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Informazione e ambiente veronese

Il carro del dio dell'oro

 
2015 carro dio dell oro 18309

E' tutto un fiorire di iniziative che vorrebbero proporre una viticoltura rispettosa dell'ambiente e della biodivesità, ma in realtà nascondono una avidità smodata che non ha rispetto per niente e per nessuno.

Il consorzio Tutela Vini della Valpolicella va a proporre i vini della Valpolicella nelle fiere di mezzo mondo. La direttrice del Consorzio Olga Bussinello sciorina le percentuali di vendita dell'Amarone e dei Ripassi in Canada, America, Cina e Giappone e si preoccupa di mettere in mostra nel mazzo del marketing il territorio di produzione e la qualità di coltivazione delle uve: "I due aspetti non si possono scindere, sono il mercato ed il consumatore a chiedercelo".

Per finire la Bussinello infiocchetta il mazzo con il nastro delle 3R: Riduci, Risparmia, Rispetta.

"Gli americani e i cinesi ci tengono a queste cose". E allora avanti con il Progetto di certificazione per la produzione integrata delle uve, una formula che non vuol dire niente, ma che ha già attirato una trentina di produttori che hanno annusato le nuove richieste del mercato, nonché i 5 comuni della Valpolicella, Verona, Illasi e, a breve, tutti gli altri. Ci fa anche sapere, la Bussinello, nel caso qualcuno non se ne fosse accorto, che siamo arrivati a 7435 ettari di superfice vitata.

Il Soave non è da meno e diventa "Paesaggio Rurale Storico", riconosciuto dal Ministero delle politiche agricole e forestali. Questo vuol dire marketing, ma anche nuovi finanziamenti statali. Il presidente del Consorzio del Soave è entusiasta "Con questo riconoscimento il legislatore attribuisce una specificità alle vigne storiche e pone dunque le basi per misure di sostegno ad hoc". Perché ovviamente conservare questa viticoltura antica comporta dei costi e c'è addirittura - udite, udite - il rischio di estinzione! A conferma dell'ottima conservazione del tessuto storico viene portato un dato che lascia esterrefatti: a Monteforte è investito in vigneto il 95% della superfice agricola (primato europeo a più alta densità viticola) e a Soave il 91%. Come dire una monocoltura assoluta!

Per l'assessore Pan "l'ingresso del Prosecco e del Soave nel Registro Nazionale dei pasaggi rurali premia la capacità dei territori e delle imprese di preservare e difendere il legame con la terra e il rispetto per le caratteristiche naturali dell'ambiente, la tradizione viva di colture e di pratiche agricole di antica origine".

L'assessore veneto vede, non si sa come, "la sapiente alternanza tra vigneto, prato, bosco, così come i muretti a secco e gli antichi vitigni" e continua rapito: "coltivando le vigne e governando i boschi garantiscono la manutenzione dell'habitat, mantenendo il paesaggio pressochè integro dagli assalti dell'urbanizzazione".

Caro assessore, col vino bisogna andarci a piano!

Invece no, l'assessore Pan, ormai privo di freni inibitori, annuncia per il prossimo futuro anche il "patrocinio dell'Unesco, nonchè una severa riduzione dei trattamenti con pesticidi e fitofarmaci".

Negli ultimi 4 anni nella sola provincia di Verona sono stati piantati 2.500 ettari di nuovi vigneti. I diritti fino ad ora sono stati comprati nelle regioni del sud. Negli ultimi mesi i diritti sono arrivati a costare 80.000 euro per ettaro. Dal 1 gennaio non si potranno più comprare "i diritti", che verranno rilasciati gratuitamente ai richiedenti nella misura dell'uno per cento all'anno della superfice totale coltivata, ma per il Veneto si parla già del 2,5 %. Con calma però, perché chi ha già comprato i diritti, li potrà comunque utilizzare e avrà tempo fino a tutto il 2020 per convertirli in autorizzazioni. Il 2016 sarà un anno di passaggio e questo può spiegare la furia con cui negli ultimi mesi sono state fresate le dorsali delle colline veronesi. Il bando per il rilascio delle nuove autorizzazioni sarà nazionale e, dato che il monte ettari nazionale è di 640.000 ettari, l'incremento sarà di 6400 ettari per il 2016. Ovvio che  la parte del leone toccherà al Veneto.

