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Informazione e ambiente veronese

A San Giorgio il 5 gennaio

 
Albergo Valon

gli impianti sono fermi, i parcheggi vuoti, la temperatura supera abbondantemente gli zero gradi, la pioggia ha ripulito le piste dalla neve.

E' dura fare i conti con i cambiamenti climatici. Eppure è di tutta evidenza che le condizioni meteorologiche sono cambiate negli ultimi decenni.

35 anni fa si sciava a Velo e ai Parpari, la seggiovia del Branchetto era la più bassa del comprensorio di San Giorgio eppure funzionava a pieno regime. A dire il vero il servizio è sempre stato pessimo e la maleducazione degli addetti agli impianti era proverbiale. Ma c'era la neve e c'erano gli sciatori e gli affari andavano a gonfie vele.

Un po' alla volta la temperatura si è alzata, gli inverni rigidi sono diventati un ricordo, di neve ne è venuta sempre meno e questi impianti sono stati via via abbandonati.

Durante il mese di dicembre negli ultimi anni c'è sempre stata una settimana particolarmente rigida, la più fredda dell'inverno. Niente di speciale, qualche grado sotto lo zero di notte. E' bastato un po' di freddo nelle ultime due settimane di dicembre per scatenare la ridda dei progetti di impianti di risalita sul Baldo e sui Lessini:

www.larena.it ...

Tra la fine dell'anno e l'inizio del 2014 ci potrebbero essere decisivi passi in avanti per chiarire il futuro della funivia di Prada. Tutto ruota attorno all'esito dell'assegnazione da parte della Regione dei fondi Fas (fondi aree sottosviluppate). Alla provincia veronese vanno due milioni, il rinnovo dell'impianto ne costa quasi sette. "L'auspicio", sottolinea l'assessore provinciale alle aziende partecipate Ivan Castelletti, "è che vengano trovate le risorse, siano queste costituite dai fondi Fas, da fondi regionali o da investimenti delle banche, per il rinnovo integrale degli impianti.

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"Pensiamo a un comprensorio che abbia base di partenza a San Giorgio e sfrutti gli impianti esistenti del Valon, magari potenziato, e della seggiovia Gaibana, aggiungendo il nuovo impianto per il Tomba", riferisce Marco Giani, direttore tecnico della stazione. La Bintar Snea lancia il progetto "Adotta un seggiolino", con la quale si chiede agli appassionati di neve e di sport invernali di farsi carico dell'acquisto di seggiolini per il nuovo impianto a fune che potrebbe riportare sul Tomba gli sciatori.

www.larena.it ...

Milioni di euro pubblici e privati (a dire il vero molto più pubblici che privati) investiti ancora una volta su impianti destinati a non funzionare mai. Il motivo è molto semplice: la quota della neve si alza ogni anno di più e tutti questi impianti sono situati sotto tale quota.

Nonostante ciò politici, amministratori pubblici e imprenditori privati non si danno per vinti. Al di là di ogni ragionevole certezza continuano con la consueta caparbietà l'assalto alla diligenza a caccia del bottino, frutto dalle innumerevoli gabelle imposte agli esangui cittadini veneti.

Di fermarsi un attimo per ragionare sui cambiamenti climatici in atto e sugli aggiustamenti che si rendono necessari non se ne parla neppure.

Foto: Albergo Valon in abbandono e parcheggio di San Giorgio alle ore 14.00

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Redatore: Mario Spezia

Lucio, evidentemente non sai leggere.
Utente: Aegean0

Perderò la tua amicizia ma i Veronesi, quando vogliono, sanno fare molto meglio:

http://www.baldolessinia.it/opencms/export/sites/default/VREST/GAL/Servizi/Pubblicazioni/Studio_Misura_323a_az_1.pdf

Studiamolo e realizziamolo.
Redatore: Mario Spezia

Un piccolo esempio di come si promuove un territorio analogo a quello dei Lessini, con un po' di cervello, cosa che i politici nostrani sembrano possedere in dosi infinitesimali.

Comunque, sempre avanti per la vecchia strada, mi raccomando, senza tentennamenti ed incertezze!

Sulle tracce del Parco

Seguite le tracce del Parco attraverso il nuovo blog! Idee ed

emozioni lungo gli itinerari del Parco Nazionale Appennino Tosco

Emiliano. Un luogo dove condividere esperienze in natura e gli angoli

nascosti di un paesaggio incantevole in tutte le stagioni. Qui

cercheremo di proporre escursioni lungo sentieri di facile

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impegnativi, da vivere con le ciaspole, a piedi o con gli sci, Se non

siete così pigri da poterci visitare ogni tanto, state con noi.

