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Informazione e ambiente veronese

Se la rete si trasforma in facebook

 
2012 rete trasforma facebook 9624

Che ne sarà dei giovani, della cultura, del libero arbitrio, della riservatezza, in una società dominata da facebook? Quattro chiacchiere con Davide Marchi.

Agli albori di Internet, qualche sognatore ipotizzò, una volta connessa la maggioranza della popolazione, una società culturalmente democratica e ricca, in cui tutti sarebbero stati al contempo produttori e fruitori di contenuti, e il controllo dall'alto sarebbe stato praticamente nullo.

Oggi ci siamo. Dopo tante battaglie possiamo dire che l'internet è alla portata di tutti. Nel 2010, su 60 milioni e passa di abitanti in Italia, la copertura internet lascia fuori il 4% della popolazione, quindi il 96% della popolazione ha la possibilità un qualche accesso a internet.

A questo punto è lecito chiedersi come viene utilizzato dagli italiani il più potente strumento di informazione e comunicazione mai messo a punto. La risposta è sotto gli occhi di tutti: quasi solo social media. In rete ci sono soprattutto Facebook e un po' di Twitter, Google per le ricerche, e Wikipedia per informazioni di tipo nozionistico, soprattutto per lavori scolastici fatti col copia e incolla. Il resto sono briciole.

L'impressione è che la Rete abbia sostituito la TV: la maggior parte della comunicazione via internet è occupata da milioni di utilizzatori passivi, in grado solo di ripetere informazioni scritte da altri, o di dire facezie sul proprio conto.

Su facebook abbiamo da tempo espresso il nostro parere: è un mezzo chiaramente etero-diretto, è un'officina permanente di nuovi schiavi e, come strumento di comunicazione, non è assolutamente efficace come dicono (almeno non per i comuni mortali).

Ma che cosa ha spinto internet a diventare facebook? E questa cosa avrà conseguenze sulla nostra società? Per capirne qualcosa di più abbiamo fatto due chiacchiere con uno dei sognatori di cui sopra, uno che fin dall'inizio ha studiato la rete dal punto di vista sociale, delle sue potenzialità e delle sue promesse: Davide Marchi.

Veramente.org: Vi sono stati nel passato segnali che avrebbero dovuto far pensare alla facebookizzazione della Rete?

Davide Marchi:
Dieci anni fa la questione social network, perlomeno nei termini in cui lo conosciamo oggi, non si poneva. Strumenti come mailing list, forum e blog rispondevano egregiamente all'esigenza di chi sentisse forte l'esigenza di comunicare con qualcuno.

Poi è successo qualcosa di diverso. In un certo senso, le dinamiche tipiche dei media tradizionali, e la necessità a comunicare delle persone hanno trovato il modo di fondersi. Infatti attraverso il social network l'utente ha ora la possibilità di esibirsi, comunicando, a una platea anche numerosa, diventando così dapprima popolare e infine star.

In questo, il vantaggio immediato rispetto ai media tradizionali è dato dall'orizzontalità della comunicazione. I contenuti li decide l'utente e non il direttore della rete televisiva (che a sua volta deve prima attendere indicazioni dai partiti...) e nemmeno il network.

V. Ma che differenza c'è tra un blog, un forum e un social network?

D.
Essenzialmente la platea. Il numero dei potenziali destinatari del nostro show. Infatti mediamente il numero delle visite di un blog resta notevolmente inferiore a quelle di una pagina facebook.

E anche se non lo fosse all'atto pratico, lo resterebbe comunque sul piano teorico per l'utente finale, in quanto non esistono strumenti in grado di misurare le visite delle singole pagine all'interno di un social network e l'idea oramai dominante, che le "tue" pagine siano oltre che visibile ai tuoi amici, idealmente raggiungibili dagli amici degli amici che a loro volta hanno altri amici con amici che... la renderebbe presto tale.

Nel forum scrivo nella speranza di ottenere una risposta a un mio quesito o esigenza. Nel social network, scrivo forse per ottenere una risposta a un mio quesito o esigenza? Scrivo per relazionarmi o scrivo forse per mostrarmi, per esibirmi?

