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Informazione e ambiente veronese

Camminare a ritroso come Valdegamberi (indrìo come i gambari)

 
2016 camminare ritroso come valdegamberi 21204

Valdegamberi propone di allentare le norme di tutela nel Parco Naturale della Lessinia, lasciando immaginare chissà quali vantaggi economici per gli abitanti delle montagne veronesi. In realtà Valdegamberi e soci dimostrano di non aver mai capito le reali potenzialità della Lessinia e propongono un improbabile ed antistorico ritorno al passato.

Prosegue lo smantellamento delle zone protette (SIC, ZPS, Oasi faunistiche, Parchi) nella provincia di Verona.

Il SIC Monte Mesa è stato trasformato in parco eolico, il SIC Borago-Galina viene utilizzato come terreno di impianto di nuovi vigneti, lo ZPS Laghetto del Frassino sta diventando un polo turisico-alberghiero, si tenta ancora di realizzare una nuova sciovia all'interno del SIC Monte Baldo Ovest .

Stavolta tocca al Parco della Lessinia. Vediamo prima di tutto che cosa propone lo stratega di Badia Calavena:

"Vengono individuate nell'ambito dell'attuale perimetro del Parco le aree pre-parco che altro non sarebbero quelle che attualmente sono a pieno titolo nel Parco, classificate come aree agro-silvo-pastorali. Vengono mantenute le aree di riserva naturale, dove le esigenza di tutela prevalgono su ogni altra mentre le aree a prevalente vocazione agro-silvo-pastorale vedranno la riduzione dei vincoli e, soprattutto, degli adempimenti burocratici. Con la nuova classificazione sarà possibile la caccia, ma sarà solo caccia di selezione, controllata da esperti cacciatori e riservata ai soli residenti. Non ci sarà la migrazione di cacciatori da altri Comuni".

In pratica su poco meno della metà di tutta l'area del Parco verrebbero allentati i vincolia favore dell'agricoltura, dell'allevamento, dell'edilizia e della caccia, che oggi è vietata su tutta l'area del Parco.

Quali sono le zone del Parco che Valdegamberi vuole "liberare dai vincoli"?



Negli ultimi 20 anni la Lessinia è stata amministrata da Valdegamberi e soci.I risultati sono stati decisamente deludenti e non a causa delle norme di tutela del Parco, che sono state costantemente ignorate o contraddette, ma a causa della incapacità dei politici/amministratori di sfruttare al meglio le opportunità offerte da questo territorio, tenendo anche conto dei cambiamenti che si sono verificati, come l'aumento della temperatura, l'espansione delle zone boscate e il ritorno di specie animali che erano scomparse da decenni: cervi, caprioli, camosci, marmotte, aquile e infine anche il lupo.

Sono state date centinaia di concessioni per cave a cielo aperto, è stata distrutta la rete di raccolta e lavorazione del latte prodotto in montagna, si sono lasciati andare in rovina gli splendidi pascoli montani, si è continuato a puntare sugli impianti di risalita anche con temperature ben al di sopra dello zero, si sono impiantate e allargate sempre di più le serre per la coltivazione delle fragole idroponiche, non si sono sapute adeguare le strutture di accoglienza alle richieste di un nuovo tipo di turismo, è stata fatta fallire la struttura organizzativa della Comunità Montana, ma sopratutto non si è fatto nulla per creare un sistema organico di promozione delle risorse naturali e dei prodotti della montagna veronese.

Altrove si lavora in maniera diversa, con risultati diversi:

CENTRI DI ACCOGLIENZA: www.parconazionale5terre.it ...

OSCAR ECOTURISMO 2017: http://www.parconazionale5terre.it/dettaglio.php?id=38857

LA CARTA E I SERVIZI EROGATI DAL PARCO: www.parconazionale5terre.it ...

BILANCI TRASPARENTI: www.parconazionale5terre.it ...

Valdegamberi propone di eliminare completamente i vincoli di tutela su quasi metà della superficie del Parco, legalizzando tra l'altro la caccia in zone attualmente frequentate dai lupi e quindi autorizzando di fatto la loro eliminazione.

I dati forniti dall'Ente Parco dimostrano in maniera inequivocabile che i danni attribuibili ai lupi sono limitati e ormai pressoché stabilizzati e potrebbero venire sensibilmente ridotti se gli allevatori accettassero di utilizzare i sistemi protettivi proposti a titolo gratuito dalla Regione Veneto. Invece abbiamo visto con i nostri occhi come le recinzioni elettrizzate siano state in più casi danneggiate o rese inefficaci e gli allevatori che avevano accettato di sperimentarle messi alla berlina e minacciati.

La filosofia alla quale si ispirano Valdegamberi e soci è molto vicina a quella attribuita da Michel Houellebecq al protagonista sessuopatico di PARTICELLE ELEMENTARI, che accusa gli ecologisti di essere dei "veri nazisti" perché "vogliono impedirci di fare sesso fra le dune frequentate dalle sterne e di mangiare formaggio di pecora. Sono contro le pecore perché le pecore sono di destra, mentre i lupi sono di sinistra, anche se assomigliano ai pastori tedeschi, che sono di estrema destra".