Il Parco Nazionale investe sull'Inverno

"Valorizzare le quattro stagioni dell'anno" è una delle idee

guida scelte per la costruzione di questo Parco Nazionale

d'Appennino che ha la sua più forte specificità nella diversità

climatica e paesistica connaturata nell'essere confine fra Europa e

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un Parco deve saper offrire come ordinaria quotidianità ai residenti,

come opportunità ai visitatori, come opzione culturale verso la

naturalità per tutti.

Due nuove guide per scoprire il Parco con le ciaspole
Utente: Aegean0

"Dei, Signore, dei che gavì rason, dei, che me' 1 merito, e merito de peso" 

Tra negozi, bar, ristoranti, scuole di sci, addetti agli impianti e un po' di indotto, questo "vuoto" da da mangiare ad un cento bocche, e senza quei tre impianti, sbaglierò, ma non credo resisterebbe, e poi, anche al più sofisticato ambientalista, 3 impianti su 1200 kmq che fastidio danno ?

Sul fatto che, al contrario del Trentino-Alto Adige, la vocazione della Lessinia non sia lo sci e le carovane di polacchi ma proprio il turismo "lento" sono d'accordo, solo che tra fare un depliant e raggiungere il risultato il passo è lungo.
Redatore: Mario Spezia

Manca un'ultima nota di "colore": in tutto il comprensorio di San Giorgio nessuno ha mai pensato di connotare il territorio montano con un minimo di alberature tipiche della zona: faggi, aceri, abeti, pino silvestre, larice, ecc. Un deserto di vegetazione che lascia ampio spazio a parcheggi (vuoti), appartamenti (vuoti), negozi (vuoti), per la gioia degli occhi dei "pori" sciatori veronesi.
Utente: Aegean0

A San Giorgio il 15 gennaio

tutto è imbiancato, gli impianti funzionano, il sole splende e la temperatura è sui zero gradi.

Le auto parcheggiate sul piazzale sono un indicatore del target medio/basso del turista di San Giorgio, purtroppo qui mancano le grandi abilità imprenditoriali dei trento/bolzanini.

Al mattino un po' di anzianotti sciatori, dei fondisti e molti camminatori/ciaspolatori, per la gioia di Michele; nel primo pomeriggio, l'età media diminuisce per l'arrivo dei di 5/6 pulmini di bambini che vengono ad allenarsi (sci alpino e sci nordico); certo sarebbe meglio un po' di "sana" atletica in Basso Acquar.

Diamo il nostro modesto contributo al micro sistema che faticosamente cerca di resistere, la colazione, il noleggio delle ciaspole, un ottimo pranzo in un nuovo locale, costato come un panino al wurstel del ridente alto adige. Quando posso scegliere, preferisco spendere in attività legate al territorio dove vivo.

Ho sempre frequentato San Giorgio unica località sciistica del veronese, escludendo Malcesine (che da un decennio ha scelto di fare parte della FIS del trentino, schei fa schei, peoci fa peoci) e, bene o male, si è quasi sempre sciato. Il secolare abbandono di Velo e dei Parpari e il più recente ridimensionamento di San Giorgio sono dovuti ad un cambiamento delle esigenze del turista invernale molto più che ai cambiamenti climatici: anche se ci fossero 4 metri di neve che mai oggi andrebbe a sciare ai Parpari ?

Però oltre ai tanti "Rikkettosi" che possono permettersi i lussi degli "sfavillanti" impianti del trentino-Südtirol esiste ancora una nicchia (in espansione) di "poareti" a cui il piccolo sovvenzionato impianto di San Giorgio piace: attorno, non distruggendo il poco che c'è, possono nascere le iniziative di cui parla Chelidonio.

In fin dei conti già oggi a San Giorgio, al contrario che nel trentino, il turismo lento è prevalente, anche senza lo spreco di marketing che gli autonomisti possono permettersi.

Però, siccome siete veronesi e alla fine schei e tasse contano, rilassatevi... il peso di San Giorgio sul vostro portafoglio è nulla rispetto al peso della anacronistica autonomia di trentini e di sud-tirolesi (dove, a ragione, si può parlare di proverbiale maleducazione degli addetti agli impianti e non solo).
Redatore: Mario Spezia

Cari butei, dal luame nascono i fior, ma da l'ignoranza vien fora solo disastri. Questi i va avanti così fin che i à magnà fora tuto, el coto e el cruo.
Utente: Kelidonio

La storia S.Giorgio e degli impianti "assistenzializzati" non é solo una storia di soldi buttati: nel 1992 come ItaliaNostra, dopo una bella esperienza (con una trentina di partecipanti aggregati a livello nazionale), avevamo proposto sia ad una fantomatica "Consulta delle Associazioni", sia io stesso a titolo personale (ad un "boss" del Parco di allora) di attivarvi un progetto di valorizzazione culturale a partire dal paesaggio geo-morfologico e ambientale (es. il Valon del Malera é noto -si fa per dire - come nicchia rifugio di specie botaniche glaciali) ma centrandolo anche su un itinerario didattico capace di illustrare le presenze preistoriche degli ultimi (almeno) 50.000 anni: dai neandertal "montanari/estivi", agli ultimi cacciatori-raccoglitori di 10-12.000 anni fa, fino a primi pastori neolitici di 5-6000 anni fa.

