Alberto Sperotto, presidente del Comitato contro il Traforo, ha spedito questa lettera alla Redazione di L'Arena, chiedendo maggiore onestà intellettuale e un minimo di indipendenza dall' ufficio stampa del sindaco.

 

Gentile Redazione de L'Arena,

come rappresentante di un Comitato che conta migliaia di persone constato, con grande amarezza, come L'Arena, il giornale di Verona dal 1866, sia sempre più allineata con la "voce" del Palazzo.

Sul Passante Nord, o quello che noi abbiamo sempre chiamato "l'autostrada in città", un tema tanto importante quanto cruciale per il nostro e vostro futuro, e che avrà un impatto devastante e irreversibile sul nostro territorio, sull'economia e sulla salute dei cittadini, ritengo che "il giornale di Verona" importante come il vostro, e che per tradizione parla a tutti i cittadini, non possa, non debba, piegarsi supinamente sulle dichiarazioni di parte dell'Amministrazione senza mai approfondire con una inchiesta, degna di questo nome, cosa significherà attuare questo demenziale progetto. O senza mai concederci, in virtù delle migliaia di persone che rappresentiamo come Comitato, lo spazio che le nostre fondate e verificabili critiche meritano. Eppure ormai i dati ci sono e come siamo riusciti noi a trovarli, credo che anche un giornalista lo potrebbe fare ... e tali dati hanno portato molte figure illustri di Verona ad esprimersi in maniera critica. Parlo di esperti (come l'ordine degli ingegneri), medici, ricercatori, economisti, avvocati, studiosi ed esponenti della cultura veronese...

Non pretendiamo di avere meriti, ma di essere considerati dei cittadini di orientamento trasversale che son riusciti a fare cose senza precedenti a Verona, come raccogliere 14mila firme in 40 giorni in una petizione consegnata all'allora sindaco Zanotto e arrivare quasi alla vittoria della battaglia incredibile per il referendum che, grazie alla tenacia che ci ha portati per ben 5 volte di fronte al giudice del tribunale di Verona ottenendo solo sentenze di condanna all'ostruzionismo dell'amministrazione (ultima con il riconoscimento delle spese), ci ha permesso di raccogliere, nonostante tutto, 8500 firme autenticate e certificate dal collegio dei garanti in due mesi estivi. Non ci sono precedenti nella nostra città di una richiesta così cocciuta di democrazia partecipata contro un'azione che tiene lontani i cittadini anche attraverso la disinformazione.

Perché i cittadini hanno il diritto ad essere informati correttamente e voi avete il dovere di farlo, su un'opera folle senza un capo e una coda se vista sotto l'aspetto della risoluzione dei problemi di mobilità.

Soprassedendo sulla quantità di titoli, locandine e pagine che sul Passante Nord il vostro giornale ha passivamente riservato al sindaco Flavio Tosi, all'assessore alla Mobilità Enrico Corsi e ai comunicati dell'ufficio stampa del Comune riportandone fedelmente i dati parziali al limite dell'ingannevole e relegando quasi constantemente le nostre repliche e il nostro pensiero a minuscoli francobolli informativi, vorrei solo ricordare a chi è un professionista dell'informazione che basterebbe aver letto lo studio voluto dal Comune – per scongiurare il referendum – incaricato all'Istituto Superiore di Sanità per demolire quanto asseriscono il Sindaco e l'Assessore sull'impatto sanitario dell'opera: quello studio che, dati alla mano è verificabile da chiunque abbia la voglia di farlo, dice esattamente il contrario di quello che voi purtroppo scriveste nel titolo del 23/12/2010 "Salute e ambiente, il traforo passa l'esame. Meno smog a sud dove vive il 70% dei veronesi".

No, non è vero! Andate a rileggerveli quei dati: diranno una cosa sola e cioè che se il passante sarà realizzato si spenderanno 436 milioni di euro (costi tra l'altro lievitati enormemente) per avere il 68% dei veronesi che respireranno, se va bene, la stessa aria letale di oggi ... o peggio e il miglioramento complessivo sulla città sarebbe di 21,9 grammi di polveri al giorno, pari allo 0,016%. Si, cara redazione, un valore tendente allo zero! E allora, perché quel titolo, quella locandina e quell'articolo?

