Il coordinamento dei comitati e delle associazioni ambientaliste ha analizzato il Piano e presentato le proprie osservazioni sia in relazione all'impostazione generale sia sui temi specifici.

 

Secondo i calcoli dell'Azienda Sanitaria Locale di Verona la cattiva qualità dell'aria  comporta ogni anno nella nostra città la morte prematura di circa 10-90 persone per effetti acuti che intervengono entro quattro giorni dai picchi di inquinamento. L'area di Verona, infatti, risulta essere notoriamente tra le zone più inquinate del mondo. D'altra parte il 24 novembre 2010 la Commissione Europea ha deciso di deferire l'Italia alla Corte di Giustizia per mancato rientro nei parametri di legge degli inquinanti. Per avviare quel risanamento dell'aria che le norme impongono, le Giunte di Verona e di altri 17 Comuni dell'area metropolitana hanno adottato Il P.A.R.Q.A (Piano d'Azione e Risanamento della Qualità dell'Aria). 

Le Amministrazioni per la prima volta hanno a disposizione le conoscenze e i dati, sia di carattere ambientale che epidemiologico, necessari per adottare i primi provvedimenti appropriati ed efficaci in merito al risanamento della qualità dell'aria. Nello stesso tempo hanno a disposizione le basi metodologiche indispensabili per impostare un catalogo delle emissioni inquinanti trasparente e accessibile in vista di scelte adeguate per il futuro.

I comitati e le associazioni ambientaliste in coordinamento fra loro hanno analizzato il Piano e hanno presentato osservazioni, spesso propositive, sugli aspetti complessivi attraverso un documento condiviso e procedendo in un secondo momento singolarmente ad analizzare gli ambiti più specifici (passante nord, inceneritore Ca' del Bue, infrastrutture autostradali, aeroporto).

In linea di massima sulla tipologia delle singole azioni attuative previste dal P.A.R.Q.A (ampliamento ZTL, ciclabilità, car sharing, teleriscaldamento, mobilità collettiva da e per gli attrattori di traffico…) si esprime in molti casi un sostanziale consenso. Non si può tuttavia non rilevare  da una parte l'insufficienza delle azioni attuative, che non appaiono corrispondenti all'urgenza di un risanamento, e dall'altra l'assenza dei necessari finanziamenti e di precise prescrizioni, ravvisando il conseguente rischio di una riduzione del Piano a un elenco di buone intenzioni.

Si rileva peraltro che nel Piano non risultano presenti azioni in grado di modificare in maniera strutturale il sistema della mobilità. Si è dunque persa, a parere dei Comitati e delle Associazioni, una grande occasione per rivedere le politiche urbanistiche dei Comuni e per ripensare ad un sistema della mobilità su base provinciale che privilegi il trasporto pubblico e che renda credibile quella "riduzione dell'uso dell'auto" indispensabile per fronteggiare l'"emergenza" auspicata dalla stessa Giunta Comunale di Verona nella Delibera del 15 dicembre 2010. Si chiede comunque un impegno da parte dei Comuni a realizzare una moderna integrazione fra trasporto pubblico su gomma e mobilità su ferro attivandosi anche per anticipare nella nostra Provincia l'estensione del Sistema Ferroviario Metropolitano Regionale (SFMR).

Al di là dei rilievi sulle azioni attuative previste dal P.A.R.Q.A, Comitati e le Associazioni nelle loro osservazioni hanno posto due obiezioni di carattere generale.

-          La prima riguarda la mancanza dell'inventario delle emissioni. Si tratta di una carenza lamentata a più riprese dall'Università nell'elaborato tecnico-scientifico e in grado di gettare qualche dubbio sulla reale validità del P.A.R.Q.A. L'inventario è dichiarato assolutamente necessario per la valutazione esatta della concentrazione al suolo degli inquinanti nelle diverse situazioni e per effettuare simulazioni per gli scenari futuri. Alla sua mancanza il Piano attuativo prevede di porre rimedio, ma non prescrive, ancora una volta, precise modalità di attuazione né riporta i riferimenti legislativi e la tempistica. 