V. Cioè siamo passati da uno strumento utilitaristico al voyerismo/esibizionismo?

D.
Esatto, sto affermando che dal lato utente il social network non serva a comunicare (trasmissione + ricezione) ma che invece risponda a esigenze (apparentemente) più frivole legate a nostri recenti bisogni di voyeurismo collettivo compulsivo. Bisogni indotti (e da noi ottimamente accolti) sin dall'avvento dei tradizionali media televisivi, oggi inglobati stabilmente nel tessuto sociale e di recente travasati spontaneamente dagli stessi utenti attraverso i social media.

V. Quindi si tratta solo dello sfogo naturale di pulsioni frivole?

D.
Non solo: in tutto questo ci sguazza meravigliosamente "lo sponsor", l'investitore. Chiunque intenda attraverso il social network, fare profitto. E non sono in pochi.

V. E così si chiude il cerchio: utenti sterminati, sponsor, business...

D.
E la cosa non è da sottovalutare. In un momento in cui gli sponsor stanno abbandonando i media tradizionali e alla velocità con cui questo fenomeno si sta verificando, tempo qualche anno e con il temine medium tradizionale intenderemo facebook.

V. Se tutto si riduce a un contenitore in cui gli utenti si fanno veicoli volontari di messaggi pubblicitari, forse non dobbiamo preoccuparci troppo...

D.
Non è detto: al business tradizionale possiamo aggiungere un business (relativamente) innovativo, quello dei consensi politici attraverso la rete, di cui il social network diventa oggi la più innovativa e potente espressione. Ecco, che a questo punto possiamo parlare di vero e proprio "ecosistema analogico-digitale". Nelle mani di un solo soggetto, questo strumento manipolativo potrebbe essere pericoloso.

Attraverso una serie di azioni analogiche legate prevalentemente alla comunicazione, comunico, guadagno, e faccio propaganda partitica veicolando il tutto in un flusso digitale, onnipervasivo. Un business con i fiocchi per qualsiasi azienda, meglio se multinazionale in quanto più legata per sua stessa natura ai clientelismi partitici. In America tali meccanismi sono oggi più che consolidati, in Italia stiamo (stanno) facendo del nostro meglio.

V. Una macchina di consensi, come la televisione e i giornali?

D.
No, molto di più: la TV è oramai obsoleta, si può spegnere e mica te la puoi portare sul lavoro o in gita con la famiglia. Il medium sociale ha maggiori potenzialità: puoi fare in modo che l'utente sia lì ad ascoltarti, sempre, grazie a smartphone e tablet.

Smartphone (business) e social network (voyeurismo collettivo compulsivo e pubblicità) sono oramai elementi imprescindibili, uno vive dell'altro e viceversa. Il travaso è stato morbido e velocissimo allo stesso tempo. Questo per due aspetti essenziali: la necessità delle multinazionali di rendere omni-pervasiva la comunicazione e il bisogno (oggi ossessivo) da parte dell'uomo di mostrarsi. È vecchia scuola: individuato il bisogno, se ne costruisce attorno il nuovo modello di business.

V. Qualche anno fa se mi avessi descritto uno scenario del genere avrei pensato a un romanzo di fantascienza, oggi è realtà. Ma cosa ci aspetta ancora?

D.
La direzione intrapresa è terribile. Abbiamo sotto gli occhi un sistema che non tentenna minimamente di fronte alla possibilità di trasformare la persona in un perenne spettatore di democrazia. Ovviamente qui stiamo parlando di democrazia imposta, di regime dolce, insomma di una nuova forma di induzione morbida all'assoggettamento collettivo tramite i new media.

Tuttavia la questione social network/smartphone è agli inizi e non la possiamo considerare risolta. Le nanotecnologie stanno già permettendo la realizzazione di microchip sottocutanei dotati di geo-localizzatore che tanti cittadini americani si stanno facendo innestare volontariamente per la convinzione che ciò li possa proteggere dal terrorismo.

