La buona volontà, quando non è corroborata da conoscenze adeguate, può provocare danni irrimediabili.

 

 

Gli esempi sono purtroppo numerosi e spartiti democraticamente fra generi, specie ed ambienti diversi: si parte dall'introduzione dei cinghiali operata dai cacciatori nei decenni scorsi per scopi venatori, con gravissimo danno all'ambiente ed alle colture, si passa per i ripetuti interventi di disboscamento sugli argini del fiume Adige, in zona Parco, nel periodo riproduttivo degli uccelli, come anche ai trattamenti con diserbante chimico, sempre sull'argine dell'Adige in zona Parco, e si finisce con le barbare capitozzature degli alberi piantati lungo i viali cittadini, che spesso compromettono la loro stessa sopravvivenza.

L'ultimo caso è stato riportato dal giornale L'Arena domenica 23 marzo e riguarda la Val dei Mulini, presso Garda. Un pescatore di Costermano, sicuramento mosso da buone intenzioni, racconta alla giornalista di aver immesso nel Tesina, il corso d'acqua che attraversa la Val dei Mulini, "un gambero che da anni pareva scomparso" e racconta la sua soddisfazione per aver verificato che "i gamberi avevano iniziato a riprodursi".

A prima vista potrebbe sembrare una encomiabile iniziativa, ma, purtroppo, non è affatto così e Lorenzo Albi l'ha fatto notare immediatamente. Cerchiamo di capire perché.

L'anno scorso, durante un'escursione lungo il Tesina, abbiamo visto e fotografato alcuni gamberi di fiume. Francesca Dall'Ora, una guida naturalistica che conosce molto bene la Val dei Mulini per esserci nata e vissuta, ci ha fatto notare che i gamberi non erano tutti uguali e che appartenevano a specie diverse.

Nei corsi d'acqua della nostra provincia era molto comune, fino a cinquant'anni fa, il gambero di fiume, Austrapotamobius pallipens, comunemente chiamato "gambero dalle zampe bianche". In Italia è uno dei più grossi invertebrati d'acqua dolce ed è l'unico genere di gambero autoctono. Come tutti i crostacei, ha il corpo rivestito da uno scheletro esterno "esoscheletro" (costituito da chitina abbondantemente calcificata, di consistenza cornea) molto robusto e solido, capace di proteggere l'animale da predatori ed eventuali urti. Il colore varia dal grigio-verdastro al bruno scuro e rende l'animale poco visibile e mimetizzato con il fondale. Il corpo è suddiviso in due parti, facilmente distinguibili: cefalotorace e addome. Ama le cosiddette acque limpide, correnti, fresche, ben ossigenate e di buona qualità, con fondo di roccia, ghiaia e sabbia. Gradisce anche fossi, torrenti e corsi d'acqua della fascia collinare e prealpina, caratterizzati da fango, limo, strami vegetali (foglie e rami), radici sommerse e vegetazione acquatica, che costituiscono i suoi potenziali rifugi.

Durante l'estate questo gambero, molto numeroso anche nei fossatelli più piccoli, veniva spesso raccolto per scopi alimentari.

Il nostro gambero è particolarmente sensibile ai metalli pesanti e agli inquinanti che derivano dal dilavamento di erbicidi, pesticidi e fertilizzanti di sintesi utilizzati in agricoltura. L'inquinamento di tipo organico causato da insediamenti civili ed allevamenti zootecnici, oltre a indebolire i gamberi, rendendoli più sensibili alle malattie, modifica gravemente l'habitat, perché impoverisce l'acqua di ossigeno e provoca l'alterazione delle comunità di macroinvertebrati dei torrenti.

Negli ultimi decenni una serie di concause che è inutile elencare hanno fatto estinguere quasi del tutto questa specie, facendole mancare le condizioni minime per la sua sopravvivenza. Spesso dimentichiamo che la distruzione delle condizioni indispensabili per la sopravvivenza di una specie animale o vegetale coincidono quasi sempre con un danno grave a quello stesso ambiente che è una condizione indispensabile per la nostra sopravvivenza.

L'ERSAF della Regione Lombardia ha attivato un progetto LIFE per la tutela e la conservazione di Austropotamobius pallipes (il gambero di fiume), specie ad elevata priorità di conservazione, inclusa negli Allegati II e V della Direttiva 92/43/CEE "Habitat". www.ersaf.lombardia.it ...

Purtroppo nel nostro ambiente sono state artificialmente introdotte due specie esotiche, che stanno ulteriormente minacciando il futuro del nostro gambero: Procambarus clarkii e Orconectes limosus. Queste due specie invasive americane, nella maggior parte dei casi introdotte volontariamente, veicolano patologie mortali (la peste del gambero) per il nostro gambero. Inoltre sono molto più competitive rispetto ad Austropotamobius pallipes, poiché mettono in atto strategie di riproduzione e di comportamento decisamente più efficaci.

