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Informazione e ambiente veronese

Spiansa, bacàn

 
2010 spiansa bacan 2566

Una sera di mezza estate vedo Flavio, il presidente del Carpino e gli chiedo come va con i sbancamenti per l'impianto di nuovi vigneti dalle parti del Maso. "Tasi, che j'à pena spiansà", riferendosi ai vecchi. Ecco allora questa dovuta invettiva contro la maggioranza dei nostri avidi "vignaiuoli", cioè i "Bacani", in particolare quelli che nei loro siti web si fanno immortalare immancabilmente con la famiglia a fianco delle botti di rovere e con il calice di rosso scintillante in mano.

Pensando agli abitanti della collina, costretti a vivere l'estate e non solo, come qualche personaggio dei fumetti, dentro la nuvola dei pesticidi, anticrittogamici e fertilizzanti usati a piene mani tra le povere vigne. E' addirittura l'ARPAV, l'ente che dovrebbe tutelare la salute pubblica (sic!), che li consiglia, sui bollettini che compaiono sull'Arena al martedì, giovedì e sabato, sui tempi e i metodi di spargimento in aria delle tonnellate e tonnellate di veleni. Creando in questa maniera una tabula rasa, che neanche Eliot in "The Waste Land": addio lucciole api e farfalle, come fa notare Mario … Addio biodiversità cioè, e addio marogne. Addio suoli collinari (rimpiazzati da quelli più grassi di pianura nelle famigerate risistemazioni) e addio boschi (e addio Manzoni). Per fare cosa, alla fine? Un liquido chimico, detto vino (la "sostansa", che una volta, quando eravamo poveri, era nota anche come "scagaròn"), omologato, dappertutto con lo stesso gusto (generalmente di vaniglia, per il barrique). In compenso L'Arena ci informa, e queste sono le notizie da divulgare, che Brad Pitt e Angiolina Jolie comprano casa in Valpolicella. Come de piti (ma de alevamento) no ghe n'avessimo zà bastansa. Ma forse dovranno fare una cura di aerosol!

Spiànsa, bacàn, spiànsa

Fin che non te crepa la pansa.

Nasando el maledeto udòr

Che fa créssar l'ua e 'l tumor!

Spiànsa, bacàn, spiànsa

Sensa criterio e sensa creànsa

Buta el roundup a smanè

Brusandote le onge dei piè!

Spiànsa bacàn: a disnar e séna,

Lezendo i boletini su La Réna.

Dai, spiànsa, che ta cagà

Drìo le vegne e fà tera brusà.

Spiànsa, bacan, spiànsa

Che no l'è mai bastansa.

Par quela rossa sostansa,

che i schei no j'è mai bastansa.

(Joseph Blanco-White)

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Redatore: Michele Dall'O'

Per cominciare a documentarsi, si veda:

http://envirocancer.cornell.edu/Research/AgHealth/

Inoltre, per quanto riguarda la situaizone della nostra provincia, si vedano le prime avvisaglie di malcontento espresse da cittadini su L'Arena dell 7/9/2010, articolo di Camilla Madinelli nelle pagine della provincia, Valpolicella.
Utente: Attilio Anacleto

Sulla questione dell'utilizzo dei mosti concentrati rettificati, i cosiddetti arricchimenti, ci sono delle novità importanti date dalla riduzione delle risorse comunitarie: la spesa storica italiana è infatti di poco inferiore ai 70 milioni di euro, di fronte ad uno stanziamento complessivo di 25 milioni di euro per la vendemmia 2010 e al completo azzeramento dal 2012. In poche parole saremo costretti a fare sempre più qualità in vigna, e conseguentemente a piantare i vigneti in zone climaticamente vocate. Vigneti d'alta quota senza arricchimenti in cantina (salvo eccezioni microclimatiche), serviranno solo a produrre vini-schifezza...o base per spumante.
Utente: Atilioanacleto

A quale prezzo? Eccolo il prezzo: ne vale la pena secondo voi? Commentate numerosi. http://www.internetgourmet.it/2010/09/non-ci-resta-che-sperare-in-un-bel.html
Redatore: Michele Dall'O'

A mo di corollario da quanto scritto da Attilio, aggiungo che in quei terreni di Ferrara sembra (vedere la "Bibbia" di Prosser & Co sulla flora del Baldo") che crescesse la Fritillaria (comunicazione di Mario Spezia), unica stazione per il Monte Baldo. Ma chissenefrega della biodiversità. Omologazione. Dappertutto.
Utente: Atilioanacleto