Il costo ipotizzato (allora) era di circa 10-15 milioni di vecchie lire ("indicatori" e depliant compresi), adatti ad attivare un nuovo flusso di visitatori culturali (mai visti in zona), con duplice tendenza: quella delle scuole (da maggio a ottobre, ovviamente non solo quelle veronesi che ci potrebbero arrivare anche con autobus di linea), ma soprattutto quello del turismo estivo che a malapena lascia un po' di giro nei bar superstiti alla domenica.

Se si credesse che un "non interessa" possa essere la costante solo dei Rikkettosi cittadini degli ultimi anni, posso assicurare che già allora non solo non ricevemmo il minimo ascolto, ma anzi il "boss" di turno mi congedò dicendo che per lui meno gente veniva a S.Giorgio e più era contento. Quando, sorpreso da una risposta simile data da un amministratore locale, gli chiesi se temesse l'arrivo di troppe auto inquinanti mi confidò candidamente che a S.Giorgio c'aveva l'appartamento e non voleva essere disturbato!

Insomma mancano ancora (anzi "da sempre") le premesse culturali per valorizzare l'alta Lessinia per le sue naturali vocazioni di "montagna antropica" (perché di "naturale" c'è ben poco e da millenni).

A maggior beffa, in questi anni, ho persino dovuto veder presentare un libro (riccamente illustrato e a firma di un "sapiente del giro", che assai probabilmente non l'ha finanziato di tasca sua) in cui si auspicava l'aumento delle zone artigianal/industriali nella media Lessinia come unica soluzione per conservare l'abitabilità della montagna veronese, concludendo che gli "alti pascoli" avevano già il destino segnato da un degrado irreversibile.....

Aggiungo che pochi anni dopo realizzai, per l'allora ancora esistente Ufficio Turistico Provinciale, un ricco depliant in 4 lingue dal titolo avventuroso: "Lessinia, la montagna delle Pietre del Fuoco". Fin che detto Ente funzionò tale depliant venne stampato e ristampato in molte migliaia di copie, ma credo che la sua distribuzione non abbia mai superato le sagre locali estive. Ovvio che, invece, andava usato come strumento di promozione extra-Verona, cosa che, abolito l'Ente suddetto, non ha più avuto alcun futuro.

Prometto che, appena trovo un paio d'ore libere, lo scansiono e metto in rete, non fosse altro perchè non se ne perda memoria.
Redatore: Michele Dall'O'

Molto interessante l'imbeccata dell'amico Pasquale, con questo articolo di Rumiz del 2009 che spiega i motivi per cui viene fatta la respirazione bocca a bocca a impianti e località che non avrebbero motivo di esistere:

http://www.repubblica.it/2009/01/sezioni/cronaca/funivie-fantasma/funivie-fantasma/funivie-fantasma.html
Redatore: Michele Dall'O'

Cambiamento climatico è un concetto troppo sofisticato. Del resto Adelino Brunelli è convinto che il lupo ce l'abbiano portato con il camion in Lessinia, dalla Slovenia! Probabimente penseranno che la pioggia su in Alta Lessinia sia dovuta a scie chimiche o altri diabolici marchingegni provocati dai trentini per dirottare i flussi turistici verso di loro. Su l'Arena di oggi comunque due articoli interessanti che mettono due filosofie turistiche opposte a confronto: quella ottusa che cerca di fare un'inutile respirazione bocca a bocca a San Giorgio (con addirittura Bintar Snea che ripropone un impianto di risalita per il Monte Tomba) e quella "furba" del vecchio marpione democristiano Asileppi che fa puntare gli amministrati della Terra dei Forti sulla pista ciclabile del Sole, con concessioni per nuovi agriturismi e così via (quello che ad esempio è successo in austria per la ciclopista del Danubio). Scommettiamo su chi vincerà, tra San Giorgio e Brentino? Un po' più sopra ad Asileppi sta Paolo Rossi che vuole rompersi le corna con Novezzina. Altro sperpero di denaro pubblico - si parla di qualche milione di euro- per i soliti clientes, riciclati. Sono stato un paio di giorni in Trentino, in Val di Non e le novità a favore di un turismo, soprattutto "lento", si sprecano. Ah già, ma il Trentino è una regione a statuto speciale!! Tra 'altro cominciano a fare capolino, tra i depliant, aspetti naturalistici, quali l'orso e le orchidee. Qui, invece, al lupo si vuole sbarare.