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Informazione e ambiente veronese

Il drenaggio

 
2008 drenaggio 262

Cosa spinge i nostri amministratori a mettere in cantiere grandi progetti ancora prima di aver valutato la loro effettiva utilità?

Ha dell' inspiegabile quel che si legge sui giornali riguardo al bilancio del Comune di Verona.

Appena insediata, questa amministrazione ha buttato all' aria il progetto del Polo Finanziario, un progetto già finanziato dalle banche, che avrebbe riversato su Verona un fiume di soldi, di lavoro, di occupazione. Il motivo è apparso subito a tutti evidente: il pacchetto era già chiuso e sigillato.

Si scopre che il Comune ha un deficit di 40 milioni di euro. Non ci sono i soldi per la gestione ordinaria, per asfaltare e pulire le strade, si tagliano i fondi per sanità, scuola, servizi.

Non parliamo della Fondazione Arena, salvata da Ligabue e compagni dopo una stagione che definire disastrosa sarebbe benevolo. E la mostra del Louvre, ce la siamo dimenticata?

E non si sa poi quanto grande sarà alla fine il buco provocato dai derivati.

Si mettono in vendita i palazzi storici… ammesso che sia lecito, che la Soprintendenza non metta i pali fra le ruote e che gli eredi dei donatori non chiedano di rientrare in possesso dei beni degli avi, dato che viene a mancare la condizione fondamentale della donazione.

D' altra parte si dovrebbero mettere subito nel capitolo spese i costi necessari a rendere le nuove sedi adatte ad ospitare i musei. A meno che non si decida di chiudere tutto e di portarsi a casa quadri e reperti archeologici, nonchè raccolte di farfalle da mostrare ad incaute donzelle.

In compenso non ci sono problemi a mettere in cantiere un Traforo da 400 milioni di euro o uno Stadio da 40 milioni di euro. Si butta al vento il finanziamento già acquisito per la tramvia e si riparte ex novo con un fantomatico progetto di Tram-filovia-misto diesel di dubbia utilità e ancor più dubbio finanziamento.



Anche in Provincia non si scherza: in Valpantena si vuole a tutti i costi fare ex novo un troncone di autostrada di 2,5 km, parallelo alla strada attuale, con un costo di 16 milioni di euro, quando 6 milioni di euro sono sufficienti per adeguare la strada attuale alle nuove esigenze, senza distruggere il progno e la pista ciclabile. Per non parlare della Affi – Pai.

In compenso non si trova un euro per metter mano alla strada che attraversa Cadidavid e Borgo Roma, intasata dalle 7 di mattina alle 8 di sera.

Quale sarà la molla che fa scattare questa furia? Cosa spinge i nostri amministratori a mettere in cantiere grandi progetti ancora prima di aver valutato la loro effettiva utilità?

Sarebbe importante capire la logica che c' è sotto tutte queste operazioni.

Perché non può trattarsi di pubblica utilità. Questo si è capito.

Non ci sono soldi, c' è un deficit spaventoso, la situazione economica è da pelle d' oca e costoro fanno girare cifre astronomiche come fossero palline di una roulette.

Grandi giri di soldi, grosse cifre. Cosa mai potrà succedere muovendo grosse cifre?

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