Paolo, Michele: avete detto entrambi delle verità scottanti. Pensiamo ad una azienda vitivinicola di Rivoli V.se (che fa Amarone), e agli sbancamenti di un intero versante della collina per piantarvi vigne: beh, non contenti la stessa ditta ha realizzato un vigneto "sperimentale" a Ferrara di Monte Baldo a più di 850 mt di altitudine con relativo sbancamento e sconvolgimento della falda acquifera sottostante. Tutto questo per cosa? Piantare vigne in zone non vocate. La vigna come la polenta: intensiva, chimica, meccanizzata. In cantina poi il gusto legno dei chips a 5€ a cartuccia (come le cialde per il caffè espresso) fa miracoli...e tanti saluti al terroir e sentori varietali. Il marketing ormai non fa quasi più la differenza: tutti sorridono allo stesso modo e raccontando le stesse storielle. Omologazione.
Redatore: Michele Dall'O'

Paolo: il problema non è quello di stracciarsi le vesti. Il problema è quello di turarsi il naso quando si transita da quelle lande. Mi è successo più volte di entrare nella nuvola di pesticidi, ultima volta giovedì 26 scorso venendo giù a San Peretto dal Siresol. Nell'indifferenza della gente che vi abita, per altro. Sono d'accordo sull'arma economica, che qui in Italia sta cominciando a funzionare. Ma il cittadino "medio" e "consumatore" non ha più palato per conoscere le differenze tra uve e la chimica: basta intortarlo con un po' legno. Pensa che qualche tempo fa, un tecnico viticolo mi ha detto in tono trionfante: "Assaggia questo Amarone". Che secondo lui era una bomba. L'ho assaggiato e ci sono rimasto di sasso. Il vino era stato barricato e sapeva da vaniglia. Un Amarone dolce: un ossimoro enologico! D'accordo anche sull'est veronese: transitando in autostrada ho visto alle spalle di Monteforte, le colline completamente tappezzate di viti. La stessa sensazione che per altro si ha vedendo d'infilata la Valle di Marano, da San Floriano: dappertutto vite. Non conosco tuttavia la situazione vignaioli,anche se penso di sapere a chi ti riferisci! In tutti i campi, ma soprattutto in quello vitivinicolo, chi vendeva bondola fino all'altro ieri, adesso si mette a vendere prodotto di pregio.
Redatore: Mario Spezia

Cliccando su CATEGORIE, a sx dei titoli sulla home page, sull' ultima voce: VITICOLTURA, si può avere una buona panoramica sui vari problemi legati al vino e ai vigneti.
Utente: P Molinaroli

E' inutile stracciarsi le vesti per l'incongruenza e l'ipocrisia di molti vignaioli avidi, che sorridono con la famiglia tra le barriques di rovere di Slavonia.

Basterebbe non comprare più i loro amaroni a cento e più euro la bottiglia e sicuramente i loro sorrisi sarebbero meno smaglianti.

E' come lamentarsi delle decine di milioni che percepiscono i pedatori più acclamati del campionato e poi continuare a sottoscrivere l'abbonamento a sky calcio.

Solo il cittadino, nella sua veste di consumatore, può decretare o meno il successo di certi stili di vita.

Un'ultima osservazione: siccome questo sito si occupa quasi esclusivamente della situazione a ovest della provincia (Valpolicella) vorrei far notare che il panorama nelle valli orientali (Marcellise, Mezzane, Illasi) è forse ancor più ricco di parvenù dell'enologia, che nel giro di pochissimi anni, grazie anche (e soprattutto)alle lusinghiere recensioni su Wine Spectator, da zero (ossia da altri mestieri) sono diventati dei veri e propri guru dell'amarone, spesso anche con pretese (pseudo) biologiche.

