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Informazione e ambiente veronese

I montanari veronesi si castrano da soli. L'Arena porge la pinza

 
Bocca di Selva 23 novembre 2014

Commercianti, allevatori, operatori turistici, politici e giornalisti tutti uniti nell'addossare al lupo la colpa del crollo delle presenze di turisti in Lessinia. Ennesimo episodio di terrorismo mediatico  questa mattina sul giornale locale.

Secondo L'Arena: "Sarebbero crollate le prenotazioni, parcheggi desolatamente vuoti e commercianti sul piede di guerra. La colpa? Dei lupi che non danneggiano solo gli allevatori, ma anche il comparto turistico, sopravvissuto a fatica a un inverno senza neve e a un'estate senza sole. Molti escursionisti, fondisti, ciaspolatori avrebbero detto addio all'altopiano per paura dei lupi".

Di seguito il giornalista riporta anche prese di posizione diverse, quella di un escursionista che dice di aver incontrato il lupo senza subire l'immediato sbranamento e quella delle guide che molto diplomaticamente mettono in guardia da "ingiustificate fobie collettive".

Ma il titolo, il sottotitolo e la foto continuano l'opera di disinformazione e di diffamazione sul conto dei lupi.

"lupi nel recinto fanno strage di vitelle"

"In tutta la Lessinia il fronte anti-lupi si allarga e si compatta"

"Il branco di lupi sbrana due mucche"

"Tosi: Sparate ai lupi vicini alle case"

"Stavolta i lupi divorano una capra"

"Uccisa dai lupi vitella vicino alle case"

"I lupi attaccano ancora. Squartata una vitella"

"Salvate gli allevatori e portate i lupi altrove"

"La Provincia chiede di spostare i lupi"

"Il lupo sbrana un vitellino"

I commenti e le interviste, che sarebbe troppo lungo riportare, sono ancora più fuorvianti e spesso demenziali.

In testa a tutti il sindaco di Verona, che dichiara:

"Non sono tranquillo per i bambini che al mattino a bordo strada o alla sera al rientro dalla città aspettano lo scuolabus. Penso a un bambino fermo a bordo strada che intravede il lupo o un branco - ha sottolineato il primo cittadino di Verona: l'istinto è quello di scappare e sarebbe una preda troppo facile e troppo ghiotta per un lupo affamato, dunque per difesa personale si deve essere autorizzati a sparare al lupo in prossimità dei centri abitati. Sarà mio compito spedire il modello a tutti i sindaci della montagna veronese perché lo adottino nei rispettivi Comuni al fine che tutto il territorio dove i lupi sono presenti sia coperto dal punto di vista della sicurezza".

Valdegamberi, che in apparenza è sempre in disaccordo con Tosi, nella sostanza ci va a braccetto, ha immediatamente stretto una santa alleanza con il suo avversario contro il nemico comune. L'aria di montagna evidentemente aguzza l'ingegno!

Fa la sua parte anche la Bintar Snea, che dimentica di guardare il termometro che segna +18 C a fine novembre, ma guarda con molta attenzione le tracce dei lupi che animano la foresta dei Folignani.

Dopo due anni di titoli e di interviste di questo tenore, ora si cominciano a vedere gli effetti: un po' di gente effettivamente ha preso paura, soprattutto quella genìa di turisti abituata a fare quattro passi attorno al rifugio/ristorante dopo pranzo per buttar giù la doppia razione di gnocchi di malga.

In realtà gli escursionisti veri hanno continuato a frequentare i monti  Lessini come prima. Domenica scorsa abbiamo incontrato una simpatica signora, non più giovane, che stava attraversando - da sola - la zona rossa senza fucile e senza bastone, armata solo di un disarmante sorriso.

Ma sembra che ai montanari della Lessinia il danno che si sono fatti da soli non basti ancora. Altrove il lupo è diventato una risorsa, una attrattiva. Nelle Foreste Casentinesi si organizzano uscite notturne. Nelle Marche le guide ambientali accompagnano tutti i giorni comitive di turisti nei boschi abitati dai lupi. Alcuni rifugi sia sulle Alpi che sugli Appennini devono la loro recente fortuna alla presenza dei lupi.

