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Informazione e ambiente veronese

Al voto con il mal di testa

 
2017 voto mal testa 22421

Verona è in una evidente condizione di degrado sia ambientale che civile. L'appuntamento elettorale di domenica 11 giugno non sta entusiasmando nessuno, anzi sta deprimendo la già scarsissima voglia di partecipare alla vita pubblica.





La settimana scorsa hanno presentato la propria candidatura ben 10 candidati, tutti poco credibili.

Tosi ha fallito su tutto il fronte. Lasciamo perdere la sua morosa che conta come il due a briscola.

Sboarina, ex alleato di Tosi, ora è alleato con la Lega, ex partito di Tosi ora avversario di Tosi: una minestrina indigeribile.

Orietta Salemi rappresenta un partito che negli ultimi 5 anni non ha mai saputo decidere se fare l'alleanza o l'opposizione a Tosi. L'espulsione di Bertucco fa propendere l'ago della bilancia per la prima opzione.

Le truppe di Bertucco, caposaldo dell'opposizione durante il secondo mandato di Tosi, sono l'ennesima riproposizione di alchimie politiche che negli ultimi 50 anni hanno prodotto solo cocenti fallimenti.

Gennari è il portabandiera dei pentastellati, un illustre sconosciuto che non ha ancora dimostrato cosa sa fare. E' difficile che riesca a convincere un popolo sospettoso come quello veronese, ma può contare sul vento favorevole del M5S.

Croce, Bussinello, Grigolini, Giorlo, Dapiran pescano tutti nell'ampio bacino della destra veronese. Riusciranno di sicuro ad indebolire Tosi e Sboarina, ma alla fine dovranno accontentarsi degli spiccioli.

A smuovere le acque stagnanti della scena politica veronese nei giorni scorsi c'è stata l'apparizione in sala stampa del municipio dell'intero ex-gruppo dirigente di Avanguardia Operaia.  Ad essere precisi mancava il "povero" Carlo Furlan, che certamente ha benedetto l'iniziativa dei suoi ex-compagni dall'alto dei cieli.

Che cosa ci hanno rivelato gli ex-pastorelli di AO?

La loro è stata insieme una invocazione ed una raccomandazione: "Invitiamo i compagni a votare Orietta Salemi onde evitare una catastrofe in campo progressista".

E sì, I tempi sono cambiati, e così quelli che 50 anni fa volevano rovesciare gli equilibri politici nazionali ed internazionali ora sono preoccupati che possa davvero cambiare qualcosa nel piccolo stagno della politica veronese.

E' improbabile che Bertucco o Gennari diventino i nuovi sindaci di Verona, ma è pur vero che negli ultimi 5 anni a contrastare la mala politica di Tosi non abbiamo visto il PD, quasi sempre impegnato in trattative neanche tanto segrete con Tosi, ma caso mai Bertucco e Benciolini. Ora Gennari raccoglie il testimone di Benciolini e, pur con tutte le riserve del caso, rappresenta l'unica alternativa concreta al blocco di potere attuale.

Si arriverà quasi certamente al ballottaggio e quindi ad una serie di accordi sotterranei che lasceranno pochissimo spazio al cambiamento ed al rinnovamento. Tosi, Sboarina, Croce, Bussinello, Grigolini, Giorlo e Dapiran passeranno intere notti a discutere la spartizione di poltrone, appalti, incarichi, assunzioni. Il segretario del PD (sia veronese che nazionale) ha sempre dichiarato che il suo partito è pronto a partecipare a queste trattative sia a livello cittadino che a livello nazionale.

Il mal di testa dei veronesi, già molto forte per la situazione di degrado in cui la città versa da anni, aumenterà in maniera vertiginosa e costringerà molta gente a letto. I pochi che riusciranno ad affrontare la cabina elettorale difficilmente voteranno per un candidato che ripropone ancora una volta le stesse logiche viste nei 10 anni precedenti.

