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La lunga marcia del lupo: il prof. Boitani in Lessinia

 
2014 lunga marcia lupo prof 15029

Serata molto interessante a Sant'Anna d'Alfaedo organizzata dal M5S, con la presenza del Professor Boitani dell'Università La Sapienza di Roma e Sonia Calderola dell'Unità di Progetto Caccia e Pesca della Regione del Veneto, in cui finalmente si è tentato di affrontare il conflitto lupo – allevatori dal verso giusto.

 

Boitani parte subito a braccio ricordando il professor Ruffo che gli parlava tanto della Lessinia, che non ebbe mai occasione di visitare prima di giovedì scorso.  "Mamma mia!" fu la sua prima reazione quando venne a sapere della presenza di un nuovo branco in un'area così antropizzata. Poi passa a illustrare, sempre in modo molto autorevole e intrigante, la storia della diffusione del lupo in Italia. Nel 1971 il WWF italiano gli aveva affidato il compito di quantificare e mappare la presenza del  lupo in Italia, di definire cioè lo status dell'animale. Lavoro nuovo ed improbo per un giovane laureato, che riuscì tuttavia a portarlo a termine. 104 individui fu il risultato finale, una stima che rappresentava un ordine di grandezza: i lupi con nuclei stabili non arrivavano più a nord dei Monti Sibillini (Marche).

Proprio negli anni 70 si verificarono i due eventi fondamentali per la ripresa del lupo: l'abbandono della montagna (particolarmente accentuato in Appennino) e la reintroduzione di daini, cinghiali, cervi, … Infatti nel 1971 questi animali erano praticamente estinti e il lupo, letteralmente, si nutriva di … "monnezza".

Inizia quindi una straordinaria espansione dell'animale, dovuta alla sua biologia: dalla primavera del secondo anno di vita, infatti, per ogni lupo comincia il processo di "dispersal" = dispersione.

1986 Genova: viene rinvenuto un giovane di lupo. In seguito ai lupi riesce di passare attraverso la strettoia Genova-Savona. 1992: prima coppia segnalata sulle Alpi, in Francia, nel Mercantour. Dopodiché i branchi si stabilizzano nelle Alpi Occidentali, particolarmente in Piemonte.

Segue poi la colonizzazione della Svizzera: un paio di anni fa un lupo "italiano"  (il passaporto viene determinato geneticamente) è stato investito a Bonn; due lupi fratelli, sempre del ceppo italiano, stanno nei dintorni di Barcellona. Slavc, del ceppo dinarico e Giulietta, di quello italiano, sono storia di questi giorni e testimoniano la straordinaria (dal punto di vista biologico) ricolonizzazione dell'arco alpino da est ad ovest.

Emblematiche le storie di lupi relativamente al fenomeno del "dispersal", tra tutte quella di  Ligabue che viene raccolto – ferito non grave – sulla tangenziale di Parma. Viene munito di radiocollare ed inizia un viaggio entusiasmante: dapprima torna nell'Appennino Tosco Emiliano, inverte poi di 180 gradi la marcia e finisce col sconfinare in Francia percorrendo la bellezza di 1200 km, arrivando a pochi kilometri dal porto di Nizza; morirà qualche tempo in uno scontro con un branco residente. In proposito, Boitani spiega che la mortalità conspecifica rappresenta la percentuale più elevata tra le cause di mortalità dei lupi (il bracconaggio detiene il 25%) e smentisce l'iconografia del lupo che porge la gola in segno di sottomissione. La storia di Ligabue ha avuto come effetto secondario quello di interrompere sui giornali d'Oltralpe le accuse a Boitani di reintrodurre artificialmente i lupi in Francia!

Il lupo dal punto di vista normativo: Boitani spiega che il lupo è protetto dalla legge 157;  è inoltre inserito nella direttiva Habitat a cui tuttavia può essere eccepita deroga. Tuttavia l'ottenimento dell'eccezione è molto complessa in quanto la UE richiede che siano stati prima messi in essere tutti i possibili metodi di coesistenza. La Francia esercita un controllo sui lupi (l'anno scorso la quota era di 24 lupi, nda): "questa misura può essere utile" – dice Boitani – "perché serve a far vedere che c'è la condivisione del problema; tuttavia la stessa la Francia mette a disposizione 3 milioni di euro all'anno per il monitoraggio. In Spagna in alcune regioni è ammesso l'abbattimento del lupo, in altre, come la Galizia, è protetto strettamente. Anche in Svezia, a fronte di una popolazione di 320 lupi, è ammesso il controllo:  ma in questo caso un intero Istituto lavora allo studio dell'animale e, in pratica, i lupi si conoscono per nome e cognome".