Da noi no.

Nessuno sembra voler tener conto dei cambiamenti climatici che hanno portato la quota della neve sopra i 1700 m, tagliando fuori tutta la zona sciistica del Baldo e della Lessinia.

Nessuno vuole tener conto dei cambiamenti intervenuti negli ultimi 50 anni sulle nostre montagne sia per il clima sia per l'abbandono delle malghe e dei pascoli alti da parte degli uomini.

Sopratutto nessuno vuole mettersi a ragionare su come far fronte in maniera intelligente a tutti questi cambiamenti.

Nella foto: Bocca di Selva domenica scorsa alle ore 13.00 con 18 gradi centigradi.

 

, ore 21.00 presso la

Incontro sulla presenza del lupo nel nostro territorio.

Con la partecipazione del , docente si zoologia dei vertebrati alla Sapienza di Roma, uno dei massimi esperti a livello mondiale.

Sarà presente anche la , responsabile del progetto Life WolfAlps della Regione Veneto


ore 20.30 presso la  via M. Soini 5 ad

Il ritorno del lupo in Trentino e sulle Alpi: conservazione, gestione, convivenza.

Interverranno:

, del servizio Foreste e Fauna PAT

dott. Luigino Peroni, sindaco di Ala

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Redatore: Michele Dall'O'

Contromanifestazione (contro cioé Boitani) l'11/12 alle 20.30 organizzata a Bosco dal Comune e l'Associazione Tutela della Lessinia dal titolo "Il Lupo in Lessinia: l'altra faccia della medaglia". Parteciperanno il dott. Michele Corti e l'Avvociato Mario Giuliano.

Nei due link seguenti, le idee del Professore e dell'Avvocato sul tema grandi predatori.

http://www.ruralpini.it/Inforegioni10.02.14-Grave-attacco-di-lupi-nel-pavese.html

http://www.qualeformaggio.it/resistenza-casearia/4-attualita/2261-mario-giuliano-al-lupo-si-puo-sparare-se-ce-legittima-difesa

http://orsotrentino.blogspot.it/
Redatore: Mario Spezia

Sorprendente delibera del Comune di Ala sulla convivenza con i lupi:

http://www.lifewolfalps.eu/delibera-sul-lupo-del-comune-di-ala/
Redatore: Michele Dall'O'

Si però la diversità dovrebbe applicarsi alla linguistica e quindi il Parco Nazionale dell'Appennino Tosco Emiliano dovrebbero avere un "Centro appenninico del lupo". O forse Wolf Apennine Center falo più figo?
Redatore: Mario Spezia

http://www.parcoappennino.it/newsdettaglio.php?id=28792

A Genova una giornata interamente dedicata al lupo. Gli esperti del Wolf Apennine Center del Parco Nazionale dell'Appennino Tosco Emiliano a Genova, in occasione della giornata interamente dedicata al lupo - giovedì 4 dicembre – organizzata da Almo Natura, presso il Museo Luzzati. Il workshop "In bocca al lupo! Crepi?", è stati ideato per i bambini delle scuole genovesi, con l'obiettivo di sensibilizzare le nuove generazioni sull'importanza della biodiversità, suggerendo una chiave di lettura positiva sul ritorno di questo predatore in Italia.
Redatore: Mario Spezia

Giovedì 11 dicembre, ore 21.00 presso la Sala Civica di S.Anna d'Alfaedo

Incontro sulla presenza del lupo nel nostro territorio.

Con la partecipazione del prof.Luigi Boitani, docente si zoologia dei vertebrati alla Sapienza di Roma, uno dei massimi esperti a livello mondiale.