I risultati di questa storia sono sotto gli occhi di tutti e non hanno bisogno di essere commentati.

Le vegne maregne

La magia del vino

Il paesaggio collinare è diventato un cantiere globale dove le ruspe, le frese e i demolitori spianano i pendii 24 ore su 24, i vigneti alternati ai prati e ai boschi esistono ormai solo nell'immaginazione dell'assesore Pan, la biodiversità è una parola che tutti abusano, ma di cui nessuno conosce il significato.

Questa non è più economia agricola, è il corrispettivo della speculazione edilizia spostato in collina, con lo stesso effetto devastante sulla biodersità e sul paesaggio. Con l'aggravante della complicità dei politici di tutto l'arco costituzionale, che non hanno saputo trarre nessun insegnamento dagli ultimi 50 anni di storia d'Italia.

Fa tristezza vedere che un po' tutti si accodano osannanti al carro del dio dell'oro e chiudono gli occhi sul disastro ambientale che sta definitivamente cambiando i connotati delle nostre colline.

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Utente: Attilio Anacleto

Anche la zona del Lugana Doc non fa eccezione http://vivabacco2punto0.org/2016/02/09/quando-il-viticoltore-si-vesta-da-attila-a-peschiera-del-garda-eliminati-alberi-secolari-per-far-spazio-a-nuove-vigne-di-lugana/ Magari fusse passá el carro del Dio dell'Oro Giorgio Bissoli: adesso ghe saria coriandoli, no truccioli de motosega.
Redatore: Mario Spezia

Grazie Emanuela. Da me le vigne hanno spazzato via, oltre ad un pregevole paesaggio e ad alcune centinaia di specie vegetali ed animali, le lucciole, che per molta gente non hanno alcun valore, ma che invece sono dei fenomenali segnalatori del grado di inquinamento di un determinato ambiente. Parlo di centinaia di specie perchè le abbiamo contate: nella zona del SIC Borago Galina, al confine coi vigneti, ci sono un migliaio di specie vegetali censite. Nel vigneto di fianco ci trovi, se sei fortunata, una ventina di specie vegetali, quasi tutte alloctone.
Utente: Emanuela Magagna

Complimenti a Mario per il bell articolo e per la bella scrittura !

Voglio solo riportare qui la mia personale piccola esperienza : il mio grande giardino negli ultimi due anni, dopo essere stato letteralmente circondato da filari di vite (tanto geometricamente perfetti da essere inquietanti) giornalmente percorsi da atomizzatori , ha visto dimezzare la presenza delle fastidiose mosche e triplicare il numero dei simpatici ricci , dei merli e dei colombi.

Ahimè, purtroppo sono divenuti rari rondini e pipistrelli.

Ed ho acquistato una asciugatrice x non dover stendere all'aperto!
Utente: Attilio Anacleto

Nel 2016 vedremo quanti politici e cantinieri senza scrupoli proveranno a salire su quest'altro carro, più che per lavarsi la coscienza (che non vien neta gnanca con la lisciva) per cospargersi di cipria e profumi di marketing. Dovremo vigilare affinchè a questo spendido ed irripetibile evento, che fonde agricoltura, geografia, sociologia, corrisponda Realtà http://www.terracedlandscapes2016.it

In Veneto si è legato il "ritorno alle terre alte" alla viticoltura, con la conversione del decreto Monti nella legge regionale Bassi, e purtroppo le aziende non sono andate per il sottile distruggendo marogne e terrazzamenti "degradate a Bosco" (Bassi ndr) per far largo alla viticoltura meccanizzata, laddove un tempo la vocazione agricola dei luoghi era tutt'altra. http://www.leganord.veneto.it/2013/03/08/le-aree-boschive-torneranno-agricole-bassi-agevolati-viticoltori-disposti-ad-investire-e-penalizzati-dalla-burocrazia/

http://tribunatreviso.gelocal.it/treviso/cronaca/2013/03/26/news/zaia-cancella-il-bosco-per-fare-vigneti-1.6765893
Utente: Attilio Anacleto

Qui su Veramente.org non siamo abituati a filtri, lubrificanti, addolcitori. Vediamo nel dettaglio

quali prodotti sono consentiti nel Protocollo RRR:

http://www.consorziovalpolicella.it/uploads/areaTecnica/DisciplinareValpolicella2015-AVANZATO.pdf

N.B: la novità del PAN consiste che anzichè utilizzare un solo "fitofarmaco" (leggi pesticida) secondo i tempi di carenza dalla raccolta, ti consentono di acquistare solo 2/3 trattamenti per ciascun principio attivo, dopodichè devi cambiare prodotto.