Peccato che il protagonista del libro di Houellebecq sia uno squilibrato in procinto di farsi internare di sua iniziativa all'interno di una struttura psichiatrica per pazzi furiosi.

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Redatore: Mario Spezia

Parco dei Lessini. Ridotta a metà l'area più protetta

http://www.larena.it/home/provincia/parco-dei-lessini-ridotta-a-met%C3%A0-l-area-pi%C3%B9-protetta-1.5367990

L'articolo pubblicato ieri dalla Rena è piuttosto fuorviante. E' una sorta di autopanegirico di Valdegamberi.

In realtà ogni decisione è sospesa per 90 giorni. Valdegamberi si butta avanti e cerca di ottenere il massimo consenso possibile sulla sua proposta, ma anche noi abbiamo la possibilità di fare una campagna di informazione sulla funzione di tutela che hanno i Parchi e in particolare il Parco della Lessinia.

Questa mattina ho parlato con il consigliere regionale Andrea Zanoni e gli ho chiesto ragguagli sull'emendamento presentato da Valdegamberi e approvato in Regione. L'emendamento non comporta nessuna conseguenza immediata. Prevede che i sindaci possano presentare un loro progetto di ri-perimetrazione delle aree del Parco della Lessinia, ma, non essendo stata approvata nessuna nuova mappa, è tutto da discutere e da decidere.

Inoltre l'emendamento approvato è probabilmente in contrasto con la legge nazionale sui Parchi e per questo verrà quasi sicuramente impugnato.

Quindi c'è tempo e spazio per illustrare all'opinione pubblica e agli amministratori la funzione e il valore dei Parchi e delle zone protette, sopratutto in relazione alla salvaguardia delle specie presenti nel Parco. E' importante far capire che il parco è fondamentale per la sopravvivenza di molte specie e che l'introduzione della caccia pone invece i presupposti per l'eliminazione di molte di queste specie.

Bisogna mettere in evidenza anche che negli ultimi 26 anni (il Parco è nato nel 1990) è aumentato in maniera considerevole il numero delle specie presenti in Lessinia, sia di mammiferi che di uccelli. Dimezzare l'area del Parco vuol dire ritornare agli anni 70/80, anni durante i quali i Monti Lessini erano diventati una landa desolata in cui era impossibile incontrare un capriolo, un camoscio, un cervo, una marmotta e men che meno un lupo e in cui gli uccelli sia stanziali che migratori venivano semplicemente sterminati anno dopo anno.

Un discorso a parte va fatto per i cinghiali, che sono stati introdotti nella nostra provincia dai cacciatori con lo scopo appunto di poterli abbattere senza affrontare un viaggio nei paesi balcanici e che ora vengono utilizzati da Valdegamberi, Berlato e Federcaccia per giustificare l'introduzione della caccia nel Parco.
Redatore: Michele Dall'O'

Da una notizia comparsa sul sito di Repubblica:

17 dicembre 2016

"Luna piena, i lupi ululano in branco: ripresi dalle telecamere nascoste

Sono stati ripresi dalle telecamere del Comune di Vagli di Sotto, in provincia di Lucca. Un branco di cinque lupi, durante la luna piena, ulula vicino al Lago di Vagli nel bio parco. "Fanno il concerto di Natale - dice il sindaco Mario Puglia - passate le feste si organizzano comitive per vedere e ascoltare direttamente i nostri maestosi animali. Si stanno allestendo osservatori naturali" (a cura di GERARDO ADINOLFI)"

Ecco Puglia mi sembra tutto Valdegamberi o Berlato. ...

Fui la vigilia di Pasqua di una quindicina di anni fa a Vagli di Sotto (il lago era pieno e peccato che non si potesse vedere il paese fantasma), raggiunta avventurosamente da Castelnuovo di Garfagnana. Camminammo il giorno dopo fino alla Foce di Mosceta, passando accanto alla Pània e al Corchia per poi discendere verso il Tirreno, fermandoci a Pruno (lì vicino c'è anche Sant'Anna di Stazzema). Non sapevo, allora, di essere seguito o osservato o controllato dai lupi. Magico e fantastico! Sarà allora l'occasione per ritornare nelle Alpi Apuane e premiare gli amici lucchesi. ...

Qualche anno dopo andammo con i birdwatchers veronesi nelle Foreste Casentinesi. Fummo accompagnati da un gruppo di ricercatori del Parco che riuscirono a stimolare gli ululati di un branco lontano. Magica e fantastica, anche allora, la natura selvaggia e primordiale.

Per sentire gli ululati:

http://video.repubblica.it/edizione/firenze/luna-piena-i-lupi-ululano-in-branco-ripresi-dalle-telecamere-nascoste/262896/263254?ref=HRESS-12

Auuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuu.

