Le proteste dei veronesi per la proposta sistemazione di piazza Corrubio evidenziano ancora una volta la frustrazione dei cittadini che, privati dei vecchi alberi che costituivano una presenza consolidata della piazza, non si riconoscono in un progetto estraneo sia al luogo che all'utilizzo dei residenti.

Che senso ha prendere come ‘modello' la sistemazione di Piazza Cittadella? Sono due luoghi che non hanno nulla in comune e comunque, per ammissione dello stesso Ordine degli Architetti (vedi ‘architettiverona 86'), anche per Piazza Cittadella si è persa un'occasione per un intervento di qualità.

Spiace rilevare come le piazze di Verona dove si è intervenuto negli  ultimi anni siano emblematiche di una concezione dello spazio comune calata dall'alto dove prevale la ricerca dell'arredo urbano ad effetto: Piazza Cittadella manifesta comunque errori paesaggistici come quello di ubicare i volumi del bar e l'uscita dal parcheggio proprio davanti alla storica villa e di eliminare la caratteristica scarpata acciottolata sul fianco nord che ricordava l'alveo dell'antico Adigetto per creare una voragine di aerazione.

I percorsi e le aiuole risultano anonimi non contribuendo a dare una connotazione né di giardino né di piazza. Che senso ha poi il parcheggio di superficie quando quello sottostante è più che sufficiente? E le inutili e costose fioriere sul lato nord?

Piazza Renato Simoni: la mancanza di un luogo di incontro e l'impiego di specie vegetali avulse dal contesto ha lasciato inalterata la percezione di un incrocio stradale più che di una piazza.

Piazza Isolo: un progetto nato e gestito male, dove è stata creata una landa di pietra in cui d'estate si cuoce, piena di dislivelli e di griglie di sfiato .

Piazza S. Nicolò: l'intento positivo di creare un sagrato davanti alla chiesa si è risolto inserendo delle stucchevoli aiuolette a prato amate dai proprietari di cani. La sindrome del 'centrino' come usavano le vecchie signore. Che affinità paesaggistica c'è poi tra i platani e gli ulivi?

Uno degli equivoci più frequenti è quello di confondere la piazza con il giardino. La cronica mancanza di verde induce a voler creare giardini anche nelle piazze dove invece le necessità sono altre. E' proprio la caratteristica di essere luogo di connessione e di ritrovo che dovrebbe mantenere le piazze estremamente libere alla circolazione pedonale e agli incontri.

Nelle piazze di ridotta dimensione i ritagli di prato e le aiuole possono diventare estranei, ostacolano il raduno delle persone, sono difficili e costosi da gestire.

Gli alberi invece potrebbero e dovrebbero essere i protagonisti di Piazza Corrubbio. Gli alberi messi a dimora in spazi adeguati e protetti lasciano praticamente intatto lo spazio di fruizione della piazza, nel contempo devono essere usati non tanto per il mero, e spesso stucchevole, aspetto decorativo, ma per le fondamentali funzioni di riqualificazione ambientale e urbanistica sempre più preziose: ombreggiamento, filtro per le polveri, dispersori di calore con l'evotraspirazione, veri volumi architettonici che contribuiscono a dare unità e identità alla piazza.

Ma perché abbiano effetto devono essere usati in quantità e specie congrue e inseriti in un disegno della pavimentazione che abbia un rapporto con le presenze, la cultura e la storia dell'ambiente circostante.

Infine nella piazza la priorità dovrebbe essere data ai pedoni. Gli automezzi dovrebbero essere ammessi solo per far funzionare le attività commerciali (ma non per i clienti). Quindi lo spazio si deve percepire e deve essere disegnato come piazza e non come strada. Risulta infatti contraddittorio e anche antieconomico aver sottoposto il quartiere a grandi disagi e danni per creare un parcheggio sotterraneo e poi ritrovare le auto in superficie.

Contenuti correlati

Writers a Quinzano
Writers a Quinzano Una passeggiata in collina, fra Quinzano e il Maso di Montecchio, vi farà scoprire il murales che Sabrina Baldanza e un gruppo di ragazzi hanno creato nel bosco... 2941 views sabrina_baldanza
Terra delle mie brame: il caso Valpolicella
Terra delle mie brame: il caso Valpolicella La Valpolicella ospiterà un evento dedicato alla presentazione del libro Terra delle mie brame: il caso Valpolicella, opera di Gabriele Fedrigo. L’appuntam... 942 views Michele Bottari
Salviamo il Consolini
Salviamo il Consolini L'evoluzione dell'atletica veronese dagli anni '70 ad oggi, dagli anni in cui ci si divertiva e si facevano i risultati ai tristi tempi attuali, in cui un certo... 2850 views dallo
Chi decide su Ca' del Bue?
Chi decide su Ca' del Bue? E' un bell'enigma: decide il sindaco Tosi, il suo braccio "destro" Miglioranzi, l'assessore regionale Conte, o, vuoi mai, i cittadini, che pagano le bollette e ... 2303 views Mario Spezia
Le Torricelle sempre più in pericolo
Le Torricelle sempre più in pericolo Appuntamento domenica 2, in piazza a Quinzano, per firmare una lettera al sindaco di Verona, a tutela delle colline veronesi.L'Associazione Il Carpino, il WWF, ... 2812 views Mario Spezia
Parco della Valpolicella e Parco del Garda Veneto e delle Colline More...
Parco della Valpolicella e Parco del Garda Veneto e delle Colline More... Depositati i testi delle proposte di legge di iniziativa popolare per l' istituzione dei due parchi regionali: Cominciamo subito a raccogliere le firme!Il ... 2509 views maria_cristina
Piano faunistico provinciale: i valichi (1)
Piano faunistico provinciale: i valichi (1) La migrazione degli uccelli è un evento spettacolare quanto misterioso.Stelle? Campo magnetico terrestre? Le linee di costa? Se la guida è ancora oscura, qualco... 2559 views dallo
Lombrico d'oro 2019
Lombrico d'oro 2019 Sabato 4 maggio ore 9.30 nella Sala civica di Corte Torcolo a Cavaion.La manifestazione, promossa dal Coordinamento Veronese "Stop glifosate", premia le buone p... 3096 views Mario Spezia