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Il Parco della Lessinia verso una governance

 

Dopo 29 anni dall'istituzione del Parco, finalmente si è riunita la Consulta dell'Ente Parco, che ha eletto i propri rappresentanti nella Comunità del Parco.

Mancano ancora: il regolamento, la nomina dei rappresentanti nel Consiglio direttivo e il Comitato tecnico-scientifico. E' comunque un passo avanti, con alcune ombre.
Il Parco della Lessinia è stato istituito con la legge regionale n. 12 del 30 gennaio 1990. All'interno del territorio del Parco della Lessinia sono presenti anche alcune SIC/ZSC (Zone di Conservazione Speciale): IT3210002 Monti Lessini: Cascate di Molina; IT3210006 Monti Lessini: Ponte di Veja, Vajo della Marciora; IT3210040 Monti Lessini - Pasubio - Piccole Dolomiti Vicentine.

Con la legge regionale veneta n. 23 del 26 giugno 2018 sono state definite le norme per la riorganizzazione e la razionalizzazione dei parchi regionali. La gestione dei parchi regionali è affidata ad un ente di diritto pubblico denominato Ente Parco.

Gli organi dell'Ente Parco sono:
- la Consulta del Parco;
- la Comunità del Parco;
- il Consiglio Direttivo;
- il Presidente;
- il Revisore dei conti;
- il Comitato tecnico-scientifico.

La Consulta del Parco riunisce i rappresentanti delle categorie/associazioni a vario titolo coinvolte nella gestione del Parco. Il 29 maggio la Consulta si è riunita per la prima volta ed ha eletto i propri rappresentanti nella Comunità del Parco.

La Comunità del Parco definisce l'indirizzo politico-amministrativo del parco. Essa è composta: dai sindaci dei comuni del Parco, da tre esperti nominati dalla Regione, da un rappresentante della Provincia, da un rappresentante di coltivatori/allevatori, un rappresentante del settore turistico, due rappresentanti della associazioni ambientaliste, un rappresentante delle associazioni di caccia e uno delle associazioni di pesca!!!

Il Consiglio Direttivo è composto da: due componenti scelti dal Presidente della Giunta regionale, un componente scelto dal Presidente della Giunta regionale tra i sindaci, due componenti individuati dalla Comunità del Parco.

Per garantire l'apporto del mondo scientifico all'attività gestionale dei parchi, è prevista la costituzione di un Comitato tecnico-scientifico con funzioni consultive.
Il Comitato tecnico-scientifico è composto da un massimo di nove componenti, nominati dal Presidente del parco con le seguenti competenze: giuridica o economica, botanica, zoologia, scienze agronomiche-forestali, zootecnia, geologia, scienze ambientali, storia, etnografia, pianificazione paesaggistica, conservazione e valorizzazione del patrimonio naturale.

OMBRE

Caccia e pesca

Nei Parchi la caccia e la pesca sono vietate.
Nel Parco dei Lessini la possibilità di pescare semplicemente non esiste per mancanza di pozze in cui sia possibile praticarla. Ma il dato più importante è che da quando è stata proibita la caccia c'è stata una forte ripresa della presenza delle specie selvatiche (cervo, capriolo, camoscio, marmotta, lupo, ecc.) che erano scomparse da decenni. https://www.veramente.org/it/notizie/2017-mammiferi-nel-parco-lessinia.html
Un discorso analogo si può fare per gli uccelli.
https://www.veramente.org/it/notizie/2017-parco-lessinia-scrigno-biodiversita.html
Risulta a questo punto incomprensibile la decisione della Regione Veneto di inserire un rappresentante dei cacciatori e un rappresentante dei pescatori nella Comunità del Parco, che è chiamata ad esprimersi in merito alla gestione del Parco.

Risulta altrettanto incomprensibile che la Regione Veneto abbia nominato come esperto nella Comunità del Parco il veterinario ed istruttore cinifilo Antonio Scungio, che è stato è stato assoldato nel 2017 da 8 sindaci della Lessinia e da un gruppo di allevatori, tutta gente che ha ripetutamente dichiarato di puntare alla eliminazione dei lupi.
https://www.veramente.org/it/notizie/2019-campagna-diffamazione-lupi.html

C'è un ulteriore elemento di perplessità e riguarda l'ammissione di Ekoclub fra le associazioni ambientaliste con diritto di rappresentanza nel Parco dei Lessini. Il TAR del Lazio ha accolto il ricorso del WWF e di altre associazioni, che chiedevano di annullare il decreto ministeriale di riconoscimento di Ekoclub tra le Associazioni di protezione ambientale. L'inserimento di Ekoclub (una diretta emanazione di Federcaccia, i cui "soci" sono in realta' gli iscritti a Federcaccia), fra le associazioni aveva permesso in questi anni alle associazioni venatorie di entrare negli organi di rappresentanza del mondo ambientalista presso il ministero dell'Ambiente (Consiglio nazionale dell'ambiente) e di far aumentare la rappresentanza dei cacciatori (camuffati da ambientalisti!) negli organi di gestione faunistica, quali gli ambiti territoriali di caccia e i Comitati tecnici faunistico-venatori. Il risultato di questa anomalia era che i voti dei rappresentanti di Ekoclub andavano ad aggiungersi a quelli dei rappresentanti delle associazioni venatorie negli organi di gestione istituiti dalla 157/92 (la legge sulla caccia), creando uno squilibrio di rappresentatività degli interessi dei cacciatori rispetto alle vere associazioni ambientaliste.
http://xoomer.virgilio.it/faroccat/tarlazio.html

Regolamento - Piano ambientale - Piano di gestione

Non esiste ancora un regolamento approvato e neppure una proposta di regolamento da discutere e da approvare, come pure non sono mai stati approntati il piano ambientale, che descrive lo stato dell'arte, e il piano di gestione, che detta le direttive per una buona conservazione/miglioramento degli habitat e delle specie presenti nel parco. Senza questi strumenti è molto difficile che possano realizzarsi gli intenti della legge n. 23 del 26 giugno 2018.

Proprietari delle malghe e allevatori

Il peso straripante dei proprietari di malghe e degli allevatori all'interno degli organi direttivi del Parco dei Lessini condizionerà in maniera pesante le decisioni degli organi direttivi e la scelta dei consulenti tecnici. Va anche tenuto presente che queste due categorie sono da sempre contrarie alla semplice esistenza del Parco.

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