Sempre più spesso sulle pagine economiche dei giornali si utilizzano in maniera fuorviante termini che esprimono un concetto ben diverso dalla realtà a cui alludono.

"Il Banco Popolare oggi in assemblea approva l' aumento di capitale da due miliardi di euro proposto dai consigli di gestione e sorveglianza".

L' assemblea dei soci è di fatto una sorta di Corral in cui le varie mandrie, cioè le cordate di proprietari di azioni della banca stessa, vengono raggruppate, foraggiate e governate dagli stessi uomini che di fatto hanno in mano le redini della banca e dei sui consigli di amministrazione, che poi sono anche i dirigenti che hanno portato la banca alle condizioni attuali, con le azioni calate da 25 euro a 3,5 euro, 500 esuberi e un indebitamento del gruppo fuori controllo.

Riprende il Bugiardello: "I due miliardi serviranno innanzitutto per il rimborso dell'1,45 miliardi di Tremonti Bond che il Banco aveva sottoscritto un anno e mezzo fa e poi per il rafforzamento patrimoniale".

E che sarà mai questo rafforzamento patrimoniale?

Basta andare a rileggere, sempre sul Bugiardello, le pagine di economia  del 5 dicembre 2010:

"La crisi morde ancora e molte famiglie pagheranno un conto salato con i pignoramenti che quest'anno cresceranno in media di oltre il 30% rispetto al 2009 (di quasi il 70% nel triennio 2008-2010). Morale: sono oltre 150 mila le case destinate a finire all'asta. L'insostenibile crisi economica", sottolineano Elio Lannutti, presidente di Adusbef e Rosario Trefiletti, leader di Federconsumatori, " porta sempre più famiglie italiane a non poter onorare le rate dei mutui, impegno sempre più gravoso che mangia il 33% del reddito e si traduce, per almeno 350 mila famiglie, in un rischio reale di insolvenza".

Molte di queste case (a Verona 1571 nel 2009 e 1996 nel 2010) passeranno dalle mani degli attuali proprietari alle mani delle banche, che in questa maniera vedranno appunto aumentata la loro capitalizzazione. Ma questo passaggio comporterà un enorme esborso di capitale, perché la differenza fra le quote di mutuo pagate dai clienti e l'importo complessivo della casa sarà a carico della banca.

Alla fine della storia il valore reale di questo capitale sarà parecchio più basso sia del valore di partenza sia del valore dichiarato, con buona pace dei buoi e delle mandrie.

Ora anche Unicredit sta passando nelle mani dei professionisti della politica.

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