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Informazione e ambiente veronese

Quale paesaggio in Valpolicella

 
2015 quale paesaggio valpolicella 16055

Tutti parlano del paesaggio della Valpolicella. Nei siti dei produttori di vino le foto e i riferimenti al paesaggio si sprecano. Ora si progetta anche l'Osservatorio del Paesaggio della Valpolicella . . . che intanto sta cadendo a pezzi giorno dopo giorno.

Fa piacere che il paesaggio della Valpolicella stia a cuore a così tanta gente. Se si trattasse di un interesse autentico, ci dovremmo aspettare un netto cambio di direzione in tempi brevissimi.

La Regione Veneto scova addirittura il comma 1, art.113 del Codice Urbani, che prevedeva l'istituzione dell'Osservatorio nazionale per la qualità del paesaggio:

"L'Osservatorio per il Paesaggio ha lo scopo di promuovere la salvaguardia, la gestione, la riqualificazione dei paesaggi del Veneto e di integrare il paesaggio nelle politiche di pianificazione territoriale, urbanistica e di settore e in quelle a carattere culturale, ambientale, agricolo, sociale ed economico, nonché nelle altre politiche che possono avere un'incidenza diretta o indiretta sul paesaggio.

L'osservatorio estende la propria attività a tutto il territorio regionale.

L'Osservatorio promuove la tutela e la valorizzazione del paesaggio mediante" bla bla bla…

www.regione.veneto.it ...

Guarda caso, anche questa bella iniziativa parte a ridosso delle elezioni!

I sindaci della Valpolicella, Frapporti in testa, colgono la palla al balzo e promuovono l'Osservatorio della Valpolicella, decidendo subito chi entra e chi sta fuori. Entrano il Consorzio Tutela Vini, che da anni si batte per la trasformazione dei boschetti termofili e dei prati aridi della Valpolicella in gradevoli ed ordinati vigneti, chiudendo un occhio sulla sistematica distruzione dei muretti a secco, e il Centro di Documentazione per la Storia della Valpolicella, che vanta una notevole pubblicistica, ma non si è mai visto scendere in campo quando c'era da difendere il paesaggio reale, quello fatto di sassi, sentieri,capitelli, pievi.

Stanno fuori le associazioni ambientaliste, troppo "coinvolte nelle questioni attuali e contingenti": manifestazioni, dibattiti, segnalazioni alle autorità e al Corpo Forestale dello Stato, esposti alla Procura della Repubblica, ecc.

Siamo abituati a queste sceneggiate e non ci meraviglia che i sindaci preferiscano i tavoli privi di spigoli. Frapporti è sempre stato favorevole alla frantumazione della collina di Marezzane e ha sempre considerato le associazioni ambientaliste alla stregua di "nemici". In questi anni non è andata meglio neppure con i sindaci di Negrar,  di Marano,  di S.Ambrogio o di San Pietro Incariano.

Sappiamo da sempre che i sindaci considerano l'utile d'impresa ed il profitto economico infinitamente più importanti della tutela del paesaggio. La storia degli ultimi 10 anni, ma potremmo risalire indietro anche di 50/60 anni, spiega l'attuale situazione meglio di qualsiasi libro stampato.

I sindaci sanno benissimo che gli Osservatori non servono a nulla. Sanno che, quando e se decidono di intervenire, hanno a disposizione innumerevoli mezzi per farlo e sono anche in grado di cambiare le regole, qualora risultino inadeguate (PAT, P.I. Regolamenti comunali, Regolamenti edilizi, Regolamento sull'uso dei fitofarmaci, ecc.).

Servono occhi aperti e la volontà di intervenire.

Per tutelare l'ambiente e il paesaggio le associazioni ambientaliste hanno spesso dovuto battersi contro i sindaci e sarà così anche in futuro. Noi continueremo a tenere gli occhi aperti e ad intervenire tutte le volte che sarà necessario, informando, segnalando, protestando, manifestando e promuovendo azioni ed iniziative che non hanno bisogno dell'imprimatur di nessuno.

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Redatore: Michele Dall'O'

La nemesi ambientale esiste:

http://www.larena.it/stories/Home/1180161_vigneti_spogliati_dai_chicchi_addio_raccolto_a_maternigo/

Questi sono quelli che hanno distrutto secolari marogne sopra San Giorgio Ingannapoltron (le Pontare) e che hanno continuato nell'Est veronese tra Centro e Sul Vago, a Maternigo appunto.

Solo che poi si prenderanno i contibuti per la calamità.

Ma chi è che sta causando le calamità?
Redatore: Michele Dall'O'

L'Osservatorio potrebbe ad esempio cominciare occupandosi della striscia di gliphosate che da Montecchio si dilunga giù per il Siresol, ai lati della strada. Non è certo un bel vedere.
Redatore: Mario Spezia

La Legge Urbani, dal nome del Ministro che la fece approvare, è una legge che non ha mai trovato concreta applicazione, perchè non sono mai stati promulgati i decreti attuativi, cioè le misure necessarie ad attuare una legge.

Comunque la legge in questione all'art. 132, non 133 come scrive la Regione Veneto, recita:

Articolo 132.

(Cooperazione tra amministrazioni pubbliche)

1. Le amministrazioni pubbliche cooperano per la definizione di indirizzi e criteri riguardanti le attività di tutela, pianificazione, recupero, riqualificazione e valorizzazione del paesaggio e di gestione dei relativi interventi.

2. Gli indirizzi e i criteri perseguono gli obiettivi della salvaguardia e della reintegrazione dei valori del paesaggio anche nella prospettiva dello sviluppo sostenibile.

3. Al fine di diffondere ed accrescere la conoscenza del paesaggio le amministrazioni pubbliche intraprendono attività di formazione e di educazione.

4. Il Ministero e le regioni definiscono le politiche di tutela e valorizzazione del paesaggio tenendo conto anche degli studi, delle analisi e delle proposte formulati dall'Osservatorio nazionale per la qualità del paesaggio, istituito con decreto del Ministro, nonché dagli Osservatori istituiti in ogni regione con le medesime finalità.

Molto interessante anche l'art. 143 (Piano paesaggistico)
Utente: Antonionicolini

dal sito della Regione Veneto sezione osservatorio-regionale-paesaggio:

Possono essere invitati a partecipare alle sedute del Comitato, con funzioni di supporto culturale e scientifico, enti, fondazioni, associazioni, ordini professionali.

letto questo la questione diventa più chiara, chiediamo di essere invitati.
Redatore: Michele Dall'O'

I buoi erano già scappati dalla stalla ai tempi di Giuseppe Silvestri. Questo infatti scriveva Silvestri nella prefazione alla seconda edizione (1969, 46 anni fa!!) del suo "Valpolicella": "Vent'anni sono trascorsi dalla comparsa del volume, e molte cose sono cambiate in Valpolicella. In primo luogo il paesaggio, deturpato, specie nella fascia collinare mediana, da una esplosione edilizia abnorme e indisciplinata, nella quale né le amministrazioni locali (tutte carenti in materia di piani regolatori), né gli organi di tutela delle bellezze naturali hanno provveduto a mettere ordine". Così poi chiosava Giuseppe Brugnoli una decina di anni fa "...Oggi, passati altri 35 anni, i guasti cominciano ad allarmare anche l'opinione pubblica più generica. ...".

Mettiamoci il cuore in pace. Cosa c'è più da osservare in Valpolicella?