Se la Bestia non vi basta, se vi sembra poco il fatto che una decina scarsa di compagnie private controlli l'intero orbe terracqueo, state tranquilli. È in arrivo qualcosa di peggio: la 5G. Ecco come ci friggeranno il cervello.

Le onde del 5G sono pericolose o no? I sospetti ci sono, ma mancano le prove. Di sicuro, la testa ce la friggeranno virtualmente, prima che fisicamente.

1. VERONA

Verona è sempre all'avanguardia. Prima città a essere tornata nel medio evo, grazie al Congresso mondiale per le famiglie, ora è tra le prime a guardare al futuro, grazie alla sperimentazione in anteprima nazionale della tecnologia 5G. Un futuro un po' distopico, ma sempre di futuro si tratta. Non stiamo a sottilizzare, eccheccavolo!

Verona, prima nel Nord Est, sta sperimentando le applicazioni, su mezzi pubblici, parcheggi e filobus (ma quale?), per semplificare la vita quotidiana dei cittadini e fornire, contemporaneamente, una mole di dati utili alla programmazione dell'amministrazione locale. Servizi gratis in cambio di dati. Vi ricorda qualcosa?

I pro ci sono. Non li abbiamo capiti bene, ma ci sono. Purtroppo, a rompere il coro dei peana pro-5G, ci sono anche polemiche e timori, come quelli sui campi elettromagnetici sollevati in Belgio. A Bruxelles, infatti, la ministra Céline Fremault ha bloccato il progetto pilota che avrebbe fornito l'internet a banda larga 5G a Bruxelles. Il motivo? I tanti, troppi timori sulla salute dei cittadini.

2. COS'È IL 5G

Vediamo di capire di cosa stiamo parlando. 5G è l'acronimo di quinta generazione. Non stiamo parlando di immigrati, ma di onde radio. Onde radio che trasmettono segnali digitali a pagamento. Per capirci, sono le onde attraverso cui si è sviluppata la telefonia mobile. La prima generazione (dalla fine degli anni '80) si basava su un segnale analogico. In Europa si chiamava TACS. Avete presente i primi cellulari che venivano installati solo in auto o trasportati in grosse valigette, alimentati da batterie al piombo? Quelli.

La seconda generazione (in Europa GSM) fu un salto nel futuro (per allora, intendiamoci). Eravamo nei primi anni '90: e ci trovammo di fronte a un segnale digitale, telefoni molto più piccoli, sicurezza di trasmissione garantita dalla crittografia, messaggi testuali, identificatore del chiamante.

Addirittura, aveva implementato pure una piccola ma solida trasmissione dati, tanto che in alcune nazioni, come il Giappone, ci andavano pure in internet. Certo, i siti web erano progettati apposta, senza le immagini e banner dei siti web convenzionali. Ma in Giappone la tecnologia ebbe un certo successo. Fu una rete così popolare che solo all'inizio di questo decennio cominciò a essere scalzata dai primi smartphone, in notevole ritardo rispetto al resto del mondo.

La terza generazione fu un altro poderoso salto in avanti. Questa tecnologia, pur con tutti i limiti di saturazione che conosciamo, portò la banda larga via radio. Grazie all'UMTS, questo il nome del protocollo usato in Europa, è stata possibile l'esplosione degli smartphone. Questo non è detto che sia una buona notizia (vedi L'arma finale 1).

Parlavamo di limiti strutturali della 3G: con l'avvento della quarta generazione, sono stati ampiamente superati. Con questo protocollo, chiamato LTE, entrato in funzione in Italia dopo il 2012, non ci sono praticamente limiti di banda, e vi si può fruire anche in movimento. Il passaggio dalla 3G alla 4G è però stato meno impattante, visto che quest'ultima si è limitata a risolvere alcuni problemi di efficienza e di banda. La prova è che nessuno, usando uno smartphone, è in grado di percepire realmente la differenza tra un collegamento UMTS e uno LTE. A meno che non sia in movimento.

3. NE ABBIAMO BISOGNO?

Eccoci quindi arrivati ai giorni nostri. Abbiamo tutti uno smartphone collegato h24 a internet. Abbiamo la possibilità di collegarci da casa con banda ultra larga in fibra ottica. Possiamo usufruire di collegamenti internet più che decenti anche quando siamo in vacanza, sulla riva del mare o di un lago montano. Possiamo portarci il lavoro dovunque (questo non è detto che sia una buona notizia).

Dunque, a che cribbio serve un altro salto generazionale per internet via onde radio? Il punto della protesta contro la 5G è qui: non è tanto una valutazione negativa sulle conseguenze dell'esposizione alle onde radio in sé, ma una valutazione complessiva degli svantaggi (in termini di salute e di controllo) e dei vantaggi, che a tutt'oggi appaiono inesistenti.

4. SMONTARE LA PROTESTA

Sappiamo come operano le lobby delle corporation: tra tutte le obiezioni mosse ai loro progetti, ne trovano una del tutto inconsistente, la smontano e ridicolizzano l'intera parte avversa come se fosse responsabile delle baggianate dette solo da singoli sprovveduti.

E così sta avvenendo per la 5G. "I detrattori dicono che le onde fanno male? Sono male informati, basti pensare che le frequenze... bla bla, e le intensità... bla bla e ancora bla." Dobbiamo premettere che a oggi non ci sono prove, e nemmeno indizi significativi, di danni alla salute umana causati dalla rete mobile di ultima generazione. Anche a causa del particolare che deve essere ancora realizzata e messa in funzione. Nonostante questo, vi è un fiorire di scienziati già in grado di escludere effetti negativi di una certa importanza.

