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Informazione e ambiente veronese

100 milioni per il collettore

 
2016 100 milioni collettore 20650

Il sottosegretario Lotti ha assicurato 100 milioni da parte del governo per il nuovo collettore, ma i parlamentari del M5S sono convinti che quei soldi il governo non li ha. La campagna referendaria si combatte a suon di promesse che difficilmente verranno mantenute.

100 milioni per il nuovo collettore del lago di Garda, 65 milioni per bonificare la discarica di Ca' Filissine e 80 milioni per contrastare l'inquinamento da Pfas nelle acque delle provincie di Vicenza, Verona e Rovigo. L'attuale governo sembra godere di una disponibilità economica illimitata.

Non passa giorno senza che Renzi prometta finanziamenti miliardari per i più diversi settori della società italiana. Se il governo dovesse effettivamente erogare tutti i finanziamenti promessi negli ultimi mesi, gli italiani dovrebbero tremare, perchè le nuove spese si tradurrebbero inevitabilmente in un consistente aumento delle tasse.

Sappiamo da tempo che le condizioni delle acque del Lago di Garda sono pessime:

IL lago di Garda sta morendo

Il nuovo collettore del lago di Garda

www.veronasera.it ...

lombardia.legambiente.it ...

Non lo diciamo solo noi, lo ammettono anche gli amministratori dei comuni rivieraschi e i dirigenti delle aziende che gestiscono il collettore attuale. C'è un problema di inadeguatezza nella progettazione dell'impianto attuale, ma c'è sopratutto un problema di usura con il rischio di rotture nei condotti e di sversamento nel lago.

www.bresciaoggi.it ...

Dobbiamo poi tener conto del fatto che, oltre ai liquami fognari, finiscono nel lago anche i residui dei prodotti stallatici e chimici utilizzati in agricoltura (nitrati, nitriti, additivi chimici, pesticidi, ecc).

I giornali ci hanno informati nei giorni scorsi che due ricercatori tedeschi dell'Università Georg-August di Gottinga stanno raccogliendo i campioni dell'acqua del lago con lo scopo di trovare tracce minime di circa cento composti tra cui pesticidi, erbicidi, farmaci, antibiotici e indicatori di impatti antropici. La campagna di prelievi dei super esperti tedeschi è coordinata dal responsabile tecnico di Azienda gardesana servizi (Ags) Paolo Varotto e dal referente di IntCatch per l'Università di Verona Francesco Fatone. Capiamo il professore universitario, capiamo meno il responsabile tecnico di Ags. Saremmo tutti più tranquilli se i controlli venissero coordinati da agenzie indipendenti, ma tant'è, i nostri politici preferiscono fare contemporaneamente la parte dei controllati e quella dei controllori.

La pressione antropica sul Lago di Garda ha continuato ad aumentare negli ultimi 20 anni e, se prestiamo fede alle concessioni edilizie dei comuni rivieraschi, continuerà ad aumentare anche nei prossimi anni. Il turismo tira e quindi si continua a costruire sia per il settore alberghiero che per quello residenziale.

Sarebbe il caso di chiedersi se esista un limite oltre il quale questa pressione diventa insostenibile, ma ovviamente nessun politico ci sente da questo orecchio. Tutti fanno finta di credere che la tecnologia sia in grado di far fronte a qualsiasi problema, anche se i dati della realtà ci dicono esattamente il contrario.

Sarebbe anche il caso, prima di finanziare un progetto, di chiedersi se effettivamente quello sia il progetto migliore. La realizzazione di un unico collettore per tutto il lago comporta un costo molto elevato, un aumento del rischio derivante da guasti e costi di gestione e di manutenzione anch'essi più elevati. C'è anche un effetto di deresponsabilizzazione sulle amministrazioni locali, in quanto un impianto di queste dimensioni difficilmente viene percepito dagli amministratori e dai cittadini dei vari comuni come qualcosa di cui ognuno deve farsi carico.

Proprio per questi motivi il M5S propone delle soluzioni alternative, che consistono sostanzialmente nella creazione di tratti di collettore indipendenti e serviti ognuno da un proprio depuratore, evitando così le tubazioni di attraversamento del lago (la più importante fra Toscolano e Torri) e le stazioni di pompaggio dei reflui. Un governo responsabile, prima di finanziare uno o l'altro dei progetti, tenterebbe di capire quale sia il migliore, il meno costoso e quello in grado di rispondere meglio alle esigenze generali di conservazione del più grande lago italiano.

Purtroppo il referendum incombe e la sopravvivenza del governo dipende dalla vittoria del Si e non dalla salute delle acque del lago di Garda.