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Redatore: Mario Spezia

Se non ricordo male qualche mese fa abbiamo fatto una proposta che non ha ottenuto alcun riscontro: Piazza pulita
Utente: Ml Toffalini

Sono convinto che sia un po' comodo buttarla sul mal di testa. Mi sbaglio d'Artagnan?. Situazione difficile e complicata, lo so. Convengo sulla improbabilità che Bertucco e Gennari arrivino a sindaco ma in ballo non ci sono poltrone da spartire, a mio avviso, ma politiche da attuare, ben diverse da quelle condotte negli ultimi dieci anni. Vorrei ricordare non solo il ruolo attivo di Bertucco all'opposizione in questo quinquennio ma il fatto che la Salemi ed il Pd nazionale, il secondo prima della prima, hanno deciso la posizione da tenere a Verona prima ancora di soppiantare Bertucco da capogruppo comunale, che non ha avuto nemmeno la possibilità di un incontro con la segreteria Pd per stabilire con Comitati ed Associazioni una linea comune in previsione della tornata elettorale, e questo in piena conformità con il diktat nazionale di Renzi. Adesso la Salemi e Wellponer ci pongono davanti all'esigenza del voto utile!? ma utile a che, se i giochi sono stati già impostati e gli inciuci concordati? Un eventuale governo Salemi, con gli accordi sottobanco già presi con le forze moderate della città, con i maggiorenti vicini al Fare ed a certi industriali quanto potrebbe differire da un governo Bisinella-Ncd-ex FI con l'appoggio saltuario di politici piddini? Se dovesse presentarsi al ballottaggio la Salemi potrebbe sperare sul mio voto solo a condizioni ben definite, se prese in pubblico e concordate con Bertucco.
Utente: Aristidevicentini

Sono d'accordissimo. E' risaputo che tra due o più? La colpa se la prende sempre l' Amico, più sgamato? o che rischia meno? O..??? Io penso che quello che è mancato a Verona sia stata la continuità del potere giudiziario. Parafrasando: chi è venuto dopo, è stato solo per: Esistere. Esistere. Esistere. Ricordando altre persone ed altri tempi. E? Tolgo il disturbo, cercando? di rimanere umano..
Utente: Cristina Stevanoni

E' pur vero che il panorama presente, nel suo complesso, ha i tratti del monstrum disegnato da Dartagnan. Tuttavia, per capire la genesi del male, e del conseguente mal di testa, sarebbe bene volgere lo sguardo al non troppo remoto passato: intendo, per prima cosa, le degenerazioni a cui abbiamo assistito senza che la città, nel suo complesso, attivasse i necessari anticorpi. Si parte da un Sindaco, Tosi, condannato per istigazione all'odio razziale. Macchia della quale ci si è dimenticati, perché tanto, che vuoi che siano gli zingari? Ma Leonardo Piasere, che di questi fenomeni si occupa da anni, in veste di docente universitario, ci invita a correggere di poco il tiro, e a sostituire "zingari" con "ebrei". Tosi avrebbe potuto raccogliere, con i suoi colleghi di partito, le firme per cacciare gli ebrei da un campo attrezzato, senza meritare una condanna morale universale? Questa è una delle domande che dovremmo sottoporgli, per interposta Bisinella, la quale si vanta del fatto che il Tosi abbia ripulito il Centro dai vu cumprà. Dal recente passato, potremmo dedurre il caso Giacino, e il sistema corruttivo da lui messo a segno. In quale paese, in quale città del mondo civile una giunta, un sindaco investiti da un problema così grande e irrisolto (quanti imprenditori non hanno vuotato il sacco? perché mai il solo Leardini? Giacino ci aveva una passione ossessiva e ricambiata?), dicevo quale mai città al mondo avrebbe tollerato un sindaco, che del suo vicesindaco in manette continuava a proclamarsi "amico" ? E' da problemi così gravi, così radicati e introiettati che deriva l'attuale panorama dipinto a tinte fosche e (quasi) disperate dall'articolo. Provi Dartagnan a puntare i suoi strali su un passato così 'losco', e vedrà perché il 'fosco' ne sia la conseguenza ineluttabile. Se fossi Dartagnan, pertanto, mi porrei la seguente domanda: ma quanti e quante di quelli che ancora ci provano hanno consapevolezza che gli aspetti rivoltanti, appartenenti alle tipologie che ho appena sfiorato, non possono dare luogo a rimozioni, ma solo a rivoluzioni? Provi Dartagnan a cercare dove ci sia, nel fosco, un lumicino di qualcosa che somiglia alla voglia di ribaltare i tavoli, e non all'ambizione di sedersi su una 'carega'. Magari, se umilmente interrogato, qualcuno risponde, e si attiva un dialogo, un confronto fra esseri che pretendono di restare umani.