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Cosa c'è nelle aree contigue del Parco della Lessinia?

 

Le aree che la Lega vuole estromettere dal Parco sono le più interessanti dal punto di vista naturalistico, storico e paesaggistico.

Per questo chiediamo al ministro Costa di bloccare la proposta di legge 451 fino a che non vengano adeguatamente giustificate le modifiche che vengono proposte.
Le aree "proposte contigue" nel Progetto di legge n. 451 Proposta di legge di iniziativa dei Consiglieri Alessandro Montagnoli, Stefano Valdegamberi e Enrico Corsi non sono né marginali né secondarie rispetto all'intera area del Parco, anzi ospitano probabilmente la parte più rilevante e più interessante della biodiversità vegetale e animale presente nel Parco. Inoltre costituiscono 3 essenziali corridoi ecologici che collegano l'area collinare con l'area montana, corridoi vitali per l'avifauna, ma anche per molti mammiferi e financo per alcune specie vegetali che attraverso questi corridoi riescono ad allargare il proprio areale verso sud o verso nord.

Le relazioni allegate relative ad avifauna, mammiferi e specie vegetali mostrano la ricchezza di biodiversità presente nei vai e nelle praterie che questa proposta di legge vorrebbe estromettere dal Parco.

La funzione che viene assegnata alle aree contigue nella legge quadro sui parchi n. 394 del 1991, art. 32, è ben diversa da quella utilizzata nella pdl 451votata in Regione la settimana scorsa: nella legge nazionale le aree contigue sono delle zone cuscinetto, buffer zone, da posizionare all'esterno dell'area del parco con la funzione di attenuare l'impatto di eventuali aree produttive o pesantemente inquinate sull'area del Parco, nella pdl 451 vengono trasformate le aree più interessanti per presenza di specie vegetali e animali e per valore storico-paesaggistico, in aree contigue "esterne al Parco".

Il tutto senza nessuna giustificazione scientifica, Non è stata fatta nessuna VAS (Valutazione Ambientale Strategica) e nessuna VINCA (Valutazione di Incidenza Ambientale). Nulla di nulla, anche se siamo all'interno di un Parco Naturale Regionale, dove ogni intervento dovrebbe essere giustificato.

Scarica i documenti di Veramente.org sulla flora e la fauna nelle aree contigue:

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Utente anonimo: Mario

Tanto tuonò che piovve

Presidente della Seconda Commissione consiliare, Francesco Calzavara (ZP).
"In ordine al Progetto di Legge che propone di modificare i confini del Parco - ha assicurato Calzavara - prima di concludere l'esame del progetto di legge, soprattutto alla luce del forte impatto che il provvedimento potrebbe avere sul territorio interessato, ho ritenuto di dover acquisire il parere anche della Comunità del Parco della Lessinia, che esprime la più ampia rappresentatività delle sensibilità del territorio".
http://www.consiglioveneto.it/crvportal/pageContainer.jsp?n=80&p=84&c=5&e=88&t=1&idNotizia=38369

Consigliere regionale Piero Ruzzante: "una proposta alternativa a quella dei Consiglieri Montagnoli, Corsi e Valdegamberi che prevede la riduzione dell'area Parco. Secondo noi, invece, la superficie del Parco va estesa. Ad ogni modo, quanto emerso ieri in Seconda Commissione è una buona notizia: il progetto di legge è stato licenziato in assenza del parere fondamentale della Comunità del Parco, di conseguenza si riparte da zero. Non si poteva agire senza aver preventivamente acquisito il parere dell'ente Parco. La fretta di Valdegamberi è stata cattiva consigliera.
http://www.consiglioveneto.it/crvportal/pageContainer.jsp?n=80&p=80&c=5&e=88&t=1&idNotizia=38372
Utente anonimo: Mario

Il ministro Costa interviene

"Mi preoccupa l'idea che in Lessinia si debba diminuire la tutela della biodiversità attraverso una riduzione del parco, che quest'anno compie trent'anni. Oggi come non mai bisogna investire sul verde. Così sarà, per esempio, grazie al decreto legge clima, che prevede l'istituzione delle Zea (Zone economiche ambientali), che corrispondono ai parchi nazionali e che prevedono agevolazioni e vantaggi fiscali per i Comuni ricadenti nelle aree parco e per chi volesse aprire al loro interno attività imprenditoriali ecosostenibili. Così sarà grazie ai 30 milioni di euro per il 2020 e il 2021 per il reimpianto di alberi e la creazione di foreste urbane e periurbane nelle città metropolitane e ai 6 milioni di euro per l'istituzione dei caschi verdi per l'ambiente, sulla scia dei caschi blu per la cultura, per iniziative di collaborazione internazionale per la tutela ambientale delle aree nazionali e internazionali protette.L'Italia deve essere un Paese parco, nel quale la tutela dell'ambiente crea lavoro e benessere. Facciamo sì che ciò sia possibile".
https://www.minambiente.it/comunicati/parchi-costa-con-investimenti-nel-verde-l-italia-sta-diventando-il-paese-della-tutela