Conosciuta la barbarie dell'Uber economy, vediamo come intralciarla, riscoprendo la nobile arte del sabotaggio. Prima arma: l'anonimato. La bestia si nutre delle nostre persone, richiede nomi, cognomi e dati riservati.

 

"Seid unbequem, seid Sand, nicht das Öl im Getriebe der Welt!"

(Siate nocivi, siate sabbia, non olio negli ingranaggi del sistema)

Günter Eich



Abbiamo visto nel precedente articolo come il potere dei big della nuova economia (Uber Economy) sia sterminato, ma fragile. Tanto fragile che secondo alcuni analisti le attuali compagnie non arriveranno al prossimo decennio in queste condizioni di dominio.

Vediamo se e come è possibile accelerare la loro crisi e favorire il loro ridimensionamento. Caratteristiche comuni di questi colossi dai piedi di ferro e argilla sono:
1- un esercito di entusiasti fruitori/sostenitori che lavorano gratis per queste organizzazioni;
2- la possibilità di tracciare e profilare ciascun utente, in particolare i membri di questo esercito, per scopi pubblicitari;
3- un bacino enorme di disoccupati da far lavorare a costi irrisori senza assumersi alcuna responsabilità.

La prima pratica da adottare è quella di togliere nutrimento alla bestia, sottrarsi al meccanismo pubblicitario che la caratterizza. Essere anonimi.

V_for_vendettaxAnonimato

Negli ultimi tempi una delle icone più frequenti in rete è un volto bianco, con un sorriso beffardo, le guance rosse, i baffi all'insù e un sottile pizzo. Si tratta della maschera raffigurante Guy Fawkes, il membro più noto della congiura delle polveri, che tentò di far esplodere la Camera dei Lord a Londra il 5 novembre 1605.

L'illustratore David Lloyd la ideò per il suo personaggio V, protagonista della serie a fumetti "V for Vendetta" scritta da Alan Moore e disegnata appunto da Lloyd. Dal fumetto fu realizzato anche un film, dallo stesso titolo.

Grazie al successo di fumetto e film il personaggio di V è divenuto un eroe anarchico, amatissimo da tutti coloro che avversano il potere, tanto che la maschera è diventata simbolo del movimento hacker Anonymous per poi diffondersi e diventare un simbolo delle proteste contro le forme deteriori di dominio, come Occupy Wall Street o NO-TTIP.

Oggi siamo arrivati all'eccesso, e chiunque voglia fare il figo esaltando le virtù taumaturgiche di Internet adotta questo simbolo. Addirittura molti sedicenti attivisti usano la maschera di Fawkes come avatar in Facebook.

Si potrebbero scrivere libri sui motivi che inducono alcune persone a indossare una maschera (virtuale) anarchica mentre cazzeggiano all'interno del fenomeno più reazionario e nazional-popolare in internet, un sito che si nutre di identità personali, un voyeur meccanico che lucra sui cazzi nostri: sarebbe come se Obama disegnasse il simbolo della pace sui suoi droni-killer. Ma non divaghiamo.

C'è da dire che questi attivisti alla pearà hanno comunque colto nel segno: loro sono tutt'altro che anonimi, ma contro un sistema che si caratterizza per la profilazione, vale a dire il furto legalizzato di dati a scopo pubblicitario, l'anonimato è l'atto di sabotaggio principe.

Le ridicole e borboniche leggi sulla tutela della privacy non ci possono difendere dagli spioni, visto che i fornitori dei servizi si parano preventivamente il culo all'atto dell'iscrizione, facendoci firmare o cliccare dozzine di liberatorie sull'utilizzo dei nostri dati. L'unico sistema è essere anonimi.

Ecco alcuni consigli per sottrarsi al mercato dei dati, ed evitare di ingrassare il mostro che promette di divorarsi l'umanità. Ci sono diversi gradi di anonimato, scegliete il vostro livello, tenendo conto delle vostre esigenze di riservatezza e delle vostre abitudini in internet.

privacyLivello n. 1: "Non ho niente da nascondere, ma voi fatevi i cazzi vostri"
Se fate un utilizzo basale della rete, e non avete particolari problemi di privacy, sarà sufficiente gestire i cookies eusare razionalmente i motori di ricerca. Non usare social media come facebook o twitter è sicuramente raccomandabile, ma non obbligatorio.

I cookies sono piccole righe di testo conservate nel computer dell'utente quando si visitano determinate pagine su internet. Servono a conoscere i vostri gusti, le vostre preferenze, opinioni politiche, tendenze sessuali, stile di vita, paure, sogni etc. Ciascuno di loro può rimanere nel vostro PC, ed essere consultato dai siti web, per parecchi anni. Sulla base di queste informazioni ricevete messaggi pubblicitari ad-hoc.

