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Per fare un armistizio bisogna prima deporre le armi

 

L'arma impugnata da Montagnoli, Corsi e Valdegamberi è la proposta di legge 451.

La legge "taglia parco" è una legge priva di senso e di giustificazioni e va ritirata. Prima questo accadrà e meglio sarà per tutti, perchè la Lessinia ha bisogno di azioni propositive e non di leggi distruttive.
Montagnoli racconta cose non vere su L'Arena di oggi. La 451 non è nata dalle richieste degli abitanti della Lessinia. E' nata dalle mire elettorali di Valdegamberi, al quale si sono accodati due consiglieri che con la Lessinia non hanno niente a che vedere, dato che Montagnoli è di Oppenano e Corsi di Montorio. C'è un'unica categoria che di sicuro appoggia in pieno la 451: quella dei cacciatori. Sono 42.000, distribuiti in tutto il Veneto. Ma le associazioni che hanno aderito alla marcia di domenica scorsa annoverano fra i loro soci più di 100.000 iscritti.

Le migliaia di persone che hanno partecipato alla manifestazione di domenica scorsa sono perfettamente al corrente della situazione, tengono gli occhi bene aperti, leggono i giornali, si informano, partecipano con le loro proposte.

Zaia è un politico abile e scaltro, sa bene come si fa a gettare fumo negli occhi della gente. Sa anche come si fa a rendere molto appetitosi i bocconi avvelenati. D'altra parte non sarebbe dov'è se non avesse queste doti. Montagnoli è più grezzo e brutale: "La 451 verrà approvata e in un secondo tempo sarà l'Ente Parco della Lessinia a elaborare un nuovo confronto....".

I politici che pretendono di approvare a tutti i costi questa legge stanno facendo un grosso errore. Può darsi che riescano a far approvare questa legge in Consiglio Regionale, ma poi dovranno fare i conti con un'opinione pubblica che è decisamente contraria al loro modo di intendere i Parchi e le Zone Protette.

Nel 2018 la Regione Veneto era riuscita - dopo 28 anni - ad approvare la nuova legge sui Parchi Regionali Veneti.

Nel 2019 - dopo 29 anni dall'istituzione del Parco - finalmente si è riunita la Consulta dell'Ente Parco, che ha eletto i propri rappresentanti nella Comunità del Parco. Successivamente sono stati eletti i rappresentanti negli organi direttivi e da pochi mesi finalmente il Parco della Lessinia ha ottenuto una governance completa, che è espressione dei sindaci e delle categorie presenti sul territorio.

Toccava al comitato tecnico-scientifico e agli organi direttivi e consultivi del Parco il compito di affrontare le varie problematiche e di proporre delle soluzioni. L'entrata a gamba tesa di 3 politici che per meri interessi elettoralistici hanno scavalcato tutti gli organi di gestione e di controllo previsti dalla Regione Veneto è un episodio inqualificabile di opportunismo politico e di disprezzo per le regole democratiche.

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Utente anonimo: Centro Culturale Tirtha

...della serie 'vero veneto': ognuno l'è paron a casa sua!