Detto ciò, quanto mancherà alla realizzazione e commercializzazione di uno smartphone sottocutaneo? Quanti di noi accetterebbero di acquistarne uno e di farselo innestare? Magari in cambio di una serie di benefit? Per esempio piano internet flat e chiamate gratis ai primi diecimila innestati verso tutti i numeri di rete mobile?

V. C'è un allarme sociale dovuto ai social media?

D.
Non sono uno studioso di psicologia, tuttavia osservo con grande meraviglia quanto sia stato facile per i social network inglobare milioni di utenti in pochi anni.

Quasi ogni giorno incontro persone e non posso non osservare negli individui un profondo senso di scollamento sociale. Da tempo l'essere umano ha perso il senso di appartenenza alla specie, a favore di un senso si appartenenza, più stretto, al gruppo.

V. Ma l'appartenenza, il branco, sono fenomeni che ci sono sempre stati.

D.
Sì, ma le relazioni sociali facevano da ammortizzatore. Ciò che difficilmente può accadere nella realtà si verifica invece (con estrema facilità) nel virtuale. Un mio amico virtuale pubblica qualcosa che io reputo inopportuno? Lo posso eliminare, con un click, senza bisogno di guardarlo negli occhi. Semplice, immediato ed efficace. Nel virtuale tutto è molto veloce e facile: non esistono attriti.

Ecco che in questo modo questi meccanismi comportamentali si fanno strada nelle logiche cognitive (soprattutto) del giovane utente e prendono il posto a quelle impartite dalla famiglia, dai libri e dalla ridotta (perché giovani) esperienza reale.

A scuola non mi hai passato il compito? Ti banno! Non mi passi l'mp3? Ti elimino dalla lista degli amici! Si viene così a creare una sorta di dicotomia comportamentale di relazione. Il valore di un amicizia o il un legame con una persona diventa "una cosa facile e veloce". Da gestire in scioltezza e senza tanti ripensamenti.

Diversamente invece da ciò che dovrebbe essere nella realtà: qualcosa che si sviluppa lentamente, che ha bisogno di tempo per crescere e e consolidarsi oltre che di argomenti solidi su cui poggiare.

V. Qualche anno fa si parlava spesso di software libero, di condivisione dei saperi. Oggi tutti affidano i propri dati personali a un'azienda e si fanno volontariamente vettori di pubblicità. Cosa impedisce la creazione di un social network opensource di successo?

D.
Principalmente la motivazione etica, forse anche il denaro, questo per potersi garantire l'indipendenza agli interessi delle lobby. Il Software Libero sfrutta come motore propulsivo il senso etico dei collaboratori in primis ma anche degli utenti, che vedono in questo un opportunità per migliorare il mondo.

Realizzare una piattaforma sociale a livello mondiale richiede ingenti investimenti sia in software che in hardware (server, locali climatizzati, connessioni cablate ad altissima efficienza, etc, etc).

Supponiamo di disporre di tanto denaro e di poterci permettere tutta l'infrastruttura necessaria. Serve a questo punto una motivazione etica. Ho pensato molto ma non riesco a trovarne una.

V. Sul fronte privacy come si pone un social network?

D.
Male, molto male. Più l'utente si espone, espone i suoi gusti e le sue preferenze, più l'investitore sarà in grado di formulare proposte commerciali specifiche e mirate. Questo significa che ogni logica di privacy sarà subordinata a una logica di tipo commerciale.

L'utente, spesso minorenne, pubblica una serie impressionanti di informazioni, anche strettamente personali. Pubblica "post", oggi visibili a tutti con le nuove policy di Facebook. Diventando così trasparente da permettere a chiunque ne abbia i mezzi e volontà, di realizzare campagne commerciali mirate. Per fare un esempio come quelle che già da tempo veicola Google.

In un contesto del genere ovviamente possono sorgere problemi anche di sicurezza personale, e per i più giovani anche pericoli legati direttamente o indirettamente a pedofilia.

