Questa sarebbe l'origine del nome Valpolicella secondo il sito della Strada del Vino della Valpolicella e secondo numerosi altri siti, anche istituzionali, del territorio valpolicellese.

Peccato che questa etimologia sia del tutto priva di fondamento, come del resto quasi tutti i racconti sui vini della Valpolicella.

In un decreto del 1117 dell'imperatore Federico Barbarossa si trova citato per la prima volta il nome "Val Polesela", la cui etimologia non è fissata. Secondo alcuni, può essere ricondotto al termine greco "polyzèlos", che significa "molto beata" quindi "valle molto beata", oppure al latino "pulcella", al quale si rifà l'immagine della fanciulla nello stemma del comune di San Pietro in Cariano.
La spiegazione che più si avvicina alla realtà, e che più fa onore alle tradizioni produttive del luogo, può essere trovata nell'espressione latina "Val-poli-cellae", ovvero "valle dalle molte cantine".
https://www.stradadelvinovalpolicella.it/

Giulia Cortella e, prima di lei, altri eminenti studiosi bocciano senza mezzi termini questa fantasiosa ricostruzione linguistica:
"È sorprendente dunque come, tra le varie fantasiose e popolari etimologie del nome Valpolicella, si sia imposta ultimamente, fino a dare il nome ad una manifestazione vinicola svoltasi l' 8 Ottobre o a far bella mostra di sé nei siti di molte case vinicole veronesi, la dicitura "Val polis cellae" tradotta con "Valle dalle molte cantine": per dire la verità la traduzione, per come si presenta l'etimo, suonerebbe "valle città della cantina o alla cantina o le cantine", infatti il prefissoide greco per "molto" è "πολι" non "πολις" che vuol dire "città"; inoltre è impossibile trovare una parola antica con duplice radice greca e latina; infine una riflessione sul marketing controproducente, non solo per le famiglie storiche ma anche per tutte le cantine vinicole, che consiste nel celebrare la loro terra suggerendo la visita alle "molte" altre "cantine", anziché esaltare il proprio territorio, quel "pol" che che rende unico al mondo il nostro vino, invidiatoci perfino dai francesi".
http://www.valpolicellaweb.it/index.cfm/territorio-valpolicella/cenni-personaggi-storici/Valpolicella-etimologia/

E' ormai diventata una consuetudine generalizzata quella di fare comunicazione e marketing sulla base di un racconto del territorio completamente inventato e distante anni luce dalla realtà.

Chi scorre i siti web delle cantine della Valpolicella ne ricava l'impressione di un territorio antico, perfettamente conservato, ricco di tradizioni e di storia, attento all'ambiente e in fase di avanzata trasformazione biologica. Le stesse cantine che negli ultini 20 anni hanno spianato intere colline, distrutto chilometri di muretti a secco, sbancato selvaggiamente decine di ettari di versanti collinari, fanno a gara nel proporsi come paladini della natura, della conservazione dei muretti a secco e più in generale del paesaggio tradizionale.

Dell'abitudine inveterata a raccontare storie inventate, a mentire, a disconoscere la realtà ha scritto qualche tempo fa Gabriele Fedrigo. Chiunque si trovi a camminare per le strade e per i sentieri della Valpolicella può rendersi conto del degrado generale in cui versa questo territorio. Le cose più belle (vedi la pieve romanica di Torbe) sono abbandonate all'incuria, le nuove costruzioni sono mediamente di una bruttezza sciatta ed aggressiva, i vigneti hanno progressivamente abbandonato la sinuosità naturale dei versanti collinari per assumere le forme geometriche della fabbrica a cielo aperto, fabbrica in cui la macchina e la chimica la fanno da padrone.

Si ha l'impressione che il buongusto, l'amore per il bello, il rispetto per la verità e la preoccupazione per il futuro dei propri figli abbiano abbandonato da tempo la Valle dalle molte cantine.

Contenuti correlati

Valpantena, valle degli dei
Valpantena, valle degli dei Ora che gli dei sono fuggiti, perchè non asfaltarla tutta?Valpantena da salvaguardareIl CiViVI ha promosso una raccolta firme contro il prolungamento della SP6 ... 2833 views donatella_miotto
Assenzio
Assenzio "Si tosto m'ha condotto a ber lo dolce assenzo de' martìri la Nella mia con suo pianger dirotto". Dante, Divina Commedia, Purgatorio, canto XXIII.Artemisia absi... 11402 views Mario Spezia
La cultura del buco
La cultura del buco La Giunta Tosi insedia la Commissione tecnica che dovrà valutare i progetti presentati per il traforo delle Torricelle."Nella rosa di componenti la commissione ... 2773 views fulvio_paganardi
Il mistero della apparizione dei 47 milioni
Il mistero della apparizione dei 47 milioni Una nuova puntata del vorticoso balletto dei numeri del Traforo....Sindaco e Assessori saranno questa sera ai piedi della Lessinia per raccontare "tutta la veri... 2741 views alberto_sperotto
Facebook censura il Pink
Facebook censura il Pink Il monopolista del social network dedicato al cazzeggio e alla stupidera compie un atto di censura nei confronti del Circolo Pink, realtà impegnata da venticinq... 2866 views loretta
Notti con le ali
Notti con le ali Quattro serate sull'avifauna e sulla natura, il venerdì sera in Sala Marani con inizio alle ore 21.00, dal 13 marzo al 3 aprile. L'ingresso è gratuito.Le serate... 3253 views Mario Spezia
Il recupero dell'Arsenale Franz Josef I
Il recupero dell'Arsenale Franz Josef I Venerdi 27 gennaio ore 18.00 presso la sede del CTG, via Santa Maria in Chiavica, 7 (VR) avrà luogo un importante convegno internazionale promosso da United Nat... 4885 views Mario Spezia
Broussonetia o gelso da carta
Broussonetia o gelso da carta E' una delle piante più comuni e meno conosciute della pianura veneta. Cresce lungo le strade e nelle zone ruderali insieme a robinia, ailanto, sambuco, gelso, ... 11197 views Mario Spezia