E veniamo al punto fondamentale della questione: il monitoraggio. Per la gestione, occorre sapere quanti e dove sono i lupi.  Servono cioè:



In Italia questo lavoro era stato fatto in maniera egregia dalla Regione Piemonte fino al cambio politico del 2010. Occorrono cioè dati completi e sempre aggiornati sul campo per decidere le più opportune misure di conservazione (es. conservazione modulare, … www.minambiente.it ...) e per far fronte a nuovi problemi come quello dell'ibridazione fra il cane e il lupo, ed altri.

In ogni caso la gestione del lupo deve avere sempre un'ottica interregionale come ha dimostrato la collaborazione tra Piemonte, Francia e Svizzera e, aggiungiamo, come sta cercando di succedere da noi in Lessinia, con il progetto Life Wolfalps.

Come ipotesi Boitani non esclude che la conservazione possa prevedere anche la rimozione se, tentate tutte le strade, la convivenza in una determinata regione risulta impossibile.

Questa eventualità ci riconnette all'altro punto fondamentale della questione, quella della prevenzione dei danni. Calderola si dilunga sugli aspetti burocratici; noi qui invece vogliamo riportare il pensiero del professore. L'Italia, dice, è famosa nel mondo per i suoi cani da pastore; però ve lo immaginate un maremmano-abruzzese alle prese con un branco di renne? Dio, non parlano neppure la stessa lingua! E poi il caso delle greggi in Maremma dove i pastori sono tutti sardi non abituati alla presenza dell'animale, visto che il lupo in Sardegna  non c'è mai stato.

Queste iperboli, questi esempi servono a Boitani per affermare che la prevenzione non può che essere sito-specifica, va adattata alle particolarità e alle esigenze di ciascun territorio.

A tal proposito si comincia ad evidenziare la necessità della presenza umana stabile nelle malghe lessiniche durante l'alpeggio. A questo proposito Gianmarco Lazzarin, esponente delle guide,  ha proposto che venga finanziato con i fondi del Progetto Lupo una sovvenzione specifica a favore dei malgari. Per le poche malghe (più o meno 4) in cui la presenza umana è costante giorno e notte durante tutto il periodo dell'alpeggio, vi è stata una singola predazione di un asino (peraltro animale che fatica a difendersi dai predatori). Parlando con numerosi allevatori, la misura che prevede un indennizzo a favore di chi decide di praticare l'alpeggio "old style" (per verificarne l'efficacia, già comunque confermata sia da Boitani che dalla Marucco) sarebbe ben accetta.

Aggiungiamo noi, raccogliendo proposte sentite in giro, che sarebbe auspicabile anche un graduale cambio delle razze bovine allevate in Lessinia: sostituire ad esempio la frisona, mucca da pianura, con razze che si sono evolute con i grandi predatori, come la bruna alpina. Ciò comporterebbe, assieme ad una gestione più oculata degli aspetti zootecnici, un minore rilascio di nitrati. A catena si avrebbe un minore inquinamento della falda, una evoluzione dei pascoli verso specie meno nitrofile ( i pascoli lessinici sono attualmente infestati da Deschampsia cespitosa), infine, aumentata la diversità botanica dei pascoli, si potrebbe assistere al ritorno della biodiversità presente un tempo (pensiamo solo alle farfalle).

In tutto ciò, gli ambientalisti cosa possono fare? Beh, sta circolando un questionario della Regione Veneto/Progetto Wolfalps in cui si chiede la disponibilità a partecipare al progetto: Questionario LWA esc e ass amb

Si potrebbero, ad esempio, organizzare turni nel periodo dell'alpeggio per dare una mano ai malgari per raccogliere il bestiame all'interno di recinti mobili; assicurare cioè una presenza umana stabile nel periodo che va da giugno a settembre, …

Le cose da fare sono tante. Proviamoci!