Consideriamo ora il fatto che spesso il genitore non sapendo utilizzare il mezzo informatico, ignorandone le potenzialità e i rischi e non volendo appesantire la sua relazione famigliare (già difficile a causa di orari di lavoro insostenibili, del traffico, delle code al supermercato e di relazioni il più delle volte prive di argomenti di comunione) sia disposto ad acconsentire alle principali richieste economiche del figlio, otterremo così uno smartphone con connessione flat anche per il minorenne, e conseguente privacy azzerata.

E questo è  solo l'inizio.

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Redatore: Mario Spezia

Non hai tutti i torti, certamente su internet chi cerca trova, se ha pazienza e determinazione. Ma stiamo parlando di feisbuc e qui ho dei seri dubbi che succeda la stessa cosa.
Utente: Manutono

E' proprio qui che sta la nostra diversa visione delle cose:

un POVERO MORTALE come me poteva cercare quanto voleva alle TELEVISIONI-TELEGIORNALI-STAMPA-RADIO ma non trovava granchè se non per la maggior parte informazioni manipolate.

Con INTERNET è il contrario di quanto sostenete voi, una persona può cercare e cercare e trova il tutto e il contrario di tutto:informazioni manipolate e informazioni libere, è molto più difficile controllare la rete che non la STAMPA o la TELEVISIONE

Anche il VOSTRO PORTALE si basa su questo no? Io vi seguo e vi ho conosciuto su internet, se foste stato un giornale stampato probabilmente avrei letto qualche numero per caso, mentre sulla rete ho modo di seguire TUTTI i vostri articoli.

Io da 5 anni che mi informo tramite internet sento che la mia capacità critica sia cresciuta notevolmente. Prima mi informavo solamente sui giornali e telegiornali e qualche libro , ma non sono mai riuscito ad entrare a fondo ad un problema come quando seguo un argomento con internet.

Internet è poi il mio collegamento con i LIBRI. Ho letto molti più libri da quando mi informo su internet che prima, poiché la rete STIMOLA la mia curiosità mi da IMPUT per aumentare la mia cultura.

Ripeto SONO un comune mortale che probabilmente non ha letto tanti libri quanto voi, ma penso di rispecchiare la media delle persone, e credo che la cultura media grazie alla rete stia piano piano aumentando.

LA VOSTRA TESI DI QUESTO ARTICOLO E' TOTALMENTE CONTRADDITTORIA

L'esempio di TOSI non c'entra niente, se uno naviga su internet su Tosi può farsi una chiara idea, non è stata certamente la RETE a portarlo in auge, casomai è la rete che lo sta smascherando.
Redatore: Mario Spezia

Sono l'ultimo arrivato e conosco pochissimo internet, ma mi pare che non ci voglia molto per capire che l'enorme facilità di accesso ad internet non vuole automaticamente dire facilità di accesso all'informazione. So bene quanto sia difficile scovare le informazioni che contano! Guarda caso, non le trovi mai. Chi ha molti mezzi e forti interessi da difendere può manovrare internet a piacere e, dato che gli utenti non hanno tanta voglia di rompersi i coglioni a cercare, a studiare, a confrontare e a verificare le informazioni, diventa un giochetto da ragazzi indorare la pillola che si vuol vendere. Tosi così diventa un democratico, progressista, innovatore, il sindaco più amato d'Italia. Del miliardo di debiti che Verona ha accumulato non parla nessuno.
Utente: Manutono

scusate, non volevo, e non mi sembra di avere offeso nessuno

"La disuguaglianza dei redditi nei paesi dell'OCSE ha raggiunto il livello più alto dell'ultimo mezzo secolo. Nei paesi dell'OCSE, il reddito medio del 10% più ricco della popolazione è circa nove volte quello del 10% più povero, salendo rispetto alle sette volte di 25 anni fa." 25 ANNI FA NON C'ERA INTERNET, ORA SI' FORSE SARA' IL MEZZO CHE INVERTIRA' LA ROTTA? IO PENSO DI SI ... NON CI SONO ALTRE SPERANZE O MEZZI IN GRADO DI FARLO... TUTTI I MOVIMENTI CHE VOGLIONO INVERTIRE LA TENDENZA HANNO COME BASE LA RETE, INTERNET E ANCHE FACEBOOK, NESSUNO GLI SBATTE LA PORTA IN FACCIA DICENDO CHE NON VA BENE!! SOLO IL VOSTRO ARTICOLO.

