A fine febbraio un ente terzo certificherà il preventivo di spesa per la tratta Torino-Lione. La cruda mannaia dei conti è l'unico avversario che i magna-franchi della TAV temono davvero.

In questo articolo avevamo fatto la considerazione che il dio denaro peserà sulle possibilità di realizzazione della TAV ben più delle sacrosante proteste (e sabotaggi) degli attivisti no-TAV

Un chilometro di alta velocità in Italia pare costi sei volte più che in Francia, sarà per questioni fisico-geologiche, ma riteniamo che la causa maggiore sia dovuta ai costi della politica e della classe (im-)prenditoriale a essa legata.

Sull'ultimo numero dell'Altreconomia, Maurizio Bongioanni cerca di tirare la riga del totale per capire quanto finirà per costare questa inutile, faraonica, pacchiana, pomposa opera, almeno per quanto riguarda il tratto più delicato, ovvero la Torino-Lione. L'occasione è data dalla prossima scadenza (26 febbraio) della richiesta di finanziamento che la Lyon-Turin Ferroviaire, la società mista italo-francese che sta scavando in Valsusa, farà all'UE.

Entro quella data, un soggetto terzo, un ente certificatore, dovrà esprimere il proprio parere sui costi preventivati dalla società partecipata da Rete Ferroviaria Italiana (RFI) e Réseau Ferré de France (RFF). Il 26 febbraio, per capirci, il Tesoro italiano, che dovrà ovviamente coprire la spesa che UE deciderà di non accollarsi, potrebbe scoprire che la cifra da pagare per i contribuenti italiani è più che raddoppiata: quindici miliardi di euro invece di sette. E stiamo parlando ovviamente solo del tratto di competenza italiana della Torino-Lione.

L'organizzazione Presidio-Europa, vicina al movimento no-TAV, sta cercando di capire le somme in gioco, e stima che i circa 270 chilometri della Torino-Lione costino complessivamente 26 miliardi e 615 milioni di euro, sddivisi per le tre tratte.  La prima, interamente in territorio francese dovrebbe costare 11,378 miliardi di euro. La seconda, di competenza internazionale perché parte comune italo-francese, dovrebbe costare 8,844 miliardi di euro, esclusi gli oneri sui lavori di esecuzione, interessi sui prestiti, adeguamenti di progetti e i costi legati agli imprevisti dovuti alle indeterminazioni geologiche. Infine, la tratta tutta italiana dovrebbe costare 4,393 miliardi di euro.

"A questo investimento," sostiene Bongioanni, "andrebbe sommato il costo della tratta tra Bussoleno (To) e Chiusa di San Michele, che è stata stralciata dal progetto relativo alla 'parte comune' e allocata solo nella tratta italiana." Ovvero un aumento di spesa di almeno 2 miliardi di euro, a carico del governo italiano.

Già l'8 agosto 2014  RFI ha corretto il costo della tratta internazionale nel nuovo contratto di programma con il ministero delle Infrastrutture, portandolo da 8,8 miliardi a 12 (+36%).  Applicando ai 12 miliardi la ripartizione delle spese secondo le percentuali stabilite, si ottiene una spesa di 6.935 milioni di euro per l'Italia. Se l'UE sganciasse il contributo massimo stabilito, ovvero il 40% auspicato dai vertici istituzionali, l'Italia dovrebbe spendere quasi 4,2 miliardi di euro.

C'è un piccolo problema, continua Bongioanni: "l'Ue ha a disposizione 5,5 miliardi di euro da utilizzare per tutti i progetti del sistema di trasporto trans-europeo, vale a dire decine di progetti, mentre Francia e Italia vorrebbero richiedere un cofinanziamento di 5,2 miliardi, vale a dire il 95% dei fondi europei, solo per un progetto." Le probabilità che la spuntino le riassume in una frase il presidente della Commissione trasporti UE, Michael Cramer: "Se anche li avessimo, non andrebbero mai a un solo Paese: l'Unione europea è formata da 28 Paesi membri."

Ancora pochi giorni, dunque, e l'epoca delle chiacchiere sarà terminata. Il progetto dovrà affrontare il suo più terribile avversario: le tasche del Sior Pantalòn.

Contenuti correlati

All'orizzonte la guerra invece di un cielo azzurro
All'orizzonte la guerra invece di un cielo azzurro Brogliaccio raccolto e inviato via mail alla Presidenza UNESCO di Parigi in occasione dell'opera-azione VERGOGNA VICENZA UNESCO (8 settembre 8 dicembre 2012 - M... 2784 views Mario Spezia
Il Motor City - Autodromo del Veneto: Come influenzerà le nostre vite.
Il Motor City - Autodromo del Veneto: Come influenzerà le nostre vite. I gruppi WWF di Povegliano e Villafranca organizzano un incontro a Povegliano giovedì 4 giugnoGIOVEDÌ 4 GIUGNO 2009alle 20.45 nella sala civica Savoldo di Poveg... 3039 views Mario Spezia
Il bavaglio all' informazione
Il bavaglio all' informazione Gli unici media che hanno fatto rimbalzare questa gravissima notizia sono stati il blog Beppe Grillo e la rivista specializzata Punto Informatico.Il Senato ha &... 2452 views redazione
Il 2008 è l'anno del voto elettronico
Il 2008 è l'anno del voto elettronico In occasione delle imminenti elezioni, al via la sperimentazione del voto elettronico: in ben 14 regioni è possibile votare direttamente da casa, a patto di dis... 2843 views veronica_ciarumbello
Boschi urbani?
Boschi urbani? Il ministro Costa ha promesso 30 milioni per la riforestazione urbana.Le città hanno bisogno di verde, ma noi abbiamo bisogno sopratutto di boschi, foreste, lag... 6066 views Mario Spezia
La fotografia contemporanea in quattro incontri
La fotografia contemporanea in quattro incontri Quattro conferenze dedicate a ruoli e protagonisti della fotografia contemporanea.Avrà inizio oggi Ruoli e protagonisti della fotografia contemporanea, un ... 2663 views alice_castellani
Il Cambiamento
Il Cambiamento Da qualche tempo si respira un' aria nuova in città.Del premier c'è poco da dire. Si vanta di apprezzare molto la "carne fresca" e la sua vanteria è confermata ... 2906 views Mario Spezia
Spegni la luce, è l'ora della terra
Spegni la luce, è l'ora della terra Iniziativa del WWF: per un'ora tutto il mondo spegnerà la luce. Partecipa, udite udite, il Comune di Verona.Il 28 marzo, dalle 20,30 alle 21,30 sarà l' Ora dell... 3068 views charlie_mirandola