Il Gambero rosso della Louisiana, Procambarus clarkii, detto anche gambero killer, originario degli Stati Uniti centro-meridionali, è la specie alloctona più diffusa sul territorio italiano, essendosi acclimatata in gran parte del centro-nord. È una specie a crescita rapida e di fecondità elevata. È in grado di adattarsi agli ambienti più diversi e riesce a vivere in condizioni di scarsità di ossigeno, respirando con le branchie fuori dall'acqua. Grazie a questa sua caratteristica riesce a spostarsi da un canale d'acqua all'altro. È portatore sano della "peste del gambero" e per questo principale diffusore della malattia.

L' Orconectes limosus, chiamato comunemente Gambero americano, è originario della costa est degli Stati Uniti. È stato introdotto in Europa nella seconda metà del 1800 e si è diffuso in gran parte del continente e in diverse regioni italiane. È una specie molto aggressiva ed attiva; infatti quando viene catturato, assume un atteggiamento caratteristico con l'addome ripiegato e le chele distese fino a toccare la punta del telson. Poco esigente nei confronti della qualità dell'acqua, colonizza corsi con velocità di corrente medio-bassa, laghi e stagni anche particolarmente inquinati. Il suo habitat ideale è comunque costituito da corsi d'acqua che presentano un substrato fangoso o sabbioso nel quale scavare rifugi. È anch'esso portatore sano della peste del gambero.

Francesca Dall'Ora fa giustamente notare che: "Numerose pubblicazioni parlano di questa problematica in tutta Italia, tanto che Austrapotamobius pallipens è inserito in Lista Rossa e considerato a livello Comunitario specie prioritaria la cui presenza comporta l'istituzione di un SIC. L'introduzione di gamberi americani pregiudica la sopravvivenza del gambero di fiume autoctono".

A questo punto dovrebbe risultare chiaro a tutti quanto sia necessaria una conoscenza approfondita della materia per intervenire in questi campi e come sia facile combinare dei disastri pur essendo motivati da ottime intenzioni. Nel Tesina noi l'anno scorso abbiamo fotografato l'esoscheletro (la corazza esterna che viene sostituita durante la muta) del gambero americano.

E' anche evidente che gli enti preposti alla tutela dell'ambiente, Comuni, Provincia, Regioni, CFS, Genio Civile, ecc. dovrebbero utilizzare strumenti conoscitivi e personale tecnico all'altezza della situazione, cosa che, visti i risultati, evidentemente non sempre succede.

Per informazioni dettagliate:

mail-attachment.googleusercontent.com ...

3 gamberi

Contenuti correlati

Zuckerberg: ancora una volta presi in giro
Zuckerberg: ancora una volta presi in giro Zuckerberg all'UE: niente paura, il caso di Cambridge Analytica non si ripeterà. D'ora in poi solo chi paga potrà usare i nostri dati. La sceneggiata dell'audi... 3615 views Michele Bottari
Lessinia: una occasione perduta
Lessinia: una occasione perduta L'altopiano della Lessinia ha delle caratteristiche che si presterebbero per una promozione turistica di buona scala e di buon livello, ma si è preferito chiude... 3918 views Mario Spezia
Sotto le Torricelle c'è un tesoro
Sotto le Torricelle c'è un tesoro Pubblichiamo la sintesi di uno studio di Giuseppe Corrà, noto studioso veronese, su geografia e geologia della valle di Avesa.Il bacino idrografico del fiumicel... 2837 views Mario Spezia
Notti con le ali
Notti con le ali Quattro serate sull'avifauna e sulla natura. I venerdì sera di aprile in Sala Marani."Notti con le Ali" è il titolo di quattro serate sull'avifauna e sulla natu... 2598 views verona_birdwatching
Il medioevo scaligero
Il medioevo scaligero 1 maggio 2010, dalle 14.30 alla 18.00 visita guidata a San Giorgetto, nella piazza di Sant' Anastasia.         &nbs... 3323 views redazione
Musica e Lettere in Trincea
Musica e Lettere in Trincea Sabato 17 luglio 2010 il Comune di Ferrara di Monte Baldo, Assessorato al Turismo e l' Associazione Culturale, Storia Viva – no profit, presentano un interessan... 2811 views Mario Spezia
Dal Messico all'Italia un'unica frontiera
Dal Messico all'Italia un'unica frontiera Giovedì 28 agosto è stato presentato all'interno della Fiesta de las Culturas Indígenas de la Ciudad de México lo splendido documentario "Huicholes, Los Últimos... 2728 views Mario Spezia
Il massacro del SIC
Il massacro del SIC Qui si possono osservare le contrade poste sul versante orografico sinistro del Vajo Borago: da nord verso sud Costagrande, Canova, Scalucce, Monte Mezzano e la... 6406 views Mario Spezia