Architetto austriaco (1870-1933) legato a Kraus, Schonberg, Kokoschka, Tzara, sempre molto indipendente, piuttosto originale, critico nei confronti dell'Art Nouveau.

Nel 1910 scriveva:

"Posso condurvi sulle sponde di un lago montano? Il cielo è azzurro, l'acqua è verde e tutto è pace profonda. I monti e le nuvole si specchiano nel lago, e così anche le case, le corti e le cappelle. Sembra che siano lì come se non fossero state create dalla mano dell' uomo. Come fossero uscite dall'officina di Dio. Tutto respira bellezza e pace.

Ma cosa c'è là? Una stonatura s'insinua in questa pace. Fra le case dei contadini, che non da essi furono fatte, ma da Dio, c'è una villa. L'opera di un buono o di un cattivo architetto?

Non lo so, so soltanto che la pace e la bellezza se ne sono già andate.

Perché al cospetto di Dio non ci sono architetti buoni o cattivi. Davanti al suo trono sono tutti uguali. E io domando allora: perché tutti gli architetti, buoni o cattivi, finiscono per deturpare il lago?

Il contadino non lo fa. Il contadino ha delimitato sull'erba verde il terreno su cui deve far sorgere la nuova casa e ha scavato la terra per i muri maestri. Ora compare il muratore. Se c'è nelle vicinanze del terreno argilloso, c' è anche una fornace per i mattoni. Se non c'è , basta la pietra delle rive. E mentre il muratore dispone mattone su mattone, il carpentiere ha preso posto accanto a lui. Costruisce il tetto. Né bello né brutto. Un tetto. Poi il falegname prende le misure e così tutti gli altri artigiani. Alla fine il contadino rimesta in un grande recipiente pieno di colore a calce e dipinge la casa bella bianca.

Egli ha costruito la sua casa come il suo vicino, come i suoi avi.

E' bella la casa?

Si, è bella come sono belli le rose e i cardi.

Perché invece un architetto deturpa il lago?

L'architetto, come quasi ogni abitante della città, non ha civiltà. Gli manca la sicurezza del contadino, che possiede invece una sua civiltà.

L'abitante della città è uno sradicato.

Terrò tra breve una conferenza su questo tema: Perché i Papua sono civili e i Tedeschi no?

Da Parole nel vuoto, Adolf Loos, Adelphi

Contenuti correlati

Natale in trincea
Natale in trincea Non è stato un anno facile e non abbiamo davanti prospettive rosee, ma Natale rimane un giorno pieno di significati, come in questo racconto di Mario Rigoni Ste... 2719 views Mario Spezia
Gianfranco Gentile e le rane
Gianfranco Gentile e le rane Gianfranco Gentile è un artista veronese quasi sconosciuto a Verona, dove si coltiva il riso vialone nano e dove le rane stanno scomparendo.Nella terra delle ri... 3650 views redazione
Aspettando Mirò
Aspettando Mirò Vorrei parlare di un'esperienza che avrebbe potuto esserci, ma non c'è stata, almeno in parte.Incuriosita dal tema e contenta di occuparmi con il mio lavoro di ... 2454 views sabrina_baldanza
Hugo Pratt à la Pinacothèque
Hugo Pratt à la Pinacothèque Mentre a Verona si rimestano fino allo sfinimento i fondi di museo degli impressionisti francesi, a Parigi si propone il meglio della pittura italiana recente.U... 2577 views Mario Spezia
Ciao Mario
Ciao Mario Mario Rigoni Stern era uno dei nostri padri; ci ha lasciato in eredità il suo sconfinato amore per questo mondo raccontato stupendamente nei suoi libri.Un plumb... 2637 views dallo
Farfalle del Veneto: il progetto ARVe
Farfalle del Veneto: il progetto ARVe Il primo studio mai realizzato sulle farfalle diurne del Veneto:170 specie recensite, 60000 dati raccolti da oltre 100 collaboratori!Sabato 6 dicembre è stato p... 3207 views dallo
Quando noi eravamo emigranti
Quando noi eravamo emigranti Poi venne la Grande Guerra e la nostra piccola patria dei Sette Comuni sconvolta e distrutta fin nel profondo e la nostra gente profuga per l'Italia dopo aver p... 2450 views mario_rigoni_stern
Il maestro Carlo Nordera
Il maestro Carlo Nordera 'I ghe in Velje tze kofan ein Schelie ' I ghe in Kalwain tze kofan ein Sbain'.Era parecchio difficile, quasi un'avventura, prima della Guerra, andare da Giazza ... 2985 views dallo