3860 morti sulla strada ogni anno, 11 al giorno. Quasi tutti dovuti alla velocità. E la Ferrari fa uscire un nuovo super-bolide. Per fortuna sarà solo per pochi...

È possibile trovare in rete le prime immagini della più veloce e potente vettura mai circolata sulle nostre strade.

Costerà 1,5 milioni di euro, ma se siete fortunatamente in possesso di quella cifra, sappiate che non basterà: l'acquirente dovrà essere 'invitato' dalla casa di Maranello. Preparatevi a fare incetta di tessere per il partito di Montezemolo, se volete rimediare la supercar.

Le prestazioni saranno adeguate al prezzo e all'elitarismo del prodotto: meno di tre secondi per passare da zero a 100 Km/h, in virtù di un potentissimo V12 aspirato, un KERS (un motore elettrico per dare una spintarella in più in accelerazione) più un altro motore elettrico per far andare servosterzo e aria condizionata (non sia mai che questi servizi limitino la potenza del motore principale!) Nel complesso si potrebbero superare i 1000 cavalli di potenza, con poco più di mille kg di peso.

Speriamo di non essere stati i soli a chiederci che senso abbiano questi bolidi sulle nostre strade intasate. Le attuali condizioni di traffico fanno sembrare i limiti di velocità che qualche anno fa apparivano esageratamente precauzionali non più adeguati e da rivedere al ribasso (vedi la campagna Salva i ciclisti).

Qualcuno potrebbe obiettare che è banale prendersela con queste supercar, che non riusciranno a rendere più pericolose le strade. È paradossalmente vero: anche le utilitarie prodotte oggi hanno a disposizione così tanti cavalli da non far percepire al guidatore di viaggiare a velocità pericolosa per pedoni e ciclisti.

Inoltre, se ad andare veloce è un SUV, potrebbe essere ben più letale di una supercar lanciata a razzo sulla folla.

Che fare, allora? Il nostro proposito è sempre quello: rispettare i limiti di velocità. Attraverso l'introduzione obbligatoria del limitatore di velocità su tutti i veicoli a motore avremo qualche certezza in più sul rispetto della legge.

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