I PROBLEMI DELLA RETE CI SONO E CI SARANNO MA IL VOSTRO ARTICOLO NON LI ESAMINA CON CRITICA, DA UN GIUDIZIO TOTALMENTE NEGATIVO SU UN MEZZO DI COMUNICAZIONE RIVOLUZIONARIO
Utente: Aegan0

"La disuguaglianza dei redditi nei paesi dell'OCSE ha raggiunto il livello più alto dell'ultimo mezzo secolo. Nei paesi dell'OCSE, il reddito medio del 10% più ricco della popolazione è circa nove volte quello del 10% più povero, salendo rispetto alle sette volte di 25 anni fa." (http://it.wikipedia.org/wiki/Disuguaglianza_economica#Misura_della_disuguaglianza_nel_mondo_oggi)

Eppure tu, caro Emanuele, parli di "PROGRESSO" che significa: AVANZAMENTO, EVOLUZIONE - PROFITTO, MIGLIORAMENTO

Noi (uso il plurale, senza averne diritto) cerchiamo di far riflettere le persone che tutto questo che tu chiami "PROGRESSO" in realtà non c'è stato, se non a vantaggio di pochissimi.

Il riferimento al Futurismo, che ti ho fatto, era per farti riflettere sull'idea di "trionfante progresso delle scienze", che mi sembrava di cogliere nelle tue parole.

Mi dispiace che tu, come tanti altri, non ti accorga che il "progresso" sta portando all'umanità solo le briciole di quanto potrebbe e dovrebbe portare. In questo, l'esempio di Facebook ed internet, mi sembra molto calzante.

Occorrerebbe iniziare a pensare che un altro modello di sviluppo è non solo possibile ma anche auspicabile.
Redatore: Loretta

Per Emanuele:

> i musei e i libri ci sono ancora!

E ci mancherebbe altro! Nessuno ci va, nessuno li sfoglia, ma ci sono ancora.



> Nel vostro articolo sono presenti idee scorrette e banali:


Andiamoci piano con le offese: sia io che Davide osserviamo la rete da anni, abbiamo fatto tanto per diffondere i concetti di libertà e condivisione del sapere. Puoi essere di opinione diversa, e lo abbiamo capito, ma scorretta e banale sarà tua sorella, con tutto il rispetto.

> 1) 96% degli italiani ha la possibilità di un qualche accesso a internet????????????????, ma se siamo gli ultimi in Europa per via di connessioni. E poi se togliamo tutti i nonni che verosimilmente non sanno che cos'è un computer siamo già al 50 % … ma dove l'ha trovato questo dato?

Sono dati statistici disponibili in rete:

http://www.ires.piemonte.it/component/content/article/13-ultimi-volumi-pubblicati/215-rapporto-osservatorio-ict-2011.html

http://www.oblioilblog.it/2012/08/08/banda-larga-il-business-bloccato-che-danneggia-litalia/

http://www.itrweb.eu/web_internet.php?wid=15

http://www.istat.it/it/archivio/48388

http://www.lastampa.it/2012/09/12/tecnologia/audiweb-i-nuovi-dati-sulla-diffusione-di-internet-in-italia-bFZdwGSDPpqw8q02mXt6fI/pagina.html

> 2)" In rete ci sono soprattutto Facebook e un po' di Twitter, Google per le ricerche, e Wikipedia per informazioni di tipo nozionistico, soprattutto per lavori scolastici fatti col copia e incolla. Il resto sono briciole." MA CHI LO HA DETTO?

3) "L'impressione è che la Rete abbia sostituito la TV: la maggior parte della comunicazione via internet è occupata da milioni di utilizzatori passivi, in grado solo di ripetere informazioni scritte da altri, o di dire facezie sul proprio conto"MA PERCHE' CHI LO HA DETTO?? DOVE SONO I DATI ????


Queste invece sono considerazioni personali, non esiste una statistica che dice quanto è scemo un sito o un utilizzatore. Sono dati sotto gli occhi di tutti, se ci si toglie il prosciutto.

