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Multe milionarie all'Italia dalla UE

 
2015 multe milionarie all italia 17794

Le Regioni italiane sono in ritardo sulle Zone Speciali di Conservazione ambientale (ZSC). E' il monito che la Commissione Ue rivolge all'Italia, che ha aperto nei suoi confronti come in quelli di altri stati membri ugualmente ritardatari una procedura d'infrazione per il mancato rispetto della direttiva Habitat.

In base alle direttive europee gli stati membri avevano l'obbligo di identificare i siti ambientali di interesse comunitario (Sic), che le Regioni a loro volta avevano l'obbligo entro sei anni di designare con zone speciali di conservazione (Zsc) e quindi procedere all'identificazione delle relative misure di tutela (Piani di conservazione).

In Italia, però, questo è avvenuto solo per il 20% dei siti designati, lasciandone 'scoperti' circa 1.880 su 2.280, pari all'80%. Inoltre ci sono ancora 566 siti di interesse comunitario sprovvisti di misure di conservazione, mentre molti altri le hanno, ma senza la designazione completa di zone speciali di conservazione. Da qui la decisione di Bruxelles di inviare una lettera di messa in mora all'Italia.

www.ansa.it ...

Natura 2000 è il principale strumento della politica dell'Unione Europea per la conservazione della biodiversità. Si tratta di una rete ecologica diffusa su tutto il territorio dell'Unione, istituita ai sensi della Direttiva 92/43/CEE "Habitat" per garantire il mantenimento a lungo termine degli habitat naturali e delle specie di flora e fauna minacciati o rari a livello comunitario.

La Direttiva 92/43/CEE, relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche, risale al 21 maggio 1992. Il termine ultimo per il recepimento negli Stati membri doveva essere il 10.6.1994. Il termine fu  poi prorogato al 2004. Una volta ultimata la creazione della rete Natura 2000, la gestione dei siti designati sarebbe dovuta diventare l'azione prioritaria per la protezione della biodiversità nell'UE. eur-lex.europa.eu ...

La rete Natura 2000 è costituita dai Siti di Interesse Comunitario (SIC), identificati dagli Stati Membri secondo quanto stabilito dalla Direttiva Habitat, che vengono successivamente designati quali Zone Speciali di Conservazione (ZSC) oppure come Zone di Protezione Speciale (ZPS) istituite ai sensi della Direttiva 2009/147/CE "Uccelli" concernente la conservazione degli uccelli selvatici.

In estrema sintesi: il SIC è solo un primo passo per arrivare al ZSC, oppure al ZPS. Per arrivarci servono una serie di passaggi che prevedono il Piano ambientale e il Piano di gestione, cose che in Italia  non sono quasi mai state fatte.

Il Piano Ambientale è lo studio particolareggiato del sito: geologia, geomorfologia, descrizione archeologica, architettonica e culturale, studio botanico, studio faunistico,  analisi ed elenco delle specie viventi, ecc.

Il Piano di Gestione è uno strumento di pianificazione del territorio ricadente nel perimetro di un SIC e/o ZPS, finalizzato a tutelare il patrimonio naturalistico d'interesse comunitario (Direttiva Habitat e Direttiva Uccelli) in esso contenuto tenendo conto anche dei fattori socio-economici locali.

Nel 2013 dal ministero dell'Ambiente giungevano queste notizie: "Dopo la Valle d'Aosta stiamo finendo con le aree della Basilicata e del Trentino e siamo a buon punto con il Lazio". Perché si comincia dalla Valle d'Aosta? "I valdostani sono stati i più veloci nella definizione delle aree Zsc, nello stabilire le misure di conservazione, gli obblighi e i criteri di gestione".

La Regione Veneto non sta finanziando da anni queste misure e quindi i risultati stentano ad arrivare: è sufficiente visitare il sito della Regione per verificare che non c'è traccia né di ZSC né dei relativi piani di gestione: www.regione.veneto.it ...

Alcune regioni hanno provveduto a finanziare il costo dei Piani ambientali e dei Piani di gestione con finanziamenti LIFE.

L'associazione Il Carpino ha presentato il 27 aprile 2015 alla Regione Veneto, Ufficio Pianificazione e gestione enti parco regionali, una proposta di progetto LIFE finalizzato allo stesso obbiettivo (Proposta Progetto LIFE_20 aprile 27.04.15), ma fino ad ora non è stato possibile passare dalla proposta alla realizzazione.

l'Italia ha al momento 97 procedure d'infrazione aperte, di cui 75 per violazione del diritto Ue e 22 per il mancato recepimento delle direttive. A farla da padrone, le infrazioni in materia di ambiente, con 21 procedure in corso, poi i trasporti (12) e fiscalità e dogane e affari economici e finanziari (rispettivamente 8 e 7).