5. COME STANNO REALMENTE LE COSE

D'accordo. Supponiamo, anche solo per un attimo di credere a quanto viene detto da chi conosce le specifiche tecniche di questa tecnologia, inaccessibile sia per ovvia protezione di segreti industriali, sia per oggettiva complessità dell'argomento. Accettiamo cioè che le onde radio cui verrà sottoposto l'intero pianeta, tramite una fitta rete di tralicci e, dove occorre, un bombardamento via satellite, non siano 'molto' pericolose per la salute.

Dovremo subire un 'piccolo' svantaggio tutti, donne, uomini, bambini, occidentali, africani, asiatici, boscimani e guaranì, ma anche cervi, delfini, beluga, corvi, aquile, tonni, querce, margherite, felci e, se esistono, folletti, elfi, fade e strie. Va bene, ammettiamolo.

Ma se facciamo tutto questo, e lo imponiamo anche a specie viventi non colpevoli, lo facciamo per avere un vantaggio, no? Quale sarà mai questo mirabolante vantaggio? Detto in soldoni, se oggi connettiamo tutti gli smartphone e tutti i PC solo con la 4G (e forse la 3G era più che sufficiente) a che cacchio ci servirà la 5G?

È proprio qui che si nasconde la fregatura: la rete 5G non servirà a noi, ma ai nostri elettrodomestici. Pensate a un mondo in cui tutto quello che ci circonda è connesso a internet. Non stiamo parlando del computer o dello smartphone, ma anche dell'automobile, del frigorifero, della lavatrice, dell'impianto di climatizzazione, di qualunque aggeggio possediamo. Se vogliamo parlare in modo figo, si tratta dell'IoT, l'internet delle cose (Internet of Things).

6. ENTRATE NEL FAVOLOSO MONDO DELL'IoT

Pensate a essere sulla strada del ritorno dal lavoro. Quando mancano 2 km al vostro arrivo, il riscaldamento di casa si accenderà, e pure il forno, in cui il vostro frigo intelligente avrà messo uno dei piatti precotti che da solo aveva ordinato ad Amazon, conoscendo i vostri gusti meglio di voi stessi. Questo mondo vi fa un po' cacare? Oppure vi spaventa un po'? Ma è perché non vi siete concentrati abbastanza!

La 5G è super veloce, non solo in termini di dati per secondo (la cosiddetta banda), ma soprattutto in termini di latenza, ovvero quanto ci mette un determinato input a giungere a destinazione. Facciamo l'esempio di un'auto a guida automatica, che sta percorrendo una strada statale a 90 km/h, comandata da un server in USA: se oggi con il 4G l'input di frenare arriva dopo tre metri, con il 5G la stessa auto inizierà a frenare dopo tre centimetri. Questo renderà possibile controllare da remoto le vostre macchine meglio di quanto non fareste voi. Ora voi potreste dire: "ma chi cacchio ha bisogno di un'auto teleguidata dagli USA?" È sempre la concentrazione che vi fa difetto.

Ma controllare le macchine non significa solo controllare il loro funzionamento. Grazie alla 5G la vostra nuova lavastoviglie sarà connessa a internet indipendentemente dalla vostra volontà, manderà dati sul suo funzionamento (sempre indipendentemente dalla vostra volontà), ma soprattutto sarà sotto il controllo del produttore. Immaginate questo dialogo: "Ehi, capo, abbiamo un calo di vendite di ricambi, questo mese." - "OK, inviamo il segnale di guasto alle pompe dell'acqua di 5000 clienti, e recuperiamo un po' di cash!"

Questo è il vero business che sta dietro alla 5G. Nessuno di questi colossi delle telecomunicazioni pensa veramente a far soldi offrendo servizi più veloci e con più banda a quattro fighetti ricchi, sempre alla ricerca di stupire gli amici con la loro nuova diavoleria. Il business non si farà più con smartphone e tablet, ma con tutto il resto degli apparecchi.

Questa volta non siamo noi l'obiettivo di questo salto tecnologico, ma gli oggetti. Oggetti che da stupidi diventeranno intelligenti, e potranno controllarci meglio di quanto non stiano facendo ora. Miliardi di dispositivi connessi nel mondo, sensori, telecamere, elettrodomestici, saranno in grado di inviare informazioni che completeranno la schedatura di ciascuno di noi. E chi controllerà queste informazioni avrà il potere e una ricchezza che nessuno ha mai osato immaginare.

Queste informazioni occupano banda, e l'attuale infrastruttura non è in grado di reggerla. Ecco perché la 5G è la nuova terra promessa. E sarà un business basato sul furto di dati. Il business più grande della storia, come dimostrano le quotazioni in borsa dei giganti del web, e come testimonia la guerra che Trump ha dichiarato a Huawei, attualmente la regina incontrastata di questa tecnologia. E ovviamente Trump non è dalla nostra parte: vuole solo che questo ruolo sia ricoperto da un'azienda made-in-USA.

Per cui, anche se le onde elettromagnetiche non facessero alcun danno (e sappiamo benissimo che non è vero), ci friggeranno lo stesso il cervello. Capiranno sempre più di noi, anche se non glielo faremo sapere attraverso i social. Poi, attraverso la profilazione, e l'intelligenza artificiale, useranno gli stessi strumenti per condizionare il nostro comportamento. Volenti o nolenti, saremo fritti.

Possiamo fare qualcosa per impedire tutto questo? Ne abbiamo parlato qui su Veramente (vedi colonna a destra), e sul libro.

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