> La perdita della cultura? Che sciocchezza!! Perché adesso chi va su Facebook e su internet non può essere uno che studia anche su libri tradizionali e non può diventare un grande medico o un grande scienziato luminare??

Se perde tutto il suo tempo in cazzate, dubito che possa diventare un luminare.

> Chi ci ha rimesso sul progresso è stato senza dubbio L'AMBIENTE NATURALE.

Hai detto niente! Forse la distanza tra noi è tutta in queste parole: per te modernità significa cose belle, io invece mi ostino a pensare a prevaricazioni, dominio, guerra, schiavitù e cose del genere.

Per me il bicchiere non è mezzo vuoto: dentro ci sono solo poche gocce. E il sapore è sgradevole.
Utente: Manutono

per lp: non c'entra proprio niente!! Mi dispiace i musei e i libri ci sono ancora!

dall'articolo del Signor Bottari si percepisce solo la sconfitta della RETE con l'avvento di FACEBOOK, ma la rete è complessa, porta innovazione ma anche problemi, è uno strumento con cui dovremmo convivere sempre di più.

Nel vostro articolo sono presenti idee scorrette e banali:

1) 96% degli italiani ha la possibilità di un qualche accesso a internet????????????????, ma se siamo gli ultimi in Europa per via di connessioni. E poi se togliamo tutti i nonni che verosimilmente non sanno che cos'è un computer siamo già al 50 % … ma dove l'ha trovato questo dato?

2)" In rete ci sono soprattutto Facebook e un po' di Twitter, Google per le ricerche, e Wikipedia per informazioni di tipo nozionistico, soprattutto per lavori scolastici fatti col copia e incolla. Il resto sono briciole." MA CHI LO HA DETTO? Vai a parlare con tutte quelle associazioni (compresa la vostra) che hanno in internet il cuore pulsante del loro lavoro: SCAMBIO DI IDEE A DISTANZA, CONFERENZE ON LINE, FORUM, MAILING LIST, sarebbero queste le BRICIOLE?? E per non parlare delle realtà commerciali, dei Gruppi di Acquisto Solidale, delle associazioni No profit,…SOLO BRICIOLE???????? Va bè

3) "L'impressione è che la Rete abbia sostituito la TV: la maggior parte della comunicazione via internet è occupata da milioni di utilizzatori passivi, in grado solo di ripetere informazioni scritte da altri, o di dire facezie sul proprio conto"

MA PERCHE' CHI LO HA DETTO?? DOVE SONO I DATI ???? c'è gente che lavora in rete, che studia, che diffonde informazioni, che prega, "perché utilizzatori passivi???" la rete rispecchia l'umanità, c'è gente passiva e gente attiva gente perditempo e gente che lavora

4)" Ma che cosa ha spinto internet a diventare facebook?", nessuno ha spinto la rete a diventare Facebook, la rete non è solo facebook! È solo una vostra idea!!

E mi fermo qui, ma ci sono nell'articolo ancora VOSTRE OPINIONI facilmente contestabili.

Io non dico che face book sia esente da problemi, ma non penso nemmeno che sia il male assoluto come viene dipinto.

La perdita della cultura? Che sciocchezza!! Perché adesso chi va su Facebook e su internet non può essere uno che studia anche su libri tradizionali e non può diventare un grande medico o un grande scienziato luminare??

Il manifesto del futurismo non c'entra proprio niente, il progresso ha sempre portato benessere all'umanità, questo è innegabile, basta vedere le condizioni medie di vita di 100 anni fa , o la cultura media delle persone del secolo scorso.

Chi ci ha rimesso sul progresso è stato senza dubbio L'AMBIENTE NATURALE. Ma perché invece di denigrare uno strumento così potente non si vedono gli aspetti positivi? E in particolare INTERNET e anche FACEBOOK vederli come positivo strumento per la creazione di una cultura moderna amica dell'ambiente e vedere un po' il bicchiere MEZZO PIENO?
Utente: Lospider26

e dalla Russia questi !!

