Lago di Garda: 24 milioni di presenze all'anno con un corollario plurimilionario di auto, moto e motoscafi non bastano ancora a Fugatti e Zaia

La proposta di realizzare un tunnel fra la Val d'Adige e l'Alto Garda è la dimostrazione preoccupante del delirio allucinatorio di cui soffrono molti dei nostri governanti.

Mercoledì scorso la Regione Veneto ha votato all'unanimità un ordine del giorno che la impegna a redigere uno studio di fattibilità per il tunnel del Baldo. 44 consiglieri di tutti gli schieramenti hanno votato a favore dell'odg A157 presentato da Massimo Giorgetti. "Un provvedimento che decongestionerebbe il traffico sulla riva orientale e sarebbe, secondo il consigliere di Forza Italia, sicuro volano di sviluppo turistico per entrambi i territori".
L'idea era partita dal presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti, che a sua volta aveva riesumato una vecchia proposta di Asileppi. In settembre Fugatti aveva convocato a Malcesine i sindaci trentini di Ala, Avio e Brentonico e per l'area veronese di Malcesine, Brenzone, Torri, Brentino Belluno, Ferrara di Monte Baldo e Dolcè ottenendo dagli stessi un parere favorevole alla sua proposta.

"Rimane il problema che una volta "sbucati" sulla riva del lago, l'unica arteria percorribile in auto è la Gardesana, e quindi si è punto a capo. A meno che non si metta mano ad altri vecchi progetti di "metropolitana sull'acqua", con battelli ecologici su cui imbarcare anche le auto. Ma tutto ciò, appare come il "libro dei sogni": prima che si possano realizzare tali progetti dovranno passare altri decenni, se mai si farà. E non ultimo il capitolo finanziamenti: chi stanzierà centinaia di milioni? " osservava Annamaria Schiano sul Corriere del Veneto del 3 ottobre.

I numeri del turismo in Italia: Nel 2017 Roma ha avuto 15,2 milioni di presenze, Firenze 11.1 milioni. Il Veneto ha superato la quota di 69 milioni di presenze. Il lago di Garda da solo ha calamitato 24 milioni di presenze, più di un terzo del valore totale del Veneto.

Possiamo tradurre in italiano OVERTOURISM con SOVRAFFOLAMENTO TURISTICO.
"L'overtourism rappresenta un potenziale pericolo per le destinazioni popolari in tutto il mondo, poiché le forze dinamiche che alimentano il turismo spesso infliggono conseguenze negative inevitabili se non gestite bene...
In alcuni paesi questo può portare ad un declino del turismo dove non viene mai messo in atto un quadro sostenibile per far fronte agli effetti economici, ambientali e socioculturali del turismo. Neanche l'impatto sugli abitanti locali può essere minimizzato....
Molte fra le principali destinazioni del mondo stanno manifestando i sintomi di un overtourismo cronico: si tratta di una combinazione di infrastrutture sovraccariche, affollamenti nei "luoghi imperdibili", danni fisici, alienazione della gente del posto e comparsa di trappole per turisti".
(GREG DICKINSON, Telegraph).

Si stenta a credere che nessun consigliere regionale e nessun sindaco abbia avuto il coraggio di prendere le distanze dal progetto del tunnel. Neppure chi è sempre stato, almeno a parole, contrario allo spreco di denaro pubblico e alla cementificazione del territorio. Neppure chi ha costruito la propria carriera politica su parole d'ordine come tutela ambientale e mobilità sostenibile.
Eppure ci sono un sacco di esempi - anche vicino a noi nel tempo e nello spazio - di politici che hanno avuto il coraggio e la lungimiranza di puntare su un modello diverso di società e di turismo. Giusto la settimana scorsa abbiamo proposto l'esempio del lago di Costanza, dove i politici di partiti diversi e di stati diversi hanno saputo immaginare, programmare e realizzare un cambiamento radicale delle condizioni ambientali e sociali di un lago simile al nostro.

Purtroppo scontiamo decenni di storia politica in cui i partiti hanno sistematicamente sbarrato la strada a chiunque fosse provvisto di un minimo di intelligenza, coraggio, onestà intellettuale e preparazione professionale. Gli stessi partiti hanno anche costruito un sistema di consenso elettorale che non permette a nessuno di fare piani di lungo respiro. Così tutto si risolve in una sorta di sfilata carnevalesca in cui i figuranti, fra frizzi e lazzi, lanciano alla folla acclamente caramelle e cotillons. Poi, finito il carnevale, tutti a cospargersi il capo di cenere.

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