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Informazione e ambiente veronese

I mammiferi nel Parco della Lessinia

 
2017 mammiferi nel parco lessinia 21649

Dal 1990, anno in cui è stato istituito il Parco Naturale Regionale della Lessinia, la presenza dei mammiferi è decuplicata. Negli anni '70 erano scomparsi dai Monti Lessini cervi, caprioli, camosci, marmotte ed altri mammiferi minori, a causa sopratutto della caccia indiscriminata di cui erano stati fatti oggetto. Ora si tratta di capire se davvero vogliamo ritornare a quella situazione.

 

Alcuni personaggi tipici e a dire il vero anche piuttosto autoreferenziali dei monti veronesi propongono con insistenza la riduzione dell'area del Parco Naturale della Lessinia e la reintroduzione della caccia. A questo proposito è significativa la presenza di 7 sindaci su 15 all'incontro di Bosco con l'assessore regionale Corazzari, incontro in cui sono anche emerse posizioni diverse e in alcuni casi distanti da quella espressa da Valdegamberi.

Stamattina, giusto per far capire bene chi rappresenta, l'Associazione tutela della Lessinia dichiara su L'arena che: "I cacciatori, a differenza degli "ambientalisti della domenica", sono profondi conoscitori dell'ambiente e dei suoi abitanti selvatici".

Preferiamo lasciare da parte le polemiche e vediamo come si è evoluta la presenza dei mammiferi nel Parco della Lessinia durante i 25 anni in cui l'esistenza del Parco ha limitato "il prelievo venatorio". I dati sono stati pubblicati il 16.11.2016 dall'Accademia di Agricoltura Scienze e Lettere in collaborazione con il personale del Parco.

Pippistrelli (Chirotteri)

Nel Piano Ambientale del 1992 De Franceschi aveva censito 11 specie di chirotteri.

L'indagine del 2007-2008 aveva censito 14 specie.

Cervo (Cervus elaphus)

Piano Ambientale del 1992: 2-3 capi avvistati negli anni 70 ai Folignani; un cadavere di femmina a Giazza nel 1978; un maschio avvistato sul Corno nel 1992.

Nel 2012 una indagine curata da De Martin, relativa a tutto il territorio della Lessinia, stima una consistenza di circa 150 capi.

Nel 2016 si stima la presenza di 100-120 capi distribuiti fra la Valdadige, Vajo dell'Anguilla, Folignani, Foresta di Giazza.

Capriolo (Capreolus capreolus)

Piano Ambientale del 1992: stimati 60 capi, di cui 30-40 nella foresta di Giazza.

Nel 2012 una indagine curata da De Martin, relativa a tutto il territorio della Lessinia, stima una consistenza di circa 1100-1200 capi.

Nel 2016 si stima la presenza di circa 400 capi, con ampia distribuzione nel Parco.

Camoscio (Rupicapra rupicapra)

Piano Ambientale del 1992: alcuni soggetti isolati.

Nel 2012 una indagine curata da De Martin, relativa a tutto il territorio della Lessinia, stima una consistenza di circa 500-600 capi.

Nel 2016 si stima la presenza di circa 300 capi, con ampia distribuzione nel Parco.

Cinghiale (Sus scrofa)

Piano Ambientale del 1992: immesso per scopi venatori e segnalato in Valdadige e Riserva di caccia "La Rocchetta".

Nel 2016 si stima la presenza di circa 200 (?) capi, con ampia distribuzione nel Parco.

Marmotta (Marmota marmota)

Piano Ambientale del 1992: reintrodotta a metà degli anni '80 nel vicentino, è presente con 40-50 capi nel settore orientale.

Nel 2003 vengono reintrodotti nuovi 163 capi e nel 2006 ancora 260 individui.

Nel 2016 si stima la presenza di circa 200 capi, con ampia distribuzione nel Parco.

Istrice (Istrix cristatus)

Piano Ambientale del 1992: assente.