Skywalking senza protezioni di nessun tipo.

http://www.youtube.com/watch?v=wVCw6WX3tE4

https://www.youtube.com/watch?v=qAVqLpSxllI
Utente: Aegean0

x Emanuele:

Manifesto del Futurismo

Le Figaro - 20 febbraio 1909

Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità.

Il coraggio, l'audacia, la ribellione, saranno elementi essenziali della nostra poesia.

La letteratura esaltò fino ad oggi l'immobilità pensosa, l'estasi ed il sonno. Noi vogliamo esaltare il movimento aggressivo, l'insonnia febbrile, il passo di corsa, il salto mortale, lo schiaffo ed il pugno.

Noi affermiamo che la magnificenza del mondo si è arricchita di una bellezza nuova; la bellezza della velocità. Un automobile da corsa col suo cofano adorno di grossi tubi simili a serpenti dall'alito esplosivo... un automobile ruggente, che sembra correre sulla mitraglia, è più bello della Vittoria di Samotracia.

Noi vogliamo inneggiare all'uomo che tiene il volante, la cui asta ideale attraversa la Terra, lanciata a corsa, essa pure, sul circuito della sua orbita.

Bisogna che il poeta si prodighi con ardore, sfarzo e munificenza, per aumentare l'entusiastico fervore degli elementi primordiali.

Non v'è più bellezza se non nella lotta. Nessuna opera che non abbia un carattere aggressivo può essere un capolavoro. La poesia deve essere concepita come un violento assalto contro le forze ignote, per ridurle a prostrarsi davanti all'uomo.

Noi siamo sul promontorio estremo dei secoli!... Perché dovremmo guardarci alle spalle, se vogliamo sfondare le misteriose porte dell'impossibile? Il Tempo e lo Spazio morirono ieri. Noi viviamo già nell'assoluto, poiché abbiamo già creata l'eterna velocità onnipresente.

Noi vogliamo glorificare la guerra - sola igiene del mondo - il militarismo, il patriottismo, il gesto distruttore dei libertari, le belle idee per cui si muore e il disprezzo della donna.

Noi vogliamo distruggere i musei, le biblioteche, le accademie d'ogni specie, e combattere contro il moralismo, il femminismo e contro ogni viltà opportunistica e utilitaria.

Noi canteremo le grandi folle agitate dal lavoro, dal piacere o dalla sommossa: canteremo le maree multicolori e polifoniche delle rivoluzioni nelle capitali moderne; canteremo il vibrante fervore notturno degli arsenali e dei cantieri, incendiati da violente lune elettriche; le stazioni ingorde, divoratrici di serpi che fumano; le officine appese alle nuvole per i contorti fili dei loro fumi; i ponti simili a ginnasti giganti che scavalcano i fiumi, balenanti al sole con un luccichio di coltelli; i piroscafi avventurosi che fiutano l'orizzonte, e le locomotive dall'ampio petto, che scalpitano sulle rotaie, come enormi cavalli d'acciaio imbrigliati di tubi, e il volo scivolante degli aeroplani, la cui elica garrisce al vento come una bandiera e sembra applaudire come una folla entusiasta.

È dall'Italia che noi lanciamo per il mondo questo nostro manifesto di violenza travolgente e incendiaria col quale fondiamo oggi il FUTURISMO perché vogliamo liberare questo paese dalla sua fetida cancrena di professori, d'archeologi, di ciceroni e d'antiquari. Già per troppo tempo l'Italia è stata un mercato di rigattieri. Noi vogliamo liberarla dagli innumerevoli musei che la coprono tutta di cimiteri.
Utente: Manutono

Cari Signori ritengo la vostra discussione assai sterile e retrogada , volta solo alla visione del bicchiere sempre e comunque mezzo vuoto.

Ma da queste parti ci siamo già passati no? Ancora ai tempi di Galileo e della caccia alle streghe.

Avete elencato tanti lati positivi della RETE … però… il problema è FACEBOOK!

Con le vostre mille parole demonizzatrici comunque non fermerete mai quello che si chiama PROGRESSO, e il progresso , come sapete , è nel bene e nel male.