Sarà presente anche la dott. Sonia Calderola, responsabile del progetto Life WolfAlps della Regione Veneto

&

Lunedi 15 dicembre ore 20.30 presso la Sala Zendri via M. Soini 5 ad Ala di Trento

Il ritorno del lupo in Trentino e sulle Alpi: conservazione, gestione, convivenza.

Interverranno:

dott. Claudio Groff, del servizio Foreste e Fauna PAT

dott. Luigino Peroni, sindaco di Ala.
Redatore: Mario Spezia

Da una parte all'altra del mondo, un Parco da vivere anche in bassa stagione. Il più prestigioso quotidiano degli USA dedica un corposo redazionale alle Cinque Terre con tanti suggerimenti per una vacanza low cost, tra sentieri alti ed enogastronomia di qualità. Mentre il mensile Bell'ITalia elegge il presepe di Mario Andreoli a Manarola e tutti gli eventi a corollario, come la proposta ad hoc per un Natale ricco di atmosfera, bellezza e bontà.

http://www.parconazionale5terre.it/news_dett.asp?id_prodotto=3783&id_lingue=1&tag=67&tagname=dicono_di_noi&
Redatore: Mario Spezia

Alcuni brani interessanti presi da un sito apertamente schierato contro i lupi:

Le malghe sono per lo più private, divise tra Veneto e Trentino (ci si affaccia sulla Val d'Adige), servite da strade asfaltate e sterrate. Se è vero che gli animali allevati sono vacche da latte, la scoperta che questo latte non viene praticamente lavorato lassù è stata una sorpresa. Grazie alle vie di comunicazione ed alla breve distanza dal fondovalle e dalla pianura, il latte della Lessinia viene destinato alla produzione dei formaggi più disparati, non soltanto il famoso Monte Veronese DOP.

Qui a Malga Lessinia l'ho visto, annusato, assaggiato ed osservato nelle sue varie fasi, dal fresco di giornata allo stagionato. Ma questo è quasi un caso unico. Questa malga è alpeggio e rifugio, si fa accoglienza al turista, si vendono formaggi e si seguono gli animali. In altre realtà invece gli animali sono su al pascolo, gli allevatori salgono solo per la mungitura. Oppure resta su un anziano e i giovani lo raggiungono appunto per occuparsi della mungitura del mattino e della sera.

Ecco quella che, per me, è stata la principale sorpresa. Qui, in montagna, troviamo le razze da latte "più spinte". Frisona, Pezzata Rossa, Brown Swiss, affiancate da poco altro, ma razze proprio "da montagna" io nel mio breve tour non ne ho viste. E forse qui sta uno dei vari aspetti del problema.

Queste vacche, per quel poco che mi intendo di bovini, sono "poco adatte" alla montagna. Non me ne vogliano gli allevatori della Lessinia, ma la Frisona non è una razza da alpeggio. Per quanto qui la montagna sia dolce e non con caratteristiche alpine, questi grossi animali, vere e proprie macchine da latte, faticano a spostarsi già solo per rientrare alla stalla per la mungitura. La loro non è una conformazione da pascolo in montagna. Figuriamoci cosa accade quando un branco di lupi le attacca. Immagino che siano completamente indifese e inadatte a qualsiasi tipo di fuga. Se già la Piemontese a volte è vittima del lupo, nonostante la sua indole più battagliera, figuriamoci questi animali!

...

Questa non è una cattedrale, ma una stalla. Colonne in marmo rosso di Verona, vi rendete conto? L'anziano malgaro si lamentava, la stalla sarà anche bella, ma non è pratica. Gli animali "non ci stanno", sono troppo grossi. Certamente quando è stata edificata, le razze allevate erano differenti. C'è solo da augurarsi che questa stalla comunque non abbia da rimanere vuota. In questa azienda si sta riprendendo a caseificare in quota, ma l'evoluzione del problema lupo potrebbe avere serie ripercussioni sul suo futuro. Il fenomeno è generalizzato. Il bosco è in espansione, la superficie pascolabile si sta già riducendo, se gli allevatori non porteranno più su le mandrie, l'economia ed il paesaggio della Lessinia muteranno radicalmente.

