www.veramente.org
Informazione e ambiente veronese

Una proposta per Malga San Giorgio

 

A 1550 metri la neve non è più una costante certa, ma ci sono delle valide alternative.

Si può puntare su scialpinismo e sci da fondo (in presenza di neve), escursinismo, mountain bike, birdwatching, centro di osservazioni naturalistiche con orto botanico, ma va cambiata la pianificazione urbanistica, va ripensata la comunicazione, va migliorata e interconnessa l'accoglienza.
La vita continua e, finita l'epidemia, dovremo affrontare molte questioni che al momento sembrano accantonate. Vale la pena di sfruttare questo "reo tempo" per riflettere, studiare, confrontarci su quali strade prendere nel prossimo decennio.

Alcuni veronesi più avanti negli anni ricordano bene come, prima dell'avvento degli impianti di risalita, si usasse salire da San Giorgio sulla Trappola, sul Castel Gaibana, sui Sparaveri e sul Monte Tomba con dei rudimentali sci di legno equipaggiati con pelli di foca faticando per ore per poi godere di una breve ma inebriante discesa. Non si facevano 30 giri su e giù con la seggiovia, si faceva una sola salita e una sola discesa, eppure la soddisfazione era grandissima.

Potrebbe sembrare un tentativo di ritorno al passato, ma con il grande successo ottenuto recentemente dal fitness (l'insieme delle attività sportive che si praticano per raggiungere uno stato di forma fisica) anche lo sci-alpinismo è tornato in gran voga, al punto che le località sciistiche più alla moda prevedono dei percorsi di risalita appositi per sci-alpinisti accanto agli impianti di risalita.

A San Giorgio
durante l'inverno la neve va e viene, possiamo trovarla o anche no, quindi sia lo sci-alpinismo che lo sci da fondo si possono praticare solo quando la neve lo permette. Di positivo c'è il fatto che entrambi questi sport non hanno bisogno di impianti di risalita. Per quanto riguarda la tracciatura delle piste da fondo è evidente che non è più possibile pensare ad un tracciato fisso, ma che bisognerà adattare di volta in volta il tracciato alle condizioni di innevamento.

Per questi motivi "la realizzazione di uno stadio del fondo con un tracciato di km 2,5, con illuminazione ed impianto di innevamento artificiale", prevista dal Comune di Bosco Chiesanuova nell'area di Malga San Giorgio, suscita più di qualche perplessità. Il costo delle opere sostenute dal Comune ammonterebbe a € 1.700000,00 provenienti dal Fondo Comuni Confinanti per la realizzazione di interventi di "Area Vasta". In pratica altri soldi pubblici buttati al vento per costruire impianti che risulteranno inutilizzabili, perchè è risaputo che a questa quota non nevica abbastanza (quando serve) e fa troppo caldo per innevare le piste artificialmente. Basta guardare la quota dello zero termico in Lessinia durante i mesi invernali.

L'escursionismo potrebbe vivere una nuova giovinezza se il Parco della Lessinia saprà sfruttare opportunamente la ricca rete di sentieri approntati dal CAI. Si può salire da Giazza ai Parpari e poi scendere dal Passo Malera al rif. Boschetto, oppure andare direttamente al Pertica e di lì scendere nella Val dei Ronchi, oppure salire fino a Cima Posta. Da Bocca Gaibana si può scendere ancora nella val dei Ronchi, come anche dal Rifugio Podesteria passando dai ruderi dell'osteria de la Veceta, vecchio sentiero di contrabbandieri. E poi ancora verso Castelberto, Sega di Ala, Passo Fittanze, ecc.

Gli appassionati di MTB sono sempre più numerosi. Se chiudiamo un occhio sui notevoli danni arrecati ai sentieri dalle ruote dentate e l'altro occhio sulla preponderanza di bici elettriche, resta il fatto molto positivo che molta gente, sopratutto giovani, ama questo sport all'aria aperta e alla lunga potrebbe anche innamorarsi degli ambienti che frequanta. San Giorgio è un ottimo punto di partenza o di arrivo per lunghe cavalcate, che possono essere molto tranquille, vedi la strada militare dei Cordoni, oppure particolarmente impegnative, vedi la Sdruzzinà o la Peri Fosse.

Un'altra attività che potrebbe attirare in Lessinia molti appassionati è quella che concerne le osservazioni naturalistiche e il birdwatching. A Verona esiste una associazione che pubblica ogni anno un resoconto ornitologico del Parco della Lessinia, enumerando ed illustrando tutte le specie di uccelli osservate durante l'anno. http://www.veronabirdwatching.org/

C'è poi il Gruppo Italiano per la Ricerca sulle Orchidee Spontanee (GIROS), con una sezione veronese molto attiva, che sta organizzando tra l'altro un convegno nazionale LESSINIA 2020 a Bosco Chiesanuova. Un ruolo fondamentale nel riconoscimento e nella catalogazione delle specie vegetali presenti in Lessinia viene svolto dai ricercatori e dai conservatori del Museo Civico di Rovereto, ma anche la fitta schiera degli appassionati riesce a dare un contributo importante nel censimento delle specie botaniche. Che dire poi dell'opera pubblicata nel 2018 da Luciano Costantini e Maurizio Trenchi FLORA della LESSINIA e del CAREGA!

Attorno a queste associazioni e a queste persone potrebbe nascere a San Giorgio un Centro di Osservazioni Naturalistiche con annesso orto botanico e osservatorio di birdwatching. Probabilmente verrebbe frequentato molto di più di quanto verrà frequentato il nuovo Stadio del Fondo, vista la cronica carenza di neve.

Siamo tutti d'accordo sul fatto che i condomini realizzati a San Giorgio nei decenni passati sono un'offesa al senso comune del buon gusto. La pessima qualità delle costruzioni, insieme alla scelta di utilizzare tutto lo spazio libero dalle costruzioni per i parcheggi, hanno finito per creare un quartierino di uno squallore unico.

Ora l'intenzione dichiarata dell'amministrazione di Bosco Chiesanuova è quella di rimettere mano a questa lottizzazione. L'intenzione non è di per sé malvagia, ma bisogna capire bene come si intende procedere. Per ora è certo che si vuole costruire una nuova palazzina alla partenza della pista del Fondo e che sarà necessario intervenire con le ruspe per adattare i livelli dei terreni alle esigenze della pista. Quindi nuove costruzioni e nuovi interventi nell'area dedicata alla pista da fondo. Il passaggio successivo sembrerebbe quello di mettere mano alle vecchie costruzioni, ammesso che qualcuno riesca a rilevarne l'intera proprietà. Quindi si prospetta un mega intervento edilizio che avrebbe lo scopo di ricostruire dalle fondamenta il villaggio San Giorgio.

Inutile dire che tutto questo ambaradan sta in piedi solo in presenza di una spessa e costante coltre di neve, dunque una scommessa persa in partenza.

L'ammistrazione di Bosco Chiesanuova e l'Ente Parco della Lessinia dovrebbero avere il coraggio di cambiare completamente prospettiva. E' finito da mo' il tempo delle speculazioni edilizie milionarie, non ci sono più né le condizioni economiche né quelle climatiche. E' tempo di fare i conti con la realtà, con i cambiamenti climatici, con la progressiva scarsità di risorse pubbliche e private. Il mondo sta cambiando ad una velocità impressionante e qui c'è gente che sogna ancora gli anni '70 del secolo scorso.

Scrivi un commento