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Utente: Attilio Anacleto

Arrivano le delibere nei consigli comunali "per fare lobby" sul governo per il progetto Tecnital del collettore:

il sindaco di Castelnuovo del Garda Peretti, già presidente di ATS (associazione temporanea di scopo), conferma che i lavori per il collettore possono durare 8-10 anni! Il consigliere di minoranza del M5S ci dice che ad una riunione tecnica tra le parti è stato detto che aggiungendo i tempi per la progettazione si potrebbe arrivare a 16 anni per ill completamento dell'opera (senza contare il tempo per reperire i fondi). Inoltre, dei 500 milioni che il Cipe (sotto la voce generica "depurazioni") ha stanziato, l'80% andrà al Sud, ed il 20% al Nord ripartito tra Collettore, emergenza Pfas e discarica di Pescantina. Consiglio di Castelnuovo: dall' ora 2.18

https://livestream.com/castelnuovodg/events/6701563/videos/143023194

Nel frattempo Peretti esclude che si possano prendere in considerazione progetti alternativi più economici, per depuratori resilienti intermedi che potrebbero subito scongiurare i timori sulla tenuta della condotta sublacuale Toscolano-Torri. Non c'è neppure la volontà politica di considerare l'impatto ben più grave dell'agricoltura e dell'allevamento (com'è noto dalla letteratura scientifica), che ha un maggiore impatto proprio alla foce del Rio Dugal a Ronchi di Castelnuovo. Figuriamoci la rinaturazione dei corsi d'acqua e delle rive del lago (attraverso fondi Europei Faesr mirati all'agroecologia con PSR Regionali). Invece i soldi per "sistemare" con colate di calcestruzzo ci sono sempre http://www.larena.it/territori/garda-baldo/castelnuovo/passeggiata-a-lagosi-sistema-il-trattoda-ronchi-a-lazise-1.5257692

Campa cavallo che l'alga cresce.
Utente: Zonzinipaolo

Sono completamente d'accordo sulla visione olistica. ma non deve cambiare solo il governo. Dovreste vedere il caos normativo che vige in Regione Veneto. Si sta lavorando al nuovo regolamento europeo sui controlli ufficiali sui prodotti alimentari e udite udite è prevista la figura "responsabile fitosanitario ufficiale": una persona fisica designata da un'autorità competente quale membro del personale o con altro inquadramento e adeguatamente formata per svolgere controlli ufficiali e altre attività ufficiali . Questo regolamento , si spera, darà più potere alla parte sanitaria perchè ( finalmente) collega l'ambiente, i prodotti alimentari ( animali e vegetali) e l'uomo in un unico contesto di controllo. E i regolamenti sono immediatamente applicabili, senza filtri governativi, regionali o locali. sperem
Redatore: Michele Dall'O'

DA RAPPORTO OLL 2004, ARPA LOMBARDIA

1.2 L'APPROCCIO OLISTICO

NELLO STUDIO DEI LAGHI

La nascita della limnologia viene fatta risalire alla

seconda metà del 1800 quando Forbes (1887) formulò

l'idea che i laghi sono da considerare come

"microcosmi" e quindi come "unità ecologiche

distinte", anticipando il concetto di sistema integrato

(ecosistema). Negli stessi anni Forel (1892) introdusse

il concetto che gli ecosistemi lacustri richiedono

di essere studiati attraverso l'analisi dei cicli biogeochimici,

del metabolismo del sistema, delle catene

trofiche e dei gradienti fisici e chimici.

L'evoluzione della storia della limnologia nel XX

secolo è caratterizzata dal profondo modificarsi dell'approccio

scientifico. In Italia si passa dalla visione

di inizio secolo di Stella (1911, 1924, 1931),

Nangeroni (1930, 1979) e Riccardi (1925, 1926),

che considerano i laghi nel loro contesto naturale

prima di affrontare le specificità dei comparti ecologici,

alla specializzazione, emersa nella metà del ‘900

(Tonolli & Tonolli, 1951; Tonolli 1962, 1969, 1974;

Bonomi, 1962, 1967; Bonomi & Ruggiu, 1966;

Ruggiu & Saraceni, 1977; Ruggiu & Mosello, 1984)

delle competenze nei diversi settori disciplinari (fisica,

chimica, fitoplancton, zooplancton ecc.) spesso

interconnessi tra loro solo debolmente, tanto da rendere

difficoltosa una visione ecosistemica d'insieme.

