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Il motore dell'ecofighetto (4)

 
2010 motore dell ecofighetto 1508

Il combustibile ecologico non esiste. La mobilità privata non è sostenibile. L'unica alternativa è muoversi di meno.

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Nonostante tutti gli incentivi alla rottamazione e le severe normative euro 3, 4 e 5, l'automobile, ovvero la stufa a petrolio che ha come effetto collaterale il fatto di muoversi, sta continuamente perdendo attrattiva nei confronti dell'ecofighetto.

Diciamocelo, non tutti si bevono le gigantesche fole che circondano le auto ecologiche, mezzi che in fondo puzzano, consumano (addirittura di più di quanto facessero le auto degli anni '70) e non si capisce in base a quali principi della fisica dovrebbero inquinare meno.

L'amica auto-industria non sta con le mani in mano, e propone l'auto elettrica, roba che sarebbe stata considerata vecchia il secolo scorso. Il successo tra gli ecofighetti è assicurato. Ma siamo davvero sicuri che questa sia la soluzione alla crisi della mobilità nell'era della scarsità di energia?

I sostenitori dell'auto a batteria non mancano, e puntano sui costi straordinariamente bassi per chilometro e sullo sconvolgimento di stile di guida determinato dal diverso propulsore: "Tutte quelle persone su macchine a petrolio scoppiato," racconta il nostro Fulvio, redattore di Veramente.org e collaudatore di moto elettriche, "sembrano appartenere di colpo al passato remoto. Che ci fanno, su quelle strane stufe rumorose e colorate?"

"Ti sorpassano sulla statale, fracassoni e puzzolenti, ma li ritrovi sempre al semaforo o alla rotonda successiva," continua Fulvio. "L'unico rumore che produco è quello del vento sul casco, ma pare che solo i rari ciclisti apprezzino il fruscio con cui li supero."

Non possiamo trascurare gli enormi vantaggi in termini di efficienza delle auto elettriche rispetto alle attuali, pesantissime scatole di metallo pluriaccessoriate che ingombrano le nostre strade. Ma questi vantaggi sono merito solo in parte dei motori: il vero responsabile sembra essere la scarsa capacità delle batterie.

Non è possibile accumulare più di un tot di energia in quei lenti e costosi pacchi di elementi al piombo o al litio. E allora le scelte tecnologiche diventano interessanti: veicoli leggeri, ruote sottili, assetti rigidi (e scomodi), accelerazioni e velocità sostenibili. Questo è quanto di buono troviamo nelle vetture elettriche.

Ma che succederà quando avremo risolto il problema delle batterie? Torneremo ai SUV pesanti e ipertrofici di oggi?

L'amica autoindustria ha la soluzione già in strada da tempo: l'auto ibrida, un pesante tafanario che si porta in giro non uno ma due motori. Uno elettrico, per quando non si vuole inquinare o fare casino, l'altro a benzina, che fornisce una spinta supplementare ma anche, udite udite, ricarica le batterie.

Certo, consuma meno rispetto a un'auto a benzina, perché ottimizza le caratteristiche tecniche dei due motori, ma è una macchina normale, che conta per la ricarica su un serbatoio di decine di litri di benza: addio veicoli leggeri, ruote sottili, assetti rigidi, accelerazioni e velocità sostenibili.

L'elettricità non si trova sotto i cavoli, e dovrebbe dovrebbe essere utilizzata per computer, dispositivi di comunicazione, elettrodomestici, macchine salvavita negli ospedali e cose di questo genere.

Meglio abbandonare la mobilità privata, e puntare su quella pubblica, elettrica o meno, e sulla cara e vecchia bicicletta. Alternative scomode, pesantemente trascurate da uno sviluppo basato sul petrolio, ma sicuramente più efficienti della mobilità privata. Anche quando va a batterie.

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Utente: Dchesin

A me sembri un po' troppo duro.. Ecofighetti è un termine veramente brutto e dispregiativo. Secondo me va apprezzato anche il solo tentativo di fare qualcosa di migliorativo per l'ambiente, seppure poi magari non è efficace! Io mi rendo conto che a volte mi mancano le informazioni per fare la scelta "ecologicamente" migliore, però almeno ci ragiono sopra. E' un primo passo e tutti si parte dal primo gradino, per arrivare in cima ad una scala. Non è giusto disprezzare chi su quella scala si trova dietro noi: anche la coscienza ecologica è un processo di apprendimento progressivo e nessuno nasce imparato!!
Redatore: Loretta

Mario, facciamo a capirci: chi è che qui incita alla rivoluzione? Dove sono i cattivi maestri che sproloquiano teorie mentre dei bravi amanuensi lavorano per migliorare le cose un po' alla volta?