https://pascolovagante.wordpress.com/tag/lupo/
Redatore: Mario Spezia

Attorno ai tavoli di confronto tra amministratori, esperti, allevatori sarebbe il caso di darsi una mossa, perché gli inverni ultimamente durano un niente e si rischia di affrontare il 2015 nelle stesse condizioni del 2013 e 2014. Sui due anni persi aspettando il volgere degli eventi si potrebbe fare un lungo ed inutile discorso. Sul futuro è invece il caso di forzare i tempi, mettendo in chiaro da subito che le leggi sia italiane che europee non contemplano la possibilità di sopprimere i lupi e che quindi c'è una sola strada: quella di attrezzarsi per convivere con il minimo di danno, come hanno fatto le altre regioni interessate alla presenza del lupo. Sull'onestà intellettuale di Zambaldo e delle guide non abbiamo motivo di dubitare.
Utente: Gianmarco Lazzarin

Ah...una curiosità. Distinguere la singola traccia di un lupo da quella di un pastore cecoslovacco o tedesco che sia è praticamente impossibile per i non espertissimi. Che permette un riconoscimento è la scia di tracce in particolare del branco, ovviamente lontane da quelle umane e con andamento che a tratti si apre in per alcuni metri con disposizione parallela degli esemplari...come guide ci stiamo formando in materia...
Utente: Gianmarco Lazzarin

I testi li scrive Zambaldo...purtroppo i titoli e sottotitoli li fa la redazione spesso stravolgendo il senso del discorso...per la gioia dell'autore e nostra.

Tengo a sottolineare che è vero che molti stanno chiamando per chiederci se organizziamo qualcosa sui lupi....ma non per andare a vederli, bensì per informarsi, magari per seguire le tracce come si fa in altre zone d'Italia, d'Europa e del mondo. Andare a vedere animali selvatici, lupi o altro che sia è prima di tutto impossibile da prevedere, inutilmente rischioso se trattasi di lui, orsi, cinghiali...e dannoso per gli stessi animali che avvetono la presenza dell'uomo come potenzialmente pericolosa e quindi fuggono. Se doveste avvistare tracce dei lupi seguitele sempre al contrario...proprio per i motivi appena indicati...ciao Gian
Redatore: Michele Dall'O'

A quanto detto da Mario si aggiunga la censura fatta su L'Arena Web a chi ha osato ribattere, sia in toni accalorati (come il sottoscritto), che in toni più "civili" (alcuni miei amici, almeno 3). Ecco qua (pressapoco) il mio commento che è stato censurato da LArena web: "Voi de LArena più i lessinici state facendo terrorismo: domenica scorsa 23 nel tragitto Maregge Bocca di Selva Folignani Vajo Anguilla Baito dei Pastori Malga Crenzi abbiamo incontrato molto più di una persona. A Bocca di Selva c'era pieno e tanta gente si stava avviando verso il Monte Tomba. ..."
Utente: Gianmarco Lazzarin

Ciao, l'articolo delle guide nasce da una mia idea e da un comunicato stampa da me steso e concordato con il presidente nazionale delle guide e con il direttore del progetto Life Wolf Alps. Sebbene il titolo dell'articolo sia fuorviante (nessuno ha in mente di portare la gente a vedere i lupi...) per il resto riporta fedelmente il pensiero mio e di tutte le guide ambientali delle associazioni riportate nell'articolo.

Per completezza ecco il comunicato comlpeto delle guide:

Negli ultimi vent'anni, dopo decenni se non secoli di assenza, i grandi mammiferi stanno tornando a popolare l'arco alpino italiano; se per l'orso l'nserimento legato al progetto LifeUrsus nel Parco Naturale Adamello/Brenta è risultato cruciale, per quanto riguarda il lupo ciò non è stato necessario e, sia dagli Appennini che dalle Alpi Dinariche, esemplari in dispersione hanno iniziato a cercare nuovi territori e nuovi "compagni" in tutto l'arco alpino.