Fondamentale nell'evoluzione dell'approccio allo

studio dei laghi fu il contributo di Riccardi (1925) il

quale, evidenziando la netta separazione tra le rassegne

prettamente geografiche e quelle "limno-biologiche",

contribuì a diffondere già nel primo quarto di

Novecento la necessità di una chiave di lettura più

ampia per lo studio dei laghi, promuovendo gli

aspetti interdisciplinari e la crescita della limnologia

come disciplina scientifica sperimentale.

Nella seconda metà del secolo l'affermarsi delle tecniche

chimiche strumentali, che rendevano più semplice

l'acquisizione dell'informazione dei parametri

abiotici attraverso misure molto accurate, spostò gradualmente

l'orientamento generale verso la descrizione

fisico-chimica dei fenomeni, per la relativa facilità

con cui era divenuto possibile acquisire serie continue

di dati descrittivi dello stato degli ambienti lacustri.

In questo senso l'affermazione del concetto di

criticità dei carichi di fosforo introdotta per la prima

volta nel 1968 da Vollenweider (1968, 1976) sembra

conferire una ancora maggiore solidità a questa tendenza

che oggi potremmo definire "abiotica".

Nell'ultimo quarto di secolo del ‘900 è venuta però

crescendo una visione complessiva, comprendente

più aspetti e caratterizzata da un taglio più ecologico

(Margalef, 1962; Wetzel, 1983 ecc.), che ha posto al

centro dell'attenzione l'insieme di tutti i fattori che

concorrono allo stato di qualità delle acque lacustri. È

nata quindi la consapevolezza che solo attraverso un'analisi

ecologica, data dall'insieme delle interazioni

abiotiche e biotiche, sarà possibile affrontare le nuove

sfide determinate dall'uso sempre più intensivo delle

acque e dai cambiamenti del clima, che già negli anni

Novanta sono diventati oggetto centrale della ricerca

limnologica (Ambrosetti & Barbanti, 1999).

Nel corso di un secolo si è quindi venuto a modifica

re il paradigma del "microcosmo", fino all'introduzione

del concetto di lago "come parte di una più grande

unità che include il suo bacino di raccolta delle

acque e di quanto giunge dall'atmosfera (Rigler &

Peters, 1995)", per giungere infine a considerare il

ruolo dei fattori che governano lo stato di qualità

naturale a scala regionale (Magnuson & Kratz, 2000).

L'introduzione, nel dicembre del 2000, della direttiva

sulla qualità ecologica delle acque (Direttiva

2000/60/CE) da parte dell'Unione Europea sancisce

anche dal punto di vista strategico gestionale l'affermarsi

dell'approccio olistico, fondato su una conoscenza

della natura comprendente sia gli aspetti

strutturali che funzionali, da utilizzare come base

strategica per il recupero e la definizione degli obiettivi

di qualità da raggiungere.
Redatore: Mario Spezia

Paolo, le tue precisazioni sono molto interessanti ed utili. Credo che la gestione delle acque del lago abbia bisogno di una visione complessiva, "olistica", deve tener conto cioè di di tutti i fattori che incidono sulla qualità delle acque. Ci vorrebbe un'autorità di bacino, vera e non di facciata, in grado di stabilire obbiettivi, strategie, indirizzi, regolamenti e poi dovrebbe avere glli strumenti per farli rispettare da tutti (privati, industrie, aziende agricole, Comuni, enti privati ed enti pubblici. Ma tutti sappiamo che fine stanno facendo la Polizia provinciale e il Corpo Forestale dello Stato. Speriamo che il prossimo governo cambi decisamente direzione sui temi ambientali.
Utente: Zonzinipaolo

Ho solo fatto un esempio. vi ho fatto scomodare studi scientifici e dotte citazioni solo per aver detto che l'inquinamento del lago è a causa degli uccelli. e io non sono nessuno.

grazie dello scambio
Utente: Attilio Anacleto

Gli uccelli, certo (....). dal progetto Eulakes si legge che: "…alcuni studi hanno messo in evidenza l'inadeguatezza del Collettore del Garda nel controllo dei carichi di nutrienti. Questi problemi hanno evidentemente contribuito all'aumento delle concentrazioni di fosforo nel lago fino al 2005 (Mosello & Giussani, 1997). Oggi, l'input totale di fosforo è 1921,4 t per anno, 64% dei quali provenienti da agricoltura, il 26% da allevamento del bestiame, e solo il 10% di liquami urbani. Nelle industrie e le altre attività produttive sono infatti relativamente scarsi e il loro contributo di nutrienti possono quindi essere considerate trascurabili". Ci sono studi pubblicati dai più autorevoli centri di ricerca, che studiano da più di vent'anni il lago di Garda. Ho tra le mani gli atti del convegno tenutosi a Torri nel 2009 ( con prefazione di Giancarlo Conta e Giorgio Passionelli), che dimostrano che l'agricoltura cosiddetta mimeraria (con imput di concimi chimici), e l'allevamento intensivo, hanno un impatto importantissimo rispetto a quello urbano, e non é nemmeno sottovalutare il carico di nutrienti dovuto alla parte naturale. Insomma, spendiamo 220 milioni più iva (260) per una grande opera impattante che risolverebbe solo il 10% del problema o poco più?
Redatore: Mario Spezia