 

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Redatore: Mario Spezia

Già nel 1962 fa Mario Rigoni Stern scriveva:

"Quest'anno non ho rinnovato la licenza di caccia. Non che la passione sia venuta meno o per tardivo pentimento, ma per legge di natura. Molte cose sono cambiate, non solo nel mio corpo, ma anche nell'habitat montano e nel comportamento degli uomini.

Il mancato taglio e utilizzo del pino mugo, la riduzione sensibile delle greggi, l'abbandono delle malghe più alte e scomode da raggiungere, hanno mutato l'aspetto della montagna influendo notevolmente sugli animali selvatici: i caprioli sono aumentati e occupano areali per loro inusitati, i camosci hanno ripreso territori che avevano abbandonato quasi un secolo fa, sono ricomparsi i cervi e qualche lince, le volpi sono dilagate, i tetraonidi nettamente diminuiti, quasi scomparse le coturnici. A quando i lupi"?
Utente: Villapalliv

Cosa dicono i tecnici sui Lupi in Lessinia?

https://www.youtube.com/watch?list=UUj8do3FrzcpUh9me_bqqEdg&feature=player_detailpage&v=mtUVX-nPc_w#t=0
Redatore: Michele Dall'O'

Fondamentale giornata ieri 30/12 a Bocca di Selva (-8C alle 9.30) organizzata dall'AIGAE Veneto, l'Associazione delle Guide Ambientali ed Escursionistiche con la presenza di quasi 200 (!) persone e di tutte le guide ambientali veronesi. Scopo: far conoscere OBIETTIVAMENTE il lupo, la sua biologia ed ecologia ma anche le inevitabili problematiche annesse. 3 gruppi capitanati rispettivamente dal Forestale (ed ex olimpionico di fondo) Fulvio Bubu Valbusa che ha condotto in un percorso lungo verso Malga Masetto, Vajo della Morte, Vajo dell'Anguilla, Albi di Conesel, Folignani; Gianmarco Lazzarin e dal guardiaparco Paolo Parricelli (con la presenza della responsabile per la regione del Veneto del progetto LIFE Wolfalps Sonia Calderola). Paolo - illustrandoci la storia dell'arrivo di Slavc e di Giulietta e della successiva unione - ci ha fatto fare un percorso sopra i Folignani di Fondo e di Sotto: abbiamo visto tracce di lepre, di cervo, di capriolo. Finalmente Paolo ha scorto le tracce del lupo e le abbiamo seguito per un po'. Emozionante vedere le piste del branco. Pranzo a Malga Bocca di Selva, piena all'inverosimile. Più tardi piccolo salto alla Locanda Maregge dove abbiamo saputo che le amiche e gli amici di Biosphera la gestiranno nel 2015: un augurio di successo per questi "missionari" del naturalismo e dell'educazaione ambientale in una terra di frontiera.
Redatore: Mario Spezia

Guarda poi come le notizie del Bugiardello vengono riprese dai giornali "amici":

Il giornale di Vicenza

Lupi calano su Verona

Sbranato giovane labrador


http://www.ilgiornaledivicenza.it/stories/Home/984583_lupi_calano_su_verona_sbranato_giovane_labrador/
Redatore: Mario Spezia

Quindi l'è meio che anca quel "can da l'ua" de Valdegamberi el gira al largo!

Par ci no sa cosa vol dir can da l'ua:

"I francesi, per dare del fessacchione ad uno, lo apostrofavano con un "chien de l'oie", ossia cane da oca. Il cane da caccia era considerato nobile, bello e furbo; quello per le pecore, stupidotto tanto che correva dietro alle... pecore; quello da oca era ritenuto il più stupido proprio perché adibito a tenere uniti i branchi d'oche che, soprattutto nel Périgord, venivano allevate per ricavare il famoso pathé di fegato d'oca".
Redatore: Michele Dall'O'

Quindi riassumendo:

a) Se un lupo va in dispersione ed entra in un territorio non presidiato da branchi, c'è il pericolo dell'ibridazione con altri gruppi di cani rinselvatichiti eventualmente presenti

b) Se un lupo va in dispersione ed entra in un territorio presidiato da branchi, viene assalito ed ucciso.

