi o integrativi (ma facendo attenzione alla normativa europea sugli aiuti di Stato): contributi erogati in anticipo per un ammontare fisso per capo allevato in aree di presenza del lupo; incentivi erogati a priori solo alle aziende che operano in aree di presenza accertata del lupo e dotando le Amministrazioni regionali e provinciali di strumenti quali la carta di diffusione del lupo ("Carta del Lupo") a scala locale (comunale); un sistema di assicurazioni che garantisca un risarcimento adeguato; indennizzi in caso di prevenzione non attuabile o in luoghi di recente ricolonizzazione da parte del lupo.

Come condizione essenziale per assicurare l'efficienza di un sistema di gestione del conflitto e per la sua valutazione si sottolinea l'importanza di assicurare la registrazione dei dati: la disponibilità costante di dati attendibili sul livello dei conflitti (entità dei danni, loro modelli spaziali e temporali, ecc.) è un elemento irrinunciabile per poter gestire efficacemente il problema dei conflitti. Si deve infatti essere in grado di confrontare i costi dei danni e di verificare l'efficacia di misure ordinarie o straordinarie di prevenzione e indennizzo. La procedura di denuncia di un evento predatorio deve essere più semplice possibile''.

In questa direzione va il nuovo servizio creato dalla direzione del Parco della Lessinia, che ha messo a disposizione degli allevatori un assistente presente nella sede del parco tutti i mercoledì dalle 9 alle 13 per assistere gli allevatori nel predisporre le denunce di predazione.

Ma evidentemente ì politici e i giornalisti locali trovano più interessante e conveniente gridare al lupo, al lupo, invece di occuparsi di come tenere a bada il lupo.

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