In questi giorni è in discussione alla Camera la proposta di legge bipartisan (proposta da Antonio D'Alì per Forza Italia con relatore Enrico Borghi del Pd), che intende modificare la legge 394 del 1991 su parchi ed aree protette. Si propone di fare business con i Parchi e di affidare il business ai Comuni.

Bestia è un termine generico e dispregiativo. Si dice di un uomo che è una bestia quando i suoi comportamenti sono più vicini a quelli degli animali che a quelli degli uomini. Il termine bestia viene utilizzato per indicare sia gli animali domestici in genere - "rancura su le bestie" - sia gli animali feroci, quelli che non si possono addomesticare.

Nei secoli c'è stata una complicata discussione sul significato e sul valore di "bestia" e di "selva". Per gli antichi romani la parola Bestia indicava le fiere destinate a combattere con i gladiatori nel circo. Nelle epoche successive si va da Dante (la selva oscura) a San Francesco (fratello lupo), ai Benedettini, alla fascinazione per le fiere selvatiche durante il Rinascimento, allo studio della natura durante l'età dei lumi, alla riscoperta della natura selvaggia in epoca romantica, soprattutto in Germania e nel nord Europa, per arrivare all'istituzione dei primi parchi alla fine dell'800 (Yellowstone 1872) e in seguito di tutti gli altri parchi durante il secolo scorso, fino alle normative europee più recenti: Rete Natura 2000 e seguenti.

Qualche anno fa ci eravamo occupati di questo tema: "L'animale selvatico ci riporta ad una dimensione diversa, quasi opposta alla nostra. E' sbagliato parlare di libertà, perché anche l'animale selvatico rispetta regole precise, ma c'è nei comportanti degli animali selvatici qualcosa di ancestrale da cui noi ci stiamo sempre più allontanando. La nostra vita ordinata, ripetitiva, prevedibile, completamente slegata dai ritmi stagionali, dal contesto ambientale, dagli estri, dalle lune, dagli istinti primordiali, dai bisogni reali, dai piaceri autentici, dai rischi mortali, sta perdendo il contatto con le nostre origini. La razza umana sembra non rendersi conto che eliminando le specie selvatiche distrugge anche una componente essenziale della propria natura e della propria storia".

Ora, dopo qualche decennio di tregua, concessa dagli esseri umani alla natura (specie vegetali, specie animali, habitat), sta sempre più montando la voglia belluina di prendere tutto, di radere al suolo anche l'ultimo bosco per fare una nuova lottizzazione, di prosciugare l'ultimo laghetto per fornire acqua ai cannoni di un nuovo impianto di sci, di eliminare tutte le bestie selvatiche (siano lupi o volpi o aquile o cinghiali o marmotte, orsi, vipere, insetti, pesci, balene, delfini) che possono in qualche modo intralciare le iniziative economiche dell'unico essere al quale venga riconosciuto valore e significato sulla faccia della terra: l'uomo.

Che molti degli habitat prioritari stiano sparendo non interessa a nessuno: www.minambiente.it ...;

che un gran numero di specie di farfalle e di insetti stiano scomparendo dal nostro territorio non preoccupa nessuno:

www.protezionecivileagrate.it ...;

che parecchie specie di uccelli siano a rischio estinzione non commuove nessuno:

www.uccellidaproteggere.it ....

La storia degli ultimi decenni ha dimostrato in maniera inequivocabile che l'individuo umano è in assoluto il più pericoloso predatore esistente in natura, che i Comuni, proprio per la loro vicinanza/coinvolgimento con i locali predatori umani, sono i peggiori amministratori possibili di Parchi e Zone Protette; che la tutela dei Parchi ha bisogno di regole che facciano riferimento agli interessi generali e non agli interessi particolari di individui o di piccoli gruppi; che i direttori e le guardie dei Parchi, per essere efficaci nella loro azione, devono rispondere direttamente al potere centrale e non ai potentati locali.

Le recenti vicende relative al Parco della Lessinia parlano chiaro: gli interessi di un gruppo ristretto di cacciatori, allevatori ed impresari edili, mischiati con gli interessi elettorati di alcuni arruffapopolo locali, stanno portando alla rovina l'economia dell'intero altopiano dei Monti Lessini.

Che il Partito Democratico si sia calato con entusiasmo nella triste parte di becchino dei Parchi era tutto sommato prevedibile e non meraviglia più di tanto. Che Legambiente abbia gettato la maschera ambientalista e si sia prestata a giustificare delle proposte che vanno nella direzione opposta a quella delle battaglie ambientaliste degli ultimi 50 anni, questo si, provoca una certa tristezza.

ilmanifesto.it ...

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