Quale sia l'effetto dell'interazione fra più fitofarmaci nessuno lo può sapere. Le bottiglie di vino avranno il valore di ciascun pesticida al di sotto del limite, ma la somma dei residui fa di questo prodotto un cocktail con degli effetti sulla salute tutti da scoprire.

Molti consorzi di tutela in passato (quando ghera i schei) hanno fatto degli studi sulla Zonazione, individuando le zone vocate e quelle non vocate: il problema è che la zonazione non è vincolante, e che se vuoi piantare la vigna in un posto infame dal punto di vista pedoclimatico, a differenza dall'antichità puoi produrre uva con l'aiuto della chimica-amica (quella che ci spacciano col nome di agricoltura di precisione) e degli imput dalla cosiddetta agricoltura mineraria. E ti danno la DOC!!
Redatore: Mario Spezia

Vittorio, su Veramente.org ci occupiamo di questi temi dal 2008 e direi che li conosciamo abbastanza bene, nel dettaglio voglio dire. Quanto agli affezionati lettori di Veramente.org, e direi anche collaboratori vista la mole di informazioni che ci fanno arrivare, nel mese di dicembre del 2015 in un solo giorno abbiamo sfiorato le 1000 visite. Fortunatamente va qualcosina meglio di come tu immagini. Quanto al marketing: non facciamo questo lavoro per soldi e abbiamo deciso fin dall'inizio che non ci interessa piacere a tutti.
Utente: Vittorio Bettelloni

Carissimo Mario, faccio sempre più fatica a seguirti - a Firenze si dice: mescoli pere e mele

1)la regione veneto enuncia dei bellissimi principi (bene)

2)non c'è nessun obbligo a seguirli e quindi tutti se ne sbattono le palline (male)

3)la regione veneto fa tante (troppe) deroghe (stronzi)

e questo cosa piffero centra con il discorso che si stava facendo??????? niente

la lotta integrata (secondo il disciplinare del valpolicella) riduce i troiai che noi contadini possiamo dare nel campo - questo è un bene?? (almeno si riducono) o un male? (si fa finta di fare un biologico di serie B che crea confusione)

è vero: alcune zone della valpolicella sono vocate (accanto a casa mia facevano il vino 2.500 anni fa) ma in pianura (e sopratutto nell'est veronese) ci si potrebbe fare solo polenta ed il biologico lì è impossibile (detto da un agronomo/contadino biodinamico dell'est veronese)

conosco i danni del mancozeb e glifosate piuttosto bene, non uso il clorpirifos da 7 anni e da 5 anni aiuto terra viva per sostituirlo con la confusione sessuale

bando alle ciancie (fiorentino) bisogna far capire ai consumatori la pericolosità del non biologico e far capire ai contadini che biologico è possibile (checche ne dicano i venditori di pesticidi)

il punto è come far sapere tutto ciò invece che parlarsi sempre addosso fra noi 50 affezionati???

invece di fare tanti studi sui protocolli prova a confrontarti con esperti di comunicazione

auguri a tutti

vittorio
Redatore: Mario Spezia

Caro Vittorio, in diverse occasioni esperti ed operatori del settore mi avevano spiegato che la Lotta Integrata era stata adottata più per adeguare le normative italiane agli obblighi europei che per ridurre effettivamente l'impiego dei pesticidi. Ma, sollecitato dal tuo commento, sono andato a leggermi per intero il PROTOCOLLO DI PRODUZIONE INTEGRATA DELL'UVA della Regione Veneto(Cap. 3 del MdQ Ed. 01/00) Programma R.R.R.

Già nei primi capitoli ho trovato delle affermazioni sorprendenti.

1. Ambiente di coltivazione e vocazionalità pedoclimatica.

La valutazione delle caratteristiche pedoclimatiche è di fondamentale importanza in riferimento alle esigenze della vite. Le zone di produzione della vite nell'area del Valpolicella sono considerate tutte tradizionalmente vocate per la coltura, sia dal punto di vista dei terreni che per le caratteristiche climatiche.

