"Freddo, pioggia e neve per tutto il mese di maggio: altro che temperature equatoriali e inaridimento dei terreni. Quindi la storia dei cambiamenti climatici è tutta una balla". Questa ed altre affermazioni analoghe stanno ad indicare una totale ignoranza dei fenomeni climatici, ma soprattutto la caparbia determinazione a non voler modificare per niente al mondo i comportamenti sociali che hanno causato tali cambiamenti.

La novità negli ultimi 150 anni è che l'uomo è intervenuto direttamente in questi processi, con le emissioni in atmosfera dovute ai processi produttivi e più in generale a un sistema di vita basato sull'impiego spropositato di minerali fossili (petrolio, carbone, gas).

Queste emissioni sono andate a modificare la composizione dell'atmosfera, producendo quello che viene comunemente chiamato effetto serra.

La Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (United Nations Framework Convention on Climate Change o UNFCCC) utilizza il termine mutamenti climatici solo per riferirsi ai cambiamenti climatici prodotti dall'uomo e quello di variabilità climatica per quello generato da cause naturali. In alcuni casi, per riferirsi ai mutamenti climatici di origine antropica si utilizza l'espressione mutamenti climatici antropogenici.

La teoria del Global warming, o surriscaldamento climatico, addebita all'uomo attraverso le sue emissioni di gas serra (soprattutto di CO2 e metano) la responsabilità di gran parte del riscaldamento che sta attraversando oggi la Terra. Altri scienziati, comunemente definiti "negazionisti", ritengono invece sopravvalutato il peso sul clima attribuito all'uomo, ritenendo l'attuale fase di riscaldamento climatico come una fase naturale opposta ai periodi naturali di raffreddamento climatico.

Di fatto, nonostante la comunità scientifica concordi sull'importanza delle emissioni in atmosfera, dal Protocollo di Kyoto del 1997 (che si proponeva una riduzione delle emissioni di CO2)  fino ai nostri giorni, la comunità mondiale non è riuscita ad adottare delle misure realmente efficaci per limitare le emissioni in atmosfera.

La temperatura della terra ha continuato ad aumentare negli ultimi 150 anni, con un picco di aumento negli ultimi trent'anni: più di mezzo grado.

La maggior parte degli incrementi di temperatura sono stati osservati a partire dalla metà del XX secolo e sono stati attribuiti all'incremento di concentrazione dei gas serra. Quest'ultimi sono il risultato dell'attività umana dato dall'uso di combustibili fossili e dalla deforestazione. L'oscuramento globale, causato dall'incremento della concentrazione in atmosfera di aerosol, bloccando i raggi del sole, in parte mitiga gli effetti del riscaldamento globale. I report dell'IPCC indicano che durante il XXI secolo la temperatura media della Terra potrà aumentare ulteriormente rispetto ai valori attuali (da 1.1 a 6.4 °C in più a seconda del modello climatico utilizzato).

Nel mese di maggio 2013, mentre in Italia pioveva e nevicava, i ghiacci del Polo Nord hanno continuato a sciogliersi e in Lapponia e Finlandia sono stati raggiunti i 30 gradi. Oggi, 1° giugno, in Lapponia sono previsti 24 gradi.

Dire che "in Italia a maggio fa freddo e quindi non c'è nessun riscaldamento globale" è una bestialità, che ha come unica giustificazione l'ignoranza e la disinformazione.

In realtà il clima di maggio in Italia, come le temperature calde del Circolo Polare Artico o gli uragani anomali del Nord-America (anomali perché colpiscono con forza inusitata zone che negli ultimi 200 anni non avevano conosciuto tali fenomeni, tant'è vero che vi furono costruite numerose e vaste città con materiali che al tempo sembravano adeguati), sono appunto la conferma di quanto fossero realistiche le previsioni sul riscaldamento della terra  e sugli effetti disastrosi che questo riscaldamento avrebbe provocato.

L'innalzamento della temperatura sul Circolo Polare Artico, col relativo scioglimento dei ghiacci, ha ormai modificato in maniera sensibile sia le correnti marine che la circolazione  atmosferica ed ora gli uragani, i nubifragi e le inondazioni sono le conseguenze con le quali sempre più spesso dovremo fare i conti.

onti che saranno salatissimi.

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