La città di Fort McMurray, centro degli impianti di produzione di petrolio dalle sabbie bituminose, è deserta, senza luce, acqua o gas. Il 20% della città è andato distrutto e quasi 100.000 persone sono sfollate. Si ritiene che questi incendi siano dovuti ai cambiamenti climatici.

"Il maxi incendio che da una settimana devasta la provincia di Alberta, in Canada, ha distrutto finora un quinto delle abitazioni di Fort McMurray, la città più colpita dal disastro. Il catastrofico rogo continua a diffondersi a macchia d'olio e le autorità lanciano l'allarme: le zone boschive di Alberta, la ricca provincia occidentale del Paese, potrebbero "bruciare per mesi". Il rogo ha già causato la morte di due persone e la distruzione di 1.600 strutture in una superficie pari a circa un terzo dello stato del Rhode Island. Ad oggi sono state evacuate dalle zone colpite 90 mila abitanti. Secondo quanto rivelato alla Cbc da un'analista della Bank of Montreal, l'incendio costerà agli assicuratori fino a 9 miliardi di dollari canadesi, pari a quasi 7 miliardi di dollari Usa".

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La zona in cui si è sviluppato l'incendio si trova nello stato di Alberta, nella parte centrale del Canada, in un'area ricca di sabbie bituminose e coperta dalla foresta boreale. La maggior parte delle sabbie bituminose del pianeta è localizzata in una sola regione del Canada, precisamente in Alberta, nell'area dove scorre il fiume Athabasca e nell'area del Cold Lake.

Il petrolio da sabbie bituminose è il nuovo oro nero. Una riserva che Exxonmobil e BP stimano in circa 170 milioni di barili e che nel 2040 coprirà il 25 per cento della domanda di petrolio del Nord e del Sud America. Una produzione che nel corso dei prossimi due decenni crescerà più del doppio, passando da 1,5 milioni di barili al giorno a 3,7 – 5,4 milioni di barili. La lavorazione delle sabbie bituminose è un processo altamente inquinante. Si pensi che produce oltre il 37% di emissioni di gas serra in più rispetto a quelle del petrolio convenzionale.

Il petrolio viene estratto utilizzando enormi quantità d'acqua provenienti per la maggior parte dal fiume Athabasca. Secondo i dati forniti da  Greenpeace Canada, ma anche da altre associazioni ambientaliste come 350.org e Patagonia, ogni anno il fiume viene depauperato di 370 milioni di metri cubi di acqua, pari al doppio della domanda dell'intera città di Calgary (con una popolazione di circa 1.300.000 individui). Acqua che finisce nelle vasche di decantazione.

Negli ultimi 40 anni oltre 300 miglia di foresta boreale e zone umide nell'Alberta sono state completamente disboscate, alterando pesantemente il paesaggio e colpendo le comunità aborigene che vivevano di caccia e pesca. Le raffinerie della zona riversano sull'ambiente circostante i propri scarti di lavorazione, tra cui liquami altamente inquinanti, oltre al fatto che vengono liberati in atmosfera gas ad effetto serra e metalli pesanti come cobalto, nichel, vanadio, piombo, mercurio, cromo e altri. Ma anche i costi sociali e sanitari sono molto gravi: Greenpeace ha sottolineato come nella zona c'è stato negli ultimi anni un preoccupante aumento di tumori e malattie auto-immuni contratte dai nativi aborigeni.

Negli ultimi mesi una incredibile sequenza di situazioni meteorologiche anomale ha investito il Canada occidentale fino al tragico epilogo di fuoco di Fort McMurray. All'inizio di maggio nelle province occidentali del Canada si sono registrati aumenti della temperatura fino a 20°C sopra la media stagionale.

Secondo uno studio pubblicato da Nature Communications nel 2015, dal 1979 la stagione degli incendi si sta allungando notevolmente in tutto il mondo. Come sostiene l'organizzazione indipendente Climate Central, l'incendio di Fort McMurray sarebbe l'ultimo di una lunga serie di fatti "indicativi di un clima che cambia".

Nel video che segue il giornalista spiega la particolarità di Fort McMurray, una città costruita in mezzo ad una foresta boreale su una delle più grandi riserve di sabbie bituminose del mondo.

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Andando su Google earth e risalendo il fiume Athabasca a nord della città di Fort McMurray, si vedono chiaramente le grandi aree scavate per estrarre il petrolio e i depositi di petrolio:

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Negli ultimi giorni la pioggia e il cambio di direzione del vento hanno diminuito l'intensità dell'incendio e sembra che finalmente la situazione sia ora sotto controllo.

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Un'immagine colorata: in giallo le aree bruciate, in viola la foresta ancora intatta. L'area in fiamme è più grande di New York

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