Se nelle Alpi occidentali la ricolonizzazione ha una sua storia ultradecennale, con una presenza ormai di diversi branchi in territori con estensioni comprese tra i 200 e i 300kmq, per quanto riguarda le Alpi centro-orientali il fenomeno è molto più recente ed è balzato su tutti i quotidiani anche nazionali il caso piuttosto singolare della formazione nel 2012 di un branco di lupi nelle Prealpi veronesi della Lessinia. Il caso è singolare in quanto è avvenuto l'incontro di un maschio di lupo dinarico (radiocollarato fino al 2013 e chiamato Slavc) e una femmina di lupo italico (chiamata amichevolmente Giulietta).

Dopo un primo periodo di curiosità e anche stupore, le problematiche sono purtroppo divenute realtà nel 2013 e ancor di più nel 2014, quando grazie a due cucciolate il numero di esemplari del branco è cresciuto fino a 11 individui; oltre alle loro prede naturali (capriolo, camoscio, cinghiale, ecc.) hanno approfittato di una zona da secoli vocata ad un alpeggio "aperto" senza protezioni dai grandi predatori, predando alcune decine di capi tra bovini, ovini ed equini.

La primavera/estate appena trascorsa è stata caratterizzata da dichiarazioni dai toni esasperati e talvolta purtroppo controproducenti, con un impatto anche sulle strutture turistiche dell'area (rifugi e albergatori); la paura del lupo che attacca e mette a rischio l'incolumità delle persone si è diffusa tra la popolazione non solo della Lessinia, ma anche delle aree urbane vicine. Tali sentimenti istintivamente condivisibili non trovano alcuna ragione scientifica; nel nostro paese non ci sono notizie accertate di attacchi all'uomo dal XIX secolo e, nonostante quanto si creda, il lupo è animale schivo che rifugge il contatto con l'uomo.

Ora che la stagione d'alpeggio è conclusa, si sono aperti dei tavoli di confronto tra amministratori, esperti, allevatori per valutare le misure più efficaci che permettano di ridurre l'impatto dei lupi sugli animali in alpeggio; noi come guide ambientali escursionistiche (in veneto guide naturalistico-ambientali) durante le nostre attività abbiamo l'obbligo etico e morale di descrivere obiettivamente la situazione, senza nascondere le problematiche, ma allo stesso tempo fugando le ingiustificate fobie collettive che possono portare ad azioni e comportamenti anche contrari alle attuali leggi vigenti in materia di tutela delle specie protette: a tale proposito ci rendiamo disponibili a mettere a disposizione la nosra professionalità per ogni forma di costruttiva collaborazione con amministratori, operatori e cittadinanza, impegnandoci altresì durante le tante attività (escursioni, trekking, visite guidate, interventi nelle scuole e ogni altra iniziativa) a diffondere una corretta informazione in materia, indispensabile per una qualsiasi corretta visione di una qualsivoglia situazione. Allo stesso tempo è e sarà nostro obiettivo continuare a formarci al meglio sulla tematica, spingendo anche le autorità competenti ad attivare quanto prima tutte le misure previste dal progetto europeo LifeWolfAlps inerenti la formazione, la didattica e il possibile positivo impatto sul turismo legato alla presenza del lupo.

AIGAE (Associazione Italiana Guide Ambientali Escursionistiche)

Hanno condiviso il testo le guide AIGAE abilitate delle seguenti associazioni, società e cooperative di guide operanti nella montagna veronese: Cooperativa Biosphaera, Emozioni in Movimento aps asd, Equipe Natura, La Raganella onlus, Turismo Naturalistico e Rurale in Veneto, Verdi Intenti.
Redatore: Mario Spezia

E' una storia vecchia come L'Arena. I giornalisti seri ci sono e l'abbiamo sempre detto.

http://www.veramente.org/wp/?p=13636

Ma la gente non legge quasi mai gli articoli. I lettori dell'Arena leggono il titolo e il sottotitolo e, guarda caso, i titoli e i sottotitoli dell'Arena da due anni a questa parte sono per l'eliminazione dei lupi.