Nel 1986 la prima segnalazione nella foresta di Giazza.

Dal 1997 viene segnalato regolarmente nell'area collinare veronese.

Dal 2004 segnalato anche nel territorio del Parco.

Lupo (Canis lupus)

Piano Ambientale del 1992: assente.

Nel 2012 viene accertata la presenza di 2 individui + spoglia di femmina rinvenuta a Fosse, morta per avvelenamento.

2013 prima cucciolata con 2 lupetti.

2014-2015-2016 tre cucciolate con 7+7+6 piccoli.

Dessert:  Nella Terra dei lupi d'Abruzzo, ''qua la gente li ama''

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Redatore: Michele Dall'O'

Alcuni titoli reperiti in bibliografia. Sul Lupo negli ultimi 4 numeri di Lessinia ieri oggi e domani, alcuni articoli di Parricelli e Castagna.

ZOOLOGIA

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VERTEBRATI

MAMMIFERI

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Bonato L., Fioretto M., 2000 – Comportamento e biologia riproduttiva di una nursery di Rhinolophus hipposideros (Bechstein, 1800) sui Lessini orientali

(Nord-Est Italia). Boll. Mus. civ. St. nat. Venezia, 50: 267-279.

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Bottazzo M., 1998 – Distribuzione del Camoscio, Rupicapra rupicapra L., in Lessinia (Prealpi Veronesi).

In: Bon M., Mezzavilla F. (red.), Atti 2° Convegno Faunisti Veneti, Boll. Mus. civ. St. Nat. Venezia, suppl. al vol. 48: 134-139.

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CASTAGNA C., PARRICELLI P., LONARDONI D., LA RICOMPARSA DEL LUPO CANIS LUPUS NEL PARCO NATURALE REGIONALE DELLA LESSINIA In: ASSOCIAZIONE FAUNISTI VENETI MUSEO DI STORIA NATURALE DI VENEZIA ATTI 7° CONVEGNO FAUNISTI VENETI Verona, 15-16 novembre 2014

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Gazzani V., 2003 (non pubbl.) – Inquadramento storico e aggiornamento demografico di Marmotta marmotta L. (Mammalia, Rodentia)

nel Parco Naturale Regionale della Lessinia. Tesi di Laurea in Scienze Naturali. Facoltà di Scienze MM.FF.NN. –

Università degli Studi di Bologna, anno accademico 2002-2003, pp. 133.

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- LATELLA L., SALMASO R., SPADA A., 2007 – L'istrice in provincia di Verona e sui Monti Lessini – La Lessinia - Ieri oggi domani, n°30, Anno 2007: 47-50 pp.;

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Pereswiet-Soltan A., Ferretto M., 2008 - Nuovi dati sulla chirotterofauna dei Monti Lessini vicentini (Veneto, Italia nord orientale). Natura Vicentina, Vicenza, vol 12:233-238.

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Pozzobon E., 2003 - Distribuzione e dinamica della popolazione di camoscio alpino (Rupicapra rupicapra L., 1758) nella Foresta Demaniale di Giazza (Lessinia Orientale).

Tesi di laurea triennale in Scienze e Tecnologie per la Natura. Università degli Studi di Padova. Anno Acc. 2002-2003.

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PRIORI P., SCARAVELLI D ., 2011. Variabili paesaggistiche nella scelta territoriale della

marmotta alpina (Marmota marmota) nel Parco Regionale della Lessinia (VR) (Rodentia –Sciuridae).

Boll. Mus. St. Nat. Venezia, suppl 61 : 293 - 299

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PRIORI P., 2010.

Aggiornamento dello status e comportamenti di Marmota marmota L. nel Parco Regionale della Lessinia

. Tesi di laurea in Scienze Biologiche, Università degli Studi di Milano: 5 –16

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Scaravelli D., Gazzani V., 2005 – Marmota marmota (Linnaeus, 1758) nel Parco Regionale della Lessinia (VR-VI) (Mammalia, Rodentia).