Stessa cosa successe qualche anno fa, il 31 marzo 2007, quando fu presentato un sondaggio e la vostra locandina riportava fedelmente il titolo del comunicato stampa del Comune: "Due veronesi su tre dicono sì al traforo". È bastata una lettura attenta di quel sondaggio, 4 paginette!, per capire che era stato taroccato e che il titolo corretto sarebbe stato: "Più di un veronese su due non vuole il traforo o non sa se sia risolutivo per ridurre il traffico". Ma anche in quel caso lo spazio alla replica, che meritava giustiza, è stato poco più di un trafiletto.

Un'opera che è una follia e per capirne l'inutilità basta pensare che i flussi previsti son talmente bassi (significa scarso utilizzo!) da rendere necessarie opere di compensazione per centinaia di migliaia di metri quadrati, che potranno aumentare senza limite in base ai desideri del concessionario con un mutuo di 50 anni. È folle investire i nostri soldi in autostrade con impegni che coinvolgeranno i nostri figli e i nostri nipoti. Ma almeno servisse per risolvere uno dei problemi di congestione: Veronetta. Prendete, per una volta, lo studio di Sisplan (non serve molto tempo, sono solo poche pagine) che l'amministrazione è stata costretta a tirar fuori dal cassetto e leggetelo voi senza il filtro dell'ufficio stampa del Sindaco.

Il giornale di Verona dal 1866 non può tacere queste cose, è umiliante per i professionisti che ci lavorano e irriverente nei confronti dei cittadini che si aspettano informazione e non potete lasciare il compito di informare su questa bestemmia al nostro comitato attraverso le assemblee (che ormai da anni non vede un vostro giornalista, al contrario di quelle organizzate dall'amministrazione, e che non trovano spazio neanche nell'Agenda degli appuntamenti del giorno)

Come non si può continuamente sminuire sulle vostre pagine, o relegare ad articoli di contorno, il diritto che abbiamo di ricorrere al referendum (un diritto, previsto da un regolamento comunale, nostro di cittadini e quindi anche vostro) e che l'amministrazione, invece, si ostina a calpestare con argomenti pretestuosi.

Gentile L'Arena, vorrei concludere questa mia lettera dicendo due cose: la prima è che il mio discorso non è l'esternazione di un "isterico" che reclama un po' di riflettori poiché il mio impegno civile e morale come presidente di un Comitato di cittadini contro un'opera che è sempre più considerata sbagliata e ingiusta da chi ha la possibilità di informarsi è profondo, sincero e certamente non è asservito a secondi fini. Anzi, fino ad oggi per aver sollevato questioni "scottanti" ho ricevuto solo denunce per diffamazioni di cui una si è trasformata in rinvio a giudizio con, roba da non credere, il Comune costituitosi parte civile per lesioni all'immagine. Un atto di intimidazione nei confronti di chi ricerca informazioni, mostra le carte che dovrebbero essere di dominio pubblico ed esercita un ruolo di informazione!

E la seconda, a riprova che quello che sostengo sul ruolo dell'informazione de L'Arena in questa vicenda è quantomeno verificabile sfogliando le vostre pagine in archivio, è che il giorno venerdì 6 novembre 2009 noi del Comitato contrari il Passante nord fummo costretti ad acquistare una intera pagina (con una sottoscrizione di centina di cittadini) sul vostro giornale per porre 12 domande sul Traforo al sindaco di Verona che non riuscirono, non poterono, trovare spazio in nessuno dei vostri articoli sul tema. Lo facemmo seguendo l'esempio di un altro quotidiano nazionale, lo facemmo perché ci risultò chiaro che era l'unico modo per fare sentire la nostra voce. Ci aspettavamo che qualcuno dei vostri redattori se ne facesse carico cercando di farsi rispondere, visto che l'amministrazione con noi non parla. L'unica risposta che ricevemmo fu un'altra minaccia di querela del Sindaco.

La voce, ripeto, di chi è contrario all'opera, la voce di un comitato, sottolineo, che rappresenta decine di migliaia di persone di Verona che chiedono che sia fatta informazione, che siano "considerati" come appartenenti a questa comunità. Migliaia di veronesi che sono stati contati anche da vostri sondaggi online (risultati di cui mai avete dato il giusto risalto sulla carta stampata) e dai commenti sugli articoli che compaiono sull'edizione online.

Un comitato che sono orgoglioso di rappresentare.

Cordiali saluti

Alberto Sperotto, presidente del Comitato di Cittadini contro il collegamento autostradale delle Torricelle

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