Il sottotitolo dell'articolo di sabato, riportato alla lettera sopra, è piuttosto chiaro ed è quello che viene letto da tutti e poi riportato. Come si dice in gergo: "fa opinione".
Redatore: Michele Dall'O'

Mi sono riletto l'articolo di sabato de L'Arena. Era uno dei pochi apparsi a 'favore' del lupo, con l'importante dichiarazione delle guide ambientali venete a fondo pagina. La premessa, una quindicina di righe, conteneva in maniera ipotetica quello che poi sul web è diventato l'argomento dominante stravolgendo completamente il senso del discorso. Braccia rubate all'agricuoltura (ma non quella moderna, quella di una volta quando se dovéa star cuciadi sedese ore al giorno)!
Redatore: Mario Spezia

Sulle esche avvelenate:

"C'è infine chi ricorre al veleno per difendersi dal possibile attacco di un predatore, come fanno alcuni allevatori per prevenire o per contrastare la presenza del lupo o dell'orso. Quale che sia il motivo per cui si sceglie di usare un'esca avvelenata, l'uso del veleno è sempre illegale e chi lo commette si rende colpevole di un reato per cui è prevista la reclusione fino a 18 mesi".

"Nel frattempo, spiega Giuseppe Canavese, direttore del Parco naturale Alpi Marittime e responsabile del Progetto LIFE Wolfalps, "insieme agli altri partner stiamo procedendo a un'analisi, a livello dell'arco alpino, per individuare le zone dove si concentrano gli episodi di avvelenamento e orientare così gli sforzi di prevenzione e di indagine". Ma perché la lotta ai veleni abbia successo, è fondamentale che sia chiaro per tutti che il veleno non è mai la soluzione. Nei casi in cui un animale, che si tratti di un selvatico o di un domestico, costituisca un danno o una minaccia, ci sono altre direzioni da percorrere e nessuna prevede l'uso di sostanze tossiche".
Utente: Cristina Stevanoni

Il record dell'involontario umorismo su base lupesca lo ha battuto la civetta dell'Arena di ieri, 29 novembre, che aveva un trafiletto di questo tenore: "Incontro choc in Lessinia: "il lupo mi ha fissato". Copia a disposizione di chi me la richieda, per la serie delle imperdibili, che conservo.

Quanto alle temperature di questi giorni: mi arriva dalla Svezia la notizia che il termometro non è ancora sceso sotto zero, come sempre accadeva in questi giorni. Nei boschi privi di neve, si trovano funghi porcini.
Utente: Lucchi Roberta

Condivido il tuo pensiero Mario, spero che le persone aprano gli occhi e non si lascino convincere da quello che si scrive su un giornale spesso di parte come l'Arena.

Ciao

Roberta
Redatore: Michele Dall'O'

Ultracorpi o anticorpi?

http://xl.repubblica.it/articoli/ultracorpi-cc-maxigross/5738/
Utente: Ern Cav

Da noi (Italia) ci sono alcune categorie che i contributi pubblici li ritengono un diritto e l'unica cosa che sono disposti a dare in cambio è il lasciarsi lodare e complimentare.

Quante volte e da quante parti abbiamo sentito dire:

>siamo noi i guardiani della natura, senza di noi la montagna muore, i nostri prodotti sono i migliori, ecc<

In realtà sappiamo che:

gran parte delle attività agricole non potrebbero continuare ad esistere senza i contributi publici (6 miliardi di euro/anno di contributi europei, cioè dello stato italiano, + quelli indiretti dalle regioni e da vari enti pubblici e parapubblici)

Fra queste attività ci sono l'allevamento bovino e l'agriturismo.

In Lessinia, ogni anno che passa, l'allevamento si orienta sempre di più alla produzione di carne e meno a quella del latte.

