Verona è uno schifo, le piste ciclabili non ci sono o sono indecenti, ma il vero problema è la nostra sfrenata esigenza di mobilità e la nostra dipendenza da beni che vengono da remoti angoli del pianeta. Riflessioni a partire dall'uccisione di Nerio Marini.

Fino a trent'anni fa una regola aurea dei camionisti era quella di percorrere una discesa, al massimo, alla stessa velocità che sarebbe stata possibile nel verso opposto, cioè in salita: solo così sarebbe stato possibile controllare il veicolo e, in casi estremi, frenare in tempi ragionevoli.

Una regola che però si basava sugli autocarri di allora. Oggi un autoarticolato, con 600 cavalli di potenza (si legga seicento) potrebbe affrontare a pieno carico gli Appennini sulla A1 in salita a 90 km/h. Se lo facesse in discesa, sarebbe una strage. La nostra società folle, per dotarsi di tutti i comfort, ha creato mostri che, a velocità altrettanto folli, portano merci non necessarie in giro per la penisola.

Ieri mattina, uno di questi bestioni ha schiacciato e ucciso Nerio Marini all'incrocio tra i viali del Lavoro e dell'Industria nella nostra maledetta Verona. Una zona che molti di noi ciclisti attraversano quotidianamente.

Ho sempre pensato che un giorno questa sorte capiterà anche a me. Magari sarà in là col tempo, a 79 anni come Nerio, ma credo che la modalità sarà quella. E la statistica rafforza questa mia convinzione: oltre 6000 km all'anno in bici, gran parte percorsi in città, un terzo almeno in zone densamente camionate, non possono passare senza un grave incidente.

In questi giorni si moltiplicano gli appelli a potenziare la rete di piste ciclabili, a proteggere maggiormente i ciclisti. Misure utili, certo, ma solo dei palliativi. Il problema è che non possono convivere nella stessa sede stradale bestioni da 300 quintali di stazza, in grado di superare  comodamente i 100 km/h e le biciclette, che raggiungono i 20/30 km/h e solo a costo di fatica e sudore.

Il problema è che in una città intasata da 260 mila abitanti (oltre 900 mila in provincia) non è possibile avere un'auto circolante a testa, e le case piene di merci inutili provenienti da ogni parte del mondo.

L'accento sulla velocità è necessario. Chiunque vada in bicicletta sa che il pericolo non è determinato dalle scarse protezioni (anche un'utilitaria avrebbe avuto poco da fare al cospetto di un camion carico di terra) o dall'equilibrio precario: ma dalla differenza di velocità con i veicoli che circolano in città.

Motorini e scooter hanno il problema dell'equilibrio e un dispositivo di protezioni paragonabile a quello della bicicletta, ma sono molto più sicuri: son difficilmente sorpassabili, e in caso di difficoltà possono districarsi velocemente.

Con la bici no: il pericolo è sempre in agguato e ti prende sempre alle spalle, lo abbiamo già scritto. La precarietà del ciclista è causa soprattutto della sua lentezza relativa, o meglio della velocità dei mezzi che gli sfrecciano vicino.

Nonostante sia assodato che la velocità sia la causa della quasi totalità degli incidenti stradali, continuiamo a comprare veicoli sempre più potenti e veloci. I motori delle utilitarie di oggi hanno un numero di cavalli che anni fa era appannaggio di poche fuoriserie. E nel frattempo le strade si sono intasate, i semafori sono aumentati, esattamente come i tempi di percorrenza su qualsiasi percorso.

La disponibilità di cavalli è ancor più pericolosa della velocità di punta: con un filo di acceleratore si raggiungono gli 80 km/h, valore non compatibile col traffico urbano. Così non ci si rende nemmeno conto del pericolo che si crea per sé e soprattutto per gli altri.

Ma nessuno si azzardi a parlare di limitare potenza e velocità nei veicoli a motore: in questo sistema politico non sono tollerati sgarri all'industria capitanata dai Marchionne e dai Montezemolo.

Non si tratta solo di una questione di sicurezza: Ivan Illich mise per primo in relazione velocità ed energia richiesta per sostenerla, aggiungendo che l'eccessivo consumo di energia crea iniquità.  "Più l'energia abbonda, più il controllo di questa energia è mal ripartito. Non si tratta di un limite della capacità tecnica [...], ma dei limiti iscritti nelle dimensioni del corpo umano, dei ritmi sociali e dello spazio vitale". Attraverso la velocità, la tecnologia diventa oppressione sociale.

Sbraitiamo pure per avere più piste ciclabili: male non fanno. Ma non dimentichiamo che il problema sta nel manico: si tratta dell'abnorme numero di veicoli, anche grandi e grandissimi, in circolazione a velocità non connaturale a quella dei mezzi a trazione umana.

E tutto questo è colpa nostra, della nostra ansia di mobilità e della nostra dipendenza da beni di consumo che, per arrivare a prezzi ragionevoli, devono essere prodotti sulle spalle di schiavi dall'altro capo del pianeta, ed essere trasportati qui il più velocemente possibile.

Contenuti correlati

L' economia secondo il bugiardello
L' economia secondo il bugiardello I colpevoli del dissesto idrogeologico sono gli ambientalisti e le nutrie mentre l' economia veronese va a gonfie vele. Ma i dati economici e le cause dei disse... 2662 views Mario Spezia
L'auto dell'ecofighetto (3)
L'auto dell'ecofighetto (3) Come sarà mai l'auto dell'ecofighetto? Ma ecologica, naturalmente! Una piccola botta di conti per smontare la necessità di un'auto nuova. Euro 5, rottamazioni e... 4543 views Michele Bottari
Prove di futuro al circolo della rosa
Prove di futuro al circolo della rosa Quattro chiacchiere mangerecce su come cambierà il mondo negli aspetti che più ci interessano. Al Circolo della Rosa con le Matonele e i Contadini&Cucinieri... 2539 views loretta
Dona il tuo 5x1000 al Carpino
Dona il tuo 5x1000 al Carpino Hai la possibilità di sostenere le nostre iniziative e il FONDO ALTO BORAGO indicando nella tua dichiarazione dei redditi: APS IL CARPINO cod. fisc. 93196980234... 5724 views Mario Spezia
Zaia dichiara guerra alla pispola
Zaia dichiara guerra alla pispola In Veneto c'è crisi, Zaia dichiara guerra alla Pispola e i veneti pagano ancora.I cacciatori veneti grazie al calendario venatorio 2010/2011 della Giunta Zaia, ... 3584 views andrea_zanoni
Taccuino di viaggio: Germania/Polonia
Taccuino di viaggio: Germania/Polonia Primo resoconto delle nostre eco-vacanze: un viaggio nella mitteleuropa. Perché questi popoli sono dannatamente più civili di noi?Si va in giro per diversi moti... 2614 views Mario Spezia
Il pastore
Il pastore Il passo antico del pastore Antonio e le pecore come neve che cammina. (Un brano imperdibile da la Repubblica del 03.10.11). In un contesto ben diverso da quell... 2569 views paolo_rumiz
Gli antenati di chi ci governa
Gli antenati di chi ci governa Ritrovato nell'archivio della Biblioteca Capitolare un documento, risalente all'alto medioevo, che sembra la cronistoria dei nostri giorni.Sensazionale ritrovam... 2820 views a_trinca