A ottobre 2006 ne costava 60, lo scorso giugno 287. Oggi sfiora i 450 milioni di euro. Un progetto che non sta in piedi nemmeno sulla carta del formaggio.

Per gli amministratori la matematica, spesso, è un'opinione; a conferma di questo, basta vedere il balletto dei numeri sull'autostrada delle Torricelle.

Prima delle elezioni l'assessore Corsi, nel ruolo di consigliere provinciale, affermava che il "suo" traforo sarebbe costato 60 milioni di euro, come quello di Mori (l'Arena 11 ottobre 2006) e che parlare di 287 milioni era sicuramente sovrastimato. Dopo qualche mese, diventato assessore comunale, ha confermato il costo di 290 milioni di euro comprensivi di traforo e tangenziale ovest. Ieri, su l'Arena, afferma che il solo tratto da Poiano al Saval ne costerà circa 300.

E questo fa pensare che l'opera completa, comprensiva di autostrada delle Torricelle e tangenziale Ovest – o strada di gronda – necessaria alla chiusura dell'anello circonvallatorio che prevede un altro tunnel sotto alle colline prima di Parona e un viadotto sull'Adige, costerà almeno 450 milioni. Quindi da 60 milioni a 450 in pochi mesi!

Questo ci deve far preoccupare, visto che la "grande opera" sarà realizzata in project financing e quindi il costo sarà sostenuto dai cittadini di Verona che lo dovranno finanziare con il pagamento del pedaggio che, afferma l'assessore, sarà di circa un euro a veicolo.

Ma la grande "scoperta" di oggi è che, finalmente, ci sono i "dati del flusso di traffico" che indicano a circa 19.000 i veicoli che transitano sulla via Mameli. Ma quel dato ... era già disponibile, tanto è vero che sul nostro sito internet  è pubblicato da 5 anni, e da sempre lo raccontiamo nei nostri incontri pubblici. Quindi, perché spendere soldi pubblici in ricerche su dati già disponibili negli stessi uffici comunali?

Ma è sufficiente contare quanti veicoli transitano sulla via Mameli per dire che l'autostrada delle Torricelle va fatta, o bisogna conoscere quanti sarebbero disponibili a transitarvi se fosse a pedaggio? Ebbene anche questa ricerca è già disponibile nell'ufficio dell'assessore e indica che la messa a pedaggio dell'opera, stimato in quello studio in 0,75 euro – ma si sa che sarà almeno del doppio – ne avrebbe ridotto l'utilizzo dell'80 per cento.

Se la matematica non è un'opinione, nella migliore delle ipotesi che tutti i veicoli sulla via Mameli siano obbligati a transitare sull'autostrada delle Torricelle, se ne avrebbe un ricavo dal pedaggio di 1 euro x 19.000 veicoli al giorno x 365 giorni: circa sette milioni all'anno. Questo significa che per ripagare solo i costi di costruzione della prima tratta, fino al Saval, serviranno 43 anni.

Con questi numeri è evidente che un finanziatore privato non sarà disponibile a metterci dei soldi a meno che, come si legge dall'analisi fattibilità economica incaricata da Comune, Provincia e Serenissima all'università Cattaneo di Castellanza, non si mettano a pedaggio tutte le tangenziali di Verona e provincia (oltre all'inserimento di un sovrapprezzo ai caselli autostradali) ... ma con quale effetto sulla viabilità se l'80% dei veicoli si riverseranno sulla viabilità urbana?

E poi ritorna, come un ritornello, la storia che non dobbiamo perdere i finanziamenti stanziati dalla Serenissima (27 milioni che corrisponde al 9% del costo del tratto fino al Saval; il 6% del costo totale dell'opera) e si stia facendo di tutto per perdere i 120 milioni già stanziati dallo stato per incentivare il trasporto pubblico.

I dati, caro assessore, ci sono tutti. Non spendiamo inutilmente altri soldi per arrivare alle conclusioni a cui sono già arrivati importantissimi urbanisti come Winkler, Zambrini, Vittorini, De Beaumount, il Caire che hanno attentamente studiato il problema della mobilità della nostra città. E troverà che nessuno di questi la supporterà nella sua convinzione che un'autostrada da Poiano al Saval possa essere la panacea per il traffico del centro di Verona.

Prima di spendere soldi della collettività guardi negli archivi dell'assessorato e, magari, qualche buona idea la trova per disegnare il futuro della nostra città.

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