Quando si fa confusione fra l'aumento del Pil e l' aumento della CO2, non si riesce a far fronte a 10 cm di neve, ma si guarda con sufficienza all'innalzamento dei mari.

L'Ineffabile si è fatto Verbo e il Verbo è diventato Parola e la Parola è discesa su L'Arena del 7 dicembre. Smessi i panni dell'Economista so tuto mi, questa volta l'Ineffabile proteiforme si è incarnato nel Climatologo ed Ecologista. Per ammanirci che quelli che Copenhagen non ci hanno capito nulla. Gli è tutto sbagliato, vero Ine? La Verità discende su di noi: "Il clima è sempre stato mutevole". Come se non conoscessimo i cicli di Milankovitch. Solo che adesso, da qualche centinaio d'anni, c'è un convitato di più a tavola, invisibile, subdolo e maligno. Magari fosse di pietra. "La CO2 non è il problema, l'industrializzazione non è il problema", sentenzia l'Ineffabile.

A Crutzen, quello dell'Antropocene, viene il mal di pancia (minaccerà lo strato di ozono?) Mentre il povero Arrhenius si rivolta nella tomba e si tocca sotto. Oddio è pur vero che qualche altra sconosciuta variabile nell'intricatissimo mondo terrestre cova sotto la cenere e il Periodo Caldo Medievale lo sta a testimoniare. Ma ecco, illuminante, il sottilissimo ragionamento "Se il clima è sempre stato cangiante e la CO2 è il non problema, occorrerà adattare le strutture umane ad una sempre maggiore variabilità climatica". Marani, iI presidente dei costruttori edili si traveste da Totò e intona il peana: " Battagliò! Di costruttò …" Iamme a Venexia, ostregheta, e la si innalzi di un paio di metri, insieme a Ciosa, Grado e Trst. Tiè ai ghiacciai, dalle Alpi alla Groenlandia! Così è sistemato anche il Global Change. "Questa è la sfida che deve giungere dalla buona Scienza e dalla buona Ecologia", dice l'Ineffabile. Solo che l'Ineffabile, assieme alla totalità dei buoni-pessimi economisti (escluso cioè Georgescu Roegen), è sempre vissuto in un mondo dove la materia e l'energia sono infiniti, con buona pace di Rudolf Clausius. Il mondo cioè, dove il moto è perpetuo, dove la fisica è senza attrito, la crescita è infinita e il PIL deve aumentare del 2-3% all'anno. Il mondo di Galileo, di Newton e di Einstein, che ricorda tanto il Fletcher Memorial for incurable tyrants di Roger Waters. Da cui Prigogine, unico, è uscito trionfante per dichiarare che non esiste nessuna Legge di Natura. "Per secoli l'Uomo dovrà combattere per mantenere le sue strutture contro gli estremi climatici sempre più accentuati", pontifica l'Ineffabile (permetteteci una risatina nel constatare che l'homo italicus non è nemmeno in grado di fronteggiare qualche centimetro di neve). " E sua maestà, l'Atomo, asservirà l'Uomo in questa impresa". Non si è accorto, il poveretto, che la crisi è olistica. Crisi energetica, ma anche crisi della materia: le testate nucleari vengono smantellate per far fronte alla richiesta di Uranio, che durerà forse un altro secolo, ad essere ottimisti. Crisi economica e crisi finanziaria. Crisi della biodiversità e crisi climatica. Crisi "sistemica", per usare il termine caro all'Ineffabile. Crisi di quel mondo di Iperurania, che sta cominciando a vacillare, mostrando vistose crepe. Perché non ha capito la complessità del mondo vero.  L'Ineffabile... non l' ha colta. Ahhh, l'Ineffabile: Carlo Pelanda!

(*) Il virgolettato è un sunto rielaborato degli ineffabili concetti apparsi nell'articolo del 7/12/2009

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