L'ecofighetto ama la natura. Per questo vorrebbe che il suo giardino somigliasse ai prati di sua maestà Elisabetta II. A qualunque costo, in termini di concimi chimici e veleni.

Vai su categoria ecofighetti.

Siamo tutti amanti della natura, e il giardinaggio è l'hobby preferito. Alle prime avvisaglie di primavera, assaltiamo supermercati, garden-center, consorzi agrari, alla ricerca di mezzi tecnici che ci diano la scusa per passare qualche ora all'aperto.

E così si compie l'ennesima contraddizione dell'ecofighetto: amando la natura, la avveleniamo. Il prato inglese, che tanto invidiamo al nostro antipatico vicino, è una situazione ecologicamente insostenibile. L'erba tutta uguale, dello stesso colore, delle stesse dimensioni, non esiste in natura.

Per soddisfare questo assurdo estetico, dobbiamo creare un ecosistema alterato e insostenibile: diserbanti per contrastare le infestazioni, pesticidi per ovviare alla debolezza congenita di specie erbicole non selezionate dalla natura, e dosi smisurate di concimi chimici per alimentarle artificialmente. Concimi che impoveriscono la dotazione organica del terreno e richiedono grandi quantità di acqua.

Come se non bastasse, il nostro clima non è esattamente quello dei pascoli d'Irlanda, dove il prato inglese prospera senza troppe difficoltà, quindi dobbiamo irrigare abbondantemente il nostro giardino. Proprio l'irrigazione di aree private è una delle maggiori cause di spreco di preziosa acqua potabile.

Il clima caldo-umido favorisce così infezioni fungine del tappeto erboso, e allora si rende necessaria una seconda ondata di veleni.

"Quando mi chiedono il prato inglese," sostiene Daniele, giardiniere eco-sensibile, "cerco sempre di dissuadere il cliente:  questi impianti richiedono interventi invasivi e una dose di sostanze chimiche smisurata. Ma è una battaglia persa."

Sono pochi, infatti, i giardinieri che usano tecniche mutuate dall'agricoltura biologica, sopraffatti in genere dalle pressioni delle multinazionali del settore, che propongono all'utente finale canoni estetici artificiali e di difficile manutenzione.



E così, da buoni amanti della natura, creiamo negli spazi aperti delle nostre case delle piccole Marghera, in cui passiamo piacevoli ore, respirando l'aria buona, osservando i nostri bambini e i nostri animali rotolarsi nell'erba. Erba tutta uguale, folta, e di un bel tono di verde.

Contenuti correlati

Imbavagliati e schedati, manifestiamo
Imbavagliati e schedati, manifestiamo Giovedi scorso i partecipanti al presidio permanente del comitato contro il traforo sono entrati nel loggione del consiglio comunale imbavagliati. La sorpresa l... 2747 views alberto_sperotto
La fine del tunnel
La fine del tunnel Dopo 10 anni di sbattimento finalmente i veronesi riescono ad intravedere l'uscita del traforoPurtroppo non è andata come avrebbe voluto Tosi: invece che all'in... 2829 views dartagnan
Dona il 5 x 1000 al Carpino
Dona il 5 x 1000 al Carpino Il codice fiscale dell'associazione Il Carpino è 93196980234. Abbiamo bisogno del contributo di tutti per finanziare le nostre iniziative, che vogliono essere u... 2612 views Mario Spezia
Gli auguri di ViviCaselle
Gli auguri di ViviCaselle Una lettera di Natale spiritosa e intelligente da Caselle, con amore.                ... 2920 views beniamino_sandrini
Drastica riduzione delle lepri e i cacciatori non sanno darsi una ragi...
Drastica riduzione delle lepri e i cacciatori non sanno darsi una ragi... Un interessante articolo della rivista Il Cacciatore, organo ufficiale della Federazione Ufficiale delle Caccia, affronta il tema scottante del forte calo di po... 2982 views Mario Spezia
Riscrivere la storia
Riscrivere la storia Sta cambiando radicalmente il modo di vedere e di vivere degli italiani. Voilà!Avevo assoluta necessità di cercare un secondo lavoro, che ci ho il mutuo subprim... 2500 views sphera_splinder_com
Boschi urbani?
Boschi urbani? Il ministro Costa ha promesso 30 milioni per la riforestazione urbana.Le città hanno bisogno di verde, ma noi abbiamo bisogno sopratutto di boschi, foreste, lag... 5922 views Mario Spezia
Il picco del tumore prostatico
Il picco del tumore prostatico Valutazione dei dati statistici provenienti dai registri tumori relativi al Veneto (provincie di Verona e Treviso): premessa per una riflessione comune sull'uso... 3333 views dott_roberto_magarotto