Questi nostri amici di Marzabotto non hanno aspettato le istituzioni per muoversi. Perchè non seguire il loro esempio? I nostri vai sono pieni di rifiuti di tutti i tipi e non basta a ripulirli il sacchetto che riempiamo tutte le domeniche con bottiglie e cartucce abbandonate.

Ero passato molte volte per il sentiero che dalla colonia segue il fiume e porta fino alle montagne di ghiaia della Sapaba. All'inizio è una strada bianca che nel punto più basso a volte si riempie di acqua e di fango. In caso di fango c'è un passaggio anche più in alto, vicino al recinto del parco Bottonelli. Poco prima di passare sotto alla passerella la strada poi diventa un sentiero, e prosegue fra gli alberi che via via diventano sempre più alti. Ad un certo punto si incontra il fosso del Piantone che d'inverno è un torrente pieno d'acqua e d'estate appena un rigagnolo. Passato il fosso si segue ancora il fiume in uno scenario incantevole.

Fino a poco tempo fa c'era un ponticello per attraversare il fosso. Poi, per vari motivi il ponticello si è sempre più indebolito fino a cedere completamente.

Tempo fa, a poca distanza dalla passerella, seguendo il sentiero si poteva incontrare un anziano signore che armeggiava con il suo orto. Egli aveva costruito l'orto a cavallo del sentiero, e passando era un po' come entrare in casa sua. Come spesso succede gli orti dei vecchi sono un po' come delle discariche, perché essi coltivano ancora le tradizioni contadine.

Nella tradizione contadina non esistevano pregiudizi estetici o morali, ma solo funzionali. Al fondamento dell'ordine e della pulizia c'era la funzionalità. Non si sporcava e non si sprecava perché ogni cosa aveva una sua utilità. Quindi il rispetto per la natura dei vecchi contadini è un'altra cosa rispetto al rispetto della natura della società sprecona e consumistica di oggi.

Mi ha sempre fatto simpatia quel vecchio e quell'orto. Ricordo che una volta si lamentò con me del passaggio di motocross che rovinavano il ponticello sul Piantone che lui stesso aveva costruito con fatica. I resti di quell'orto da tempo abbandonato, erano ormai divenuti preda delle sterpaglie e dai rovi, e a me piaceva ricordare, passando di là, la presenza di quel vecchio.

Ieri era un pomeriggio con il sole, ed i volontari che si sono trovati alle due in colonia si sono divisi in due gruppi. Quello comandato da Maren a Sud, per ripulire il "merdaio privato" ed altri "tesori" che lei stessa aveva scoperto ma non aveva potuto recuperare da sola. Quello comandato da Antonella costituito da una trentina di persone verso Nord, per attaccare i resti dell'orto del vecchio e per ripristinare il passaggio sul Piantone con il supporto del Cai.

Maren non sopporta questo "merdaio". Lei gira per i sentieri e per il fiume ed ovunque trova immondizia scaricata abusivamente e liberamente in mezzo alla natura. E raccoglie e pulisce e lascia messaggi per educare diversamente questa gente. Mi ricorda un po' l'immagine di quei cormorani imbrattati di petrolio dall'inquinamento di un disastro ambientale, che non possono più vivere, che hanno bisogno di aiuto. Hanno bisogno di un ambiente pulito per vivere.

Noi, forse per qualche motivo genetico, non siamo così sensibili al "merdaio". Sì, lo vediamo, ma non ci fermeremmo lì a raccogliere la robaccia che qualcun altro ha gettato. Magari ci dà fastidio essere circondati da gente vecchia che come noi se ne frega, ma di questa gente conosciamo anche altri pregi, e quindi siamo più disponibili a tollerare. Ciò che invece non sopportiamo è vedere Maren che sta male, e che è costretta da sola a pulire per vivere. Maren che accompagna i turisti stranieri in questi posti deliziosi ma "diversamente puliti", e leggendo nei loro occhi il senso di disgusto ne trae ancor più motivo di sofferenza.

Stefano Muratori

Per cui penso che la pulizia della natura, oltre all'aspetto concreto e positivo, sia anche un mezzo d'educazione alla comunità. Se vogliamo convincere la gente ad interessarsi ad altri argomenti, magari più astratti e lontani, che ci toccheranno in futuro (ricerca di petrolio, nucleare, campi magnetici ecc), la base è l'interesse e l'amore per la natura, per la vita. Difficilmente uno che se ne frega di tutto, che non ha il senso della bellezza/bruttezza (della natura violata, delle costruzioni in giro), del mondo che lascia ai propri figli (a parte "la casa" da dare in eredità) si attiverà poi per altre cause non strettamente personali. Per cui la cura del territorio, anche nel senso di pulizia, non mi sembra una cosa solo esteriore.

Maren Von Appen

Contenuti correlati

Il conto dei parchi
Il conto dei parchi Chissà perchè Il Comune di Verona non applica ad APTV, AMT e ATV la stessa logica utilizzata dalla Regione Veneto per accorpare i Parchi?Dal corriere del Veneto... 2973 views Mario Spezia
Caccia: UDC e PD sulle tracce della Lega
Caccia: UDC e PD sulle tracce della Lega Giovedì 11 aprile scorso è stata approvata dal Consiglio Regionale Veneto (con una astensione e un voto contrario) la Legge "Iniziative per la gestione della fa... 3405 views Mario Spezia
Il viaggio di Monte Baldo
Il viaggio di Monte Baldo Una bella pubblicazione curata da Giuseppe Sandrini per i caratteri delle Grafiche Aurora.Il libro ci ripropone un testo scritto nel 1566 da Francesco Calzolari... 3196 views Mario Spezia
Monet, Goldin e Richeto, un trio de tuto rispeto
Monet, Goldin e Richeto, un trio de tuto rispeto Verona sta vivendo un fine anno sfavillante, grazie a tre uomini che hanno risollevato le sorti di una città che sembrava, secondo la fosca previsione del sinda... 2875 views dartagnan
La caccia nei SIC
La caccia nei SIC Come ogni anno sono riapparsi i capanni di caccia all'interno della zona di interesse comunitario (SIC) del Lago di Garda. Si fa strage di uccelli migratori in ... 8868 views Mario Spezia
L'Amarone della Valpolicella: un vino per lo sviluppo del territorio o...
L'Amarone della Valpolicella: un vino per lo sviluppo del territorio o... E' il titolo del 1° capitolo di una bella tesi preparata da Mattia Dal Molin per il corso di laurea in Progettazione e Gestione del turismo culturale.Questo lo ... 3238 views Mario Spezia
Lo spreco del colore
Lo spreco del colore Le stampanti laser bianco e nero escono di produzione e saranno sostituite da quelle a colori in tempi brevissimi. Un salasso per utenti e ambiente, reso possib... 2473 views loretta_mazza
Ma casa nostra è troppo piccola.
Ma casa nostra è troppo piccola. Ospitiamo un interessante articolo apparso su Tuttolibri - La Stampa, Sabato 9 maggio..Siamo diventati così, piatti, senza profondità, sottili lamine di luce su... 2937 views marco_aime