c) Se un cane entra in un territorio presidiato da branchi, viene assalito ed ucciso.
Redatore: Mario Spezia

http://www.larena.it/stories/391_lessinia/988183_tommy_aggredito_perch_intruso/

La considerazione che sviluppano i ricercatori di Life WolfAlps è che "sono ancora troppo numerosi i cani che, come Tommy, sfuggono spesso alla custodia dei padroni, in violazione della normativa vigente. L'ordinanza del ministero della Salute del 6 agosto 2013 vieta di lasciar vagare i cani incustoditi nelle aree urbane e nei luoghi aperti al pubblico, inclusi campagne coltivate, boschi e ogni altro ambiente naturale o antropizzato. Evitare che i cani si avventurino da soli nei boschi della Lessinia è oggi più che mai una norma da rispettare.
Redatore: Mario Spezia

Martedì 30 dicembre ore 9.30 Bocca di Selva escursione con guide e forestali per conoscere il lupo, il suo habitat, le sue abitudini e, se saremo fortunati, individuarne i segni sul territorio.
Redatore: Mario Spezia

Cattaneo el dovarea pagarve par tuti i link ai articoli del bugiardello.
Utente: F Premi

"Grossi cani da pastore, provvisti di un collare di ferro, tengono lontani i lupi che sono molto numerosi, e i pastori li spaventano con urla continue".

J.J.G Pelet, Ufficiale Geografo dell'Armée d'Italie, nella sua relazione "Monte Baldo 7bre 1803" (DalCorso-Salgaro, 2004).

Due secoli dopo... in trentaduesima posizione, la notizia che già circolava in mezza città:

http://www.larena.it/stories/Home/985196_lallarme_lupi__rientrato_mi_erano_scappati_i_cani/
Utente: Attilio Anacleto

Ma anca la redasiòn de Telarìna ghe mete del suo http://www.larena.it/videos/1984_tg_sera/88993/?pag=1 (minuto 9:10) Il servizio esordisce dicendo giustamene che "è il frutto della psicosi" (chissà poi chi l'alimenta), che in Valpantena non erano lupi ma cani, ma poi ritornano a ribadire (minuto 10:40) che in lessinia a Bosco Chiesanuova un lupo ha sbranato un labrador.
Redatore: Mario Spezia

L'Arena è peggio del TG4 di Emilio Fede:

Da notare che la foto è congegnata in modo da far pensare che il cane è stato sbranato nel cortile di casa. Notare il muretto sopra le spoglie del povero Labrador.

http://www.larena.it/stories/379_citta/984283_lessinia_i_lupi_stavolta_sbranano_un_labrador/

Commento: "Non solo pecore e mucche. I lupi della Lessinia questa volta attaccano e sbranano un povero Labrador a Bosco Chiesanuova. Ce lo racconta Lucia Scardoni, proprietaria di Tommy. Ci ha invitato anche le foto cruente della carcassa del suo cane, sperando così di sensibilizzare chi ancora considera i lupi in Lessinia non pericolosi per l'uomo".

Da notare che il cane è stato trovato vicino a contrada Tal, vale a dire a qualche chilometro da Bosco, sotto Griez e distante quasi un chilometro dal più vicino abitato. Tal è un luogo fuori dal mondo, in una zona impervia ed isolata. Il cane, a detta dei proprietari, era abituato a "scappare" e stava via anche alcuni giorni, tanto che la proprietaria non si è allarmata quando alcuni vicini l'hanno avvisata che avevano visto il suo cane in giro. Altro che "lupi sbranano un povero cane a Bosco"!
Utente: Attilio Anacleto

Me sa tanto che L'Arena punta ad adottare i lettori de "La Padania", rimasti dal 1°dicembre senza la so dose giornaliera de paure & odio verso el mondo. Il bugiardello se sarà fato quatro conti en scarsèla http://www.larena.it/stories/379_citta/937113_il_quotidiano_leghista_la_padania_chiude/
Redatore: Michele Dall'O'

Su L'Arena di oggi Boitani smentisce la Costantino: "Mai nessuna reintroduzione di lupi è stata fatta né in Lessinia né in altre parti d'Italia e d'Europa". Quindi sarà molto difficile stabilire il vincitore del Premio Pulisser di questa settimana: in lizza Costantino e Vaccari. La Vaccari, dagli ultimi sondaggi, è leggermente in testa. Sembra che per l'ennesimo pezzo sia in trasferta a San Giovanni dove hanno visto un lupo in una rotonda.
Redatore: Mario Spezia

Premio Pulitzer per il giornalismo alla Vaccari:

"Potrebbero essere affamati. Di certo sono scesi molto in basso. Un lupo può percorrere una settantina di chilometri in un giorno. Per mesi ha tenuto banco la polemica sull'ordinanza del sindaco Tosi che permetteva, in caso di pericolo, di abbattere i lupi. Il primo cittadino aveva ribadito che il suo interesse principale era quello di tutelare i cittadini. Era stato poi deciso dal Tar che quella delibera fosse illegittima. E quindi si era abbattuto il provvedimento, anzichè i lupi. Adesso il rischio è che si scateni il panico, e che possa accadere è comprensibile.

