Il Motorcity arricchirà di sicuro politici ed amministratori, forse anche alcuni speculatori, ma di sicuro distruggerà definitivamente un territorio ricco di storia, tradizioni e produzioni agricole.

 

Nella campagna tra Vigasio e Trevenzuolo, in un'area di oltre quattro milioni e mezzo di metri quadrati, in cui ci potrebbero stare città come Reggio Emilia e Ferrara, sta per essere realizzato il mostro Motorcity, autorizzato da una delibera della Regione Veneto il 29 dicembre 2009.

L'intera zona è caratterizzata dalla presenza di risorgive che rende l'ambiente fragile e prezioso. Da tenere presente che l'economia si è sempre basata sulla produzione agricola, in particolare del riso.

La realizzazione di Motorcity cambierà completamente l'economia della zona, penalizzando gli operatori agricoli, i piccoli commercianti e premiando gli speculatori edilizi.

L'apertura del più grande centro commerciale d' Europa, di un parco dei divertimenti più ampio di Gardaland, di 500.000 mq. di capannoni produttivi, di 230.000 mq. di residenza, di due hotel ed infine di una pista automobilistica, non sono certamente in sintonia con la storia sociale ed economica della zona.

Si è utilizzata l'idea dell'autodromo quale testa di ponte per un'enorme e sconsiderata operazione speculativa. In questo modo è stato possibile aggirare i vincoli urbanistici ed edificatori per la costruzione di nuovi centri commerciali.

L'impatto ambientale sull'area sarà devastante.

Vigasio fu importante come nodo di comunicazione, trovandosi sulla strada romana che congiungeva Mantova a Verona. Numerose armi ed utensili celtici sono state trovate nella zona, sono stati trovati in particolare una spada e una serie di tombe. Nei primi secoli dopo Cristo, il terreno era prevalentemente paludoso e solo i Frati Benedettini riuscirono a completare la bonifica. Nelle zone in precedenza occupate dalle paludi si insediarono successivamente le risaie.

Situato nella fertile pianura detta Bassa Veronese, Vigasio vede derivare probabilmente il suo nome da "vicus atii", ovvero città degli Attii.

Il paese è attraversato dal Fiume Tartaro, nome che compare anche nelle storie del poeta latino Tacito,che parla di "paludes tartari fluminis".

Il gambero, presente nello stemma comunale, indica la vasta presenza dal crostaceo nel luogo quando il terreno era ancora ricoperto dalle paludi. Accanto ad esso si può notare una rapa, simbolo che ricorda i primi prodotti frutti della coltivazione delle poche terre allora emergenti dalle paludi.

Le prime notizie certe su Vigasio risalgono però solo al 1014, quando l'imperatore Enrico II stabilì che il territorio doveva appartenere all'abbazia di San Zeno di Verona.

Sotto la Repubblica Veneta, dal 1405 al 1797, Vigasio fu centro di importanti commerci, e fu anche sede di un prestigioso vicariato. Il municipio era ubicato in piazza ove ora esiste l'osteria del Leone, e in facciata riportava un affresco raffigurante il leone di San Marco, simbolo della Repubblica Veneziana. Nei piani superiori dell'edificio che ospitava il municipio si amministrava la giustizia, ed esiste ancora oggi la cella con il soffitto a volta nella quale erano rinchiusi i condannati.

DATI

AUTODROMO: 1.000.000 mq.

PARCO DIVERTIMENTI: 360.000 ‘

HOTEL N.2 150.000 ‘

ZONA COMMERCIALE 470.000 ‘

PARCO SCIENT.-TECNOL. 500.000 ‘

MOTOR SHOW ROOM 420.000 ‘

RESIDENCE 230.000 ‘

VERDE A PARCO E PARCHEG. 1.100.000 ‘

STRADE, MARCIAP., CICLAB. 350.000 ‘

TOTALE: 4.580.000 ‘

SUPERFICIE OCCUPATA DA EDIFICI: 1.080.000 mq. 23%

SUPERFICIE SCOPERTA O LIBERA: 3.500.000 ‘ 77%

VOLUME COMPLESSIVO: 7.000.000 mc.

PARCHEGGI PER 44.000 POSTI AUTO: 1.100.000 mq.

TRAFFICO GIORNALIERO PREVISTO: MIN. 34.182 MAX. 75.194

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