Ospitiamo un intervento di Gregorio Arena, professore di Diritto Amministrativo all' università di Trento

Conoscere le parole d'ordine, le password, è indispensabile se non si vuole essere esclusi dallo spazio che esse proteggono. Ne proponiamo tre, di parole d'ordine.

 

Solidarietà, dal latino solidus, che vuol dire "intero, compatto, unito", da cui per estensione il significato di "coesione sociale, reciprocità". Perciò pagare in solidum era il termine con cui si indicava l'obbligazione da parte di un individuo, appartenente ad un gruppo di debitori, di pagare integralmente il debito. Non è soltanto la solidarietà nel senso più diffuso del termine, è soprattutto la solidarietà intesa come fratellanza fra pari, uniti nella resistenza contro un comune avversario, la crisi economica. Dobbiamo essere solidali fra di noi non solo perché è giusto ma molto più semplicemente perché è l'unico modo per affrontare una crisi di queste dimensioni. Ma dobbiamo essere solidali anche nel senso di considerarci tutti obbligati in solidum verso gli altri uomini e verso il pianeta, ricordandoci che noi abitanti dell'Occidente consumista abbiamo contratto molti debiti sia verso il resto dell'umanità presente e futura, sia verso il pianeta le cui risorse abbiamo così sconsideratamente saccheggiato.

 

Sobrietà.  Il significato etimologico di "sobrietà" fa riferimento ad una persona che non si ubriaca, quindi che sa apprezzare il vino senza abusarne. Ma la sobrietà non è solo auto limitazione nell'uso dei beni, che pure è necessaria se non vogliamo distruggere il mondo. È anche e soprattutto uno stile di vita. Uno stile fatto di semplicità e di rispetto verso gli altri: evitare gli sprechi, rispettare la natura, non sentirsi padroni del mondo, ma averne cura. Non per nulla la sobrietà si accompagna alla giustizia, anzi, è una delle forme che può assumere la giustizia. Oggi non possiamo più accettare la definizione che gli antichi Romani davano del diritto di proprietà, inteso come ius utendi et abutendi, "diritto di usare ed abusare". Dei beni è giusto usare, ma non abusare, per il semplicissimo motivo che il mondo non è nostro, ci è soltanto dato in uso per un tempo limitato e abbiamo il dovere morale di trasmetterlo alle generazioni che verranno dopo di noi in condizioni migliori di quelle in cui ci è stato dato. La crisi ha provocato e ancor più provocherà molte sofferenze e situazioni di povertà. Non sono frutto del caso, ma della cupidigia umana. Se negli anni dal 2002 al 2006, l'ultimo periodo in cui l'economia americana ha avuto una crescita, l'1% (l'uno per cento!) della popolazione americana ha sequestrato (non c'è altro termine possibile per indicare quello che è successo) i due terzi della ricchezza prodotta in quel periodo, vuol dire che nel nostro sistema c'è qualcosa di profondamente sbagliato.

 

Sussidiarietà. Infine, la terza parola d'ordine è sussidiarietà, dal latino subsidium afferre, "portare aiuto". Nell'antica Roma le legioni subsidiarie erano formate da truppe fresche che nelle retrovie attendevano di dare il cambio alle truppe che combattevano in prima linea. In Italia oggi le truppe fresche sono i cittadini, sono loro che decideranno le sorti della battaglia contro la crisi. Il bello di questa nuova forma di libertà solidale e responsabile fondata sulla sussidiarietà è di essere alla portata di tutti. È sufficiente fare cose concrete, anche molto semplici, prendendosi cura di beni il cui mantenimento ed arricchimento è nell'interesse di tutti. Per questo oggi è possibile "ripartire dai cittadini, con i cittadini", fondando sulla sussidiarietà una nuova alleanza fra istituzioni e cittadini contro la crisi.  Se infatti migliaia di cittadini, in tutta Italia, si mobilitassero prendendosi cura dei beni comuni insieme con le amministrazioni, in una sorta di quotidiana "manutenzione" del Paese, l'effetto complessivo sarebbe straordinario, sia in termini di crescita del livello della convivenza civile, sia in termini pratici, di miglioramento della qualità della vita di tutti.

 

Gregorio Arena  è presidente di Labsus, il laboratorio per la Sussidiarietà www.labsus.org

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