Se dico che comprare un elettrodomestico in classe A inquina di più che manutenere correttamente il vecchio elettrodomestico (magari usandolo il meno possibile), incito forse alla lotta armata? Oppure allontano qualche anima bella che si illude di salvare il pianeta mantenendo il proprio assurdo stile di vita?

Ma finiamola di fare i piacioni, e cominciamo a considerare le nostre responsabilità: se siamo finiti come siamo, è anche colpa di chi fa informazione blanda e auto-assolutoria. Con la chiarezza e la sincerità saremo anche meno attaccabili da chi, sulla sponda opposta, ci accusa giustamente di essere dei paraculo!
Redatore: Mario Spezia

Ricordo che decenni or sono alcuni brillanti filosofi ci spiegavano tutti i giorni e in tutte le salse che l' unica riforma possibile era la rivoluzione. Alcuni la intendevano piuttosto truce e sanguinaria, altri più elegiaca o addirittura psichedelica. In questi ultimi quarant'anni sono successe un sacco di cose, parecchie molto diverse da quelle previste e prevedibili. Alcune persone, intanto che i filosofi filosofavano, si sono date da fare e hanno fatto quello che era possibile fare e che sono stati capaci di fare. Alcuni sono diventati famosi, altri hanno lavorato nell' ombra con la stessa determinazione e lo stesso coraggio. Non hanno cambiato il mondo, ma io li ricordo con piacere e con nostalgia. Mentre non sento la mancanza di quei filosofi.
Redatore: Loretta

Giusto, ma produrre un'auto ibrida per sostituire una Punto non è esattamente 'arrivare dopo', è a tutti gli effetti un altro passo indietro.

L'essenza dell'ecofighetto è esattamente quella di danneggiare l'ambiente con la pericolosa convinzione di fare qualcosa di buono. Diceva un saggio: "Non si puo' risolvere un problema con la stessa mentalita' che l'ha generato."
Utente: Giuseppe Merlin

Era meglio morire da piccoli, come diceva Paolo Rossi o, addirittura, non nascere.

Sono ciclista quotidiano e conscio dei gravi danni legati all'uso dell'auto.

Ma non nascondo il mio accordo con le parole di Vincenzo.

Premesso che all'impatto zero sulla natura da parte dell'uomo si arriverebbe solo a seguito della sua estinzione, tutto ciò che contribuisce, anche poco e lentamente a ridurre l'inqinamento e a cambiare (in meglio) le abitudini degli umani, è il benvenuto.

Chi arriva prima alla consapevolezza è benemerito, ma anche chi arriva dopo non è da disprezzare.
Utente: Vincenzo Benciolini

Registro su di me del fastidio per il tono usato riassumibile nel termine eco-fighetti. Per essere determinati e stabili abbiamo bisogno di andare in profondità. Per me sono piu utili modi che anziché bloccarmi in una categoria incoraggiano la mia possibilità di cambiare.
Utente: Alessandro Finezzo

Condivido tutto ciò che hai scritto. Però tra le soluzioni ti sei dimenticato il carbonio, l'alluminio le leghe e le fibre. Tecnologie che permettono una drastica riduzione dei pesi, e in proporzione anche dei consumi.

La cosa buffa, è che vengono applicate solo sulle "biciclette" ed acquistate dagli stessi ecofighetti che poi si comprano una macchina che pesa più di una tonnellata e mezza, anche perchè a meno non trovi nenche la punto.

Ancora più buffo è osservarli la sera, sfreccianti sulle strade, in sella alle loro superbike. E per perdere un po di panza devono fare più chilometri perchè la loro bici pesa solo 4 etti.

E qui non c'è nessuna scusante, e la dice lunga: se i motori consumano sempre di meno, l'unico modo per non danneggiare i petrolieri è "obbligarli" ad aumentare il peso dei veicoli, che dal 70 ad oggi è più che raddoppiato.

Basta il confronto sulla mitica PANDA.

NESSUNO DEVE CONSUMARE DI MENO!!! SIA CHIARO!!!
Utente: Elia Frigo79

..ancora meglio...ANDARE A PIEDI, magari anche scalzi, come si faceva una volta.

Anche produrre le biciclette consuma un sacco di petrolio, senza parlare che il processo

di produzione delle leghe e dei metalli nelle fonderie..inquina moltissimo.

Più le soluzioni diventano complicate..e più ci accorgiamo che le cose più semplici

erano e sono le migliori.