PS: In entrambe le occasioni spesi parecchi euro. Soldi che, evidentemente, nelle montagne veronesi, interessate da altri flussi, non interessano.
Redatore: Mario Spezia

'n saco de schei par quatro falìe de neve .... ma qualche oco da pelar i le cata de sicuro.
Utente: Attilio Anacleto

Niente di nuovo sul fronte montebaldino

http://www.larena.it/territori/garda-baldo/via-al-bando-per-aprirenuovi-negozi-a-novezza-1.5344180

Governanti fotocopia
Redatore: Mario Spezia

Congelata la legge che riduce i parchi. Zaia impone la retromarcia alla maggioranza. Su Colli Euganei e Lessinia confronto con i sindaci. A Pd, M5S e ambientalisti non basta: "Va ritirata". Il "cacciatore" Berlato: "Tre mesi per decidere".

VENEZIA Ieri mattina fuori da Palazzo Ferro Fini il coro degli ambientalisti era uno solo: "Noi difendiamo i Colli Euganei, tu Luca Zaia cosa fai?". Ufficialmente una visita all'Antica Fiera di Santa Lucia di Piave, ma di fatto tra una carezza ai cavalli e un'occhiata ai concimi il governatore si è pure attaccato al telefono per ordinare alla sua maggioranza di sostituire in blocco il contestato articolo del Collegato alla legge di Stabilità proposto da Sergio Berlato, quello che mirava a ridisegnare il perimetro del Parco ("risolvendo il problema dei cinghiali", assicurava lo stesso leader dei cacciatori; "eliminando il 90% dell'area protetta", lamentava il Partito Democratico). Così alla fine i capigruppo di Zaia Presidente, Lega Nord, Forza Italia e Siamo Veneto hanno fatto sì che pure il numero uno di Fratelli d'Italia firmasse un nuovo testo, che concede tre mesi alla giunta veneta per avviare una concertazione con l'ente di gestione e con i sindaci del territorio, prima di portare in consiglio regionale la modifica della planimetria.

Dunque per ora la mappa, già allegata al progetto di legge per il quale è cominciata questa settimana la maratona consiliare di Bilancio, rimane solo un pezzo di carta. La famosa cartina contenente la revisione delle aree, per l'appunto, che adesso verrà invece riposta in un cassetto. Ecco infatti la nuova formulazione del testo: "Nelle more dell'insediamento dell'Ente gestore, la Giunta regionale, d'intesa con l'Ente Parco regionale dei Colli Euganei e con i Comuni ricompresi nell'area del Parco medesimo e nelle aree contigue, sottopone al Consiglio regionale la modifica della planimetria del Parco dei Colli Euganei e delle aree contigue, entro e non oltre novanta giorni dall'approvazione della presente legge". Ha spiegato Silvia Rizzotto, capogruppo di Zaia Presidente e incaricata dal governatore di risolvere la grana: "È evidente che c'è un problema legato ai cinghiali, ma è altrettanto evidente che la planimetria va rivista attraverso una condivisione con il territorio. Berlato sa bene che su questo Zaia è stato molto chiaro, tant'è vero che il presidente ci ha chiesto di presentare l'emendamento già di buon mattino, perché non ci fossero altri malintesi. Infatti lo stesso metodo sarà applicato anche all'emendamento di Stefano Valdegamberi sul Parco della Lessinia". D'accordo pure Cristiano Corazzari, assessore ai Parchi: "Ottima soluzione, la giunta lavorerà con i sindaci alla salvaguardia dell'area protetta".

Martedì 13 Dicembre, 2016

CORRIERE DEL VENETO - VERONA
Utente: Campagn

Per informazioni sui parchi montani veneti (preferibile alle 5terre) vi segnalo l'esempio del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi con interventi in campo agricolo (malghe) e di promozione socioeconomica (marchio del parco, già dall'anno 2000 e certificazione 9001 e 14001, dal 2003 ed Emas dal 2004.

http://www.dolomitipark.it/

http://www.parks.it/parco.nazionale.dol.bellunesi/
Redatore: Michele Dall'O'

Valdegamberi porta nel suo nome la biodiversità che una volta era il fiore all'occhiello della Lessinia e che lui stesso, con le sue politiche, ha contribuito a ridurre.

Leggiamoci questo trafiletto del grande Dino Coltro (da L'Arena 28-06-2003, "Parliamo di parole")

Gambari done

In tempi nei quali la fame faceva da padrone, si diceva "quando no gh'é gambari, i'é bone anca le zate", quando non ci sono gamberi sono buone anche le zampe delle galline utilizzate per stanare i gamberi nei fossi. I gamberi erano già un cibo povero, le zate poi! Ma piuttosto di niente!. Un tempo i gamberi popolavano i fossi e le acuqe delle "zeriole", diventavano il comapanatico di molte cene dei "pitochi". Si ricorda il grido del pescivendolo: "Pesse ooh, pesse ooh" e la risposta della donna povera, "Pesse pesse ooh, schei no ghe n'ho e se ghe n'avesse pesse no toresse". Molto spesso con la "nigossa" e el "brondineto", la donna di casa andava a pescare, nel primo pomeriggio, "na brancà de gamberi e pesse malaria" per insaporire, più che che accompagnare, la polenta della sera. C'è da dire che il pesce pescato nei fossi era squisito. Quello che si riesce a prendere adesso, emana tutti i cattivi odori che l'inquinamento alimenta in ogni corso d'acqua".

...

Coltro aveva ragione.