Quindi visto che ormai siamo agli sgoccioli ( Maya o non Maya) cercate di vedere un po' il bicchiere mezzo pieno, perché la rete è Facebook, i Forum, i Siti Internet ( anche il vostro che seguo moltissimo) e tutto è cultura ( di seria A o di serie B come volete) rete condivisione di idee, e penso sia una enorme SPERANZA di Umanità e Democrazia per il futuro
Redatore: Mario Spezia

Feisbuc è molto facile, poco impegnativo, apparentemente appagante. L'informazione è complicata, faticosa, spesso frustrante. La vedo nera!
Utente: Aegean0

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Utente: Davide Marchi

...ma dov'è il pulsante "Ilike" per questa pagina?
Redatore: Michele Dall'O'

Tutto ciò mi ricorda questa profetica canzone di Roger Waters da "Amused to death":

Doctor Doctor, what is wrong with me

This supermarket life is getting long

What is the half life of a colour TV

What is the shelf life of a teenage queen

Ooh western woman

Ooh western girl

News hound sniffs the air

When Jessica Hahn goes down

He latches on to that symbol of detachment

Attracted by the peeling away of feeling

The celebrity of the abused shell, the belle

Ooh western woman

Ooh western girl

Ooh western woman

Ooh western girl

And the children on Melrose

Strut their stuff

Is absolute zero cold enough

And out in the valley, warm and clean

The little ones sit by their TV screens

No thoughts to think

No tears to cry

All sucked dry

Down to the very last breath

Bartender what is wrong with me?

Why am I so out of breath?

The captain said excuse me ma'am

This species has amused itself to death

Amused itself to death

It has amused itself to death

Amused itself to death

We watched the tragedy unfold

We did as we were told

We bought and sold

It was the greatest show on earth

But then it was over

We ohhed and aahed

We drove our racing cars

We ate our last few jars of caviar

And somewhere out there in the stars

A keen-eyed look-out

Spied a flickering light

Our last hurrah

Our last hurrah

And when they found our shadows

Grouped 'round the TV sets

They ran down every lead

They repeated every test

They checked out all the data on their lists

And then, the alien anthropologists

Admitted they were still perplexed

But on eliminating every other reason

For our sad demise

They logged the only explanation left

This species has amused itself to death

No tears to cry, no feelings left

This species has amused itself to death

Amused itself to death

Amused itself to death (repeating)

(switch channels)
Utente: Attilio Anacleto

Ieri vado al mercato ed entro al bar, ed un amico racconta a tutti del nipote tredicenne, così ne traggo un fedele spaccato delle nuove generazioni cresciute a pane e youtube/facebook. Il ragazzino si filma assieme ai coetanei mentre s'improvvisano a fare Parkour http://it.wikipedia.org/wiki/Parkour , saltando per 2 metri in lunghezza dall'alto di un muretto in un giardino più in basso, mentre in mezzo c'è un baratro di 6 metri. Un giorno lo zio ed il nonno lo sorprendono a camminare sulle mani sul muretto che dà sull'adige in piena (gli amici filmano con lo smartphone). Lo zio certo è stato anche lui un ragazzo "vivace", ma è rimasto scioccato dal nipotino, che ad esempio gli chiede di portarlo allo stadio se c'è una partita a rischio scontri. Ci facciamo due risate quando vediamo camminare per strada dei ragazzini vestiti solo con la T-Shirt, così l'amico rincara dicendo che il nipote gli dà del vecchio perchè d'inverno indossa il giubbotto, perchè "non è da fighi". Sì, il branco c'è sempre stato, ma oggi se non sei su youtube a far cazzate non sei figo. La moda hiphop gli insegna ad atteggiarsi da duri, mentre dentro sono più fragili di un ragazzo Emo. La piccola conclusione che ne abbiamo tratto è che manca la famiglia e soprattutto una figura paterna che sappia indirizzare. I grandi fanno la loro vita delegando alle nuove tecnologie il mestiere di fare i genitori. Forse se digito su google "genitori tutorial" m'insegneranno come fare.