Cordiali saluti.
Redatore: Michele Dall'O'

Al proposito, la beffa delle beffe l'ho vissuta sulla mia pelle la settimana scorsa mentre stavo venendo giù dalla Stettiner Huette (Val Passiria) ed ero a pochi chilometri da Merano. Su ambo i lati del Passirio si estendono a perdita d'occhio i meleti. Sono sulla pista ciclabile che da San Leonardo porta a Merano e vedo il cartello "Rispetto!" Lo leggo fugacemente e capisco che i fruitori della pista, ovvero escursionisti, "joggers", ciclisti, ecc. ecc. devono portare RISPETTO! a tutto ciò che si trova attorno alla pista, e quindi strutture antropiche e ambientali. Arrivo ad una panca e mi fermo per cambiarmi, quando minacciosa arriva a pochi metri da me una nuvola di pesticidi irrorata da un trattore. ALLA FACCIA DEL RISPETTO!! In fretta e furia raccolgo gli stracci e scappo via di corsa... Purtroppo, fatto il passo Palade, dopo Fondo, non riesco ad evitarla, la famigerata nuovola, e me la assaporo tutta. In faccia.

Allora, ecco una "BELLA BELINDA" di G. Morandi (1970) rivisitata in "MELA MELINDA".

MELA MELinda è iRROrata

PIANGE da sola coME l'insalata

non guarda il piatto ma la finestra

scende una lacrima nella minestra

Gioca col pane MELa MELinda

fa le palline con la mollica

nel suo bicchiere MELa MELinda

vede i suoi occhi pieni dE MARSO

Mille pensieri come farfalle

mille carezze sui suoi RAMI

E CADON TUTTE lungo le spalle

più è iRRORATA e più si fa bella

S' unica al mondo MELa MELinda

scende GLI ALBERI come volando

è da romanzo MELa MELinda

vive d'amore e salta il pranzo

Quando fa notte MELa MELinda

si copre tutta fino ai RAMI

no, non è il vento bella Belinda

sono LE SPIANSADE di chi ti pensa

Mille pensieri come farfalle

mille carezze sui suoi RAMI

E CADON TUTTE lungo le spalle

più è iRRORATA e più si fa bella

MELA MELinda è iRROrata

PIANGE da sola coME l'insalata

non guarda il piatto ma la finestra

scende una lacrima nella minestra
Utente: Alberto Avesani

Nella piana di Negrar verso i primi di luglio, quando oltre agli antigrittogamici (Solfato dii rame e Zolfo) vengono usati gli insetticidi per la tignola, e tutti i bacani spiansano praticamente contemporaneamente, l'aria per due o tre giorni è irrespirabile.

Solo i gas di scarico delle auto confondono gli odori e la gente distratta non si rende conto, ma basta allontanarsi dalle strade trafficate o uscire in bici al mattino presto e l'odore pungente e caratteristico entra nelle narici e nei polmoni e si riconosce subito.

L'anno scorso in occasione del trattamento dei primi di agosto, le cicale che frinivano sulle nosare davanti a casa si sono ... zittite, per usare un eufemismo, per sempre.
Utente: Attilio Anacleto

Si trattava sicuramente di semplice zolfo, tornato di moda. Che ne dite dei prodotti chimici sparati col cannone a più di 60 metri sulle coltivazioni di mais contro la piralide? Questo insetto scava gallerie nel fusto del mais ed produce micotossine (che entrano nella catena alimentare) ritenute dannose alla salute dell'uomo. L'insetto compie due generazioni all'anno e sverna come larva nei residui al suolo. L'alternativa sarebbero le nuove varietà di mais della Monsanto contenenti bacillus thurigensis...STORIE! BASTEREBBE GIRARE LE COLTURE ALTERNANDOLE, INVECE LA ROTAZIONE CON L'AGRINDUSTRIA NON LA FA PIù NESSUNO!!
Utente: Fcoato

Una mattina, qualche giorno fa, giravo in bici nelle vicinaze del Maso, con mia moglie. Un polverone come quando passa un camion in una strada sterrata in periodo estivo si muoveva lento davanti a noi. Non abbiamo potuto evitarlo. Non si trattava di povere di terra ma di un prodotto sparso da un trattore nel vigneto a fianco strada. Dopo qualche istante un senso di irritazione alla gola e gonfiore alla lingua, per niente piacevole. Sono medico del lavoro del Servizio pubblico dell'ULSS, e so per certo che se una fabbrica usasse un prodotto chimico e una nuvola uscisse all'esterno, in strada, ci sarebbe un intervento immediato: analisi delle modalità di lavorazione, divieto di immissione sostanze all'esterno, molto probabile fermo aziendale. Per l'agricoltura sembra che sia da salvaguardare solo l'operatore (maschera, tuta ecc) ma che i criteri base della sanità pubblica non valgano.