www.veramente.org
Informazione e ambiente veronese

L'auto elettrica non è ecologica

 
2014 auto elettrica non ecologica 13904

Sentenza senza appello dell'Autorità sulla pubblicità francese. Ennesima scoppola per gli ecofighetti, quelli che vorrebbero cambiare il mondo senza rinunciare alle comodità.

Qualche tempo fa girava in rete un violento "J'accuse" contro la lobby dei petrolieri, rea di aver affossato la tecnologia dell'auto elettrica, ritirando e distruggendo tutte quelle fantastiche vetture, che avrebbero risolto una volta per tutte i problemi di mobilità ed energia.

La bufala fu presto sbugiardata, tra gli altri dal buon Paolo Attivissimo.  Ma la smentita migliore è giunta dai fatti: ora che tutte le case automobilistiche hanno a listino almeno una vettura elettrica, non c'è traccia degli sfracelli su energia e mobilità promessi dal delirante documento. E questo nonostante le auto siano vendute in perdita, come ammesso dallo stesso Marchionne, per motivi politici e regolamentari.

Ora un'altra tegola si rovescia sull'amor proprio degli ecofighetti, quelle persone che pensano di poter cambiare il mondo senza modificare il loro stile di vita. L'Autorità per la Pubblicità francese ha sentenziato che l'auto elettrica non è ecologica, per smentire le pubblicità che circolano in terra transalpina. Il problema di comunicazione sta nello stravolgimento attuato dai pubblicitari sui parametri di giudizio, visto che tutti i veicoli hanno un impatto sull'ambiente, che non si esaurisce nel carburante consumato all'interno ciclo di vita, ma riguarda anche l'energia impiegata per la costruzione.

Il giudizio è arrivato grazie alle sollecitazioni dell'associazione "Osservatorio del nucleare" circa alcuni messaggi pubblicitari di due operatori di car-sharing elettrico del gruppo Bolloré, Autolib a Parigi e Bluely a Lione, oltre alla pubblicità della Renault Zoe che si dichiarava "a zero emissioni".

I giudici dell'autorità rilevano che è difficile valutare alcuni effetti negativi sull'ambiente, a partire dall'elettricità necessaria alla ricarica, che non è detto che provenga da risorse rinnovabili. Inoltre sostengono che "la pubblicità in causa incita esplicitamente i consumatori ad utilizzare una vettura elettrica per ridurre l'inquinamento atmosferico, sebbene esistano numerosi altri mezzi di trasporto che sono notoriamente meno nocivi per l'ambiente, come i trasporti pubblici e le biciclette". Nemmeno il nostro lp avrebbe potuto essere così chiaro.

A rincarare la dose di schiaffoni ecologici, ci si è messa pure l'Ademe, l'Agenzia per l'ambiente e l'energia francese, che in un rapporto paragona le emissioni di un'auto elettrica a quelle di una alimentata a benzina e di una a diesel da città. Secondo questo studio, per fabbricare un'auto elettrica si produce più CO2 di un'auto tradizionale, soprattutto a causa dell'estrazione dei metalli che compongono la batteria.

Il minor inquinamento di esercizio risulta legato al fatto che la corrente diffusa in Francia deriva principalmente da centrali nucleari (che producono scorie radioattive, ma poca CO2), ma risulta poco significativo per esempio in Germania, dove è prodotta principalmente da combustibili fossili.

In un ipotetico ciclo di vita di 150.000 km, una vettura elettrica a batteria produce, in un paese non nucleare come l'Italia, circa 22 tonnellate di CO2, una diesel 23 tonnellate, e una a benzina 27.

Un po' poco per cambiare il mondo.

 

Scrivi un commento

Utente: Aegean0

"Sentirsi contro l'idiozia come il Brasile contro la Germania"  (N. Balasso).

Due osservazioni, per Ralf e Michele (il rif. all'idiozia non è rivolto a loro ma a noi).

Il problema di Verona, ad es., non è l'inquinamento di qualche vicolo del centro storico ma il trovarsi in una delle aree più inquinate della terra, la pianura Padana. Anche se un'auto elettrica o ibrida è un pochino più efficiente di una col motore a scoppio, sarebbe il caso di chiedersi perchè nella fredda Copenaghen il 50% di spostamenti casa lavoro/scuola avviene in bici ed a Verona solo il 5% ?

Con Michele non concordo quando parla di "rinunciare alle comodità".

Se gli svizzeri usano i mezzi pubblici o i danesi le bici non lo fanno perché hanno deciso di rinunciare alle comodità. Spendere una barca di soldi per spostarsi in auto, qualche "ridicola" multa per divieto di sosta, ENORMI costi per sanità e danni al patrimonio artistico, una scarsa competitività della città, etc. etc. etc. queste sono le scomodità.

Perché dobbiamo presentare come un sacrificio l'unico possibile MERAVIGLIOSO modo di vivere che è li che ci aspetta ?
Redatore: Loretta

Quello che scrivi è vero, Ralf, ma non è stato giudicato rilevante. Se il problema fosse ridurre l'inquinamento nelle città, le auto elettriche sarebbero un buon aiuto (non la soluzione).

Ma a me pare che la retorica dei pubblicitari spinga in altre direzioni, spacciando questa come una soluzione all'inquinamento globale.
Utente: Ralfmalf

Non mi pare che l'articolo sia obiettivo. Manca un dato fondamentale: le auto elettriche non danno emissioni in ambienti inquinati, come le città, mentre emettono CO2 in ambienti più controllati, come le zone nei pressi delle centrali elettriche. Non mi pare un particolare secondario.