Parliamo ovviamente di entrambe le cose, che, come dici tu, vengono analizzate da due enti diversi, ma stanno dentro allo stesso contenitore. Non mi convince l'affermazione che sarebbero gli escrementi degli uccelli ad inquinare le acque nelle vicinanze degli sbocchi dei torrenti. Credo che gli scarichi abusivi e gli sversamenti di liquami (fertirrigazione) nelle campagne attigue al corso dei torrenti abbiano un impatto decisamente più pesante.
Utente: Zonzinipaolo

Ma stiamo parlando di balneabilità o di acqua potabile?

aldilà di questo Legambiente ha effettuato monitoraggi all'uscita dei torrenti il che spiega anche l'acqua di pessima qualità visto che gli stessi probabilmente vengono utilizzati come scarichi abusivi. Il torrente di Garda ad esempio è popolato da molti uccelli proprio prima della foce il che spiega in parte la presenza di indicatori fecali così alti. Ma è solo un esempio.

Mi sembra che la rete di controllo ARPAV sia abbastanza capillare e coerente con i dettati normativi

http://www.arpa.veneto.it/temi-ambientali/acqua/datiacqua/balneazione_rete_monitoraggio.php

AGS non si occupa di acque di balneazione.
Redatore: Mario Spezia

Tutto giusto, ma come mi spieghi che secondo ARPAV e AGS tutte le sponde veronesi sono balneabili e invece a Legambiente risultano delle spiagge "fortemente inquinate"?

http://www.arpa.veneto.it/temi-ambientali/acqua/datiacqua/balneazione_rete_details.php?id_s=15

http://www.legambiente.it/sites/default/files/docs/comunicati/golettalaghi2016-07-13_risultati_garda_veneto.pdf

Nota sul monitoraggio scientifico di Legambiente: Come da normativa "il punto di monitoraggio è fissato dove si prevede il maggior afflusso di bagnanti o il rischio più elevato di inquinamento in base al profilo delle acque di balneazione". I parametri presi in considerazione sono gli stessi previsti per i controlli sulla balneazione in base al Decreto Legislativo del 30 maggio 2008 n° 116.

Legenda:

INQUINATO: Enterococchi Intestinali maggiore di 500 UFC/100ml e/o Escherichia Coli maggiore di 1000 UFC/100ml

FORTEMENTE INQUINATO: Enterococchi Intestinali maggiore di 1000 UFC/100ml e/o Escherichia Coli maggiore di 2000 UFC/100ml
Utente: Zonzinipaolo

ma l'azienda privata (ammesso che ags sia privata il che non è scontato) DEVE fare in proprio delle analisi sui propri processi. Con l'introduzione dei Piani di sicurezza sull'acqua (PSA) l'ente gestore gioca un ruolo strategico nel controllo di filiera. Come gioca un ruolo strategico il controllo da parte dell'ente pubblico il quale, lo dico con ragionevole certezza, ha proprio il compito di evidenziare le carenze, le non conformità, le inadeguatezze che possano emergere/verificarsi nel ciclo dell'acqua. Certo ci sono ancora delle migliorie da fare. Tipo il fatto che le professionalità nel pubblico sono impreparate essendo il personale ormai "logoro" ( mi ci metto anche io). ARPAV è stata affossata nel mare debitorio, nelle aziende sanitarie assumono sono dirigenti medici e manager mentre mancano Ingegneri, geologi, biologi e chimici. Ma finchè mancherà un coordinamento tra area ambiente e salute per superare l'annoso impasse dato dal referendum 1993 vedo solo percorsi poco integrati e poco incisivi.

Per inciso AGS sta monitorando le acque del lago anche per il controllo delle diossine e pcb da quando è emerso il problema che ha portato al divieto di consumo delle anguille.

Non è tutto male quello che fa il privato.

