www.veramente.org
Informazione e ambiente veronese

Non c'è speranza di legalità fuori dall'Europa

 
2017 non speranza legalita fuori 21784

Grillo e Salvini sventolano l'uscita dall'Euro come la panacea di tutti i mali della nostra economia. In realtà se esiste ancora una parvenza di legalità in Italia lo dobbiamo all'Europa. Fuori dall'Europa finisce anche la speranza di essere governati nel rispetto della legalità.

La comunicazione della Commissione sul progresso degli interventi strutturali rileva che "restano lacune in politiche importanti, in particolare per quanto riguarda la concorrenza, la tassazione, il quadro della contrattazione collettiva".

E la lotta ai fenomeni corruttivi, ostacolata dal ritardo nel modificare le regole che fanno morire i processi prima della sentenza. "L'attuale mancanza di 1.439 su circa 9.921 giudici - si legge nel rapporto - pesa sulla capacità della magistratura di risolvere tempestivamente un gran numero di casi in entrata".

"Fare impresa in Italia è nettamente più difficile che nelle altre grandi economie dell'Ue e negli ultimi anni i progressi sono stati solo modesti". Anche perché "la corruzione rimane un grave problema e i termini di prescrizione restano un ostacolo alla lotta contro di essa". Tutto questo "implica in prospettiva rischi di rilevanza transfrontaliera, in un contesto di alti non-performing loans e disoccupazione".

Il Parlamento, continua il rapporto, dovrebbe adottare a breve provvedimenti di liberalizzazione del mercato (il ddl concorrenza), "che tuttavia non elimineranno rilevanti ostacoli alla concorrenza in settori importanti quali commercio al dettaglio, servizi professionali, servizi pubblici locali e trasporti".

Tra le criticità si osserva che l'aumento degli Npl "è coinciso con l'aumento del numero di procedure di fallimento e di insolvenza", ma anche che "il regime di insolvenza ed i singoli mezzi di ricorso per la riscossione del debito in Italia appaiono deboli e gli effetti dell'ultima riforma in materia di insolvenza ed esecuzione forzata devono ancora farsi sentire, e manca ancora un regime di ristrutturazione funzionale per una certa quota di debiti deteriorati".

Dal 1955 al 2015 il nostro Paese è finito 642 volte davanti alla Corte di Giustizia Europea, staccando notevolmente il secondo paese, la Francia. La mancata applicazione delle direttive di Bruxelles costa ogni anno 500 milioni di euro. Dai rifiuti al debito pubblico, fino all'utilizzo delle buste di plastica.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/02/22/ue-italia-impulso-riforme-rallentato-da-meta-2016-nessun-progresso-su-prescrizione-lacune-lotta-alla-corruzione/3408228/

"Subito un referendum che consenta agli italiani di decidere se lasciare o meno l'Euro". Il blog di Beppe Grillo detta il tema di quello che sarà il cavallo di battaglia del Movimento 5 Stelle nell'imminente campagna elettorale che potrebbe accompagnare gli italiani alle urne entro Giugno.

www.beppegrillo.it ...

Salvini avverte Bruxelles: "Se la Lega va al governo via dall'euro"

www.bastaeuro.org

L'Europa ha tentato in tutte le maniere di indurre i governanti italiani a ridurre il debito, a ridurre la tassazione, a favorire la concorrenza, a rispettare i diritti civili, a combattere l'illegalità e la corruzione, a limitare i tempi dei processi, di tutelare l'ambiente e la salute dei cittadini. Dal 2002 ad oggi non è passato giorno senza che le autorità europee abbiano chiesto ai governi italiani di rimettere a posto i conti e quasi sempre i governi italiani hanno fatto orecchie da mercante, come sta facendo ora il governo Gentiloni e prima il governo Renzi.

La soluzione proposta da Grillo e da Salvini è quella suggerita da Pinocchio: una martellata sul grillo parlante.

Scrivi un commento

Redatore: Michele Bottari

Scrive Emanuele:

"Economie diverse sotto una unione monetaria hanno portato alla spirale del debito."

Questo non è esatto. Casomai è vero il contrario: la spirale del debito è stata innescata ben prima della creazione della moneta unica, il cui ruolo è stato proprio quello di arrestare la crescita esponenziale del debito stesso, calmierando la corsa dei tassi di interesse.

Il problema dell'area euro è stato piuttosto l'eccessiva concentrazione sul rigore finanziario, che ha portato sì al contenimento dell'esplosione del debito globale (in particolar modo di quello sovrano), ma lo ha spesso fatto a scapito di politiche di crescita economica. Detto da un punto di vista ambientalista, anche questo è un merito di Bruxelles, o meglio, di Francoforte..