Se i lupi sono scesi così a valle è perchè hanno fame. Trovarsi uno di questi animali per strada potrebbe provocare reazioni di paura anche a un amante degli animali.

Giusto tutelare specie protette. Altrettanto giusto è proteggere chi potrebbe perdere il controllo e la lucidità alla vista di un lupo.

Non è la città l'ambiente naturale dei lupi, quindi anche gli animali potrebbero reagire in modo inconsulto trovandosi in mezzo alla confusione tra case e auto in transito".

Ma va segnalato per acume anche il comandante dei vigili:

"La segnalazione era attendibile, ma il primo problema era quello di mettere in sicurezza la circolazione stradale per evitare incidenti stradali, magari con gravi conseguenze a causa di investimenti di animali", ha detto il comandante dei vigili Luigi Altamura.
Redatore: Mario Spezia

Me sa tanto che l'è tuta na menada par tentar de vendar qualche copia in più del Bugiardello! Che banda de ladri de galine!
Utente: Attilio Anacleto

Ormai è psicosi...grazie all'Arena. Quelli avvistati stanotte a Poiano erano cani. Però "sono cani selezionati dall'uomo nel 1955 che hanno tra i loro progenitori lupi selvatici"...e Daje! (che scoop ragazzi!). http://www.larena.it/stories/379_citta/984636_poiano_rientra_lallarme_lupi_sono_cani_lupo_cecoslovacchi/
Redatore: Mario Spezia

I avvistamenti de L'Arena iè famosi in tutto el mondo:

http://www.veramente.org/wp/?p=7715
Utente: Attilio Anacleto

Gridare "AL LUPO, AL LUPO" costituisce reato:

Art. 658 Codice Penale, Chiunque, annunziando disastri, infortuni o pericoli inesistenti, suscita allarme presso l'autorità, o presso enti o persone che esercitano un pubblico servizio, è punito con l'arresto fino a sei mesi o con l'ammenda da euro 10 a euro 516.
Utente: Attilio Anacleto

"CLAMOROSO AVVISTAMENTO" "Ci sono due lupi alle porte della città" Così l'Ultim'ora de L'Arena Web.

Nuovo articolo Nonsense de L'Arena. Giustificata la giornalista, che di nome "Vaccari" potrebbe essersi sentita minacciata dai lupi. Così si procura allarme a mezzo stampa. Fuori il nome dell'automobilista, che stando all'articolo secondo me ha infranto il Codice penale italiano Art. 658 - Procurato allarme presso l'Autorità -

http://www.larena.it/stories/Home/983985_ci_sono_due_lupi_alle_porte_della_citt/
Redatore: Mario Spezia

Se i ghe mete le mane sui articoli de Zambaldo, che l'è un omo de na serta età, parchè vuto che no i ghe le meta sui articoli de la Costantino, che l'è na dona zòina? Varda qua che faccia de tola che g'à el diretòr: http://www.larena.it/galleries/Foto/fotodelgiorno/10246/
Utente: Gianmarco Lazzarin

Ma chi è sta Lorenza Costantino che ha scritto il pezzo sulla serata di Sant'Anna? Ma c'era? e se si...con fisico e mente? Mentre quando scrive Zambaldo si trovano titoli assurdi (non dipendenti da lui) e testi corretti, qui accade praticamente il contrario....vero che all'inizio Boitani ha affermato provocatoriamente che il lupo in Lessinia "trova una pacchia"...ma poi ha anche sottolineato ben altre considerazioni, come quella del pericolo ZERO per l'uomo che ricorda giustamente Michele, praticamente lasciata a due righe in fondo testo.