E l'acqua potabile è uno dei beni più controllati in assoluto sia da parte "privata" sia da parte pubblica.
Redatore: Mario Spezia

Mi fido pochissimo delle analisi fatte da chi ha interesse a far risultare le acque del lago balneabili e quasi potabili:

http://www.ags.vr.it/approfondimento.asp?IdProc=1&Id=48

http://www.ags.vr.it/azienda.asp

E' come se in una azienda privata il controlle delle analisi sulle emissioni e i sui rifiuti venisse affidato al titolare dell'impresa.
Utente: Zonzinipaolo

A parer mio la presenza di AGS è giustificata dal fatto che la stessa azienda preleva dal lago acqua destinata ai rubinetti delle persone. Quindi vedendola positivamente direi che l'azienda stessa vuol rendersi conto cosa viene attinto al fine di valutare se intervenire con correttivi nel procedimenti di trattamento dell'acqua stessa.

Il tutto per evitare, ad esempio, che si ripetano i fatti di San Felice Benaco di qualche anno fa.

http://www.bresciaoggi.it/home/acqua-inquinata-a-s-felice-1200-intossicati-ecco-le-analisi-dell-asl-di-brescia-1.3847709
Utente: Engvej

Per il referndum si promette di tutto: parole scritte sull'acqua verrebbe da dire.

Sui Pfas poi non si capisce per quale motivo si spenda per una bonifica, quando lo stesso governo con il decreto del ministro Galletti, abbia fissato il limite delle concentrazioni nelle acque potabili ben di ben sei o sette volte superiori alle soglie limite consigliate dall'Isittuto Superiore di Sanità, che di fatto autorizzano il rischio di contrarre il cancro a norma di legge.

http://www.vicenzapiu.com/leggi/limiti-pfas-m5s-ennesimo-regalo-alle-lobby-contro-lambiente

http://www.nextquotidiano.it/il-ministero-dellambiente-ha-fissato-un-limite-per-le-sostanze-perfluoroalchiliche/

Solo dei politici deliquenti, e lo sono per la vicenda dei limiti di concetrazione dei perfluoro alchilici nelle acque potabili, potrebbero pensare che ciò che è dovuto ed un nostro diritto, ovvero una bonifica e salubrità delle acque che beviamo ed usiamo per produrre il cibo che ingeriamo, possa essere una generosa concessione, per dimostrare quanto siano magnanimi, e ingraziarci ad adeguarci ai loro deisderata.
Utente: Attilio Anacleto

Per la rinaturazione del Lago di Costanza (posto al confine di Germania, Svizzera, Austria), al 2010 erano stati investiti 5 miliardi di euro provenienti da fondi europei. E' stata ripristinata la dimensione naturale del territorio e rafforzata la presenza del turismo. In tema di depurazione, è stato deciso di non realizzare un unico collettore, bensì di avvalersi di impianti di depurazione territoriali, dimensionati su 200-250mila abitanti. Al 2010 il livello di fosfati nelle acque era stato riportato ai valori del 1950, con importanti benefici in termini di valorizzazione turistica.

La rinaturazione del lago di Garda invece non entra neanche nell'anticamera del cervello dei nostri politici: da Castelnuovo a Garda/SanVigilio, è tutto un cementare la costa

http://www.veronasera.it/cronaca/taglio-nastro-passeggiata-lungolago-turismo-campanello-10-maggio-2015.html

http://www.reportgarda.com/2014/02/21/garda-progetta-la-riqualificazione-dellintero-litorale-dal-corno-alla-baia-delle-sirene-e-il-conte-guarienti-assicura-il-libero-accesso-alle-rive/

Poi c'è Lazise che ha in progetto di asfaltare una ciclabile lungo tutta la sua costa...mentre da decenni i grandi campeggi portano camionate di sabbia sulla spiaggia che erosa dal moto ondoso hanno cambiato i connotati ai fondali (un tempo ghiaiosi) e soffocato i canneti: così nemmeno i pesci hanno più un habitat adatto per andare in frega, ovvero riprodursi (parola di pescatori, questi sconosciuti) http://www.larena.it/territori/garda-baldo/lazise/pista-ciclabile-si-cominciacon-il-lungolago-1.4669679

Da anni ci raccontano i miti dei visionari della Silicon Valley come un modello di successo, mentre a casa nostra non si può immaginare d'importare progetti altrettanto visionari di realtà vicinissime alla nostra senza essere trattati come hippies sciroccati. Forse che i visionari debbano limitarsi a proggettare iphone? http://www.lagodigarda5stelle.it/joomla/video/video/filmato-rinaturazione-dei-corsi-d-acqua-in-svizzera-versione-lunga