2. Mantenimento dell'agrosistema naturale.

Raccomandazioni!!!: Utilizzo di organismi utili. Mantenimento di aree incolte come zone rifugio per gli ausiliari, pari ad almeno il 5% della superfice aziendale. Impianto di siepi e/o mantenimento di biotopi naturali. Sfalcio alternato delle interfile.


Per farla breve, nel complesso ho visto che ci sono molte belle raccomandazioni, ma pochissimi obblighi, quasi tutti eludibili con adeguata documentazione. Ho visto anche che la Regione Veneto ha adottato una lunga lista di deroghe alla difesa integrata, ammettendo anche gli insetticidi più pericolosi, quali ad es il Mancozeb e il Clorpirifos, mentre l'impiego del Glifosate è ammesso di norma.

Deroghe: http://www.regione.veneto.it/web/agricoltura-e-foreste/difesa-integrata
Redatore: Mario Spezia

Sulle dorsali ad est della provincia di Verona, ecco cosa resta delle orchidee a Croce del vento.

Tridentata. Andate

Ustulata. Andate in parte

Insectifera. Andate in parte

Apifera. Andate in parte, per ora

Holosericea ssp. Aff. Medea – 5 piantine piccole. Perdute per sempre

Sphegodes. Danneggiate

Ophrys sp. Aff. Sphegodes-incubacea, scoperta da me e sergio, che fiorisce dal 10 al 20 maggio, quando le sphegodes di quel sito sono già in fase avanzata di fruttificazione o secche. Danneggiata in parte, per ora.

Curioso che abbiano messo, proprietà privata, divieto di accesso e pista ciclabile denominata: Tre sentieri.
Utente: Attilio Anacleto

La cosa che più salta agli occhi ad un contadino, è che non si possa prescindere dalla viticoltura, come se l'agricoltura si riducesse alla coltivazione dell'immensa monocoltura della vite: l'olimpo del contadino che da bacan diventa imprenditore agricolo. Perchè è di questo che stiamo parlando, di reddito, e la viticoltura (salvo eccezioni) finora è l'unica specializzazione che a Verona consente di fare la grana. Possiamo disquisire quanto vogliamo se è meglio integrata o biologica, ma qualcuno è disposto ad abbandonare la monocoltura della vite e a concedere qualcosa in più di un misero 5% della superficie aziendale per la creazione di agroecosistemi diffusi? A parte la semantica del chiamarsi "contadini" siamo pronti a tornare "indietro" di mezzo secolo ed andarne fieri?
Utente: Vittorio Bettelloni

Caro Mario, dici alcune cose giuste, ma il tuo attacco al consorzio valpolicella sul progetto RRR e certificazione Integrata denota la tua scarsa conoscenza dello stesso. Chi ci aderisce deve ridurre i diserbi e l'uso dei prodotti sistemici con regole certe- il che è comunque un bene. Quindi ben venga tale riduzione e quando qualche contadino sarà diventato integrato, la distanza con il biologico sarà facilmente superabile. L'aspetto secondo me più importante dell'integrato è che spinge il contadino a ragionare sulla riduzione dei pesticidi.

Auguri

PS= sono viticoltore biologico da 2 vendemmie (più 3 annate di conversione)
Redatore: Mario Spezia

A Verona el dio de l'oro l'è stà par ani Giorgio Bissoli. I carnevalanti i ghe stava a distansa de sicuressa, ma i pitochi de Verona i ga sempre corso drio come mati a la pignata de oro, e tuti savemo che i pioci refati iè i più disperati fra tuti i pitochi.
Utente: Jhgkfsk

Ringrazio l'autore dell'articolo. Quando sarò sulle colline veronesi guarderò il paesaggio con occhi diversi.
Utente: Attilio Anacleto

"L'uomo che getta vermi nel fiume non è necessariamente un amico del pesce. Tutti i pesci che lo prendono per un amico, che non pensano che i vermi siano esche, di solito finiscono in padella". [Malcom X] Per capire come siamo arrivati a questo punto vale Veramente la pena di fare questa lettura godendo della pausa natalizia http://www.agriregionieuropa.univpm.it/content/article/31/43/agricoltura-familiare-la-posizione-delle-organizzazioni-contadine