Come si possano dipingere di verde e di azzurro anche i liquami più nauseabondi.

Quasi tutti nella vita, per campare, siamo giunti a indossare abiti che non sono quelli che avremmo voluto.

Conta, l'Assessore all'Ambiente della Regione Veneto, fa parte della eletta schiera. Per logiche partitocratiche è stato messo in un posto, nel Veneto ipersviluppista, certamente poco ambito. Che è anche, curiosamente, il destino degli ex missini. Dalle fogne (slogan anni 70) all'ambiente, vista la competenza maturata nel tempo!

Ma, come spesso succede, e come si dice da queste parti, a "star coi sopi (zoppi), se impara a sopegàr". Quindi, o le frequentazioni di convegni, o i discorsi di qualche consulente universitario, hanno permesso al buon Giancarlo di elaborare una propria visione dell'ecologia.

La "Summa Conthologica" si trova sull'Arena di Sabato 18 Aprile e si apre con un dilemma che neanche Amleto. "Ma una politica ambientale che non sia di freno allo sviluppo economico è conciliabile con una crescita che non distrugga l'ambiente?"

La risposta ce l'abbiamo tutti sotto gli occhi: basta malinconicamente vedere la distruzione metodica del bellissimo paesaggio veneto, perpetrata negli ultimi cinquant'anni.

Ma come tenta di conciliare gli opposti, il nostro filosofo della natura alla pearà, uno dei tanti artefici politici della distruzione, avendo contribuito allo sviluppo degli annessi rustici in collina?

Presto detto. Crescita: "La crisi economica, che ha colpito a livello globale, ha evidenziato l'enorme gap negativo del nostro paese in campo energetico, dove dipendiamo praticamente da importazioni, e non solo per quanto riguarda le materie prime, ma anche l'energia pura, che acquistiamo dai paesi limitrofi. Quello che è assurdo è che questi paesi producono energia con centrali atomiche, quelle che il nostro paese non ha voluto si facessero in Italia e che se per disgrazia dovessero danneggiarsi, ne pagheremmo comunque le conseguenze."

Quindi le centrali nucleari come soluzioni al problema energetico. Peccato che il plutonio e l'uranio, per altro in via di esaurimento, non si trovino nel giardino di casa, ai Caluri o a Mancalacqua. Alla faccia dell'indipendenza energetica.

L'ambiente ovviamente c'azzecca, per Giancarlo, solo con i rifiuti. Ed ecco pronta la soluzione: "Lo stesso dicasi (quello detto per le centrali nucleari, ndr) per i rifiuti, per lo smaltimento dei quali in molti paesi europei, riconosciuti tra i più ecologici, sono utilizzati senza troppi problemi i termovalorizzatori, mentre da noi ogni volta che si parla di questi impianti sembra quasi di proporre uno strumento di sterminio di massa."

Giancarlo lo vada a spiegare, ilfumoso concetto, ai suoi compagni di partito di san Giovanni Lupatoto!

In definitiva, garanti della nuova alleanza tra opposti, saranno la scienza e la tecnologia, perché "determinano il miglioramento dell'ambiente".

Noi già pensiamo ai tubi di scappamento e ai CFC. E ci tocchiamo sotto, ben consci che per ogni problema risolto da scienza e tecnologia, ne vengono generati altri dieci.

Conclude la sua disquisizione Conta: "… ma oggi possiamo disporre di impianti tecnologicamente sicuri, che tali condizioni (sicurezza per la salute e l'ambiente, ndr) sono assolutamente in grado di garantirle. A questo proposito vorrei concludere ribadendo la necessità, proprio su queste materie, di un dialogo e di un confronto sereni, condotto non sulla base di teorie che sfruttano l'emotività dei cittadini, ma sulla competenza tecnica e scientifica, che consentirà di operare scelte finalizzate ad uno sviluppo economico rispettoso dell'ambiente."

Evviva, si è raggiunta la quadratura del cerchio! Così smaltiremo le scorie radioattive in un impianto sicuro di ottantesima generazione, a casa di Conta.

PS

Per dare dignità alla "Summa Conthologica", attraverso l'associazione culturale "L'Idea", interverrà a Verona il 29/4/2009 alle ore 17.30 presso l'aula magna Zanotto dell'Università, Bjorn Lomporg, autore di "The skeptical environmentalist" (L'ambientalista scettico), uno dei massimi esponenti mondiali del negazionismo ambientale. Cioè Conta, per risolvere il dilemma economico/ecologico, chiama a raccolta chi sic et simpliciter nega che vi sia in atto un problema ambientale.

Come abbiamo già detto in altri scritti, la negazione è possibile grazie alla presenza nei sistemi complessi del Principio Ologrammatico di Morin.

Nella stessa pagina dove compariva l'articolo di Conrad ci hanno colpito due affermazioni, che riportiamo:

1) "Operare scelte sulle base dei dati, escludendo le emozioni"

2) "Quella ambientale è una questione importante, che però deve essere analizzata fuori dagli slogan e con attenzione al rapporto costo-opportunità, l'unico serio metro di valutazione di ogni scelta politica

No, cari signori de l'Arena (C.F. chi ha firmato le due frasi riportate). Le cose stanno andando a rotoli proprio perché la politica si è fatta prevaricare in modo vergognoso dall'economia.

I dati. Proprio per il Principio Ologrammatico, i dati non ci dicono tutta la verità. Basta spostare la centralina da una via all'altra, come si è visto in Corso Milano, qui a Verona.

Le emozioni. Come ha puntualizzato proprio Morin nel suo "L'anno I dell'era ecologica", il problema ecologico in Occidente è sorto quando Cartesio ha introdotto la dicotomia tra res extensa e res cogitans. Cioè tra pensiero razionale ed emozioni. Noi reclamiamo a gran voce che nei processi decisionali, servono più emozioni e più intuito. Altroché i dati.

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