 

Foto: Funghi autunnali in Vajo Borago. 

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Redatore: Mario Spezia

Metà dei parchi nazionali è allo sbando.

http://www.ansa.it/web/notizie/canali/energiaeambiente/istituzioni/2015/11/02/meta-dei-parchi-nazionali-e-allo-sbando_75d9fb57-3a2e-438b-b0ce-80aa7de7cfb1.html
Utente: Ern Cav

IL fatto è che ci si adegua immediatamente alle norme e alle direttive che fanno comodo.

Per esempio nel 2012 l'Italia venne richiamata per la diversità esistente nell'età pensionabile tra uomini (65 anni) e donne (60 anni). Potevano far finta di niente tanto più che la riforma di allora prevedeva che l'uguaglianza sarebbe stata raggiunta nei successivi 6 anni.

Potevano anche fare la parità a metà strada 62,5 anni per tutti.

Viste però le prese di posizione di confindustria e altri, si fece un intervento di urgenza che, dall'oggi al domani, innalzò l'età pensionabile delle donne nel pubblico impiego di 5 anni. Gettarono così nella disperazione migliaia di donne che si vedevano a pochi mesi dalla pensione. Poi inventarono alcune opzioni barzelletta del tipo >opzione donna, ma così fu.

Se invece le norme europee contrastano con qualche interesse, non ci si preoccupa delle sanzioni. A meno che non ci sia la minaccia che a pagare siano direttamente i politici che hanno votato la normativa sanzionata.

Questo è successo sempre nel 2012 con la caccia in deroga della regione Veneto quando i consiglieri regionali hanno temuto di dover pagare di tasca loro le multe europee.
Utente: Attilio Anacleto

L'Italia potrebbe essere sottoposta ad una nuova procedura di infrazione riguardante gli inceneritori per non aver ottemperato all'adeguamento della propria normativa di classificazione secondo le norme Europee. Anzi, il famigerato "Sblocca Italia" va nel senso opposto di quanto ci chiede l'Europa. Sarà contento Bertucco come tutti gli EcoDem con l'anello al naso (come i buoi appunto) http://www.larena.it/territori/citt%C3%A0/renzi-vuole-br-riaccendere-br-ca-del-bue-1.3828758
Utente: Ettorefasciano44

Dopo essermi svegliato e meditato (come da invito di micdallo) NON MI ADDENTRO NELLA DISAMINA PIù DI TANTO (come lui fa). Ma comunque penso che , chiamiamola come vogliamo, se c'è stata una sanzione, 'è prima stata una infrazione. E quindi si tratta comunque una cosa che qualcuno doveva fare e che non ha fatto. Mi chiedo perchè ciò debba essere addebitata alla Nazione Italia, e non a QUELLE PRECISE PERSONE preposte (e credo pagate) per ottemperare a tali obblighi.

Ettore
Redatore: Michele Dall'O'

Non credo che siano multe vere e proprie: sono soldi sottratti ai finanziamenti per fare progetti, ecc. Cosa che gli Italiani sono sempre stati notoriamente molto abili nel catturare (ogni cittadina tedsca ha un apposito uffico con personale addetto per fare domande di accesso a finanziamenti europei).

Dopodichè, entrando nel merito viene smontato un paradigma a cui qui nel Veneto tutti avevano creduto, dai funzionari nelle Amministrazioni provinciali ai Predidenti delle associazioni ambientaliste. E cioè che nel Veneto per i SIC non fossero necessari Piani Ambientali e Piani di Gestione, ma solo per le ZPS. Questa era una regoletta inventata dai politici nostrani a cui tutti i gonzi hanno abboccato. Ma senza PA e PG come si fa a istituire un ZSC (pag. 10 del libretto del WWF "osservazioni naturalistiche nel SIC Val Galina e Progno Borago"? Svegliatevi e riflettete. E poi pagate le multe della UE! Stesso discorso della caccia in deroga a fringuelli, peppole, ...
Redatore: Mario Spezia

Ue, all'Italia il primato delle procedure di infrazione: 119 procedimenti aperti - IlFatto Quotidiano 10.03.14

Ultima multa all'Italia per le quote latte: da pagare 30 milioni e mezzo di euro - EU news 22.10.2015

Ue: multe Italia per infrazioni record a 150 milioni per 2015 - Ansa 23.10.2015

Se poi ai governanti italiani non gliene importa niente perchè tanto non sono soldi loro e agli italiani gliene importa ancora meno perchè non sono in grado di capire che le multe le dovranno pagare loro con ulteriori tasse, allora hai ragione tu, Ernesto, e purtroppo non c'è niente da fare.
Utente: Ern Cav

Ma quante di queste procedure preoccupano politici e cittadini?

Quante volte siamo stati chiamati a pagare multe?

Sto perdendo speranze sull'efficacia di questi strumenti.