Benny Calasanzio, giornalista siciliano residente a Verona scrive questa lettera a Miozzi, che ospita Dell'Utri alla Fiera del riso.

Gentile Sindaco, da gennaio vivo a Verona e ciò vuol dire che oltre ad essere il primo cittadino della deliziosa cittadina del riso, lei è anche il mio presidente della Provincia. Vivo a Verona dopo aver vissuto tre anni a Padova per terminare i miei studi; lì ero arrivato dopo aver lasciato la Sicilia, pieno di rancore e di speranza che il puzzo del compromesso morale che ammorba l'aria della bellissima isola rimanesse lontano.

 

Nel 1992 cosa nostra ammazzò prima mio zio Paolo Borsellino, omonimo del giudice, e poi mio nonno, Giuseppe Borsellino, colpevoli di non aver ceduto la loro azienda di calcestruzzi ai clan di Lucca Sicula, paesino sperduto nella provincia di Agrigento.

 

Lentamente ho capito che era giusto condividere la mia esperienza e quella della mia famiglia con il resto dell'Italia, e da anni uso ormai tutti i giorni liberi dal mio lavoro di cronista per parlare alla gente, agli italiani, nel corso di conferenze ed incontri con associazioni e scuole: mettere a contatto una testimonianza diretta spiega cosa sia la mafia meglio di dieci fiction e di tanta filosofia retorica.

 

Lei può bene immaginare quale sia il mio stato d'animo quando vedo nella politica, nelle istituzioni, uomini con le mani sporche del sangue della mia famiglia; chiunque, cosciente o no, si sia reso disponibile ad "abboccamenti" con cosa nostra, per me ha le stesse identiche colpe di chi nel 1992 ha premuto per due volte il grilletto mandando in frantumi la mia famiglia. Per colpa dei traditori dello Stato nel 1992 l'Italia intera ha perso anche due magistrati come Falcone e Borsellino.

 

Amo Verona e amo Isola della Scala, e mentirei dicendo che durante la fiera del riso bado alla mia linea astenendomi dall'assaggiare tutti i tipi di risotti. E' un evento che ormai ha risonanza nazionale, e questo è sicuramente merito degli amministratori che negli anni si sono succeduti.

 

Quest'anno ho letto dalla stampa che tra i tanti eventi è in calendario, il 29 settembre alle 21 è prevista anche una conferenza con ospite Marcello Dell'Utri, senatore del Pdl, che presenterà i diari inediti di Benito Mussolini. Ho letto le reazioni del politici locali indignati per la presenza di quei documenti, che si chiedevano se fosse la fiera del riso o del fascio. Il problema non è quello. Il problema non sono i diari di Mussolini, che tra l'altro per lo storico del fascismo Emilio Gentile e per il presidente dei grafologi italiani, Roberto Travaglino, sono palesemente falsi, ma lo stesso Dell'Utri.

 

Nessuno ha pronunciato la parola mafia, nessuno ha protestato per la presenza del senatore del Pdl che ha sul groppone oltre ai due anni e tre mesi di reclusione per false fatture e frode fiscale, oltre alla condanna a due anni per estorsione aggravata assieme al boss Vincenzo Virga poi annullata con rinvio, una pesantissima condanna a nove anni per concorso esterno in associazione mafiosa.

 

Scrivono i giudici che "La pluralità dell'attività posta in essere da Dell'Utri, per la rilevanza causale espressa, ha costituito un concreto, volontario, consapevole, specifico e prezioso contributo al mantenimento, consolidamento e rafforzamento di Cosa nostra".

 

C'è la luna e tutti indicano il dito, accecati dall'ideologia e dalla polemica politica. Per me, che so bene cosa sia la mafia e che effetti abbia sulla vita di una famiglia onesta, è un oltraggio che Marcello Dell'Utri venga ad inquinare un evento storico che attira centinaia di migliaia di visitatori. Le chiedo, pertanto, in virtù della mia buona fede, del mio disinteresse e della fiducia che ho in lei, di annullare l'evento con Marcello Dell'Utri e sostituirlo con la presentazione di un volume sull'antimafia, che i visitatori gradiranno senz'altro di più. Glielo chiedo nel nome di chi oggi non c'è più per aver combattuto quella mafia che Dell'Utri, stando alle sentenze, ha favorito.

Cordialmente e con fiducia,

Benny Calasanzio

Contenuti correlati

Lega, tasse, voti e vigneti
Lega, tasse, voti e vigneti Con le tasse che noi cittadini paghiamo, la giunta leghista veneta si compra i voti dei viticoltori e paga la distruzione del territorio. Eppure il settore viti... 2596 views Mario Spezia
I numeri di Renzi
I numeri di Renzi Jobs Act, EXPO, Sblocca Italia: il governo spara cifre a caso sperando che nessuno gli faccia le pulci. Giocare con i numeri è la specialità di questo allegro c... 3259 views loretta
La zappa sui piedi
La zappa sui piedi Per scrivere correttamente un piano di assetto territoriale forse dobbiamo partire dalla Terra.C'è crisi! Dappertutto si dice così. La stagione turistica volge ... 2743 views attilio_romagnoli
L'auto elettrica non è ecologica
L'auto elettrica non è ecologica Sentenza senza appello dell'Autorità sulla pubblicità francese. Ennesima scoppola per gli ecofighetti, quelli che vorrebbero cambiare il mondo senza rinunciare ... 3372 views Michele Bottari
L'auto dell'ecofighetto (3)
L'auto dell'ecofighetto (3) Come sarà mai l'auto dell'ecofighetto? Ma ecologica, naturalmente! Una piccola botta di conti per smontare la necessità di un'auto nuova. Euro 5, rottamazioni e... 4838 views Michele Bottari
Camminare a ritroso come Valdegamberi (indrìo come i gambari)
Camminare a ritroso come Valdegamberi (indrìo come i gambari) Valdegamberi propone di allentare le norme di tutela nel Parco Naturale della Lessinia, lasciando immaginare chissà quali vantaggi economici per gli abitanti de... 3743 views Mario Spezia
3 - Valpolicella D.O.C.
3 - Valpolicella D.O.C. Non sempre una bottiglia di Valpolicella viene dalla Valpolicella. Avanti di questo passo avremo più vino che acqua.Non sempre una bottiglia di Valpolicella vie... 4228 views Mario Spezia
I Sentieri della fede: una furfanteria bella e buona
I Sentieri della fede: una furfanteria bella e buona Il progetto iniziale dei Sentieri della fede si incardinava su 7 antiche chiese/pievi della Valpolicella. Poteva essere una occasione storica per realizzare il ... 5368 views Mario Spezia