In: Bon M, Dal Lago A., Fracasso G. (red.), Atti 4° Convegno Faunisti Veneti. Associazione Faunisti Veneti, Natura Vicentina, 7: 93-99.

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- SPADA A., LATELLA L., SALMASO R., BON M., 2007 - Prima prova di riproduzione di Istrice, Hystrix cristata Linnaeus, 1758, in Veneto – Atti del V Convegno dei Faunisti Veneti, Legnaro (PD), 12-13 maggio 2007.

Vernier E., 2009 - Presence and activity of bats in a very deep cave in the natural regional park of Lessinia

(province of Verona; N.E. Italy). Studia Chiropterologica, Cracovia (Polonia), vol 6:133-145.

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Redatore: Mario Spezia

Dall'Arena di oggi: Meno ettari con più tecnologia.

- Sul piagnisteo degli allevatori della Lessinia -

"Anche gli allevamenti vedono aumentare il numero medio di capi per azienda: raddoppiano ad esempio le vacche da latte per allevamento. In questi dieci anni la produzione per ettaro o per singolo allevamento è quasi raddoppiata. Per quanto riguarda la zootecnia, in dieci anni, è triplicato il valore prodotto per singolo allevamento. Ciò significa che nonostante il calo di superficie e di aziende, quelle rimaste riescono ad impiegare in maniera più efficiente i fattori produttivi e ad aumentare la produttività aziendale".
Redatore: Michele Dall'O'

Diciamo che i (grandi) mammiferi si erano già molto rarefatti - se non scomparsi - nel corso del XVIII e del XIX secolo (vedi per la Lessinia quanto scritto da Attilio Benetti per lupo e orso) seguendo il destino dei boschi e, più in generale, di ciò che succedeva nell'arco alpino. Ciò coincideva con le ultime predazioni sugli umani dei lupi a cui era stato cancellato l'habitat. Nel secondo dopoguerra si era verificata l'estinzione locale di molte specie di mammiferi e uccelli (ultima aquila sparata sul Baldo a fine anni 50 del secolo scorso).

Dopodiché i 60 sono stati gli anni della svolta coincidenti con il boom, che ha di fatto spopolato le montagne. Di conseguenza hanno cominciato a riprendersi lentamente i boschi e con essi i loro abitatori, grazie alle politiche di reintroduzione e alle leggi di salvaguardia. Si pensi che tutto il ripopolamento dei cervi nell'arco alpino è partito a metà anni Sessanta da due cervi fatti arrivare dalla Svizzera e liberati nella zona del Paneveggio. Si pensi anche che la popolazione di lupi è passata da 100 individui stimati a inizio anni Settanta all'attuale popolazione di SOLI 1600 individui stimata per tutta Italia (un incremento molto lento, quindi).

Se non fosse stato per le politiche di salvaguardia, tutto quello sforzo si sarebbe infranto contro l'istinto predatore umano. Si vede anche che migliaia di anni di predazioni e di annullamento di qualsiasi forma di vita non ci hanno insegnato niente, men che meno a Valdegamberi e accoliti (ma qua ci vuole poco).
Utente: Ern Cav

http://www.parchitesoroveneto.it/

Invito a diffondere questo appello che chiede alla Regione Veneto di ragionare su una possibile riforma dei parchi naturali solo dopo una -Conferenza regionale sulle aree protette- a cui far partecipare tutti i soggetti interessati all'argomento.

http://www.parchitesoroveneto.it/
Utente: Ern Cav

Dalla creazione del parco nel 1990 la presenza dei mammiferi è decuplicata.

Penso che sia uno dei motivi per cui vogliono smembrare il parco: quando sentono di tutto questo ben di dio gli viene l'acquolina in bocca e il pensiero gli corre allo 'sciopo' che negli ultimi tempi non gli da più grandi soddisfazioni..