Il 2017 ha visto una forte crescita di presenze sulla riva veronese del Lago di Garda, ma non è tutto oro quel che luccica.

La concentrazione eccessiva di presenze turistiche in aree molto circoscritte fa male prima di tutto all'ambiente, ma poi anche all'economia complessiva del nostro territorio.

Nel 2017 abbiamo avuto 13.368.000 di presenze sulla sponda veronese del lago di Garda contro 3.925.600 di presenze per Verona città, con un aumento delle permanenze di turisti stranieri del 52% fra il 2008 e il 2017. Questi, in estrema sintesi, i dati pubblicati da Intesa San Paolo durante un convegno che si è svolto a Mira nei giorni scorsi.

All'inizio di maggio il sindaco di Sirmione Alessandro Mattinzoli ha proposto l'introduzione dei tornelli come a Venezia: "La sostenibilità è fondamentale". I ristoratori si sono immediatamente rivoltati contro questa proposta ed hanno indicato "il traffico" come il vero problema di Sirmione. In altre parole propongono di limitare l'accesso delle auto alla penisola, ma nessuno ha saputo indicare il come e il dove.

Quello di Sirmione è un caso emblematico di una situazione che da tempo ha superato tutti i limiti della sostenibilità, della ragionevolezza e del buonsenso. L'abnorme quantità di seconde case e di alberghi costruiti e tuttora in costruzione a ridosso di Garda, Lazise, Castelnuovo e Peschiera, come anche di Sirmione, Desenzano e Salò nel tratto bresciano, sono il simbolo di uno sviluppo turistico che non ha mai avuto la minima attenzione per la sostenibilità sia economica che ambientale.

Le vicende passate ed attuali del collettore, come anche la costruzione della pista ciclabile circumlacuale, ci raccontano una storia di speculazioni e di disprezzo per la tutela del paesaggio e per la conservazione dell'ambiente.

Non siamo contrari alla crescita del turismo, siamo contrari ad una concentrazione abnorme di presenze turistiche in zone eccessivamente circoscritte, come sta avvenendo in alcune località del lago di Garda, perché l'impatto sull'ambiente in queste condizioni diventa insostenibile. Le presenze andrebbero distribuite tra lago, Baldo, Lessinia, Valpolicella, zona del Soave, centro storico di Verona e borghi della provincia.

Manca una promozione complessiva del territorio, che vuol dire una adeguata offerta di accoglienza ed una programmazione di iniziative culturali e di intrattenimento distribuite su tutto il territorio provinciale. Andrebbe sopratutto promossa la Lessinia, che non ha mai saputo adeguare la propria offerta turistica alle mutate richieste del mercato turistico.
http://www.veramente.org/it/notizie/2016-lessinia-occasione-perduta.html

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