I pascoli stanno andando in rovina perchè non viene più fatta la manutenzione (faticosa) che essi richiedono, ma si da la colpa delle marmotte. Come dice Michele dipende anche dal fatto che i bovini vengono sempre più nutriti a mangime e che quindi non vanno più a pascolare (infatti le vacche passano le giornate vicino alle maghe).

L'agriturismo è un sistema che, rispetto agli altri operatori del settore, avvantaggia in modo spudorato, tramite contributi a fondo perduto e tassazioni assai favorevoli, un settore economico che si riconduce alle famiglie di agricoltori.

I cosidetti Rifugi Alpini che, negli ultimi anni sono sorti come funghi, godono anch'essi di contributi a fondo perduto e di agevolazioni varie, in cambio devono solo offrire un bivacco invernale.

LEGGE REGIONALE n. 11 del 14 giugno 2013, art. 27

che ha modificato la più seria

LEGGE REGIONALE n. 33 del 4 novembre 2002, art.25
Redatore: Michele Dall'O'

E il cerchio si chiude anche nei nostri commenti andando a http://www.veramente.org/wp/?p=14925: tutta la buona volontà degli studiosi, che magari saranno anche fuori dalla realtà, ma se politici e soprattutto cittadini non si muovono, restiamo fermi al palo. E intanto di lupi ne verranno sempre di più. Sposteranno o avveleneranno quelli che ci sono, ma ne verranno altri ancora.
Redatore: Michele Dall'O'

Ieri sera guardavo la webcam di Bocca di Selva e segnava più di 19°C alle 16.30 poco prima che facesse buio. Pensavo: qualche errore di misura. Ma tant'è. Anche quest'anno la neve latita ... auguri a Bintar Snea e al "rilancio" (l'ennesimo) di San Giorgio e magari anche di Tomba Nord (che poco augurante questo toponimo, lo cambierei): queste sono da cinquant'anni le politiche turistiche dei montanari, foraggiate con i nostri soldi! Che i montanari si stiano castrando da soli è un dato di fatto, da almeno dieci lustri. Dapprima lasciando dilagare (come nel resto delle Alpi) il bosco, conditio sine qua non per l'arrivo e lo stabilirsi del lupo e di altri animali "poco graditi" alla popolazione locale, quali i cinghiali (ricordiamolo, liberati dai cacciatori). In Lessinia persino la marmotta dà fastidio! Poi facendo degradare i pascoli invasi nel tempo da Deschampsia cespitosa (vedere i cespi in sottofondo proprio della webcam di Bocca di selva). Al proposito uno dei successi del turismo della Carinzia è da ascriversi alla cura dei prati e dei pascoli: il verde brillante e la varietà floristica appagano anche visivamente il turista. Figurarsi poi la frisona nei prati degradati, vera macchina da guerra da latte, di produzione di nitrati e di assunzione di antibiotici/ormoni/... che poi finiscono puntualmente in falda. E proprio i nitrati sono la causa della diffusione della Deschampsia. Come non ricordare poi i silos dei mangimi Veronesi bene in vista fuori da ogni malga: mucche saziate di magime, no erba di pascolo, direbbe il compianto Boskov (per restare in tema). Come si vede, il cerchio si chiude. E i responsabili di questa situazione sono i cittadini? No, no! E' il lupo, che ha organizzato il turismo mordi e fuggi, tipico delle Magnalonghe da strapaese (ecco non si è capaci assolutamente di uscire dal giogo della enogastronomia quale unica proposta turistica del "territorio"), nel senso che se ghe dà na sgnacada veloce ai gnochi de malga in una malga e poi di corsa (si fa per dire) si va alla polenta col salado della prossima. Ma i discorsi fatti in questa sede non sono altro che la monotona ripetizione di studi, relazioni, ... che almeno da una trentina compaiono quasi annualmente su Lessinia, Ieri Oggi e Domani, sulle riviste di Veneto Agricoltura, ...