-          A stupire di più a livello complessivo è stato il mancato inserimento nel Piano delle nuove strutture/infrastrutture (Traforo – SI.TA.VE – Ca' del Bue , ex Cartiera), del Piano degli Interventi di Verona Sud, del Nuovo polo Chirurgico, dell'ampliamento del Quadrante Europa e dell'Aeroporto) che un sicuro e fortissimo impatto avranno sul livello di inquinamento. Gli ingegneri dell'Università di Trento non hanno avuto accesso ai dati e ai progetti che pure avevano chiesto. Il P.A.R.Q.A è dunque un Piano che guarda la situazione presente, ma tanto miope da non vedere neppure le trasformazioni più immediate. Si arriva perfino a passare sotto silenzio  le imponenti opere di cantierizzazione che interesseranno la città. Risulta difficile pensare che in queste condizioni si possa realmente procedere al risanamento della qualità dell'aria e a porre fine a uno stato di "emergenza". 

Eppure, nonostante la conoscenza sommaria dei vari progetti, l'Università di Trento nel suo elaborato ha voluto ugualmente sottoporre all'attenzione delle Amministrazioni le criticità tipiche delle infrastrutture in programma. I tecnici rimarcano l'incidenza sul territorio dell'inceneritore di Ca' del Bue. Insistono nel sottolineare i rischi per la popolazione  presenti già nella attuale situazione in prossimità delle autostrade e dell'aeroporto. Basandosi su dati sperimentali, segnalano l'aumento del 30% delle concentrazioni di inquinanti alle uscite dei tunnel e indicano come indispensabile una attenta valutazione sulle conseguenze sul piano della salute per i residenti nelle zone limitrofe al Traforo delle Torricelle. L'Università esprime una forte preoccupazione per la mancata valutazione  complessiva delle diverse opere e raccomanda in modo specifico di procedere a uno studio integrato in grado di offrire una visione di insieme dei vari interventi sul territorio.

Amici della bicicletta Verona

Associazione il Carpino

Associazione Salute Verona

Comitato dei cittadini contro il collegamento autostradale delle Torricelle

Comitato Aria Pulita di Zevio

Gruppo di lavoro rifiuti

Insieme per Borgo Roma "Beghelli"

Italia Nostra Verona

Legambiente Verona

Naturalmente Verona

Verona reattiva

Vivicaselle

Wwf Verona

Contenuti correlati

Il mattone deprime l'economia
Il mattone deprime l'economia Negli ultimi anni sono stati impiegati ingenti capitali per la realizzazione di enormi edifici poi di fatto inutilizzati e si continua caparbiamente sulla stess... 573 views Mario Spezia
Prendiamo l'esempio
Prendiamo l'esempio Questi nostri amici di Marzabotto non hanno aspettato le istituzioni per muoversi. Perchè non seguire il loro esempio? I nostri vai sono pieni di rifiuti di tut... 737 views stefano_muratori_e_maren_von_appen
Ecologia: basta la parola!
Ecologia: basta la parola! "Scienza che studia le relazioni fra gli esseri viventi e l' ambiente in cui vivono". Vocabolario Garzanti."Ecologia" è diventata una parola per tutte le stagio... 739 views dallo
La Biodiversità ha bisogno di fatti La biodiversità non cresce col crescere delle chiacchiere dei politici e degli addetti ai lavori. La biodiversità ha bisogno di fatti concreti e di continuità.S... 841 views Mario Spezia
La degenerazione del capitalismo
La degenerazione del capitalismo Non vi basta guadagnare soldi speculando sui prezzi di titoli e azioni? Diventate piccoli accaparratori con i moderni servizi di engrossing online.In questi tem... 790 views Michele Bottari
M' illumino di meno
M' illumino di meno L' iniziativa degli Amici della bicicletta sarà ripresa in diretta da Caterpillar. Venerdi 13 alle 18.00 tutti in p. Bra1. Per il prossimo 13 febbraio Caterpill... 608 views paolo_fabbri
Vino & Rivoluzione Industriale
Vino & Rivoluzione Industriale La crisi impone dei cambiamenti sia nelle decisioni della politica sia nella pratica sul campo.Quando le nubi della crisi si addensano, il primo pensiero degli ... 624 views attilio_romagnoli
Frassino come Bracciano
Frassino come Bracciano Il livello dell'acqua nel laghetto del Frassino è ai minimi storici. Tutti prelevano acqua e nessuno si preoccupa di immetterla.Di questo passo ad ottobre, al p... 640 views Mario Spezia