Mercoledì sera Ugo Sauro ha tenuto una conferenza su "Lessinia: paesaggio e sviluppo sostenibile" all'Accademia di Agricoltura Scienze e Lettere. L'analisi, le conclusioni e le proposte, a dire il vero poco convincenti.

La relazione di Ugo Sauro ha messo in evidenza come l'intervento dell'uomo abbia profondamente modificato l'assetto ecologico-ambientale della Lessinia, a partire dal paleolitico fino ai nostri giorni. Il professore arriva ad attribuire all'uomo anche l'estinzione del leone delle caverne, affermazione difficile da sostenere, ma comprensibile alla luce delle conclusioni finali.

Ha illustrato il disboscamento delle faggete, l'introduzione dell'agricoltura e poi dell'allevamento, la progressiva colonizzazione dell'altopiano, la costruzione delle prime abitazioni in legno e successivamente in pietra, la realizzazione delle contrade, prima quelle latine e poi quelle cimbre. Già nell'antichità l'uomo lessinico ha "cavato" la pietra, sopratutto il rosso ammonitico, che si prestava ad essere lavorato in lastre. Nel secolo scorso l'attività delle cave è diventata talmente invasiva da arrivare a smantellare interi versanti della montagna (vedi zona compresa fra Sant'Anna d'Alfaedo e Molina), deturpando in maniera irreversibile il paesaggio lessinico.

Nel XX secolo sono proliferati gli allevamenti industriali. Negli anni '80 si è arrivati ad avere sui Lessini 60.000 suini, 30.000 bovini, oltre 3 milioni di pollami, intruppati in capannoni rivestiti di amianto e nutriti con mangime industriale. Gli effetti sul paesaggio furono e restano devastanti, l'inquinamento delle acque da nitrati e batteri fecali negli anni '80/90 superò ampiamente i livelli di guardia. Ora la situazione è in parte rientrata, anche perchè sono stati abbassati i livelli di guardia, ma il problema rimane.

L'alimentazione degli animali fatta con mangimi industriali invece che con erba e fieno permette di ottenere fino a 50 litri di latte al giorno da una vacca, ma comporta una una serie di conseguenze: scarsa qualità del latte, eccesso di produzione di sterco con conseguente abuso della fertirrigazione, propensione alle malattie con conseguente impiego di dosi massicce di medicinali, che poi vengono assorbiti dai tessuti degli animali.

Il moderno sistema di pascolo estivo alle quote più alte, con le mandrie abbandonate a sé stesse per settimane e per mesi, ha di fatto depauperato i pascoli alti, aumentando il deposito di nitrati e permettendo la diffusione incontrollata delle piante infestanti.

Ugo Sauro nella sua relazione ha correttamente accennato a tutte queste problematiche, che mettono seriamente in discussione l'operato dell'uomo sull'altipiano della Lessinia. Non ha accennato al disperato tentativo di far funzionare a tutti costi gli impianti di risalita, anche a costo di darli in gestione alla criminalità organizzata.

Alla fine della sua relazione Sauro ha posto la questione del lupo. La sua conclusione è netta: "Il lupo non è compatibile con il contesto silvo-pastorale della Lessinia".

E qui è cascato il lupo e con il lupo anche l'asino.

Perché Sauro non riesce ad uscire da una visione antropocentrica della realtà, da una visione che mette l'uomo e i suoi interessi economici al centro dell'universo. Quella stessa visione che lo spinge a dare all'Homo neanderthalensis il "merito" di aver provocato l'estinzione del leone musteriano. Sauro, e con lui la stragrande maggioranza dell'élite culturale lessinica, non ha mai creduto nel valore naturalistico della Lessinia, nella conservazione e nel recupero della "naturalità" intesa come varietà delle specie, degli habitat, dei paesaggi ed anche delle strutture abitative, che non dovrebbero mai venir snaturate, come ha giustamente fatto notare l'arch. Vincenzo Pavan.

Perché non è credibile la proposta fatta da Sauro di creare un nuovo centro culturale per lo sviluppo della Lessinia?

La Lessinia attuale è il risultato delle politiche amministrative messe in atto da quegli stessi politici che oggi vorrebbero addossare la colpa dei loro fallimenti al Parco. Dimenticano di fare l'elenco dei finanziamenti milionari ottenuti per ristrutturare le malghe e dei contributi PSR erogati proprio in funzione del Parco.

Una proposta culturale seria dovrebbe avere il coraggio di puntare il dito su queste responsabilità e non dovrebbe essere preoccupata di ottenere il consenso e l'applauso di chi ha portato a catafascio l'economia della Lessinia. Una proposta culturale che non ha il coraggio e la forza di proporre analisi e proposte indipendenti ed innovative non ha alcuna possibilità di imprimere una svolta alla attuale situazione di stallo politico e culturale.

Foto: Le buche provocate dall'eradicamento dei grandi faggi secolari nella Lessinia orientale (M. Spezia).

Contenuti correlati

Bellezza e incuria delle mure storiche veronesi
Bellezza e incuria delle mure storiche veronesi Legambiente organizza un concorso fotografico aperto a tutti. Ricchi premi e cotillons.Il concorso fotografico, organizzato da Legambiente Volontariato Verona, ... 2584 views Mario Spezia
Siamo un comitato del SE, non del NO. Vogliamo essere ascoltati
Siamo un comitato del SE, non del NO. Vogliamo essere ascoltati I no-traforisti scrivono al sindaco di Verona per chiedere luce sulla commissione che valuterà i progetti del traforo (proget fainansis).Il Comitato dei cittadi... 2506 views comitato_di_cittadini_contro_il_collegamento_autostradale_delle_torricelle
Il pero Trentosso dei Margiuni
Il pero Trentosso dei Margiuni Altri tempi, altri Uomini…e la grandezza dei Piccoli! Qualcuno ha letto Requiem per un albero di Matteo Melchiorre?O L'Uomo che piantava alberi di Jean Gio... 4407 views dallo
Il suolo, un organismo vivente
Il suolo, un organismo vivente L'uso massiccio in agricoltura di prodotti di sintesi come fertilizzanti, diserbanti e antiparassitari ha contribuito, negli anni, a ridurre la naturale attivit... 3880 views fondazione_le_madri
Stili di vita in tempo di coronavirus
Stili di vita in tempo di coronavirus “Io resto a casa” è la prima difesa dal coronavirus e la chiusura delle fabbriche è una ulteriore efficace misura contro la diffusione del virus.Ma dobbiamo anc... 5847 views emilio_cipriani
Ideologia, politica e ambiente
Ideologia, politica e ambiente L'Italia è l'unico paese europeo a non avere una rappresentanza ambientalista in parlamento. C'è dietro una lunga storia e una serie interminabile di equivoci.L... 3003 views Mario Spezia
Il nuovo avanza
Il nuovo avanza In pochi mesi Terra Viva ha messo radici nel territorio, organizzando due corsi di viticoltura sostenibile altamente professionalizzanti. La Valpolicella dovreb... 3087 views attilio_romagnoli
Il fallimento del Sistema Tosi
Il fallimento del Sistema Tosi Non sono stati i giudici a mettere in ginocchio Tosi. Il suo sistema di governo sta implodendo per la pessima qualità dei suoi uomini e per la mancanza di una v... 3105 views Mario Spezia