Scrive Emanuele:

"È una crisi di debito estero creata da investimenti fatti dai paesi del nord con la garanzia del cambio fisso;"

Anche qui si confondono cause ed effetti: gli investimenti fatti con la garanzia del cambio fisso sono il motivo reale del rigore sui conti pubblici imposto da Berlino. E tutto questo, come detto, ha rallentato, non causato, la crisi del debito.

L'euro ha già molte colpe, non occorre affibbiargli accuse nei suoi (pochi) lati positivi.
Redatore: Mario Spezia

Il meccanismo del debito non è sostenibile a livello globale: non è sostenibile il debito italiano (133%, non lo è quello greco (197%) e neppure quello degli Stati Uniti (105%), tantomeno quello del Giappone (246%). Resta il fatto che la Germania viaggia all' 71%, la Spagna al 98% e la Francia all' 97%, che non è la stessa cosa. C'è chi dice che il rapporto debito PIL non ha grande importanza e che contano di più altri fattori economici. Anch'io la penso così. Sicuramente ha più importanza il fatto che ogni giorno qualche grande azienda italiana chiude oppure viene venduta ad investitori stranieri, oppure il fatto che Alitalia sta fallendo un'altra volta, oppure il fatto che le banche private italiane restano aperte grazie ai finanziamenti miliardari dello Stato Italiano, oppure il fatto che ogni anno 100.000 giovani vanno a cercare lavoro all'estero, oppure il fatto che la malavita organizzata controlla più di metà della nostra economia (al nord come al sud).

Sole 24 Ore: "La parte del leone, tra le aziende confiscate alle mafie, la fanno quelle di costruzioni, in altre parole il settore edile. Il "peso specifico" dell'economia criminale legata al mattone, evidenziano gli autori, è due volte quello nell'economia legale, il che vuol dire che dal movimento terra al calcestruzzo alla rifinitura d'interni, le mafie investono tantissimo. Mai, però, come nel settore delle cave, in realtà, come dimostrano recenti indagini della Dda di Torino, confinante con il precedente. Nel settore delle cave, che tantissimo ha inciso nel boom edilizio e che continua, anche se con un ruolo minore, ad esercitare un ruolo importante, la mano criminale è 16 volte più "pesante" che nell'economia legale.

Un'ultima occhiata viene data ai cosiddetti settori emergenti nei quali le mafie investono in Italia. Emergenti sì ma da tempo, verrebbe da dire, se tra questi vengono annoverate le energie rinnovabili, i prodotti petroliferi (stazioni di servizio e trasporto dove a immettere capitali sporchi sono soprattutto Cosa nostra e camorra) e le attività di money transfer (dove le mani sporche sono, oltre a quelle italiane, in particolar modo quelle cinesi)".

On. Alessandro Naccarato: "La Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad essi correlati", approvata lo scorso settembre dalla Camera, descrive una situazione di illegalità diffusa dove gruppi criminali hanno stretto rapporti di alleanza con imprenditori locali. Il crescente numero di incendi dolosi ai danni di imprese di rifiuti è un segnale inequivocabile dell'azione di organizzazioni a delinquere che finora non è stato contrastato con efficacia".

Mafia a Nord-est: "La mafia è insediata nella testa del Nord est. Il business mafioso più importante è quello dell'industria turistica. Un esempio: l'industria turistica veneziana è uno dei sistemi di riciclaggio più grandi usati dalle mafie. Oltre a ripulire capitali genera anche un enorme plusvalenza in nero. Ma come tutti i manager in gamba i colletti bianchi mafiosi si adeguano al mercato: in tempi di espansione industriale uno dei grandi business è stato quello dei rifiuti pericolosi e delle grandi opere. Quella che l'ha fatta progredire è stata la cultura dell'evasione fiscale, che non è mai stato vista come un reato grave. La collusione più importante è quella di molti, troppi, professionisti, imprenditori, politici".

Il programma di Grillo è molto ambiguo su tante cose:

Stadio Roma, Grillo: "Si farà ma non a Tor di Valle"

Lo Stadio della Roma si farà, c'è l'accordo su Tor di Valle
Utente: Manutono

L'uscita dall'Euro non sarà opera di Salvini o di Grillo, ma sarà un percorso obbligato dai fatti economici.

