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Ottimisti e pessimisti

 
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Siamo destinati a essere cancellati dalla faccia della terra, oppure possiamo guardare con fiducia alle magnifiche sorti e progressive dell'umana gente? Il dibattito è aperto.

Sul sito del Sélese si è scatenato un dibattito tra ottimisti e pessimisti, a partire da un lisergico articolo sulla Repubblica in cui Stephen Hawking, noto astrofisico, esorta l'umanità a prepararsi all'emigrazione su altri pianeti.

"La fine è vicina, emigriamo" è il post estivo che si fa delle domande epocali del tipo: "siamo davvero destinati a estinguerci? E sapere che qualche ricco proseguirà la nostra specie su qualche altro sistema solare, ci fa sentire davvero meglio?"

Come spesso avviene nei blog collettivi, più del post, sono i commenti a essere veramente interessanti e costruttivi. Lo scontro pare essere il succo dei dibattiti annosi tra ecologisti: abbiamo futuro, o no? E ancora: gli umani sono i padroni della terra o solo uno degli inquilini temporanei?

I toni a volte si accendono, ma si sa, talebani ecologisti ed ecofighetti radical-chic non possono parlare senza litigare.

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Utente: Imliver

Micdallo scrive: "E' curioso notare che tutte le associazioni ambientaliste (italiane) hanno il loro bel comitato scientifico!! A proposito di Scienza "distruttrice", porto un'osservazione dell'inventore della teoria della scomparsa dell'Uomo entro cento anni, il virologo australiano Fenner, secondo cui gli Aborigeni australiani sono sopravvissuti per 50000 anni, ma non a 300 anni di progresso scientifico!"

Si tratta per caso di Dark Fenner?
Redatore: Michele Dall'O'

Ovviamente era Orazio e non Ovidio!
Redatore: Michele Dall'O'

Non ho letto l'articolo di Repubblica, ma (stando ai commenti di Redazione) Hawking può dare la mano a don Verzè. L'uno (non umoristicamente) sostiene che la vita dell'uomo arriverà a 120 anni. L'altro invece che abbiamo le ore contate, addirittura come specie. Infilandosi così nel ricco filone dei catastofisti, che ultimamente annovera parecchi Scienziati. L'assurdità del discorso del buon astrofisico inglese, che da sempre ci ha abituato, sullo stile di Einstein, alle speculazioni sull'Inutile, sta per me nella soluzione che propone per la catastrofe prossima ventura. Ovvero i viaggi siderali. Il buon Stephen ha visto forse troppe puntate di Star Trek. Ma Spock avrebbe dovuto suggerirgli due cose. La prima è che stiamo finendo l'Energia. La seconda è che l'Homo Sapiens (?) è la vetta di un' evoluzione che è durata dieci miliardi di anni su un ben preciso pianeta: parafrasando i Pink Floyd, the old fat Earth. Quindi accontentiamoci di questo povero e bistrattato pianeta, godendoci della nostra implosione prossima ventura. Si! Ovidianamente godendoci il nostro collasso. Perchè purtoppo non credo alla realizzazione a brevissimo di nuovi mondi senza economia e bla bla. Siamo un treno lanciato a trecento all'ora sull'orlo del baratro. E andremo a schiantarci, volenti o nolenti. Certo ci sarà qualche carrozza con la coscienza pulita e qualche altra un po' meno. Io cercherò di arrivare al redde rationem con le carte in ordine per avere almeno tentato di far invertire la rotta...

Un inciso. E' chiaro che la spinta finale alla distruzione ambientale è stata data in maniera decisiva dal Modernismo, che è partito con Descartes e poi Galileo (Scienza e Tecnologia). Cioè con la dicotomia ragione (razionalità) e materia (ambiente), con la prima che domina sulla seconda. E' curioso notare che tutte le associazioni ambientaliste (italiane) hanno il loro bel comitato scientifico!! A proposito di Scienza "distruttrice", porto un'osservazione dell'inventore della teoria della scomparsa dell'Uomo entro cento anni, il virologo australiano Fenner, secondo cui gli Aborigeni australiani sono sopravvissuti per 50000 anni, ma non a 300 anni di progresso scientifico!

Ecco perchè tra la ragione (Apollo,) e la grassa materia (Dionisio), scelgo quest'ultimo, per prepararmi ottimisticamente alla catastrofe prossima ventura. Carpe Diem!