Il termine eutrofizzazione, derivante dal greco eutrophia (eu = "buono", trophòs = "nutrimento"), indica un eccessivo accrescimento delle piante acquatiche per effetto della presenza di dosi eccessive di sostanze nutritive. Se un ambiente acquatico come il lago di Garda viene abbondantemente "concimato" con nitrati e fosfati, le alghe proliferano a dismisura, ed essendo complicato raccoglierle come si fa con l'insalata nell'orto, esse determinano una maggiore attività batterica: aumenta così il consumo globale di ossigeno e la mancanza di quest'ultimo provoca alla lunga la morte dei pesci.

Tra il porto di Pacengo di Lazise e Ronchi di Castelnuovo, in una splendida località a ridosso del divertimentificio Gardaland, si trova la Mattarana. Tra le seconde case che scendono al lago, le stradine portano il nome del Rio Dugal che di lì a poco sfocia nel lago al Lido Ronchi.

Alba Grisotto, classe '34, è nata alla Mattarana, e dopo una vita vissuta nella grande Milano col marito Renato è tornata a vivere da qualche anno a Pasìngo, in seno al resto della storica famiglia che vi ha sempre abitato.

Alba percorre lo stretto vialetto che dal lussureggiante giardino di casa arriva fino alla spiaggia, e osserva dall'alto il fondale, che a Pacengo è piuttosto basso, tant'è che si può camminare per decine di metri prima di essere costretti a nuotare: mi fa notare il colore dell'acqua che oggi ha un riflesso verde scuro, molto diverso dal color turchese di un tempo, simile a quei suoi occhi di bambina che guardavano l'orizzonte lombardo. Tutti i giorni lei percorre il lungolago, tra gli ultimi scampoli de canneto spaìso che in gioventù, si ricorda ancora bene, imperava rigoglioso su tutta la costa. Il canneto è il luogo di riproduzione della fauna ittica, e il sito di nidificazione dell'avifauna acquatica. Come tante altre persone, residenti e turisti, anche lei ha assistito all'ecatombe di pesci, che le onde riportavano a riva sotto gli occhi attoniti degli abitanti della terra ferma. L'altro giorno sulla spiaggia c'erano due anatre morte: la sera prima le aveva viste in acqua moribonde. Le sue parole in difesa del lago stavolta non potevano scivolare via, come le acque che dai campi agricoli in collina si riversano nel lago di Garda: "Nemo propheta in patria", nessuno è profeta nella propria patria, diceva Gesù Cristo. La notizia della moria di pesci riportata dai giornali nei giorni scorsi è durata lo spazio di un caffè al bar. Di fenomeno "stagionale" ha parlato l'assessore provinciale all'ambiente Fabio Venturi, ma il termine è un po' troppo riduttivo: basterebbe leggere il bollettino che il Consorzio Agrario spedisce alle migliaia di soci tramite "sms" per sapere che "il forte dilavamento" causato dalle copiose piogge ha portato via quel "buon nutrimento" che è la causa dell'eutrofizzazione. Gli agronomi hanno rilevato che nel terreno sono rimaste poche sostanze nutritive, e per questo consigliano trattamenti fogliari e nuove concimazioni. Chi è cresciuto "zugando" (giocando) nel Zugal (Dugale) e negli altri fossi costruiti fin dai tempi della Serenissima Repubblica di Venezia, sa bene che questi convogliano tutte le acque delle colline moreniche nel nostro lago. In questi Rii sulle colline una volta si catturavano delle anguille "sane come un pesce", mentre oggi ne è vietata la pesca. Non serve essere pescatori e andare al largo, anche un contadino sulla terra ferma può intuire che il lago sta morendo. L'uso scriteriato di prodotti fitosanitari, concimi, lo smaltimento di liquami zootecnici di allevamenti intensivi (fertirrigazione) in vicinanza dei fossi e i corsi d'acqua, sono una delle maggiori cause d'inquinamento del lago.

La possibile soluzione al fenomeno dell'eutrofizzazione l'ha data la stessa regione Veneto con la misura 216 del PSR (piano di sviluppo rurale) da poco prorogata fino al 31 dicembre 2013. Si spera che l'attesa riforma della PAC (politica agricola comunitaria) 2014-2020 possa destinare sempre più risorse finanziarie per sviluppare una grande e necessaria opera d'ingegneria naturalistica: parliamo delle fasce tampone.

Le fasce tampone sono siepi e filari alberati che dovrebbero ornare i bordi di tutti i fossi lungo le nostre campagne: la vegetazione erbacea, arbustiva ed arborea posta vicino ad un corso d'acqua naturale o artificiale, intercetta e trattiene con le radici  i nutrienti e gli inquinanti, che arrivano con le acque piovane o d'irrigazione dai campi coltivati. Questa funzione depurativa definita "tampone" si aggiunge a tutte le altre azioni positive che svolge la vegetazione perifluviale: consolidamento del suolo, incremento della biodiversità, funzione paesaggistica. Questi interventi necessari possono creare un'immediata occupazione specializzata, ma anche un minimo di reddito alle imprese agricole che "perdendo" superfici marginali coltivate lungo i corsi d'acqua possono ricevere un contributo ventennale di 500 euro l'anno per ettaro, godendo i benefici agronomici della biodiversità che interrompe le monocolture industriali e attrae agri-turismo. L'interesse collettivo della nostra provincia, che vive in gran parte di turismo è un fattore assolutamente non trascurabile. La politica regionale spieghi al mondo agricolo che questi progetti sono  di interesse collettivo, e dica chiaramente agli agricoltori che queste pratiche sono già di fatto obbligatorie. Serve uno sforzo comune per tentare di riconciliare l'urbano al rurale e l'uomo all'ambiente.

A volte basta solo avere occhi per vedere, e qui sul Garda ci sono milioni di sguardi che ci giudicano.

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