Se questa è l'obiettività dei giornalisti che scrivono su L'Arena allora stemo feschi...che tristezza!
Redatore: Mario Spezia

Se Valdegamberi prima di sparare "proposte choc" a destra e a manca fosse andato a studiarsi le leggi e i regolamenti (che cita senza conoscere) sulla gestione degli animali selvatici, si sarebbe evitato la ennesima figura da "scopritore dell'acqua calda". Anche i bambini sanno che le leggi prevedono misure di contenimento dei selvatici, che però possono essere prese solo dopo aver acquisito una documentazione scientificamente attendibile sulla popolazione del selvatico in questione e dopo aver tentato tutti i mezzi disponibili per contenere i danni provocati dalla specie. Nel caso dei lupi: a livello nazionale non è mai neppure iniziato uno studio sulla popolazione dei lupi (tant'è vero che lo stesso Valdegamberi spara cifre a caso), mentre a livello locale, grazie a politici preparati e lungimiranti come Valdegamberi e Tosi, non è stato fino ad ora possibile iniziare nessun tipo di sperimentazione sulle misure di contenimento dei danni.

Come ti diceva la maestra a scuola: "Studia tzimbar, invece di continuare a chiacchierare".
Utente: Attilio Anacleto

Grazie Michele del resoconto della serata. L'articolo come l'incontro pubblico è tutto improntato alla conoscenza, diversamente da come è stato trattato finora. La conoscenza quindi contro le Paure (tanto in voga oggi ai fini elettorali). Una nota agronomica sui nitrati, la lessinia non fará eccezione, tanto più che é così antropizzata, alla tesi di Coldiretti sostenuta dal governo: Più nitrati per tutti! http://www.ilpuntocoldiretti.it/attualita/Pagine/Nitrati,accordosalvastalletraColdirettieGoverno.aspx

Aspettiamo l'accordo salva lupi.
Redatore: Mario Spezia

Sopratutto nemmeno una parola sul fatto che ad opporsi a qualsiasi tipo di sperimentazione sui metodi di protezione dagli attacchi dei lupi sono stati fino ad ora gli allevatori, che, aizzati da Tosi e scagnozzi vari, si sono rifiutati in blocco di collaborare con i tecnici della Regione e del Parco, nonostante gli aiuti economici e tecnici messi a disposizione dal Progetto Lupo. Mi meraviglia anche l'insistenza con la quale Lorenza Costantino continua ad usare il termine "reintroduzione dei lupi", come se si trattasse di una operazione artificiosa portata avanti dagli ambientalisti, dai forestali o da Boitani in persona, il quale durante la serata ha spiegato molto chiaramente i reali motivi della progressiva espansione dei lupi in Italia.
Redatore: Michele Dall'O'

A L'Arena o ci fanno o ci sono. Questo il titolo, oggi, che riassume quanto ha detto il Professor Boitani:

"La Lessinia? Per i lupi una vera pacchia"

Boitani, dell'università La Sapienza: "Sbagliato parlare di reintroduzione solo in Veneto, il piano dovrebbe essere condiviso fra più Paesi"

Veramente incredibile sentire parlare di reintroduzione, quando Boitani ha speso metà del suo intervento per spiegare che i lupi sono venuti da soli: la lunga marcia, appunto.
Redatore: Mario Spezia

Un ringraziamento da parte di tutti al prof. Boitani, che ha saputo gestire la serata con autorevolezza e cognizione di causa e al M5S, che ha organizzato la serata. La redazione di Veramente.org farà pervenire agli organizzatori una buona bottiglia di amarone da spedire al professore con i nostri più sentiti auguri.
Redatore: Michele Dall'O'

La carne al fuoco era tanta e mi sono dimenticato di riportare l'importante tema della sicurezza.

"Pericolosità del lupo?" "ZERO", dice Boitani. "Possono stare sicuri turisti di ogni genere, escursionisti e fungaioli. In Lessinia possono soprattutto stare sicuri i bambini alla fermata del bus per la scuola!" ... Boitani cita poi i 90000 visitatori annui del Parco Nazionali d'Abbruzzo a cui in quarant'anni non è mai successo alcunché, e si che vanno in ogni dove. Cita i 200 anni di assenza di predazioni sull'uomo in Italia. E per completezza d'informazione cita anche il lavoro che riporta i casi di predazione sull'uomo verificatisi in Pianura Padana. E di cui noi, per altrettanta completezza, riportiamo il link:

http://www.storiadellafauna.it/scaffale/testi/cagnolaro/antropofagia.htm