Tecnicamente è possibile rifiutarli, agendo su qualche pulsante magico del vostro browser, ma non serve a niente, perché il sito web in questo caso vi rifiuta il servizio, con la scusa che senza cookies non è possibile proseguire. La cosa migliore è fingere di accettarli, e distruggerli dopo qualche minuto. Per fare questo è sufficiente installare e attivare il plugin cookie auto-delete (a proposito, usate esclusivamente browser liberi, come firefox o iceweasel).

Questo plugin rimuove automaticamente i cookies quando non sono più utilizzati. In questo modo nessuno potrà utilizzare le informazioni raccolte dal sito per spiarvi. I cookies spia saranno individuati e rimossi immediatamente. Installatelo, attivatelo e non preoccupatevi se ogni volta che aprite un sito vi chiedono di accettare la politica dei cookies: significa che non vi hanno riconosciuto e che non siete tracciabili.

Attenzione: se usate un servizio di posta via web come gmail, tenendolo sempre aperto mentre mentre con un altra scheda navigate, distruggere i cookies non serve a molto. Google assocerà le vostre ricerche all'account di posta gmail, e siete già belli che tracciati. Per ovviare a questo inconveniente, usate browser diversi per le diverse operazioni (uno per loggarvi, uno per restare anonimi), oppure servizi di ricerca anonima come Startpage o Disconnect, che effettueranno le vostre ricerche sul motore preferito senza lasciare traccia né rivelare chi siete.

Lo stesso vale per facebook: se sete loggati mentre navigate, basta che la pagina che visitate abbia un pulsante social (Mi Piace, Condividi) e Facebook saprà che siete stati su quel sito. Non occorre cliccare sul pulsante, perché questo in realtà contiene un codice che comunica con i server Facebook.

google-evilLivello n. 2: "Fuga da google"

Se ritenete in ogni caso insopportabile che facebook, google, twitter, spotify, linkedin, instagram, whatsapp e compagnia bella tengano degli archivi sul vostro conto, vi spiino la posta e lucrino sulle vostre abitudini, allora occorre pianificare una strategia un po' più complessa.

Abbandonare (ripeto: abbandonare) i social media, soprattutto dai dispositivi mobili, che alla tracciatura internet uniscono la tracciatura geografica.

Abbandonare (ripeto: abbandonare) i servizi multifunzione forniti da un colosso come google. Affidare a un solo operatore posta elettronica, ricerche web, calendario, navigatore satellitare, traduzione di lingue, social medium, condivisione documenti, condivisione foto e video e chissà cosa si stanno inventando, non è una politica di privacy sana. Poi non vi potete lamentare se vi spiano la posta, leggono nei vostri file e vi arriva la pubblicità delle auto proprio quando vi si è appena rotto il differenziale.

Il guaio è che per quasi tutti i servizi elencati google si colloca al primo posto per popolarità e qualità, e quando non è primo è sicuramente secondo di un soffio. E tutto gratis. Per questo rinunciare ai servigi di google è dannatamente difficile.

Il lavoro dovrà essere lento e progressivo. Cerchiamo un servizio di posta elettronica con la sede vicino a casa nostra, e se l'interfaccia web fa un po' cacare, cerchiamo di adattarci. Se dobbiamo trovare una strada, e non abbiamo bisogno di vederla in foto, c'è Open Street Map. Per il calendario, se non funziona la cara e vecchia agenda di carta, esistono ottimi software che non fanno la spia a google.

Ricordiamo che spiare i nostri comportamenti per questi signori è un business colossale, quindi non è possibile che non approfittino della possibilità che diamo loro, volontariamente e talvolta entusiasticamente.

bourneLivello n. 3: "Non mi prenderete mai, bastardi!"

Se avete la NSA alle calcagna, se Obama ha emesso un mandato di cattura internazionale su di voi e vivete nascosto in Russia o nell'ambasciata di un paese sudamericano, oppure se scrivete articoli su un blog dissidente incitando al sabotaggio, o anche solo se non volete nessun tipo di controllo, allora le vostre abitudini di navigazione devono essere radicalmente ripensate.

Niente servizi web che richiedano una login, niente social network, e per la navigazione usate Tor Browser.

Tor (acronimo di The Onion Router) è un sistema di comunicazione anonima per Internet basato sull'onion routing. In pratica, usando questo sistema si naviga attraverso una rete di router cipolla, cioè i dati non transitano in chiaro direttamente dal client al server, ma sono crittografati e passano (in gergo rimbalzano) attraverso i server Tor in tutto il mondo. Una sorta di circuito virtuale crittografato a strati (da cui la metafora della cipolla). Nessuno, né il vostro coniuge, né il vostro provider internet, né tantomeno la polizia potrà conoscere il contenuto dei dati né localizzarne geograficamente la provenienza/destinazione.

Il servizio è gestito da volontari, ed è gratuito. Se usato correttamente, offre una riservatezza davvero efficace. Ma anche qui occorre liberarsi delle abitudini sbagliate, non usare servizi che utilizzino il vostro account su cui avete riversato i vostri dati. In pratica, restate anonimi.

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