Il meccanismo del debito che si è innescato non è sostenibile. Economie diverse sotto una unione monetaria hanno portato alla spirale del debito. I tedeschi vogliono continuamente strozzare le economie del sud per rientrare nei loro investimenti fatti anni fa con molta leggerezza, garantiti dalla moneta unica. ma quanto può durare tutto ciò? ieri sui giornali si parlava di togliere la pensione ai greci che hanno problemi col fisco. Per quanto può un popolo accettare tutto questo? ( i prossimi saremo noi).

Il governo dell'euro attuale si basa su BUGIE:la crisi di debito dei paesi del sud è causata dall'eccessiva spesa pubblica, dalla corruzione, ecc ecc

non è vero. E' una crisi di debito estero creata da investimenti fatti dai paesi del nord con la garanzia del cambio fisso;riforme, abbassando la corruzione si rientra dalla crisi. Non è vero. le riforme porteranno precarietà e non serviranno a rilanciare l'economia, il circolo vizioso all'interno della moneta unica non è risolvibile.

istituzioni eurepee democratiche???

Quindi i sogni ventoteniani ormai sono svaniti, basta aprire gli occhi per accorgersi che l'uscita dalla moneta unica è imminente, ma non per questo deve essere distrutta l'unione europea. Essa esisteva prima dell'euro e potrà esistere anche dopo, dipende solo dalla lungimiranza della futura classe dirigente.

vorrei precisare Sig. Dartagnan:

il programma di Grillo è molto ambiguo sull'uscita dall'euro, ne è testimonianza l'ultima mossa politica ( figuraccia) sulla nuova alleanza con ALDE
Utente: Engvej

Oddio, lo spessore delle classi politiche italiane è misero, ma nemmeno quelle europee brillano: prendasi il caso di Martin Schultz, ex-presidente dell'Europarlamento, nonchè candidato SPD alla cancelleria.

http://www.linkiesta.it/it/article/2017/02/21/gli-allegri-e-strani-rimborsi-di-martin-schulz/33318/

Oppure Juncker, con qunato emerso dai Lukeleaks

http://espresso.repubblica.it/internazionale/2016/06/29/news/il-lussemburgo-condanna-le-fonti-di-luxleaks-lo-scandalo-che-fa-tremare-jean-claude-juncker-1.275418

O la ex-commissaria olandese Kroes, con i suoi conti off-shore, come indicato dai Panama Papers

http://www.ilsole24ore.com/art/mondo/2016-09-22/conti-offshore-bahamas-spunta-nome-dell-ex-commissaria-ue-kroes--114922.shtml?uuid=ADNjlBPB

Ricordiamo come gli esponenti della commissione europea, Junker e Dijesslbloem, arrivarono a definire il parlamento della Vallonia, organo di valenza costituzionale pari al parlamento belga secondo la carta di quel regno, che aveva osato votare inizialmente no al CETA, e la campagna di attacco continentale nei confornti dei deputati valloni; verrebbe da dire che il piccolo spazio di legalità è imputabile più alla carta costituzionale dle 48 e a singoli individui, che all'Unione Europea. Il parlamento nazionale, come quello europeo, come le classi dirigenti nazionali e continentali sembrano più attenti agli interessi dei lobbisti, più che ai cittadini. Senza dimenticare che il caso della grecia dimostra che la cosiddetta solidarietà europea, è un mito più che una realtà, e ogni paese pratica una difesa perticace del proprio interesse nazionale.
Redatore: Mario Spezia

E' vero, l'euro è insostenibile e la corruzione non è la causa prima del debito, ma l'Italia può veramente farcela ed essere un paese civile e gradevole dove poter vivere solo se la legalità vince sul malaffare, la cultura sull'ignoranza, la dignità sul servilismo. E' vero, durante i governi Craxi crescevamo del 3%, ma era un bel Paese? O era solo l'anticamera del ventennio berlusconiano che ha fatto sì che milioni di italiani quotidianamente siano ammaestrati da Signorini e Barbara D'Urso? L'Italia non può farcela se non si si ritrova una dignità che è stata cancellata da una classe politica indecorosa, non può farcela se non riesce a vincere l'omertà che copre i colpevoli che hanno deturpato il corpo di Stefano Cucchi o che costringe Roberto Saviano a nascondersi mentre la criminalità diventa sempre più Stato.

L'attuale dittatura economica non si vince con più economia, ma con una migliore economia e soprattutto con una politica partecipata che sia in grado di far intravedere una prospettiva e innescare un nuovo rinascimento indispensabile per il futuro del nostro Paese.

Gianluca Ferrara
Utente: Manutono

Leggere

Il tramonto dell'euro

L'Italia può farcela

Di Alberto Bagnai